Registrato: Sep 01, 2007 Messaggi: 854 Residenza: Nord
Inviato: Sun Jul 20, 2008 22:25 pm Oggetto:
uahlim ha scritto:
Aleydis ha scritto:
A volte piombo senza motivo nell'apatia, non voglio vedere nessuno e non ho voglia di fare niente. Invece la maggior parte delle persone che conosco sono attive e solari, cosa a cui io non mi avvicino nemmeno lontanamente.
Ovvio che siano attive e solari: quando sono apatiche e non hanno voglia di fare niente tu mica le vedi, tu mica le incontri.
Concordo in pieno,io in publicco per esempio io sono sempre di buon umore e per questo mi giudicano come quello sempre "felice"io in realtà mi sento quello"triste" e questa cosa mi fa sofrire
_________________ è uno strano dolore....morire di nostalgia per una cosa che non vivrai mai...
trovare persone i cui interessi coincidano perfettamente coi nostri è difficile, personalmente io mi accontento di trovare persone la cui sensibilità, concezione di vita e prospettive siano abbastanza vicine alle mie. per fare un esempio a me non importa una beata fava di moto e affini, ma se trovassi un patito dell'argomento che al contempo ha qualche altro interesse in comune con me o quantomeno riesce ad accettare anche i miei interessi e con cui si riesce a discutere su argomenti "neutri", allora è possibile che io e lui si diventi amici.
A volte piombo senza motivo nell'apatia, non voglio vedere nessuno e non ho voglia di fare niente. Invece la maggior parte delle persone che conosco sono attive e solari, cosa a cui io non mi avvicino nemmeno lontanamente.
Ovvio che siano attive e solari: quando sono apatiche e non hanno voglia di fare niente tu mica le vedi, tu mica le incontri.
Concordo in pieno,io in publicco per esempio io sono sempre di buon umore e per questo mi giudicano come quello sempre "felice"io in realtà mi sento quello"triste" e questa cosa mi fa sofrire
Io non riesco a nascondere i miei stati d'animo...
Se sto male si vede da un km di distanza.
E' ovvio che molta gente invece nasconde i propri sentimenti...
ma a me basterebbe anche saper fare questo, dato che quando
piombo in questi stati non posso nasconderlo a nessuno.
Lì cominciano a scattare tutte le domande e mi rompo...
_________________ I felt a funeral, in my Brain,
And Mourners to and fro
Kept treading- treading- till it seemed
That Sense was breaking through-
E.D.
Sapete, da poco ho scoperto una cosa interessante. E' da un pò di mesi che ci rifletto, e anche ieri sera ne ho avuto conferma. Ho scoperto che per stare bene con gli altri si deve dare. Qualsiasi cosa. Non parlo di cose materiali ovviamente...parlo di darsi, di essere spontanei, di condividere pensieri, interessi, dare consigli, fare favori. Anche se pensi che la persona davanti a te magari non capirà questi tuoi "doni" o non mi accetterà...perchè questo non avviene mai. Mi è capitato proprio ieri sera...ho deciso di allentare un pò la corda (la cosa è stata più facile perchè ero senza occhiali ), di essere più spontanea. Così ho detto esattamente quello che pensavo nel momento in cui lo pensavo, ho condiviso interessi (e sono anche rimasta stupita di certe persone con cui per stupidi pregiudizi non avevo mai parlato di queste cose), ho dato consigli, ho riso, sono stata spontanea il più possibile. E mi sono divertita. Sono tornata a casa con un sorriso (il che non capita spesso).
Questo per farvi capire che partendo prevenuti sulla gente, stando continuamente sulla difensiva, si peggiora solo le cose. So che ovviamente queste tendenze fanno parte della nostra condizione (anche se devo dirvi che non so più se sono davvero socialfobica o solo timida e diffidente) ma dovremo almeno provare ad abbandonarle per un pò...per vedere che effetto fa. Tanto non abbiamo nulla da perdere. Io ieri mi sono buttata e ho passato una bella serata. Per una volta non mi sono fatta paranoie, non mi sono trattenuta...ed è stato liberatorio.
Addirittura tornata a casa ho cominciato a fantasticare su progetti futuri, pensando che IO SONO VIVA e se voglio posso fare tutto. Niente è impossibile. Basta volerlo.
Spero di continuare ancora così, perchè è stato davvero bello!
_________________ I felt a funeral, in my Brain,
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E.D.
Sapete, da poco ho scoperto una cosa interessante. E' da un pò di mesi che ci rifletto, e anche ieri sera ne ho avuto conferma. Ho scoperto che per stare bene con gli altri si deve dare. Qualsiasi cosa. Non parlo di cose materiali ovviamente...parlo di darsi, di essere spontanei, di condividere pensieri, interessi, dare consigli, fare favori. Anche se pensi che la persona davanti a te magari non capirà questi tuoi "doni" o non mi accetterà...perchè questo non avviene mai. Mi è capitato proprio ieri sera...ho deciso di allentare un pò la corda (la cosa è stata più facile perchè ero senza occhiali ), di essere più spontanea. Così ho detto esattamente quello che pensavo nel momento in cui lo pensavo, ho condiviso interessi (e sono anche rimasta stupita di certe persone con cui per stupidi pregiudizi non avevo mai parlato di queste cose), ho dato consigli, ho riso, sono stata spontanea il più possibile. E mi sono divertita. Sono tornata a casa con un sorriso (il che non capita spesso).
Brava, vedo che siamo pervenuti alla medesima strategia risolutiva per quegli stati di malessere emotivo che ci colpiscono. Il segreto sta nel condividere i momenti di socialità senza affrontarli come doveri, ma apprezzandone quanto di positivo può emergere, perché alla fine quando si è in gruppo prima o poi si finisce per essere coinvolti, non possiamo essere ignorati completamente, tutti noi costituiamo un qualche motivo di interesse per gli altri. E non dobbiamo assolutamente sentirci sotto esame: sono situazioni di piacere, non scelte obbligate, anche quando il nostro contributo ad una conversazione può essere esiguo è sbagliato convivere con l'assillo di dover per forza parlare, sorridere, essere partecipativi. Le cose autoimposte non possono avere esiti positivi, ogni cosa verrà a suo tempo grazie alla naturalezza e alla spontaneità.
Non dare dunque retta a chi come Calimero tenta di coinvolgerti nella sua spirale di perdizione
Sapete, da poco ho scoperto una cosa interessante. E' da un pò di mesi che ci rifletto, e anche ieri sera ne ho avuto conferma. Ho scoperto che per stare bene con gli altri si deve dare. Qualsiasi cosa. Non parlo di cose materiali ovviamente...parlo di darsi, di essere spontanei, di condividere pensieri, interessi, dare consigli, fare favori. Anche se pensi che la persona davanti a te magari non capirà questi tuoi "doni" o non mi accetterà...perchè questo non avviene mai. Mi è capitato proprio ieri sera...ho deciso di allentare un pò la corda (la cosa è stata più facile perchè ero senza occhiali ), di essere più spontanea. Così ho detto esattamente quello che pensavo nel momento in cui lo pensavo, ho condiviso interessi (e sono anche rimasta stupita di certe persone con cui per stupidi pregiudizi non avevo mai parlato di queste cose), ho dato consigli, ho riso, sono stata spontanea il più possibile. E mi sono divertita. Sono tornata a casa con un sorriso (il che non capita spesso).
Brava, vedo che siamo pervenuti alla medesima strategia risolutiva per quegli stati di malessere emotivo che ci colpiscono. Il segreto sta nel condividere i momenti di socialità senza affrontarli come doveri, ma apprezzandone quanto di positivo può emergere, perché alla fine quando si è in gruppo prima o poi si finisce per essere coinvolti, non possiamo essere ignorati completamente, tutti noi costituiamo un qualche motivo di interesse per gli altri. E non dobbiamo assolutamente sentirci sotto esame: sono situazioni di piacere, non scelte obbligate, anche quando il nostro contributo ad una conversazione può essere esiguo è sbagliato convivere con l'assillo di dover per forza parlare, sorridere, essere partecipativi. Le cose autoimposte non possono avere esiti positivi, ogni cosa verrà a suo tempo grazie alla naturalezza e alla spontaneità.
Non dare dunque retta a chi come Calimero tenta di coinvolgerti nella sua spirale di perdizione
Bravo, esatto!
Si deve pensare di meno a sè stessi quando si è con gli altri. Smetterla di preoccuparsi sempre per sè anche se non ce n'è motivo, logorandosi il cervello perchè "forse quello che ho detto era sbagliato", "chissà cosa penseranno se dico questo o faccio l'altro", "perchè nessuno mi capisce", "perchè nessuno mi rivolge la parola"...ecc. Dobbiamo smetterla di pensare queste cose...ci dobbiamo solo rilassare, non pensare a quello che gli altri possono pensare, non impegnarsi a costruire ogni frase o ogni azione prima di parlare o agire...dovremo solo essere più spontanei. Fidarci di più degli altri, aspettarci di meno (le grosse aspettative non servono a niente, solo a generare ansia), imparare a dare oltre che pensare solo a ricevere.
Sono tutte belle parole vero?
Certo poi applicarle non è poi così semplice...ma si dovrebbe procedere per gradi io credo. Personalmente sto cominciando da poco a notare queste cose, a capirmi di più e soprattutto a voler risolvere i miei problemi. Di strada ne ho ancora tanta davanti..ci saranno alti e bassi..ma ne vale sicuramente la pena!
Tutti possiamo migliorare...partendo in primo luogo da noi stessi, con la nostra volontà. Certo a volte è necessario anche l'aiuto di qualcuno...ma la volontà personale è la cosa fondamentale.
Speriamo di potercela fare!
_________________ I felt a funeral, in my Brain,
And Mourners to and fro
Kept treading- treading- till it seemed
That Sense was breaking through-
E.D.
Sapete, da poco ho scoperto una cosa interessante. E' da un pò di mesi che ci rifletto, e anche ieri sera ne ho avuto conferma. Ho scoperto che per stare bene con gli altri si deve dare. Qualsiasi cosa.
Brava, vedo che siamo pervenuti alla medesima strategia risolutiva per quegli stati di malessere emotivo che ci colpiscono.
Non dare dunque retta a chi come Calimero tenta di coinvolgerti nella sua spirale di perdizione
maddai muttley, sei in sto topic solo perchè c'è la possibilità di ricevere (ma mi sa che hai frainteso cosa ), dato che te nin so quando mai abbia dato
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-- per ora no mex privati qui --
Sapete, da poco ho scoperto una cosa interessante. E' da un pò di mesi che ci rifletto, e anche ieri sera ne ho avuto conferma. Ho scoperto che per stare bene con gli altri si deve dare. Qualsiasi cosa.
Brava, vedo che siamo pervenuti alla medesima strategia risolutiva per quegli stati di malessere emotivo che ci colpiscono.
Non dare dunque retta a chi come Calimero tenta di coinvolgerti nella sua spirale di perdizione
maddai muttley, sei in sto topic solo perchè c'è la possibilità di ricevere (ma mi sa che hai frainteso cosa ), dato che te nin so quando mai abbia dato
Ho dato tutto per la scienza (cit.)
_________________ Remember, George: no man is a failure who has friends.
Rilancio la mia proposta: perchè non provare a frequentarsi? Almeno quelli che non abitano lontano e che sono vicini d'età.
Se ci pensate cosa possiamo risolvere stando qui a lamentarci? Bisognerebbe darsi da fare.
ci vuole umiltà prima di tutto
io ho superato la fase "mi sento diverso = superiore" perchè alla fine molte volte qui leggo gente che si sente migliore degli altri solo perchè è "diversa" perchè non vede il grande fratello, che considera gli altri "italiani medi" (il terribile muttley)
ma alla fine siamo tutti uguali, e anzi, i cosidetti diversi, sono molti di più di quelli che pensate, ormai è una moda fare l'intellettualoide di sinistra (cit.), l'esperto di cinema altezzoso, colui il quale discute di cose da g8 in salotto (rima)
anche io mi sento diverso e ho mollato tutti i conoscenti perchè nessuno ha i miei hobby, perchè io ho un mix di cose davvero strane, che vanno da cose da introversoni e particolaroni, a gusti da socialone di brutto brutto brutto
quindi mi considero un mezzo sangue, non adatto ai socialoni xchè non parlo di calcio, auto e cose del genere, ma manco ai cosidetti introversoni riflessoni, perchè ti posso parlare di gf e di unz music
però alla fine ho superato la fase in cui schifavo il mondo xchè erano diversi da me, perchè li vedevo tutti uguali
si è vero, molti son troppo uguali, ma è una scelta loro, e anzi, a guardarla dal punto di vista pratico la loro aggregazione è quella che ne esce più vincente, rispetto a chi si distacca e rimane solo
son scelte di vita, e la diversità non deve essere vista più come lo sterotipo dell'intelligenza, del bene e della democrazia
anche nel diverso può esserci il male, così come nel normalone
detto questo, anche a me piacerebbe conoscere qualcuno davvero simile a me, ma temo sia impossibile
io non sono daccordo...ne esce vincente perchè sono in pochi quelli a voler eche il mondo vada in modo diverso...
nei nati tra gli anni 80-85 pochi avrebbero seguito trasmissioni come De Filippi e Lucignolo...
invece ora guarda le ragazze 15-20enni....tutte lì a spettegolare su quelle cavolate...addirittura andare a vedere in diretta 0'na puntata di Amici...
Sono i vincenti? a me pare che quando faccio affermazioni del tipo "e ti lamenti che in sti giorni sono + silenzioso del solito? E almeno non tengo il cervello occupato con roba tipo la De Filippi" l'autostima di chi ho davanti diventa piccola piccola...ma proprio piccola....
allo stesso modo per chi è troppo estroverso.
Una volta io ero il più estroverso (ma non obbligavo nessuno ad essere come me e non prendevo per il posteriore chi era introverso - sempre tenerone io ).
Oggi sono introverso (e mi da fastidio un tantino il troppo egocentrismo), ma so alternare l'introversione all'estroversione.
Mi piace rimanere minuti e minuti ad osservare le persone? ad ascoltarle in silenzio? magari i miei momenti di brillantezza/ironia (che una volta erano tutto) oggi sono più ridotti? non sono più il tipo da disco (2 volte soltanto nell'ultimo anno solare con sbornia annessa perchè mi ci avevano pregato)?
Mai sentito una persona darmi del perdente, sfigato ecc...ecc...
innanzitutto perchè non mi sento tale...anzi ritengo di avere un carattere bello duttile e forte e sono sempre pronto a reagire
e poi perchè la mia introversione forse m'ha reso meno "divertente" d'un tempo, ma a detta degli altri + misterioso e con l'idea di essere + sicuro, con il carattere forte, ma anche dolce e sensibile.
Se al sabato sera si vuole andare in disco si sa già che la mia risposta è al 99% un no e nessuno per questo si è mai sentito in dovere di dire "a".
Detto questo sono di sinistra- anarchico-comunista (ma non sono un intellettualone ) e purtroppo mi sa che ho attraversato da poco la fase in cui mi infastidisce altamente tutto ciò che non segue la mia testa (dalla regione a chi si conforma alla massa - tutti quei ragazzi che sono proprio uno uguale all'altro mi fanno provare quasi pensa).
Io nella mia "nuova" identità mi trovo da Dio...mi sento un Dio...e non sono io a sentirmi un gradino sopra gli altri, ma per me sono gli altri che fanno di tutto per essere un gradino sotto al mio (che è ben diverso --> io dal mio "circolo" non escludo nessuno --> tutti sono dotati di cuore e testa e quindi tutti possono essere se stessi...chiaro che se uno sceglie di essere la "massa" e stop x me non è altro che spazzatura).
E dirò di più...probabilmente se non la pensassi così non sarei in una situazione molto diversa dalla vostra (insomma non escludo che anch'io con un passato differente e un carattere/modo di pensare differente sarei potuto essere un potenziale sociofobico).
Invece è proprio questo mio modo di pensare che mi fa essere fiero della persona che sono, che mi fa camminare a testa alta solo e in compagnia, che se ho qualcosa da dire me la fa uscire spontaneamente (dalla battuta, alla provocazione, alla frase dolce, alla frase seria).
X il resto sono daccordo con Aleydis e gli altri: quando si è con gli altri si deve raggiungere un compromesso.
Non si deve pensare al proprio stato d'essere e d'apparire, ma a relazionarsi con gli altri perchè all'altro interessa solo apprendere qualcosa da noi.
Negli ultimi tempi con una leggere flessione da introverso è stato qualche volta + difficile, ma ho cercato sempre di farlo perchè quando ero solamente estroverso è stato questo che mi spingeva a socializzare e il ricordo di com'ero m'aiuta parzialmente anche nelle mie scelte.
Da estroverso parlavo perchè parlando creavo sorrisi sulle amicizie che più amavo, facevo passare loro il tempo, parlavo della caccola sotto il banco fino ad arrivare alla mia concezione d'amicizia e dell'amore, scherzavo eprovocavo.
Oggi semplicemente cerco di fare altrettanto (tenendo in conto che sono leggermente + introverso di allora e che non è giusto forzare qualcosa che in realtà non voglio)
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