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Vecchio 06-01-2017, 13:30   #1
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predefinito Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Fin da piccolo sono sempre stato un bambino introverso, parlavo poco, avevo come in tutti i cliché un unico amico con cui mi vedevo spesso, ma allo stesso tempo la vita scorreva abbastanza normalmente. Con l'inizio delle scuole medie sono incominciati i primi problemi, mi sono ritrovato in un ambiente di bullismo dove l'unico capro espiatorio sono sempre stato io, fra cattiveria fisica e psicologica da quasi tutta la classe e senza il minimo amico. Io sono sempre stato il tipo che non amava sfogarsi, non gli piaceva farsi autocommiserare e quindi non ho mai chiesto aiuto a mia madre o qualsiasi altra persona conoscessi. (Ciò con gli anni mi ha anche reso semplicemente "il confessore" di alcune persone online con le quali non mi sento più, perché appunto così facendo non si è creata intimità.) I professori erano peggio, alcune volte addirittura se la prendevano con me perché era più semplice concluderla così che sfidare quei soggetti. In 3° Media mio padre a causa di un ictus celebrale inizia a soffrire di infermità mentale, mia madre inizia giustamente a distrarsi ed io sia a causa del dispiacere di mio padre, della mia alta sensibilità - sì, un difetto - ed anche dell'essere rimasto solo - parenti mai avuti o lontani - ho iniziato a fare "filone/sega" a scuola. Col tempo la cosa si scopre, e fra litigi vari concludo il mio inferno alle medie.

Inizio il 1° anno delle superiori, ma becco un ambiente ancora peggiore, con collegamenti persino in alcune famiglie poco di buono del posto.. io sempre più a pezzi e con nessuno a cui chiedere aiuto mi rinchiudo in casa. Arrivano gli assistenti sociali, ma mia madre sempre stata passiva di suo - come me alla fine - e già distratta/disperata dalla situazione di mio padre, sta al mio gioco come gli stessi assistenti che si fanno sentire poi poi sempre di meno.

Da 14 ai 16 anni e mezzo faccio praticamente: letto, computer, letto computer: però non sono uno di quei "malati del mondo virtuale"; non guardo altro che anime, film o serie tv di cui ero tral'altro già appassionato da piccolo, e quindi escludo i rapporti umani anche sul web.

Verso i 16 e mezzo incomincio a sentire la mancanza di contatti umani, e quindi cerco forum che trattano i miei hobby/problemi: qui conosco un utente del forum - una delle poche volte che sono stato proattivo - che mi porta a un gruppetto di amici online. Ciò nonostante l'abbondante periodo di tempo passato isolato, sommato alla mia natura la quale si confida poco o ha paura di parlare dei suoi problemi, perché potrebbe essere visto come una persona che cerca solo attenzioni, mi blocca. Ma con quel gruppo ho un bel rapporto, ho però capito di non essere portato oltre - e quindi cercare altre persone - per l'amicizia online. Durante quel periodo iniziano a manifestarsi i miei problemi di saluti: mal di schiena, cervicale, problemi di colon irritabile i quali mi impedirebbero molto la vita se dovessi uscire di casa e altre piccole cose.. dovute ovviamente al mio stress accumulatosi e allo stile di vita svolto anche in un'abitazione non particolarmente confortevole.

Ora ho 18 anni e qualche mese, mi sento praticamente di non aver vissuto - nonostante tre anni della mia vita siano stati caratterizzati da esperienze devastanti - ma devo riconoscere che in questo forum ho visto cose come lo stupro, quindi c'è sempre qualcuno peggio che ha saputo agire meglio - e la mia ansia sociale verso l'esterno e soprattutto verso alcune persone - ad esempio ruoli di potere: professori, dottori; o ragazzi della mia età - raggiunge veramente un qualcosa che non riesco a spiegare, praticamente m'immobilizzo o tremo. Quando penso al futuro tutto ciò che mi viene in mente è il mio corpo mezzo rottame, la mia incapacità di provare a fare quasi qualsiasi cosa da solo e il fatto di non avere del tutto aiuti almeno in termini di vicinanza. Inoltre forse anche a causa di una probabile depressione, ho perso praticamente interesse nella vita "normale". Una ragazza è l'ultimo dei miei problemi ora - anche perché letteralmente non ho nulla da offrire e non risolve sicuro i miei problemi -, un'uscita tra conoscentila vedo come una cosa nauseante e alla fin fine proprio il concetto di vita mi scoccia.

Comunque un'unica cosa certa la so: la mancanza d'affetto in questi anni si è fatta esponenziale, darei di tutto per un abbraccio intimo e vero, senza imbarazzi nonostante anche il mio problema nel contatto fisico, ma ci siamo capiti... qualcuno con cui interagire con leggerezza e spensieratezza. Saranno state anche le feste recenti, che per la prima volta ho passato senza nemmeno tirare fuori mezzo addobbo, non rendendomi quindi conto dell'improvviso 2017 sul calendario.. ma la morsa di dolore dentro di me si è fatta sempre più forte e ho capito di dover fare qualcosa. E da non sottovalutare, nonostante abbia 18 anni i miei sono 60+, mio padre è invalido e parenti nulla. La strada chiama XD
Sono stato sicuramente sciocco, sfortunato e col tempo menefreghista visto la mia perdita d'interesse verso la vita ma vorrei provare a fare qualcosa, dalla mia forse solo l'età: 18.
Ho aggiunto tutto questo background anche per dare un'idea di chi dovrà chiedere aiuto. Principalmente il topic l'ho aperto perché visto la tematica del forum qui ci sono sicuramente persone che hanno vissuto più e più esperienze con dottori di ogni genere. Io da qualche parte devo iniziare, ma da solo non ne esco, è sicuro. Preferisco il suicidio.

Cosa potrei contattare? E cosa dovrei soprattutto dire? Uno psicologo mi farebbe sfogare ma io attualmente mi sento vuoto e incapace/non volente di vivere il mondo. Uno psichiatra mi darebbe i farmaci ed appuntamento al mese prossimo: lasciandomi soltanto la speranza del miracolo in qualche antidepressivo che poi boh mi dia la forza di fare qualcosa (?), non so nemmeno cosa... forse iscrivermi a un serale, ma ovviamente SOTTO MEDICINE.

Il medico generico per farsi dare una guida generale magari, ma a 15 anni ci andai per un problema il quale si è poi rivelato stress, mi liquidò con: "iscriviti in palestra", (tipo la famosa scena di Boris) e sembrava poco accetto nel comprendere problemi di tipo mentale o psicologico. Inoltre al tempo gli mentì e dissi che stavo andando a scuola.

Sono davvero bloccato, non so che fare, non so se voglio fare e non so cosa farei dopo. Una pecorella smarrita che però davvero non ce la fa più nemmeno a casa, fra affetti mancati, insonnia e problemi di salute la vita da hikikomori è diventato un conto alla rovescia verso un brutto gesto. Messa così la questione invidio chi finge il suicidio o magari di tagliarsi (RIBADISCO "FINGE"), così da attirare attenzioni e portare l'aiuto verso di se e non il contrario. Ma non sarà mai da me e da quanto ho letto qui finisce lo stesso male, tra TSO e brutte esperienze.

C'è un percorso giusto da seguire a questo punto? Vorrei tanto esistessero centri di riabilitazioni per esseri umani, forse sì sono le cliniche, ma non so se io centrerei in quel contesto e comunque nessuno mi farebbe entrare così su due piedi perché sono l'ultimo sprovveduto con problemi alle spalle (E COSì TANTI SOLDI, NON NE HO).

Le mie ipotesi:
1. Psicologo a pagamento
2. Psichiatra a pagamento (+ Probabile, devo capire se almeno i farmaci mi danno qualche motivazione in più)
3. Centro Sanità Mentale, psicologo + psichiatra quindi essendo gratuiti (se si può fare insieme)
4. Medico generico (ma poi dovrei dire tutte queste cose a lui? magari ha anche altri clienti in fila, mica è un confessore... inoltre oddio quando penso alla figura della palestra mi ci vorrebbe il triplo di forza interiore solo per andare lì)

E poi boh, da qualche parte devo iniziare... sempre meglio di niente. Solo che la vedo come una scelta abbastanza importante, sarà praticamente una svolta dopo anni e anni (pure se non mi cambia niente avrò comunque parlato con un dottore, quindi lo stesso una svolta) e mi sembra tutto così confuso e senza via di uscita. Grazie per tutti i commenti e consigli dettatovi anche dalla vostra esperienza , e buona befana XD


Ps: Mi scuso sia per la grammatica, non leggo così tanto e l'insonnia fa il suo ed anche per eventuali persone che si possano essere sentite offese dal mio comportamento.
Ps2: Mia madre la vorrei tenere fuori da questa storia, ultimamente è più nervosa che mai ed oltre ai soldi non chiederò nient'altro, i rapporti sono già quelli che sono.
Ps3: Questo topic l'ho scritto ieri sera, casualmente oggi in home è apparso "Cosa dire al dottore", dove si parla anche di Psichiatri online, qualcuno sa come funzionano?
Ringraziamenti da
alien boy (06-01-2017), Locharb (06-01-2017), Phoenix (06-01-2017), Rebecca~ (06-01-2017)
Vecchio 06-01-2017, 16:41   #2
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L'avatar di OtherWorld
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Quote:
Originariamente inviata da Headache94 Visualizza il messaggio
Intanto scusami perchè non ho letto tutto (sono molto stanco),però ho capito il messaggio generale e cioè che cerchi una via d'uscita dalla solitudine.

Io fino all'anno scorso ero nella solitudine più siderale,ho perso le amicizie che avevo alle superiori perchè mi sono fatto bocciare (causa depressione,non andavo più a scuola)

Dopo un attacco di esaurimento per altri motivi che si sono sommati a quelli già preesistenti,mi sono fatto ricoverare al pronto soccorso,da lì sono entrato in contatto con uno psichiatra che mi ha consigliato di iniziare a prendere una terapia farmacologica (per la stabilizzazione dell'umore) e di cominciare a frequentare il centro di salute mentale.
Ai primi tempi mi trovavo insieme con persone più o meno malate,io ero nel gruppo di quelli più ''normali'' (c'era,anzi c'è, per esempio un altro ragazzo che è rimasto per 8 anni chiuso in casa perchè aveva la dipendenza da videogiochi)

Tramite il CSM sono poi entrato in contatto (tramite educatrici/educatori) con una (credo,non mi intendo di cose burocratiche) onlus,che si occupa di aggregamento giovani (vabè,quasi tutti i partecipanti hanno sulla 30ina 40ina d'anni) e iniziative sociali,tra queste iniziative c'è un progetto (che mi hanno detto finanziato dalla regione,quindi bisogna vedere se esiste anche da te) che si chiama ''centro sollievo'' ,in poche parole siamo un gruppetto di 7/8 persone insieme ai due educatori e in un determinato giorno della settimana usciamo a prenderci un aperitivo,oppure andiamo al cinema e in estate andiamo in qualche posto nella natura (da me ce ne sono tanti) o al mare

Sinceramente mi trovo bene,forse l'età dei partecipanti è un po' alta rispetto alla mia (sono il più giovane di tutti e ho 22 anni,l'età media è 35 anni) ma è un buon inizio per una ''rinascita sociale'' dopo anni di reclusione,ho passato delle belle esperienze con loro e l'atmosfera non è per niente quella di una ''comitiva di disturbati'',siamo alla pari con gli educatori e quando c'è qualche problema basta parlarne con loro per avere dei consigli.
Siamo persone normalissime alla fine,c'è chi soffre d'ansia,chi ha avuto qualche trauma,chi è rimasto recluso dentro casa per anni (come ho detto) ecc.

Quindi vedi tu,io ti consiglierei di parlare con uno psichiatra,poi dipende se ci sono associazioni simili nella tua regione (io sono delle marche)
Buona fortuna

Grazie mille della risposta, sapere che esiste già qualche iniziativa del generenonostante al Sud non ne abbia mai sentito parlare, mi rincuora.

A quanto ho capito tu ti facesti ricoverare per esaurimento e quindi ti si è man mano creata una vis, io a volte anche sono in un mood trattabile con ricovero, ma ho paura o vergogna e non so come funzioni. Comunque inizio a pensare che il CSM per ora sia la scelta migliore almeno per fare due domande, e poi magari uno psichiatra privato. Se poi ho la fortuna di conoscere altre iniziative, tanto meglio, l'età non mi interessa.. Vorrei solo sapere se al CSM posso entrarci così spuntando all'improvviso, o chiedere prima al medico curante. Se non sbaglio nella mia città c'è, nonostante non ci sia l'ospedale.

Ultima modifica di OtherWorld; 06-01-2017 a 16:47.
Vecchio 06-01-2017, 16:57   #3
Esperto
L'avatar di Noriko
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

L'ideale sarebbe inserirsi in ambienti protettivi come associazioni di volontariato, chiesa ma se diventa molto difficile opterei per lo psicologo a pagamento, tenendo presente che non ti risolverà il tuo vuoto interiore ma sarà un modo per poter parlare con qualcuno... Consiglio: se senti che stai peggio e i sintomi peggiorano pensaci se vale la pena continuare.
Vecchio 06-01-2017, 19:39   #4
Avanzato
L'avatar di It's Me
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Ti consiglierei lo psicologo, ma devi raccontare proprio tutto, senza omettere niente e senza mentire. Al mio ho detto che conduco una vita molto solitaria e mi ha dato dei consigli su come uscirne
18 anni sono un'inezia, hai una vita davanti
Vecchio 06-01-2017, 20:13   #5
Esperto
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Io a quell' età provavo a frequentare l 'oratorio, nella mia zona lo psicologo non c'era più, la vecchia ASL aveva chiuso, andavo anche a un centro di ascolto, ma migliorai solo in parte
Vecchio 07-01-2017, 13:42   #6
Avanzato
L'avatar di OtherWorld
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Volontariato, chiesa ecc.. sinceramente non me la sento. Preferisco almeno un aiuto professionale non essendoci mai andato. A wuesto punto confido mel Csm

Grazie tutti
Vecchio 07-01-2017, 17:58   #7
Rob
Principiante
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Il centro di salute mentale hanno a volte dei centri chiamati diurni dove per qualche ora della giornata puoi essere seguito da degli educatori e fare qualche attività socializzante con altri pazienti e delle brevi uscite. Tieni presente però che non sono centri di intrattenimento ma strutture legate alla riabilitazione psico sociale e conseguentemente nella maggior parte dei casi avresti a che fare con persone più o meno psichiatriche o comunque con dei problemi più o meno accennati, quelli che stanno meglio, lavorano o hanno una minima vita sociale non frequantano questi centri. La cosa migliore è farsi degli amici all'esterno ma so che nel tuo caso sarebbe difficile.
Vecchio 07-01-2017, 19:31   #8
Avanzato
L'avatar di OtherWorld
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Quote:
Originariamente inviata da Rob Visualizza il messaggio
Il centro di salute mentale hanno a volte dei centri chiamati diurni dove per qualche ora della giornata puoi essere seguito da degli educatori e fare qualche attività socializzante con altri pazienti e delle brevi uscite. Tieni presente però che non sono centri di intrattenimento ma strutture legate alla riabilitazione psico sociale e conseguentemente nella maggior parte dei casi avresti a che fare con persone più o meno psichiatriche o comunque con dei problemi più o meno accennati, quelli che stanno meglio, lavorano o hanno una minima vita sociale non frequantano questi centri. La cosa migliore è farsi degli amici all'esterno ma so che nel tuo caso sarebbe difficile.

Attualmente la mia priorità non è fare amicizia, ma tornare a vivere.
Ormai ho deciso anche con mia madre, l'ho informata, lunedì vado ad informarmi al CSM armato di buona volontà. Non cerco modi per fare amici, o posti ricreativi ma un buono psicologo o psichiatra. È sempre un inizio.

Per il resto si vede. Spero solo sia abbastanza attrezzato, so di una persona che andò lì ma c'era solo lo psichiatra e lo psicologo sarebbe stato assente per mesi (?). Ci si prova
Vecchio 07-01-2017, 21:11   #9
Principiante
L'avatar di Nightdream87
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Fai bene ad affidarti al CSM, spesso si trovano figure professionali molto preparate... male che dovesse andare potrai sempre cambiare e rivolgerti ad uno psicoterapeuta privato. Io vado da uno psichiatra che fa anche psicoterapia... consiglio anche a te, eventualmente, questa scelta
Ringraziamenti da
OtherWorld (07-01-2017)
Vecchio 08-01-2017, 01:25   #10
Avanzato
L'avatar di OtherWorld
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

Quote:
Originariamente inviata da Nightdream87 Visualizza il messaggio
Fai bene ad affidarti al CSM, spesso si trovano figure professionali molto preparate... male che dovesse andare potrai sempre cambiare e rivolgerti ad uno psicoterapeuta privato. Io vado da uno psichiatra che fa anche psicoterapia... consiglio anche a te, eventualmente, questa scelta
Nella mia città ho trovato questo, è privato ma i costi non sono eccessivi. Però non riesco a capire bene cosa sarebbe, un complesso di psichiatri? lol
Ma mi faccio prima quel giro al CSM
http://www.ismsrl.it/
Immagini allegate
Tipo di file: jpg 9fb05270-bfa5-4b07-8c96-9a571de01a0b.jpg‎ (82.6 KB, 14 visite)

Ultima modifica di OtherWorld; 08-01-2017 a 03:28.
Vecchio 08-01-2017, 11:56   #11
Principiante
L'avatar di Nightdream87
 

predefinito

Non credo si tratti di un complesso di psichatri... dovrebbe essere una struttura dove praticamente si occupano di fare la diagnosi e poi ti affidano loro al terapeuta che reputano più opportuno, sicuramente affiliato alla stessa struttura... mha, non mi convince molto... anche perché i test diagnostici non so quanto possano essere validi, e lo dico per esperienza personale.. inoltre se non ti dovessi trovare bene al Csm il mio consiglio é di scegliere il nuovo terapeuta personalmente... magari ti fai un giro di terapeuti ( la prima seduta di solito é gratuita), preferendo a parer mio la figura di psichiatra- psicoterapeuta, e poi decidi in base al grado di empatia che si é instaurato con ognuno di loro. Sappi che in questi percorsi non é tanto importante il risultato dei test o l ' orientamento psicoanalitico del medico ( esistono vari tipi di psicoanalisi... Freudiana, Jungiana, Lacaniana...) ma piuttosto il feeling che si instaura fra te e lui! É questo l elemento indispensabile affinché si possano ottenere dei benefici. Buona fortuna!
Ringraziamenti da
OtherWorld (08-01-2017)
Vecchio 10-01-2017, 13:12   #12
Intermedio
L'avatar di mmmax
 

predefinito Re: Per un semirecluso da quando è adolescente: psicologo, psichiatra o cos'altro?

butto lì un'idea; fare un anno di servizio civile.
Pro: Guadagneresti un po' di soldi e molta autostima, cambiando aria e conoscendo gente di cui non immagineresti nemmeno l'esistenza. Magari tra di loro ti trovi la ragazza (a me successe) o nuove idee per il tuo futuro.
Contro: all'inizio sarà difficile uscire dal guscio.
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