Inviato: Tue Aug 29, 2006 16:30 pm Oggetto: le terapie sono una stronzata
vorrei dire che non servono a nulla, invece magari servono. però se non c'è la volontà di "guarire" non c'è niente da fare. ora io potrei stare lì seduto a mangiare in silenzio, ma ho l'impressione di dare fastidio. insomma non funziono proprio come gli altri esseri umani. quando arrivo in una stanza sento le risate e le chiacchiere argute, poi entro e tutto si ferma. anch'io dunque modifico l'ambiente, impestandolo del mio grigiore. che a qualcuno potrebbe pure piacere, ma io non avrò pietà per loro, se arriveranno. per l'eternità.
Io credo che le medicine bisognerebbe farle prendere a chi te le prescrive...cioè la timidezza è parte di tutti gli iscritti a questo sito,proprio perchè fa parte del loro carattere....secondo me sarebbe troppo comodo prendere medicinali per diventare più aperti e riuscire a non farsi mettere i piedi in testa dagli altri ma purtroppo se uno è timido ci rimarra per sempre perchè non puoi cambiare il tuo carattere....sarebbe come cambiare il carattere di una persona testarda,cioè testardi ci si nasce e nessuno puo farti cambiare idea su detrminate cose perchè tu essendo testardo la pensi sempre a tuo modo...ma cmq io dico sempre che è meglio essere timidi che andare in giro a fare i bulletti di periferia...
essere così drastici è un errore. Ci sono terapie farmacologiche che funzionano, altre che funzionano parzialmente, altre ancora in associazione con psicoterapie e infine casi in cui solo la psicoterapia è efficace. Ma non bisogna nascondersi dietro un dito: siamo ancora in alto mare e quel che è peggio non esiste un solo studio in materia.
MA VI RENDETE CONTO? La salute mentale è un problema per milioni di Italiani e nessuno sa dire quali rimedi vengono offerti, quali funzionano, in quanti casi, in quali condizioni, su quali pazienti. E' per questo che questi forum sono come manna dal cielo. Solo così riusciamo a farci un'idea della natura del problema e delle sue dimensioni. Ancora una volta la scienza (e la pseudoscienza delle psicoterapie) tradiscono i loro fruitori. E' uno scandalo.
io vi descrivo quello che ricordo dell'anno scorso, un anno veramente di merda non inteso in senso temporale proprio un anno, diciamo un lungo periodo di quasi un anno.
crisi profonda, cambio città (studiavo fuori dalla mia), torno a casa.
primo psicoterapeuta: mi spiega che ho uno squilibrio dei fattori chimici e mi consiglia prescrive 3 psicofarmaci: risperdal, e altri 2 credo dello stesso ramo di cui non ricordo nome. me li prescrive di primo acchitto, in 5 minuti. non cambia niente, anzi forse peggiora, non ricordo. passa qualche mese.
secondo psicoterapeuta: mi dice velatamente che sono normale, forse un tantino schizofrenico. mi da zyprexa, mutabon e un altro che non ricordo ancora il nome. non cambia niente. una sera tento di assumerne di più del dovuto, non molto di più, ma abbastanza da far venire uno spavento ai miei.
terzo psicoterapeuta: coadiuvato da un altro esperto, questo mi fa una serie di sedute di psicoterapia (inutile dire, nessun miglioramento). la psicoterapia verte sulle questioni della programmazione genitoriale e della cosiddetta "bolla". se qualcuno vuole, verrò a spiegare che sono queste 2 amenità. l'esperto suo collaboratore mi prescrive carbolithium, cioè sali di litio stabilizzatori dell'umore, da assumere pranzo e cena. nulla.
mando affanculo terapie e altro.
ora eccomi qua.
ultimamente mi è stata consigliata la melatonina, l'ho presa per un pò e mi ero messo a "morteggiare" pensando fosse utile, a fare l'automa. nulla da fare. mando affanculo la melatonina.
ora sono qui, e il mio normale regolatore del sonno, il mio orologio chimico o biologico, mi continua a segnalare che l'ora per dormire sia tra le 10 del mattino e le 5 del pomeriggio e quella per stare svegli la restante.
per questo dico: le terapie non servono.
forse erano sbagliate, ma io non ho fatto nulla per seguirle.
dico che con me non servono. non so con gli altri.
secondo me il fatto che le terapie funzionino o meno dipende da persona a persona. Forse la cosa più utile nel cercare un modo efficace per la guarigione sta nello studio il più approfondito possibile della persona e di conseguenza del modo terapeutico che gli è più congeniale. Invece ognuno fa quello in cui è specializzato, in cui crede, che ha studiato da una vita e se ne frega di capire chi ha di fronte. Da quello che dite la vedo così, perchè prescrivere farmaci dopo 5 minuti di colloquio, senza sapere chi sei e come sei fatto, è indice non dico di scarsa professionalità, magari questo è lo standard professionale, ma più che altro di una visione d'insieme che spesso in medicina manca.
Io sono in terapia cognitivo-comportamentale da un anno, e il mio terapeuta non ha mai accennato a farmaci di nessun tipo....non so se dipenda dal fatto che non sembro cosi grave da dover assumere farmaci, oppure dalla sua prassi metodologica: io penso più la prima, ma non escludo la seconda, conoscendolo. Se non ci metti l'impegno non funziona. E' verissimo. Infatti i problemi psicologici sono più bastardi di quelli fisici, perchè le psicoterapie non sono come gli antibiotici....
Io i progressi lentamente li vedo.. Poi mi interessa meno sapere se è "effettivamente" merito della terapia oppure se è una coincidenza, l'importante è migliorare e guarire. Comunque è una cosa graduale, lunga, e soprattutto bisogna essere disposti a cambiare modo di pensare e vivere. Ed è questa la cosa più difficile. Sei tu come individuo, come coscienza, come essere senziente che devi guarire, non il tuo piede o il tuo ginocchio.
Io sono d'accordo con Adriano. Il mio post precedente denunciava una assenza di informazione che nasconde, di fatto, il fallimento della massima parte delle terapie.
In verità a fare la differenza, in quei pochi casi fortunati, è il terapeuta: un uomo (donna), col suo carattere, la sua intelligenza e la sua motivazione. Ma allora se è decisivo il fattore umano:
1) le varie scuole terapeutiche si equivalgono tutte
2) il terapeuta può benissimo essere rimpiazzato da una figura come un amico (vero), un parente, il partner, un prete ecc.
Per noi socialfobici o evitanti o paranoidi, l'affare si complica perchè la capacità di entrare in confidenza con questo "soggetto terapeutico", condizione necessaria per il successo di ogni terapia, E' IL PROBLEMA. Se ci riusciamo, siamo guariti: tutto qui.
Ecco perchè, come dice Adriano, le terapie non servono a niente. E perchè, ma questa è la mia opinione, i farmaci sono più utili delle terapie verbali.
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Inviato: Wed Aug 30, 2006 16:57 pm Oggetto:
NON è affatto vero!!! le terapie servono e come....bisogna distinguere ciò che è malattia ovvero la FS da ciò che semplicemente è un aspetto del carattere delle persone...ovvero la timidezza...per la FS porto il mio esempio sono alcuni mesi che sono in cura e oggi posso dire felicemente che stò molto meglio non voglio dire che sono guarito perchè ci sono già ricascato ma ora mi sento un'altro...faccio moltissime cose che prima evitavo, riesco a stare in mezzo alla gente ad approcciare una donna, mi sento molto sicuro ecc...ovviamente non tutti rispondiamo allo stesso modo e di base deve esserci una forte motivazione....però le medicine aiutano e tanto!!!
caro Vogliosognare.
Qui stiamo parlando solo di malattie non di tratti del carattere. La tua testimonianza non invalida la mia tesi. Per me tu hai avuto la grandissima fortuna di trovare un terapeuta "fit for you". Chi ti dice che con altro sarebbe andata alla stessa maniera?
Un saluto.
NON è affatto vero!!! le terapie servono e come....bisogna distinguere ciò che è malattia ovvero la FS da ciò che semplicemente è un aspetto del carattere delle persone...ovvero la timidezza...
sono il solo a pensare che la nostra non è una malattia, bensì una "normale" deviazione dell'essere? diciamo che non esiste farmaco che curi la fs, la può solo "attenuare". ovvero ci consegna da automi in un mondo di attori. i farmaci possono aiutare in questo senso, ma io vorrei pretendere un pò di più dalla vita. per fortuna ho la fortuna di poter pazientare, non so per quanto, perchè ho una famiglia alle spalle. che sto facendo diventare matta, ma che prendere in giro fingendo (perchè lo potrei fare sia ben chiaro e già lo faccio quotidianamente) di essere tutto a un tratto una persona felice della sua esistenza e di avere contatto con gli altri non mi riesce continuamente.
Vogliosognare ha scritto:
riesco a stare in mezzo alla gente ad approcciare una donna, mi sento molto sicuro
beh questa è la parte più difficile, ma a volte io sento proprio la volontà di scappare, non tanto l'incombenza, quanto la voglia. e siccome poi mi ritrovo sempre dentro questo mondo, faccio il gioco del cane che si morde la coda. e poi sembra che quasi tutti qui dentro abbiano questo desiderio di "approcciare" esponenti dell'altro sesso. io per ora la penso come eraclito: "gli uomini sono destini di morte che generano altri destini di morte" non vedo bellezza nella creazione di un altro essere, che magari poi si godrà la vita e io là a rosicare. sono fatto così almeno per ora. del piacere carnale che mi reca una donna ne sto facendo a meno. ho anche pensato di avere altre possibili inclinazioni sessuali, ma non le approfondirei mai. inoltre sono cresciuto in una società che mi ha da sempre inculcato principi omofobi. non potrei mai essere in quel modo. insomma quando guardo una PERSONA, di qualunque sesso sia, io ne ho fobia, paura. a volte anche quando guardo un punto, o sento un rumore. quando faccio qualcosa, e penso se l'ho fatta o meno. e poi il fatto che il giorno che viene è come se rinasco di nuovo. mi ricordo a malapena dove come e perchè.
mi scuso per la lunghezza del post e le divagazioni, a volte sproloquio.
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