Ritengo giusto che questo Topic rimanga come nell'idea originaria, cioè senza repliche da parte degli utenti...un po come nella sezione cinema.
Detto questo cancellerò i post precedenti che non hanno questo criterio.
Ho 37 anni.
Vivo ancora coi miei, ma mi piacerebbe moltissimo andare a vivere da solo. Peraltro sono molto geloso della mia privacy, un'eresia per i miei invadenti genitori.
Mi sono laureato in un facoltà di cui non capivo niente perché fino a poco tempo fa ero incapace di dire di no alla gente.
Lavoro a tempo pieno, con un contratto a tempo indeterminato. Il mio lavoro non mi piace per niente, ma almeno ho un reddito fisso, dopo tanti anni che temevo che mai sarei riuscito ad avere un impiego. Tra l'altro qualche mese fa ho cambiato lavoro. Quello di prima mi piaceva di più, ma prendevo di meno e spendevo di più per il carburante. Il nuovo titolare mi stava anche sul cazzo, non tanto per come si comportava verso di me, ma per come ha trattato un'altra persona a cui tenevo molto. Questo cambiamento è stato importante soprattutto per una cosa: alla veneranda età di 37 anni, per la prima volta in vita mia, prendevo una decisione autonoma, fregandomene delle opinioni altrui e accettando i rischi.
Ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi, a sviluppare la complicità con amici e ragazze. In quello che definisco il gruppo storico, ossia la comitiva che ho frequentato tra i 17 e i 25 anni, ero sempre ai margini. Più che accettato mi sentivo tollerato. Uscivo con loro, andavo a ballare anche a 100 km di distanza, ma non ero ritenuto capace di giocare a pallone, di guidare la mia macchina, di essere al pari loro in tante occasioni. Non mi sentivo io, pari a loro, e non mi ci consideravano loro. Poi sono finito a frequentare gente anche peggiore, che magari non mi diceva in faccia che ero un imbecille, ma che era molto falsa e mi escludeva con le scuse più idiote.
Per diverso tempo uscivo solo per lavoro e per la messa domenicale.
Oggi la situazione è migliorata, anche se continua la mia esclusione da cose come le attività fisiche. Frequento persone con le quali riesco a relazionarmi di più, anche se spesso mi rendo conto di essere inadeguato a loro.
Non ho mai nemmeno baciato una ragazza. Fino a qualche anno fa, per uscire con una ragazza, andavo a finire in posti lontanissimi. Solo da poco riesco a farmi vedere con donne anche nel mio paese. Ultimamente mi sono ritrovato anche con parecchie amiche, che mi ripetono la solita solfa del ragazzo bravo e dolce. Ringrazio per il "ragazzo", ma possibile che uno stronzo "bravo e dolce" debba essere considerato per forza un eunuco?
Sono andato a puttane intorno ai 20 anni, ma mi vergognavo perché temevo di essere preso in giro dai miei amici che venivano con me. Poi, quando, attraverso i giornali, cominciai a rendermi conto della condizione delle puttane dell'est, mi tirai indietro.
Non fumo perché quando frequentavo il mio gruppo adolescenziale avevo paura. Mi piace bere, soprattutto la birra. Non ho mai preso droghe nè psicofarmaci.
Sono stato in terapia per qualche mese nel 1995 e ho cominciato a capire che la causa dei miei problemi si chiama paura.
Quando ero molto piccolo i miei genitori, che vivevano all'estero, mi lasciarono dai nonni, in Italia, per qualche anno, allo scopo di farmi imparare la lingua italiana in prospettiva scolastica. Mia nonna, però, era più fobica di tutti noi messi insieme, e mi ha trasmesso una interminabile serie di paure, che sono l'origine dei miei problemi odierni.
La mia abilità motoria e il mio sviluppo fisico, già danneggiati da problemi post parto, ne hanno risentito in maniera esiziale. Ancora oggi ho difficoltà a fare le scale, a camminare al buio, a palleggiare. Ho imparato ad andare in bicicletta a 14 anni e non ho mai portato un motorino.
Fisicamente sono sempre stato inferiore a tutti, e allo stesso tempo mi era stata appioppata l'etichetta di secchione. Pertanto, negli anni della scuola, ero costante oggetto di botte e derisione ad opera dei miei coetanei normali, non solo a scuola.
Il maggior rimpianto? Un proiettile destinato alla mia tempia che 11 anni fa rimase nella canna della pistola.
-ho 21 anni
-vivo con i miei e quando sono all'uni con altre ragazze
-studio
-non lavoro
-non sono fidanzata
-ho pochissimi amici (o presunti tali)
-non fumo
-non bevo
-non prendo farmaci
-mi piace parlare e dire quello che penso ma spesso mi blocco
-non riesco a fare amicizie nuove o semplicemente rivolgere la parola di mia iniziativa a gente che non conosco
-esco a volte e va tutto bene finchè non arriva qualcuno che non conosco
-spesso mi sento sola e depressa
-piango frequentemente
-ho l'impressione che nessuno mi capisca
-ho paura che gli altri pensino che io sia strana e spesso evito di uscire proprio per questo, perchè se succede che c'è qualcuno che non conosco nel gruppo mi chiudo a riccio e quando me lo fanno notare vado nel panico. Inoltre dato che non esco spesso e il mio paese è piccolo succede che a volte mi dicono: da quant'è che non ti vedo, dove sei stata? Lì sprofondo..
-faccio difficoltà a telefonare, salutare la gente per strada, andare a comprare qualcosa da sola, uscire se non sono perfettamente apposto con i vestiti e i capelli
-non riesco a prendere decisioni
-ho pensato spesso al suicidio
-anni fa mi tagliavo
-ho la tendenza ad allontanare la gente perchè non riesco a fidarmi di nessuno e quando ci provo accade che mi deludono e allora li cancello, resto così sola e mi deprimo
-non ho molto ottimismo per il mio futuro, riguardo i rapporti con gli altri, e soprattutto mi chiedo se avrò di nuovo un ragazzo o resterò zitella per sempre, dato che non riesco più nè ad innamorarmi nè ad avere rapporti di amicizia con il sesso opposto
-ho sempre in testa la paranoia che gli altri pensino che sono strana, asociale, troppo timida, troppo intellettuale e poco divertente
-nessuno si ricorda mai come mi chiamo e lo odio
-vorrei andare da uno psicologo ma non ho i soldi e il sostegno morale per farlo, dato che nessuno si rende conto che non sono semplicemente timida ma che ho un problema abbastanza serio
-mi butto spesso nello studio, nel Pc o nelle serie televisive per non pensare o non uscire e spesso mi è capitato di inventare scuse proprio per non uscire, soprattutto nel passato
-adesso sto cercando di sforzarmi e darmi una mossa per cambiare, spero di migliorare almeno un pò!
Ho 31 anni
vivo con i miei e non vedo l'ora di farmi una casa mia
sono laureato da un po' di anni e lavoro da qualche anno senza avere mai avuto esperienza brillanti e gratificanti.
non bevo molto, solo un po' di vino/birra a tavola
fumo parecchio (sigarette) in questi ultimi 2 anni sono arrivato al pacchetto al giorno
con le donne non ho grandi successi, sono sempre stato un po' bloccato. Ho avuto qualche storia importante, però mi hanno sempre fatto molto soffrire al momento della chiusura.
non sono MAI andato a prostitute, ma qualche volta stavo li per ..!
Ultimamente sono riapparse le mia ansie da prestazione quando mi trovo a relazionarmi con gli altri, amici o ragazze. Sempre travolto dal timore di essere giudicato o di non essere interessante agli occhi degli altri. E queste ansie mi stanno facendo ricomparire la fobia del cibo che pensavo di avere quasi superato. E spesso mi capita di rifiutare le uscite.
In quest'ultimo periodo sto leggendo parecchio, non esco quasi per niente, ho i soliti 4,5 amici ma sono quasi tutti fidanzati e non ci vediamo quasi mai
ah, dimenticavo.. sono un musicista, da parecchi anni suono il piano e lui si che è un amico che mi ascolta sempre !
E' già un piccolo sollievo poter raccontare le proprie debolezze a qualcuno, anche se non ci conosciamo
ho 30 anni,un lavoro da 400 euro al mese,vivo con i miei,ho un figlio di 13 anni,la classica sedotta e abbandonata,anche se mio figlio e' la cosa migliore che abbia fatto nella mia vita,genitori egoisticamente possessivi,da 7 anni sono fidanzata con un ragazzo che mi ama tanto ma che conta troppo su di me,non fa un passo senza parlarne con me e spesso sono io che risolvo tutte le sue questione.quasi tuutti pensano che io sia una donna forte capece di spaccare il mondo,ma non riescono a capire che il mio e' altruismo e sensibilita' verso le persone che amo.a volte avrei bisogno di essere confortata soprattutto nei miei momenti di crisi ma invece ho mia madre che mi aggredisce dicendomi che tutti siamo stressati ,lei pero' intanto pensa prima di tutto a se stessa!dimenticavo all'eta' di 8 anni ho subito molestie sessuali e non ho mai avuto il coraggio di raccontarlo a nessuno!avrei ancora tanto da dire ma non voglio sembrarvi noiosa e tantomeno cadere nel vittimismo
paola
27 anni
vivo con i miei
bevo alcool spesso
non fumo
mai avuto un fidanzato
solo storielle
spesso di sesso
molte avventure di sesso
sono stata con uomini di tutte le razze(credo)
non credo quasi piu che possa esistere un uomo capace di amarmi
sono stata molto delusa dagli uomini
non ho amici
solo un gruppo di ragazzi/e con cui esco il sabato giusto per uscire
ho dei difetti fisici
sono obesa
molto depressa
non lavoro e nemmeno riesco a lavorare ultimamente
non vado piu al mare perche mi vergogno del mio corpo
4 anni fa ho avuto un aborto
mi ha messo incinta un tunisino
ma mi hanno scopato anche altri 50 ragazzi lo stesso mese
ho" tentato il suicidio" con il disipal poco prima di rimanere incinta
prendo la pillola da 4 anni ormai
obbligatoria
ho rapporti sessuali occasionali
crisi respiratorie
e attacchi di panico
tachicardia sinusale
non posso bere caffeina
in passato ho avuto anche mania di persecuzione
L'ultima modifica di MADONNA il Fri Jul 25, 2008 21:19 pm, modificato 6 volte
Ho 17 anni
Vivo con i miei
Non bevo alcool
Non fumo
Mai avuto una ragazza
Studio una cosa che non piace
Non lavoro
Sono sempre depresso
penso sempre al suicidio
Non esco mai
Sono sempre solo
Ho un amico che non lo sento da tantissimo anzi non è più un amico... quindi non ho amici.
Sono uscito solo una volta con una ragazza.
Non ho mai baciato
Non prendo farmaci
Sono sensibile
Sono stato vittima di bullismo e razzismo
Sono molto timido
Sono sensibile
Vado da una psicologa
Ho già tentato 2 volte a suicidarmi
Sono stato bocciato 2 volte consecutive in prima superiore.
Mi sento un fallito...
L'ultima modifica di Derby91 il Fri Jul 25, 2008 16:46 pm, modificato 1 volta
Ritengo giusto che questo Topic rimanga come nell'idea originaria, cioè senza repliche da parte degli utenti...un po come nella sezione cinema.
Detto questo cancellerò i post precedenti che non hanno questo criterio.
Quoto Redman. Forse bisogna tornare ad essere meno permissivi. Alle prossime liti cancello e banno chi insulta.
Carina la cosa di presentarsi, anche se leggo un po' troppo spesso "non ho più speranze voglio solo morire cazzo quanto sono sfigato".
In ogni caso, ecco la mia situazione.
Nome (fobia sul dire come ci chiamiamo?): Vincenzo
28 anni
vivo da solo ma abito vicino ai miei genitori, quindi sono spesso da loro, essendo single. Esco con una ragazza ma non so ancora se è una cosa seria, ho convissuto per quasi 5 anni e da quando è finita non faccio che ascoltare "son of joy" di nick cave...
lavoro in un centro per disabili, probabilmente il miglior impiego che abbia mai avuto, ma temo dovrò cambiare, visto gli ultimi stipendi. Amo i miei ragazzi ma il loro affetto non mi permette di pagare il mutuo. Farà male.
Prendo antidepressivi e ansiolitici da quasi 10 anni. Ho provato a smettere gradualmente ma non ci sono ancora riuscito. Conto di farlo perché ormai sono stufo di schiavitù.
Sono stato alcolista per un anno. (E' buffo da dire se pensate che per tre anni ho fatto l'infermiere in un sert)
Non mi viene in mente altro, al parte che sono scostante e umorale. Non mi sento mai soddisfatto di quello che combino, mi vittimizzo spesso, ho molti peccati ma più sofferenze. E vivere la sofferenza, dopo lunghe autoanalisi, mi sempre più amare la vita.
Inviato: Sat Jul 26, 2008 17:14 pm Oggetto: Re: la vostra situazione...
credo di soffrire di d.e.p. perchè queste frasi mi descrivono benissimo:
"Gli evitanti si sentono come alieni sulla terra, diversi dagli altri, incapaci di condividere i loro sentimenti, distanti, inferiori; è come se vedessero la vita degli altri scorrere dietro a un vetro, ma si rendessero conto che loro non saranno mai “dentro” a quella vita “normale”. "
queste parole descrivono perfettamente anche me !
cos'è la d.e.p. ?
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