Inviato: Mon Mar 06, 2006 17:57 pm Oggetto: "I TRUCCHI per scardinare la TIMIDEZZA"
Ciao a tutti!!! Anche io mi sono riconosciuto in voi, solo che la mia situazione di timidezza e la mia socialità dalla fase dell' adolescenza fino a ora (20 anni) ha fatto continui “sali e scendi”. C' è stato addirittura un periodo (15 anni) in cui ero molto sicuro di me stesso tanto da riuscire a fare amicizia con ragazze che incontravo nella piazza della mia città (ovviamente non ero mai da solo ma sempre con amici, ma ero io che incominciavo con qualche scusa la conversazione).
Ho risolto in parte o completamente questo problema ad alcune persone che ho conosciuto. Anzi quando vedevo qualcuno timido lo preferivo rispetto ad altri, perché lo vedo come “un altro me”.
Per risolvere la Timidezza si deve capire la causa ed è solo 1 L'AMORE.
a) Tutto parte dall' amore che hanno per noi i genitori, se loro non l'ho dimostrano al 90% delle possibilità i figli saranno timidi-cioè insicuri in sè stessi-cioè non ci amiamo. Non colpevolizziamoli, loro probabilmente hanno avuto la nostra stessa sorte. Ricordate: "Allo stesso modo come per noi è difficile eliminare un nostro difetto, così vale anche per gli altri.
b) A volte può capitare il caso opposto cioè quando i genitori sono troppo apprensivi .
c) Qualsiasi ferita ricevuta nel corso della vita (specialmente nell’ infanzia).
Allora bisogna scardinare questo problema e quali sono le possibili Soluzioni:
1) Io non vi consiglio di prendere farmaci, non risolvono il problema dalla base, ma possono risolvere in qualche modo la "buccia" di noi stessi. Poi sono sempre sostanze chimiche...
2) Cercare di conoscere una persona (anche solo un amico-a), vi consiglio di cercare le persone + umili, meno orgogliose e + chiacchieroni. Ma anche timide, anzi a volte con quelle timide ci sono + speranze. Non scegliete persone che non sono di sani principi, cercate di conoscere il carattere della persona in considerazione.
3) Quando sarete accettati acquisterete + sicurezza anche con altri, non fate caso alle possibili stupidaggini che dite all' inizio, purtroppo chi parla poco è più soggetto a questo...
4) Siate sempre positivi, con il sorriso ben in evidenza anche se non siete contenti (aiuta molto), le persone scelgono in genere le persone + allegre.
5)Trovate nel frattempo qualche passione: sport, lettura, musica, ecc. le passioni aiutano a costruire un identità di sè stesso.
6) Autosostenetevi, come fà il tifoso con la sua squadra del cuore. Mostrate di essere sicuri, anche se non lo siete, questa è un'arma molto efficace, camminate a testa alta, quando parlate mostrate espressività, non pensate a ciò che possono pensare gli altri di voi.
7) fregatevene se fate brutta figura, scordatevi le sconfitte (che purtroppo saranno presenti) accettatele lo stesso dagli sbagli si impara molto, ricordatevi invece le belle figure e aggrappatevi a quelle.
Praticate del volontariato, aiutare gli altri aiuta se stessi. Magari si vedono problemi più gravi e i nostri a confronto sono barzellette!!!
9)Siate spontanei, non sottovalutatevi, non pensiate che gli altri siano + importanti di voi, anzi a volte criticare gli altri in modo ironico aiuta nell' amicizia o nell' amore di coppia.
10) Quando vi presentate date una stretta di mano energica e guardate negli occhi della persona, la prima impressione è parecchio importante, all' inizio tutte le persone cercano di dare il meglio di sè, non vi conoscono che siete timidi, approfittatene questo momento per stupire in positivo. Tendete all’originalità, ricordate che a volte il modo di esporre le cose è più importante del contenuto in sé stesso.
11) fate un compromesso tra la spontaneità e la riflessione. L’ eccesso di 1 o dell’ altra provoca squilibri nello stare insieme ad altri.
Non vi preoccupate, all' inizio troverete una forte difficoltà, ma con il tempo e con l' assoluta volontà si ottiene molto...
Non cercate risultati in breve tempo, poi l' efficacia di questi consigli dipende da voi....
Spero di non aver trascurato altro, in tal caso interverrò di nuovo. Sarò lieto se aggiungete altri consigli in successivi post.
Un consiglio spassionato, leggete il Vangelo di Gesù. Sarà di grande sollievo. Io lo dico come Cristiano, ma è utile anche per gli atei.
questo post mi sembra di averlo già letto...
evitiamo di postare lo stesso messaggio più volte, per non creare confusione
Sì non ti sbagli, precisamente su :
http://www.fobiasociale.com/postp12205.html#12205
Però era spezzettato in + post, quindi poco ordinato, in + ho aggiunto qualcosa che mancava...
Ovviamente non riporterò più lo stesso messaggio...
Cool Praticate del volontariato, aiutare gli altri aiuta se stessi. Magari si vedono problemi più gravi e i nostri a confronto sono barzellette!!!
Quindi, se ho capito bene, lo scopo del volontariato è entrare in contatto con persone che soffrono più di te in modo che, mentre fingi ipocritamente di volerle aiutare, tu ti possa segretamente compiacere del loro dolore, che per contrasto fa sembrare il tuo più leggero.
Non è questo lo scopo per cui si fa volontariato, se si effettua del volontariato in maniera ipocrita o utilizzarla come strategia per fare una bella pubblicità di sè stessi non dà assolutamente benefici interiori.
L' unico scopo è quello di fare del bene e aiutare gli altri.
Ma 9 volte su 10 si constata che noi stiamo molto meglio di altri.
Non si devono vedere le cose a senzo unico.
interessarsi degli altri è spesso una delle migliori medicine
proprio perche' aiuta a non fissarsi su se stessi, da egocentrici quali ognuno di noi siamo in qualche modo
praticare volontariato fa sentire socialmente utili (e conoscere gente) e questo credo sia un incentivo x l'autostima dell'individuo come qualunque altra attività socialmente utile , comitati, associazioni , centri sociali, gruppi insorgenti ... magari al posto di passare il tempo a raccogliere i cocci di una società che si sta sfasciando c'è chi si chiede xchè si sta sfasciando e x colpa di chi e per quale motivo ,e agisce in controtendenza al posto di agire ipocritamente e far finta di risolvere i problemi alimentandoli dietro le tende come i cattolici fanno da secoli e secoli...amen
Registrato: Jan 30, 2005 Messaggi: 824 Residenza: Ravenna
Inviato: Tue Mar 07, 2006 13:26 pm Oggetto:
octopus ha scritto:
praticare volontariato fa sentire socialmente utili (e conoscere gente) e questo credo sia un incentivo x l'autostima dell'individuo come qualunque altra attività socialmente utile , comitati, associazioni , centri sociali, gruppi insorgenti ...
quoto
octopus ha scritto:
magari al posto di passare il tempo a raccogliere i cocci di una società che si sta sfasciando c'è chi si chiede xchè si sta sfasciando e x colpa di chi e per quale motivo ,e agisce in controtendenza al posto di agire ipocritamente e far finta di risolvere i problemi alimentandoli dietro le tende come i cattolici fanno da secoli e secoli...amen
Registrato: Jan 30, 2005 Messaggi: 824 Residenza: Ravenna
Inviato: Tue Mar 07, 2006 20:19 pm Oggetto:
Credo che fare volontariato o comunque impegnarsi in qualcosa in cui si crede sia davvero un grande ricostituente per l'autostima, oltre che una spinta ad affrontare le proprie fobie e frequentare persone con cui si condivide qualcosa.
E se qualcuno che si sentisse particolarmente sensibile a qualche tematica mi chiedesse un consiglio, lo incoraggerei senz'altro a muoversi in questa direzione.
Ma non credo si possa pensare di fare volontariato solo per "fare qualcosa" (non si reggerebbe, occorre davvero tanta motivazione) e, men che meno, per autoconsolarsi confrontandosi chi sta peggio di noi (in questo caso vedo un filo di sadismo, che sarebbe meglio uno sfogasse in altri modi). Neppure per sentirsi più buoni, o magari più cristiani, degli altri (anche questo è un rischio che si corre, e i risultati sono aberranti).
Avere a che fare con realtà dolorose mette a dura prova: si può arrivare a non reggere più tanto dolore, a non sopportare il divario fra i nosti ideali e la cruda realtà, a tornare a casa a pezzi con gli occhi gonfi di lacrime oppure anche a diventare cinici. Ci si può sentire piccoli e fragili e aver paura di non farcela. Perché a volte oltre al tuo, devi reggere sulle spalle il dolore di un altro. Ed è vero che in parte tanti problemi della quotidianità ti appariranno sciocchezze di fronte a cose ben più gravi, ma di queste cose sentirai il peso che ti opprime. E ti scontrerai con l'impotenza, perché ti sembrerà di voler prosciugare il mare con un secchiello.
C'è una specifica patologia che colpisce gli operatori sociali, e si chiama buon-out: bruciarsi.
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