Inviato: Tue Apr 17, 2007 18:26 pm Oggetto: Mi presento...
Salve a tutti.
E' da un paio di mesi che ho scoperto questo sito ma sono sempre stato un po' riluttante nello scrivere.
Comunque eccomi qua.
Ho 25 anni. Sono sempre stato molto timido ma sebbene intuissi che qualcosa in me non andava, non ho investigato molto la questione, mi sono sempre ritenuto diverso dagli altri, spesso in imbarazzo e molto chiuso in me stesso.
Da quanto ho letto nel sito e nel web, sono convinto di soffrire di un distrubo evitante di personalità e da ansia sociale.
Leggendo i post del forum mi sono spesso ritrovato nelle varie situazioni descritte e perlomeno mi conforta sentire delle persone che capiscano la mia situazione. Anche se non trovo facile parlare della mia situazione, cercherò quando possibile di partecipare attivamente al forum...
Ciao
Registrato: Jun 07, 2005 Messaggi: 174 Residenza: Italia
Inviato: Tue Apr 17, 2007 18:44 pm Oggetto:
Welcome here Ben!
La tua situazione è comune a tanta gente che partecipa a questo forum.
Compresa la mia.
Ma voglio porre la tua attenzione su una frase che hai scritto:
<<Da quanto ho letto nel sito e nel web, sono convinto di soffrire di un distrubo evitante di personalità e da ansia sociale.>>
Suona quasi come una diagnosi avvenuta per "autoinduzione". Cioè ti sei convinto di avere il problema quando sei venuto a conoscenza che esiste il problema (...ma ciò non significa che tu ne sia affetto).
Ma questo è molto comune e tante volte quello che genera l'ansia o altri turbamenti è proprio la preoccupazione di essere "affetti" da disturbi autodiagnosticati per il semplice fatto che in comune tra "me" e il vero "degente" ci sono delle esperienze.
Quando vorrai raccontaci pure la tua storia. Anche se, fidati, IMHO i 25 anni nei tempi che corrono oggi sono gli anni più difficili e tormentati dell'esistenza di una persona.
_________________ We live in the shadows and we had the chance and threw it away
And it's never gonna be the same
Cos the years are following by like the rain
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'Til the life I knew comes to my house and says
Hello
Suona quasi come una diagnosi avvenuta per "autoinduzione". Cioè ti sei convinto di avere il problema quando sei venuto a conoscenza che esiste il problema (...ma ciò non significa che tu ne sia affetto).
Ma questo è molto comune e tante volte quello che genera l'ansia o altri turbamenti è proprio la preoccupazione di essere "affetti" da disturbi autodiagnosticati per il semplice fatto che in comune tra "me" e il vero "degente" ci sono delle esperienze.
Infatti, per ora non ne ho parlato con nessuno.
E' da un po' che sto pensando di rivolgermi a uno psicologo, ma non so da dove partire (e soprattutto mi riesce difficile pensare di parlarne a qualcuno).
Registrato: Jun 07, 2005 Messaggi: 174 Residenza: Italia
Inviato: Wed Apr 18, 2007 12:03 pm Oggetto:
BigBen ha scritto:
E' da un po' che sto pensando di rivolgermi a uno psicologo, ma non so da dove partire (e soprattutto mi riesce difficile pensare di parlarne a qualcuno).
La prima volta che si va dallo psicologo si prova sempre molta tensione. E' normale.
Mi permetto di consigliarti di andare "già preparato" ovvero ti consiglierei di leggere prima qualche libro self-teaching in modo che tu possa avere un infarinatura su questo tipo di disagio che provi.
Io ne ho letti diversi e potrei consigliartene alcuni, come "Il timore degli altri" di L. Bislenghi, N. Marsigli
oppure "Dieci soluzioni per sconfiggere timidezza e ansia sociale" di Antony Martin M.
Quanto suggerito sopra proviene dalla mia esperienza personale e non certo a titolo di SPAM
I libri di self-teaching non contengono certo la bacchetta magica che da un giorno all' altro ti trasformano nel temerario di turno ma sono un ottimo aiuto per comprendere e riflettere su come noi ci poniamo verso gli altri e come maturano le nostre ansie.
IL TIMORE DEGLI ALTRI
utile ? dammi il tuo parere visto che l'hai letto
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IL TIMORE DEGLI ALTRI
utile ? dammi il tuo parere visto che l'hai letto
E' un libro scritto da medici specializzati in terapie cognitivo comportamentali. La dott.ssa Bislenghi opera vicino a Milano ed è molto accreditata tra gli psicologi del settore (parlo sempre per mia esperienza).
Nel libro, oltre a spiegare le cause che portano un individuo ad "oltrepassare la soglia di una normale timidezza e stato di ansia" (componenti fondamentali di qualsiasi essere umano) viene proposta una metodica di self-teaching coadiuvata dal fatto di redarre un diario personale dove, mettendo per iscritto i propri livelli di ansia, i pensieri negativi (teoria della catastrofe) e altre sensazioni percepite prima, durante e dopo le varie situazioni ansiogene (indicandole propio con una scala numerata) il "paziente" si creerà una sorta di "tracciatura del problema" dove riesaminandole con i metodi suggeriti dal libro lo stesso paziente può gradualmente andare a modificare il modo di porsi verso le situazioni sociali e gli stati di tmidezza che creano ansia e isolamento.
I presupposti del libro sono buoni ed intererssanti. Ovviamente i risultati vanno visti alla lunga (cioè appena finite di leggere il libro non siete cambiati automaticamente , bisogna avere pazienza e caparbietà anche di fronte alle sconfitte).
I concetti sono comunque gli ultimi concepiti nel campo della terapia cognitivo-comportamentale.
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