Inviato: Thu Jul 24, 2008 01:20 am Oggetto: Amicizia-Amore "ideale".
Salve compagni di sventura!
sono nuovo del forum e volevo porvi solo un paio di domande.
Parto da una mia premessa: il sociofobico si sente sostanzialmente differente rispetto agli altri che considera invece persone "normali". Avverte di avere una diversa
sensibilità e di reagire in modo anomalo agli eventi. E questo lo porta ad isolarsi, a non condividere ad esempio le emozioni, anche perchè le considera incondivisibili.
Per cui vi chiedo:
-quali dovrebbero essere, secondo voi, le caratteristiche "ideali" che una persona dovrebbe avere perchè possa essere avvicinata da un sociofobico al fine di instaurare un buon rapporto?
-in base alle vostre esperienze o semplicemente in base al vostro modo di pensare, sono possibili forti sentimenti quali Amicizia o Amore tra sociofobico e persona "normale"?
o chi ha queste fobie, sentendosi fondamentalmente incompreso, è destinato a vivere il rapporto amicizia/amore sempre con distacco?... (mi piacerebbe raccogliere qualche testimonianza
al riguardo).
Io personalmente ho amicizie con persone "normali" (neanche se parlassi di marziani), e credo che loro mi considerino semplicemente timido (anche perchè
in condizioni ottimali riesco, trovandomi a mio agio, a comportarmi "normalmente"). Io invece, da sociofobico, ho
serie difficoltà a relazionarmi. Di questo mio stato ne soffro, come di sicuro tutti voi, ma evito però di darlo a vedere (si soffre in silenzio).
Volendo/dovendo ora cercare una persona "ideale" (anche solo per amicizia) sono arrivato alla conclusione che probabilmente è piu' facile che si crei un'amicizia o un amore tra persone che
si trovano costrette ad affrontare le medesime debolezze. Per questo vi ho posto questi due quesiti, per cercare dalle vostre risposte o dalle vostre
esperienze un eventuale riscontro.
P.S. Scusate se sono stato lungo e contorto nel formulare le domande, ma ...la tarda ora fa brutti scherzi .
Fermo restando ke secondo me il sociofobico DEVE cambiare e smussarsi alcuni lati del carattere lui per primo, e che quindi penso ke molto IN GENERALE x il sociofobico è difficile trovare la persona ke lo scuota dal suo totale torpore e se lo prenda così com'è...
Deve senz'altro essere 1 persona comprensiva, sensibile, ke sappia aspettarlo e comprenderlo... eccetera eccetera. Di sicuro + della media...
L'amicizia tra fobici e persone normali x quanto riguarda le mie personali esperienze è tranquillamente possibile... dipende, come al solito. I miei amici sn praticamente tutti "normali"...
X l'amore boh??!! Quando (e se) provo ti faccio sapere.
io nn ho problemi a socializzare anzi a volte esagero come compensazione alla ipertimidezza ke mi ha accompagnato x anni;
il mio problema è ke soffro terribilmente x ogni minima cosa x cui mi macero dentro con tutto quel ke ne consegue..
Non mi esprimo sulle dinamiche sentimentali sia per le limitate esperienze a riguardo ma anche perchè credo che il problema in questo ambito non si ponga, non si possono nascondere problemi simili a un partner, quindi ti ama per quello che sei, se sta con te.
Una possibile amicizia "normale-fobico" diventa complicata da attuare se da bravo sociofobico si crede che questa diversità possa costituire un problema. In maniera sintetica si può reagire in questi diversi modi alla possibilità di istaurare un rapporto con qualcuno:
1) ti senti diverso, credi che l'altro sia "troppo" per te, eviti il rapporto a priori;
2) ti senti diverso ma lo nascondi e confini l'amicizia in maniera superficiale finchè la facciata non crolla;
3) ti mostri fin dall'inizio per quello che sei, nella tua cosidetta "diversità", che tra l'altro è la cosa più difficile per un sociofobico perchè molti trovano inconcepibile che un "normale" possa volere avere a che fare con un "diverso".
Io spesso ricorro al secondo sistema, poichè la mia ansia si manifesta in maniera improvvisa e a volte anche dopo parecchio tempo che ho a che fare con qualcuno. Anzi, come quel gioco della torre (ah, infanzia deviata), più lego con quella persona, più aggiungo pezzi al rapporto, più la caduta diventa facile e disastrosa. Per cui:
mi dimostro una persona normale
lego all'altra persona
mi rendo vulnerabile
sono in preda all'ansia, l'altro lo nota, chiudo l'amicizia. Questo perchè mi sento fuori luogo anche se l'altro può benissimo accettarmi per quello che sono, non serve a niente, io mi sento inadatta al rapporto, punto.
Il terzo modo di esporsi sarebbe quello migliore, lo si fa con facilità con altre persone sociofobiche (per questo risulta tutto più facile con altri "diversi"), ma il risultato sarebbe lo stesso se si riuscisse ad essere sinceri con persone che non soffrono di questi disturbi, cosa per me come per altri quasi impossibile, perchè come ho già detto, mi sento inferiore e non all'altezza di quella persona.
_________________ Cionondimeno, se non mi curo è giustappunto per cattiveria. Il mio fegatuccio soffre? Bene, che soffra pure, e ancora di più! - F.Dostoevskij
Sono d'accordo con muriel, è esattamente così, purtroppo le persone normali quando avvertono qualcosa di diverso ti allontanano subito, quindi mostrarsi diversi da quello che siamo aiuta all'inizio ma poi il risalutato è sempre lo stesso.
Secondo me l'amicizia tra persone timide o socio fobiche sarebbe una bella cosa perchè alla fine avendo maggiore sensibilità, è più facile capirsi ed aiutarsi a vicenda...
Ma trovare persone simili a noi è davvero difficile....
_________________ Sperando che un giorno i sogni possano diventare realtà.
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Inviato: Thu Jul 24, 2008 16:56 pm Oggetto:
Le persone "normali" non sono degli alieni..quindi partendo da questo presupposto penso sia ora di mettere da parte un pò il timore di sentirsi incompresi da chi è diverso da noi...Anche fra persone che condividono le stesse problematiche si creano delle incompresioni..o comunque delle situazioni in cui si può rimanere delusi e feriti dagli atteggiamenti altrui...Io in cuor mio non faccio queste distinzioni...ogni persona è prima di tutto un esser umano e in quanto tale non è sprovvisto di pregi,difetti,inibizioni e limiti...quindi anche fra persone con personalità diverse si può trovare un punto di incontro..l'importante è essere sinceri e leali prima di tutto verso se stessi...Lo sbaglio sta nel credere che chi non è come noi non è munito di comprensione o di sensibilità...,magari perchè in passato si è inciampati in persone meschine senza un briciolo di umanità...,ma ringraziando il cielo ne esistono anche altre che pur non avendo grosse difficoltà possiedono la pazienza e il buon cuore di rimanerci accanto...,a differenza magari di chi come noi vive un momento di forte disagio e non è in grado di donare un briciolo di affetto...perchè magari ne ha a malapena per se stesso.Io probabilmente son stata fortunata..ma da quando ho iniziato ad avere queste grosse difficoltà le persone che mi son state maggiormente vicine son proprio quelle che di queste patologie non ne sanno un fico secco...ma sono anime con un cuore immenso e non smetterò mai di ringraziarle per tutto il sostegno che mi donano...ma prima di tutto ringrazio me stessa...perchè ho donato loro la possibilità di rimanermi accanto...
E auguro a tutti di fare altrettanto...ma soprattutto di cercare di riporre maggior fiducia nelle persone che all apparenza possono sembrare estranee al nostro mondo...
_________________ -Tenetevi gli uni accanto agli altri,ma nn troppo vicini,cosi come le colonne del tempio si ergono a distanza,come la quercia e il cipresso nn crescono l'uno all'ombra dell'altra-K.G
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L'ultima modifica di animaSola il Thu Jul 24, 2008 17:25 pm, modificato 1 volta
Non credo molto all'uguglianza "normale"=non sensibile nè a quella sociofobico=sensibile quasi come che fossero dei dogmi o delle caratteristiche innate. Più semplicemente ci sono persone sensibile e non sensibili da ambo le parti. Tutto qui.
Forse almeno all'inizio un sociofobico più facilmente fa amicizia con un altro sociofobico però questo non significa che necessariamente non sia possibile fare amicizia con una persona "normale": esistono persone che possono tranquillamente capire le nostre difficoltà pur senza averle, che non ci deridono per questo o che non ci fanno sentire diversi. Anzi magari cercano pure di aiutarci. Diciamo anche che forse ci si aspetta una maggiore comprensione da chi è nella nostra stessa situazione ma questo credo che sia nella natura umana delle persone e non specificatamente dei sociofobici.
Lo stesso discorso fatto per l'amicizia direi che valga anche per l'amore.
Qui nessuno ha detto che i normali sono degli alieni, o che sono privi di sensibilità, soloio chiedeva se è più semplice creare legami con persone come noi rispetto alle persone che non soffrono di queste problematiche.
Infatti il problema non riguarda la sensibilità dell'altro, che non viene messa in discussione perchè "normale". Se ci rapportiamo a una persona sociofobica siamo più tranquilli noi, a un cosidetto "normale" entriamo facilmente in agitazione perchè perciamo un distacco. Ma lo percepiamo noi.
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