Sempre. Mi metto a letto per dormire e comincio a pensare... inizio da una cosa e collegando mille cose arrivo a pensare a tutt'altra che magari non c'entra un cazzo. Poi realizzo di aver pensato troppo e cerco di ricordare il primo pensiero: se lo trovo ricomincio a pensare fino che mi addormento altrimenti se non me lo ricordo penso ad altro ma mi rimane una brutta sensazione...non so come se avessi dimenticato qualcosa di importantissimo
ragazzi...mi sento sollevato. A me alcune volte mi capita questa cosa....la mia mente inizia un pensiero e poi si collegano altri e arrivo a pensare cose che non hanno un nesso logico con quello che pensavo prima. Pensavo fossi matto o bipolare ma a quanto pare si tratta di ansia o di effetti collaterali di farmaci. Voi che ne dite?
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Inviato: Thu Apr 26, 2007 01:00 am Oggetto:
Secondo me è solo un inconveniente dell'introversione. Tutti i pensieri che abbiamo in testa si muovono e premono per uscire. Ma mentre gli altri, quelli non introversi, parlano al prossimo liberando, confrontando e ragionando sui pensieri, noi no. Li lasciamo ingabbiati.
Capita anche a voi di liberare questi pensieri immaginando di raccontarli a qualcuno??
io a volte immagino di raccontare i miei problemi al mio psichiatra immaginario, o ad un prete in confessionale (anche se so che il prete nn mi aiuta). A volte parlo con mozart ( ho una sua immagine davanti al mio tavolo) di un po di tutto.
_________________ You see beauty I see pain,
You see sky and I see acid rain.
ragazzi, io credo che siamo tutti dei tipetti molto sensibili. La verità è che facciamo fatica ad abituarci ad un mondo così veloce, caotico e spietato con chi ha bisogno di tempo, pause e semplicità. Io credo che i veri "malati" siano gli altri e non noi. La nostra sofferenza ci aiuta ad essere veri e integri e non delle macchine. Noi siamo della gente semplice e un giorno avremo la nostra grande ricompensa
ragazzi, io credo che siamo tutti dei tipetti molto sensibili. La verità è che facciamo fatica ad abituarci ad un mondo così veloce, caotico e spietato con chi ha bisogno di tempo, pause e semplicità. Io credo che i veri "malati" siano gli altri e non noi. La nostra sofferenza ci aiuta ad essere veri e integri e non delle macchine. Noi siamo della gente semplice e un giorno avremo la nostra grande ricompensa
fosse vero
ma intendi ricompensa terrena o celeste?
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