Inviato: Sat Oct 28, 2006 02:41 am Oggetto: Re: A volte mi chiedo
laBertuccia ha scritto:
per non doverci mai confrontare con il mondo esterno.
Quindi in ultima analisi, se non ho capito male, è sempre il timore di non sentirsi adeguati, la paura che del confronto con il mondo esterno, cioè gli altri. Dunque anche se in maniera rovesciata si torna sempre agli altri.
Ho sempre saputo che prendere coscienza del problema è il primo fondamentale passo verso la guarigione. Inizio ad avere i miei dubbi, perchè anche io temo gli altri, è inutile negarlo, chi come me è molto orgoglioso accantoni questo sentimento e veda le cose per come stanno: il timido e ancor più il fobico temono gli altri. Eppure questa presa di coscienza non mi aiuta per niente, anzi mi fa aumentare i maledetti pensieri. La soluzione sarebbe capire che gli altri non contano niente, che la mia vita la vivo io e non gli altri, sicchè chi se ne frega del loro giudizio? Poi le situazioni si ripetono ed io mi comporto sempre nella stessa maniera. Vince la timidezza, l'ansia, la paura, e non mi comporto come vorrei, non mi lascio andare, alzo i muri laddove vorrei spalancare delle porte.
pisendlav, io ho un sistema: non nascondersi. La paura nei confronti degli altri nasce dal proprio senso di inadeguatezza, dal timore di non essere apprezzati, amati, considerati ecc. Non basta dire: ok sono consapevole di avere dei problemi. E' importante che anche gli altri ne siano a conoscenza.
Dire: io sono così, ho questi problemi. E magari abbandonare lo stupido orgoglio e imparare anche a riderci sulla propria timidezza.
Ecco, questo è il passo più importante che uno può fare, secondo me. E vedrai che gli altri ti accetteranno per quello che sei. Nessuno è migliore di te, ognuno ha i suoi lati oscuri e ti assicuro che le persone apparentemente belle e perfette non suscitano simpatia. Se ci mostriamo fragili, umani, troveremo con sorpresa persone disposte a consolarci ed a volerci bene, perchè è davanti a chi mostra le proprie fragilità che ci sentiamo utili, buoni, empatici e solidali.
ciao
Se ci mostriamo fragili, umani, troveremo con sorpresa persone disposte a consolarci ed a volerci bene, perchè è davanti a chi mostra le proprie fragilità che ci sentiamo utili, buoni, empatici e solidali.
Non sono d'accordo. Meglio star da soli che dover sopportare la pietà degli altri.
_________________ Non posso dire tutto quello che penso
non posso fare tutto quello che voglio
non posso esaudire i miei desideri
la condizione in cui mi trovo é proprio fuori dal tempo
Inviato: Sat Oct 28, 2006 14:32 pm Oggetto: Re: A volte mi chiedo
laBertuccia ha scritto:
Alucard ha scritto:
E mi prende la voglia di non fare più niente di niente, di stare da solo, di non volere nessuno vicino, di marcire con i miei pensieri nella più assoluta solitudine. Che per gli altri, equivarrebbe un pò a come se fossi morto, il che non cambierebbe nulla, vale lo stesso discorso che facevo per il non essere mai nato.
Non è realtà, e neanche una paura, quella di credere di essere inutili al mondo. E' un DESIDERIO. E l'ho provato tante volte, lo provo tutti i giorni, ti capisco.
A volte vorrei che nessuno sapesse più nulla di me, rintanarmi in casa per non uscirne mai più, solo per non dover più dimostrare nulla nè dare alcunchè al prossimo, e questo per la segreta paura di non essere abbastanza adeguata a ciò che il mondo mi chiede. Eppure so di essere "utile", il mondo mi considera tale, se non altro perchè ho un lavoro ed occupo un posto nella società. La prospettiva secondo me è rovesciata: avvertiamo l'inutilità perchè VORREMMO essere inutili e dimenticati, per non doverci mai confrontare con il mondo esterno.
Quello che dici bertuccia è proprio vero.
Sarebbe bello stare lontani da tutti, forse è per questo che mi chiudo sempre in un mio mondo. Non dover preoccuparsi di quello che pensano gli altri. Anche se poi è bello fino a un certo punto; i castelli crollano, il mondo reale è sempre li a distruggerti tutto.
A volte penso che io abbia lasciato una traccia di me nelle persone che ho conosciuto, come hanno fatto loro nei miei confronti.
Forse non sarà vero, ma mi piacerebbe tanto che lo fosse...
Registrato: Aug 03, 2006 Messaggi: 195 Residenza: Napoli
Inviato: Sun Oct 29, 2006 11:59 am Oggetto: Re: A volte mi chiedo
Alucard ha scritto:
A volte mi chiedo se non fossi mai nato che sarebbe cambiato. Nella vita degli altri intendo. Probabilmente nulla. Il mio peso nella vita degli altri è stato, ed è, praticamente inesistente. Ci sono o non ci sono, penso non cambi molto, cambia per me, che se non ci sono evito di sentirmi un idiota in certe situazioni; ma non si può sempre sfuggire alle cose, tanto poi ti beccano e la figura dell'idiota la fai sempre.
Non che io pensi che la vita sia fatta di cose da dare agli altri per dimostrare qualcosa, però a volte uno vorrebbe farsi ricordare non solo per le scemenze.
In un altro post, qualche giorno fa, dicevo che ciò che mi spinge ad andare avanti è il fatto di dover fare qualcosa. Ma qualcosa per me o per gli altri?...Per me ovviamente. Ma poi mi sorprendo a fare questi ragionamenti, e allora mi chiedo cosa conta di più per me, la mia soddisfazione personale, o l'approvazione degli altri? In ogni caso, soddisfazione personale minima, approvazione altrui zero. E mi prende la voglia di non fare più niente di niente, di stare da solo, di non volere nessuno vicino, di marcire con i miei pensieri nella più assoluta solitudine. Che per gli altri, equivarrebbe un pò a come se fossi morto, il che non cambierebbe nulla, vale lo stesso discorso che facevo per il non essere mai nato.
ciascuno di noi per quello che fa e per quello che è,crea un proprio mondo o un proprio status,riconosciuto e rispettato dagli altri,certo che se un individuo si mostra poco ovviamente viene considerato poco e viceversa.Siamo gli artefici del nostro destino.
_________________ E se ti senti solo rivolgiti al signore,credimi siamo niente,dei miseri ruscelli senza fonte.
Me lo chiedo anche io..........eppure faccio un lavoro utile per gli altri ma non mi riferisco alle persone che entrano nella mia vita e se ne vanno il giorno dopo, ma penso ai miei ex amici dai quali mi sono fatto dimenticare e che appunto mi hanno dimenticato.
io invece no, continuo a pensarci a cosa fanno e alla loro bella vita piena di svaghi e la paragono alla mia da eremita epotete immaginare come mi senta.....
A volte penso che io abbia lasciato una traccia di me nelle persone che ho conosciuto, come hanno fatto loro nei miei confronti.
Forse non sarà vero, ma mi piacerebbe tanto che lo fosse...
Lo penso ank'io spesso questo..però è anke possibile ke la gente essendo perlopiù superficiale e smemorata tenda a dimenticarsi di noi.
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