Inviato: Wed Jul 23, 2008 19:51 pm Oggetto: Sostenere gli esami ? era l'unica cosa che facevo
Parlo da vero social fobico , non di quelli introversi o che hanno difficolta' a fare amicizia.... Per i mei il fatto che io conseguissi una laurea era qualcosa di imperativo. Il fatto di non farlo era "DELUDERLI" (ed hai presente che questa e' una delle principali problematiche della fobia sociale), il fatto di non passare un esame sarebbe stata una umiliazione cosi' forte (con la testa di allora...). Credevo che la capacità di studiare fosse l'unica cosa che mi fosse rimasta. Ma guarda che e' stato un mezzo inferno:
1) di frequentare non se ne parlava nemmeno, mi ricordo quando mi sedevo fra le fila ed avevo l'impressione che tutti guardassero me (pazzesco!), che mi vedessero arrossire ecc ecc.; mensa???? mangiare davanti agli altri??? Dopo una prima disastrosa volta non l'ho piu' fatto all'epoca.
2) Sono stato fuori corso 5 anni...
3) Andavo all'universita' solo la mattina dell'esame: quando si trattava di scrivere davanti al professore, avevo la mano che mi tremava talmente tanto che i primi cinque minuti probabilmente mi tenevano per pieta'!
4)L'unica cosa che mi sosteneva era il fatto di sapere che il professore con cu avrei sostenuto l'esame, l'avrei visto al piu' due volte e poi sarebbe sparito dalla mia vita.
5) E infatti finita l'universita' il dramma e' scoppiato ed e'stato devastante: non riuscivo a trovare un lavoro, feci un ridicolo tentativo di suicidio....poi passai ai farmaci
6) A 40 anni posso dire di avere frequentato una facolta' che non mi interessava per nulla a parte qualche esame, e che ho studiato prima di tutto per fare contenti i miei. Quel pezzo di carta sicuramente, causa fobia sociale, non mi è servito a nulla.
Adesso, dopo 10 anni di terapia farmacologica, se ripenso a come ero ridotto, mi faccio pena da solo e penso con amarezza a quante occasioni passate...(perlomeno ora riuscire a mangiare in una mensa !)
L'unica cosa che rimpiango è la lucidita' mentale che purtroppo usavo nel bene e nel male e che con le BZ ho perso.
veramente a sentire la mia tesi erano in sei, mentre quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
e comunque tra ripetere quello che avevo studiato a un prof e dire "ciao" a qualcuno del mio corso...mioddio, ce ne sta di differenza!!
il "ciao" dalla mia bocca non è mai uscito.
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...non ci vedo tutta questa estroversosità.
magari avessi fatto fatto un qualsiasi tipo di amicizia durante quei cinque...sei...boh...anni di uni.
Registrato: May 30, 2008 Messaggi: 308 Residenza: Ortaggiolandia
Inviato: Wed Jul 23, 2008 21:40 pm Oggetto:
fuxia82 ha scritto:
quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
Credo sia in parte questo pensiero che mi fa decidere puntualmente a quattro/cinque giorni dall'esame di non farlo, e rimandare al prossimo appello. Non senza aver studiato, sarebbe troppo semplice. Ma mai abbastanza (dovrei aggiungere per i miei standard?) perché, arrivato il momento, possa magari decidere di tentare lo stesso.
Sono bloccato in questo - in parte nuovo - circolo vizioso da qualche mese, benché contemporaneamente abbia invece affrontato (e superato) la questione delle lezioni (non ne ho persa una) oltre che della mensa (ci sono stato anche spesso in compagnia): in passato entrambe fonte d'ansia, ma non per gli eventi in sé piuttosto per chi avrei potuto incontrare, cosa avremmo potuto dirci, in cosa avrei rischiato di essere coinvolto... Insomma, la solita solfa che a qualcuno suonerà più che familiare.
fuxia82 ha scritto:
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...
Lo studio per me ad un certo punto della mia vita (durante l'adolescenza) ha cominciato a legarsi - in maniera via via sempre più intricata - ad altro, tanto che questo altro era ed è capace di occupare i miei pensieri fino a impedirmi di mantenere anche la minima concentrazione. Probabilmente è proprio il suo essere una delle attività più solitarie che esistono ad aver facilitato, nel tempo, questo mio meccanismo perverso (anche se sono consapevole che ad alimentarlo c'è anche e soprattutto dell'altro).
Chè per caso qualcuno conosce qualche strategia - di studio/preparazione esami - per farsi fessi?
(messaggio per i simpatici umoristi: Cepu non vale )
quando davo gli esami avevo decine e decine di sconosciuti a sentirmi. brr.
Credo sia in parte questo pensiero che mi fa decidere puntualmente a quattro/cinque giorni dall'esame di non farlo, e rimandare al prossimo appello. Non senza aver studiato, sarebbe troppo semplice. Ma mai abbastanza (dovrei aggiungere per i miei standard?) perché, arrivato il momento, possa magari decidere di tentare lo stesso.
Sono bloccato in questo - in parte nuovo - circolo vizioso da qualche mese, benché contemporaneamente abbia invece affrontato (e superato) la questione delle lezioni (non ne ho persa una) oltre che della mensa (ci sono stato anche spesso in compagnia): in passato entrambe fonte d'ansia, ma non per gli eventi in sé piuttosto per chi avrei potuto incontrare, cosa avremmo potuto dirci, in cosa avrei rischiato di essere coinvolto... Insomma, la solita solfa che a qualcuno suonerà più che familiare.
fuxia82 ha scritto:
penso che studiare sia una delle attività più solitarie che esistano...
Lo studio per me ad un certo punto della mia vita (durante l'adolescenza) ha cominciato a legarsi - in maniera via via sempre più intricata - ad altro, tanto che questo altro era ed è capace di occupare i miei pensieri fino a impedirmi di mantenere anche la minima concentrazione. Probabilmente è proprio il suo essere una delle attività più solitarie che esistono ad aver facilitato, nel tempo, questo mio meccanismo perverso (anche se sono consapevole che ad alimentarlo c'è anche e soprattutto dell'altro).
Chè per caso qualcuno conosce qualche strategia - di studio/preparazione esami - per farsi fessi?
(messaggio per i simpatici umoristi: Cepu non vale )
ti capisco benissimo. ho impiegato una quantità enorme di tempo per fare una triennale. se dovevo dare un esame dovevo essere superpreparata, quindi saltavo appelli su appelli. e uno potreppe pensare: allora tutti 30elode. e no! perchè comunque l'ansia da prestazione non spariva.. circolo vizioso.
per quanto riguarda lo studio, non ho mai avuto problemi: mi sono ruscita ad appassionare a praticamente tutte le materie degli esami che ho dato. il problema stava proprio nell'incapacità di "buttarmi", di dire "ok ho studiato, ora vediamo se riesco a passare".
anche le lezioni, quelle poche che ho frequentato, erano qualcosa di solitario, tranne il primo anno in cui ho gli unici bei ricordi della vita universitaria. il resto è stato tutto un seguire lezioni, stare a casa, andare in biblioteca.
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