Inviato: Thu Mar 30, 2006 05:38 am Oggetto: un circolo vizioso
E' notte. Non riesco a dormire. Domani devo lavorare, non so in che condizioni affronterò la giornata. In passato non credevo sarebbe stato possibile, per me, ritrovarmi insonne, preda di foschi pensieri; non avevo mai avuto problemi di sonno. La condizione che vivo sta iniziando a corrodere anche l'ultima zona franca, quella del riposo notturno. Quindi eccomi qui, quasi incredulo, davanti al monitor, nottetempo... non l'avrei mai pensato. Ho anche perso la password del mio precedente nickname.
Ieri sera ho accettato di partecipare ad una "cena sociale", quella del mio circolo sportivo; l'ho fatto perchè sapevo che sarebbe venuta una ragazza che lavora lì come istruttrice, i cui corsi seguo già da quasi un anno... solo per questo, solo per la speranza di riuscire ad "agganciarla", cosa che fra alti e bassi, dal mio infantile punto di vista, sto provando a fare da molti mesi, con scarsi risultati per mancanza di iniziativa, coraggio, paura di sbagliare, di rendermi ridicolo, di perdere una reputazione che probabilmente esiste solo nella mia fantasia; ho tutto il bagaglio degli impedimenti del timido, anche se disperatamente cerco di nasconderlo. Ogni tanto mi tiro su di morale, mi sforzo, cerco pateticamente di tentare di nuovo, la cosa va avanti per un pò, poi inesorabilmente la lei di turno mi declassa, nella migliore delle ipotesi, a bravo ragazzo impacciato, più probabilmente a nerd, coglione o qualcosa del genere. Il morale va di nuovo giù, con che faccia mi ripresenterò? La mia "fama" si sarà ormai sparsa, avrò un'etichetta che non mi sento, che non voglio, che mi pregiudica, ma non posso farci nulla.
Ed ora, pensando a queste cose, mi è precluso anche il sonno.
Non sono più un adolescente, ogni giorno che passa è perduto per me, sarò "giovane" ancora per poco, senza esserlo mai stato in effetti, almeno da un certo punto di vista. Questo pensiero non mi dà pace. Sento una pressione insostenibile dentro di me, ingabbiata in una camicia di forza cucita con il filo del "dover essere", della logica, del buon senso, della speranza (vana), della responsabilità, del senso del dovere, dello sforzo di non deludere altrui (legittime) aspettative, dell'orgoglio, del senso di identità, della corrispondenza a canoni sociali, dell'aspettativa di un qualcosa che non conosco, che non esiste, che forse non verrà mai.
Sono malato? Ho sempre rifiutato questo pensiero, forse sbagliando. Ho sempre cercato di essere corretto, affidabile ecc. eppure mi pare di non godere della medesima considerazione di cui gode la media degli altri, di essere sempre in secondo piano, mai considerato come una reale opzione per una donna (una donna media, non l'unica disperata disposta, statisticamente, ad assecondarmi). Forse non ho capito nulla, alla mia età, di come funziona il mondo, di come si svolgono i rapporti con le persone; tutto questo mi fa pensare, e dire, cose che non avrei mai creduto di dire: sto male, sarà anche un momento passeggero, certo domani forse questo sentimento si attenuerà, ma la sostanza sarà la stessa. Per quanto faccia, sono sempre allo stesso punto, in questo circolo vizioso: lo stesso punto, ma ogni giorno un pò più vecchio.
Prima di tutto, vorrei dire che sono spagnolo e non parlo troppo bene l´italiano. Forse per questo motivo spesso vi leggo, poiché anch´io soffro di fobia sociale, ma non riesco a participare attivamente.
Nonostante, dopo avere letto questo tuo messaggio, ho avuto il bisogno di scrivere. Il tuo testo ricapitola in un modo semplicemente perfetto, secondo me, tutti i pensieri e tutte le emozioni di coloro che soffrono ogni giorno, come una catena, di questo problema.
Bravo. Ciò che hai scritto mi ha sembrato veramente un grande esempio di sincerità, sensibilità ed intelligenza.
Registrato: Feb 23, 2006 Messaggi: 580 Residenza: Altrove
Inviato: Fri Mar 31, 2006 20:48 pm Oggetto:
molto belle le tue parole, anke se rappresentano una situazione molto triste...la stessa in cui mi trovo io e, penso, quasi tutti quelli del forum..ed ora partirei con una serie di domande senza risposta: xkè tutti mi considerano mentalmente inferiore? xkè kiunque al primo sguardo subito pensa ke sono un socialfobico, per non dire un idiota? xkè quelli + brutti di me hanno una ragazza ed io non ne ho mai avuta una? xkè quando qualkuno mi rivolge la parola vado in paranoia e non vedo l'ora di kiudere la discussione? xkè non riesco ad esprimermi come vorrei? xkè ogni notte spero di non risvegliarmi mai +? xkè invece di uscire preferisco rimanere a casa da solo? xkè a volte mi viene voglia di scappare da questa vita? xkè alcuni mi guardano e mi parlano come se gli facessi pena mentre gli altri mi trattano come uno sfigato ke merita solo di essere umiliato sempre e comunque?
Gia` le solite cose che si dicono insomma, la vita e` dura, non c'e` piu` religione.. mh no questo non centra *.*
Mi spiace che ti trovi in un boom della sfiga. Comunque passa... anzi sara` gia` passato visto che il post e` vecchio varie ore. Per fortuna qui ti capiscono tutti al volo piu` o meno, bisogna pur sfogarsi qualche volta l'ho fatto anch'io.
Per quel che vale... non preoccuparti piu` di queste cose su cui non hai potere. Qualcuno dice che e` malato, io preferisco dire che uno non ci e` portato, e` piu` semplice ed immediato.
Il sonno e` piu` importante fra l'altro, chi se ne frega degli altri se non puoi dormire?
Comunque non importa in ogni caso, in morte non siete giudicati con l'inutile metro del successo mondano. Gli ultimi saranno i primi. Lo sono gia`: vi onora vivere nella privazione rispetto a chi ha avuto le cose su un piatto, e guardate la purezza di cuore con cui apprezzate i doni che molti non considerano neppure tali.
sapete a vote mi pongo una domanda :perchè me la prendo tanto su ogni aspetto della mia vita? insomma alla fine la vita è vita, non capisco perchè bisogna vergognarsi di vivere? perchè bisogna essere ipercritici su ogni cosa che facciamo??? forse la stiamo buttando via a volte, non sappiamo cosa ci aspetta dopo la morte può darsi anche il nulla.. e allora perchè prendere tutto sul serio? cosa ci importa della considerazione degli altri?
so solo che i timidi sono delle persone molto sensibili a volte dovrebbero imparere a fragarsene..
vorrei consigliarti di non concentrarti su te stesso ma su un obiettivo molto bello da raggiungere e ogni volta che ti troverai in una situazione di imbarazz pensa che è finita non è nulla.perche se ti concentri troppo su te stesso è la fine
Hai perfettamente centrato la situazione di noi sfigati. Lo sono anche io da tanto tempo, azni da sempre.
Io ho deciso, mi sono dato ancora una possibilità, via dall'Italia, un contesto in cui non mi ritrovo per nulla. Quando ho a che fare con gli stranieri, va decisamente meglio, anche perchè vedo più rispetto da parte loro e riesco a farmi apprezzare di più.
Il pensiero di vivere all'estero, mi sta rafforzando, e sinceramente non vedo l'ora di partire, nauseato e distrutto da una società italiana, che ripeto, è troppo lontana dal mio vivere e dal mio essere...
Provate a prendere in considerazione questa possibilità, anche un periodo di qualche mese, fidatevi che funziona molto meglio di molti medicinali e tentativi a vuoto che ci ostiniamo a provare a fare senza troppo successo.
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