Grazie a tutti di avermi risposto.
Per il momento sto frequentando. Mi sento straziata, perennemente: alle lezioni, come anche a casa d'altronde... faticoso reggere per me. Gli insegnanti, così come i compagni notano il mio stato, per quanto tenti di nasconderlo e di mascherarmi. Avverto continuamente nausea, delle strette al petto, capogiro, malessere di vario genere.
Quello che io voglio andare ad intraprendere, per me è essenziale; costituisce il mio unico obiettivo. Non ho altre mire, altri desideri, non ho niente altro su cui poggiarmi. Perciò vorrei assecondare questa mia sola e unica aspirazione nella vita. Le scuole serali non hanno corsi ad indirizzo scientifico, classico o umanistico; mi sembra abbiano solamente indirizzi tecnici. Non riuscirei mai a frequentare una scuola tecnica o professionale. Ciò a cui io non sono minimamente interessata mi strazia ancora di più e le difficoltà si moltiplicano. Non voglio complicarmi ulteriormente. Inoltre, posso anche dormire tutta la mattinata e l'intero pomeriggio, ma la sera non mi riesce proprio nemmeno di tenere gli occhi aperti. Dopo le ore 20 sono al tappeto. Altra cosa, non irrilevante, il diploma della scuola serale non ha la stessa valenza di quello diurno. Sarà difficile poi accedere ad una università di medicina prestigiosa come quella di Padova, fra l'altro a numero chiuso. Già ho sentito che non è per nulla facile accedervi neanche con tutte le carte in regola e con una preparazione adeguata.
Penso che la cosa migliore per adesso sia tanto per cominciare non pormi proprio obiettivi, ma frequentare e partecipare alle lezioni, anche passivamente, perchè no. Non è fondamentale dover a tutti i costi essere attivamente coinvolti, sforzarsi di rispondere, fare, parlare, esporre, cercare a tutti i costi di mettersi al pari degli altri in questo senso...
Può essere sbagliato. Ma io non mi pongo mai domande come <sarà giusto o no ?> bensì c’è da chiedersi COSA E’ UTILE, invece. In questo momento non mi è utile accumulare ulteriori ansie. In un momento successivo, potrà essere utile adottare un comportamento differente, magari.
Domandiamoci sempre cosa è utile e non cosa è giusto.
E’ indispensabile prendere coscienza della propria condizione. Con le difficoltà con cui mi ritrovo, è già sorprendente che io riesca a reggere per ben cinque ore, sebbene faticosamente. Superata la prima tappa, si passa alla successiva. Unica cosa: spero che la mia situazione progredisca invece che degenerare.
Ho sempre avuto la necessità d’essere la prima, la migliore nel campo scolastico. Ora come ora occorre allontanare questa mira.
Sono un po’ a doppio senso, pervasa da un dualismo tra la disperazione e la speranza. Di solito la prima si sovrappone alla seconda. D’un lato non mi interessa nulla di niente, l’indispensabile è porre fine ad ogni cosa che mi circonda e che mi pervade, a me, alla mia esistenza. Serro ogni porta e pongo le sbarre ad ogni finestra, chiudo le tende affinché non entri neanche una spirale di luce che mi potrebbe inquietare. Inversamente, esiste (e si manifesta di rado) un’altra parte di me che vorrebbe arrivare ad essere, a fare, realizzarsi.
Mi rendo conto che in certi momenti la mia mente è molto attiva, viva, ricca di contenuti, idee. Non posso sfruttare le mie risorse nella solitudine, nell’unicità dell’essere.
In altri momenti mi sento totalmente vuota, inibita, frastornata, incapace di mettere a fuoco i propri pensieri.
I miei pensieri scorrono continuamente, ma non riesco ad esporli. Trovo difficoltà anche a rispondere ad una semplice domanda. Rispondo sempre a mente. Vi succede mai? Nel mio caso accade non talvolta o abbastanza spesso, ma comunemente. Io rispondo mentalmente, e l’interlocutore non comprende la ragione del mio mutismo.
Non so come comportarmi, l’unica soluzione è evitare, porre le sbarre di fronte a me.
[…]
Per adesso rimango nell’attesa. Mi faccio avvolgere dalla situazione, guidare dal proprio contesto. Trascinare.
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
Ulteriori indizi in effetti sarebbero utili:
hai parlato di situazioni vissute molto gravi e gravose,
ma a 19 anni,mi pare tu abbia,come puoi pensare di sotenere tutto questocarico di angosce e dolori frequenti e ripetuti ed allo stesso tempo prendere decisioni lucide serene senza una compagnia una minima amicizia ,un aiuto reale.
HAi parlato di analista ,ma i trascorsi psichiatrici sono ora abbandonati a parte un po' di utoterapia ,mi pare,e come li giudichi?
Tutte sbagliate le diagnosi,tutti inefficaci i farmaci,tutti terapeuti quanto meno distratti come l'ul tima di cui parli?E loro,i terapeuti cosa dicono ad oggi,quale diagnosi quale consigli,se hai ancora voglia ,immagino poca, di ascoltarli.
Per la scuola,se sei intelligente come hai detto è un problema che dovrebbe venire dopo,anche IL sogno di medicina puoi raggiungere ,anche ad una eta' avanzata .
Hai solo 19 anni,anch'io stavo molto male a quella eta' ed ero pieno di progetti,
senza miglioramenti pero',
almeno che non gli hai gia' avuti in quanto non si capisce se hai attacchi di panico o ancora angoscie profonde e sempre,
non potrai realizzarli giorno per giorno perche' col tempo si cambia soprattuttto in questo tipo di sofferenze,potresti bloccarti del tutto.
_________________ La Domanda Che Alle Volte Mi Lascia Confuso E': Sono Pazzo Io o Sono Pazzi Gli Altri ?
(Albert Einstein).
Nessuno esce vivo dalla vita.(PAUL NEWMAN)
L'ultima modifica di karamchand il Fri Sep 19, 2008 08:41 am, modificato 1 volta
Che catastrofe... Peggio non poteva andare... Ho preso 6 e 1/2 nel test d'ingresso di italiano. Sono rimasta paralizzata, incapace di muovere un solo muscolo; qualcuno deve avermi posto qualche domanda, io ho borbottato senza riuscire a spiccicare una sola parola. Giunta a casa, ho riversato per il dolore...
Che duro colpo...
Pensare che l'anno precedente su 30 studenti avevo ottenuto il voto più alto, 9, non avevo commesso un solo errore...
E' finita...
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
il 6e1/2 non è un problema si recupera. Siamo più inteliggenti e dotata del gran parte delle persone, perchè dobbiamo farci mettere sotto da persone che hanno 1/3 delle nostre capacità e che hanno solo un pò di parlantina in più?
è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e darsi una bella mossa.
Mollare per l'ennesima volta non servirebbe a niente.
Registrato: Jan 24, 2008 Messaggi: 342 Residenza: Emilia Romagna
Inviato: Mon Sep 22, 2008 20:37 pm Oggetto:
Dalla proprietà di linguaggio che hai, passando per i tuoi gusti letterari, cinematografici e musicali, non mi sembra proprio che tu non sia all'altezza di superare a pieni voti un semplice test d'ingresso. Sicuramente eri molto nervosa e l'ansia ti ha giocato brutti scherzi. Non è detto che andrà per forza sempre così.
Anche se malauguratamente non riuscissi a farcela, la tua vita è comunque degna d'essere vissuta, soprattutto per la giovanissima età che ti ritrovi. Hai ancora un mondo di possibilità, non è detto che tu debba per forza avere quella cosa oppure nulla. A 18 anni si è ancora molto categorici, soprattutto con sé stessi. I sogni non nascono solo a 15 anni. Oltre la scuola, che è si importante, c'è comunque tutto un mondo da esplorare, che può rivelarsi pieno di sorprese.
Forse ridimensionando l'importanza che dai a questa cosa, potresti riuscire ad affrontarla con meno ansia.
Ti auguro di cuore di farcela.
_________________ Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
Amylee17, sei esagerata! anche se sei scusata, sappi che la tua reazione è spropositata! quando mai si valuta l'intelligenza con un 6 e mezzo a italiano!
Comunque ti voglio raccontare una cosa.
Io ho conosciuto una ragazza con una storia per certi versi simile alla tua.
Lei era molto ansiosa alle superiori, spesso addirittura isterica, non so bene perchè, ma comunque aveva dei problemi. in classe era isolata, non aveva amici, perché era strana, qualcuno pensava addirittura pazza(molti comportamenti non erano propriamente normali), ma non ho mai capito come mai fosse così, io avevo già i miei problemi, figurati se avevo la capacità di aiutare gli altri.
Insomma lei, vuoi per l'ansia, vuoi per la tensione dei compiti, aveva la media del 6-6 e mezzo, spesso aveva debiti, qualche volta ha rischiato di bocciare: ti dico già che, a differenza di te, non era considerata intelligente.
Alla fine delle superiori, passata con sessanta su cento, ha scelto di fare medicina, in un'università pregiata(collegata ad uno dei migliori ospedali del paese) con un test molto selettivo.
Al test parteciparono molti ragazzi della sua classe, tutti più bravi di lei.
Vuoi sapere com'è finita? Lei è l'unica della sua classe che è entrata, e per giunta tra i primi venti, in un test che vedeva partecipare centinaia di persone. Ora studia proficuamente medicina in quella facoltà, anche se non è ancora medico(non sono così vecchio da avere coetanei medici).
Evidentemente l'ansia delle superiori è sparita quando nel fare una cosa che le piace, oppure ha trovato la forza di combatterla per fare quello che desidera.
E te ti scoraggi per un sei e mezzo? ma via!
Ciao e in bocca al lupo, ti meriti veramente di riuscire in quello che ti piace.
_________________ "Quando il dito indica il cielo lo scemo guarda il dito......."
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