Registrato: Aug 03, 2007 Messaggi: 29 Residenza: GENOVA
Inviato: Mon Aug 20, 2007 14:57 pm Oggetto:
[quote="dottorzivago"]
carloge ha scritto:
dummeJunge ha scritto:
Per amicizia intendo quell'atteggiamento di prendersi cura e dedicarsi che è tipico degli evitanti(tendiamo,di solito,a rendere "familiare "i nostri rapporti d'amicizia,non siamo a nostro agio in rapporti che restano troppo in superficie,anche se spesso,eccediamo in "dipendenza" per timore di perdere un legame per noi estremamente prezioso
Anche io sono cosi spesso con i rapporti di amicizia.....sono "troppo buono" io ad una persona che mi considera un amico e mi dà un minimo di fiducia lascerei anche le chiavi di casa.........ma peo come è possibile che rimanga cosi solo?! Avro un carattere cosi terribile?
Non propongo uscite ma nemmeno mi vengono proposte adesso.
Naturalmente è difficile dare una risposta certa:una possibile spiegazione può essere proprio nella tua ultima affermazione:non proporre mai uscite agli altri è probabile che venga interpretato come disinteresse da parte tua.
A questo aggiungi che,comunque,non tutti sentono i rapporti di amicizia in questo modo.Ciò lo si può facilmente constatare dall'uso molto estensivo che molti danno al termine "amicizia":perlopiù vengono definiti così rapporti che,in realtà,sono solo "conoscenze".
Una ulteriore spiegazione può riguardare l'età:quando si è giovani(adolescenti o nella prima giovinezza)è frequente che si apprezzino i compagni più allegri,estroversi,capaci di portare buon umore.Ci si preoccupa di meno della qualità e profondità di questi rapporti.
Con gli anni le cose cambiano(almeno per quelli che non restano perennemente "adolescenti"):le esperienze,le delusioni (quando non rendono cinici) portano ad apprezzare di più qualità meno superficiali.
Escluderei il carattere "terribile":da come hai descritto il tuo atteggiamento,si può dedurre tutto tranne che tu abbia un carattere negativo.
Ciao
Carlo (da Genova)
Mi fa piacere che esista un forum su questo argomento. Ho più di 40 anni e soffro praticamente da sempre di Disturbo Evitante. Questa definizione l'ho saputa documentandomi su Internet. Lo Psicoanalista che mi segue infatti ha da sempre giustamente "evitato" ( scusate..il bisticcio) di dare una etichetta al mio profondo malessere. Adesso la consapevolezza è molto elevata e quindi non sono influenzato appunto da etichette o schemi comportamentali. L'immensa sofferenza a "farsi vedere" è stata nascosta dalle mie capacità (ero molto bravo a scuola precoce ed intelligente): di fatto per "evitare di essere evitato", rifiutato dalla gente e per incoraggiare la stima di me stesso che sempre stata ( oggi lo è molto meno) praticamente inesistente, ho sviluppato una immagine di me fortissima, bravissima, adeguatissima. Quindi non ho vissuto perchè la mia persona vera non c'è mai stata. Mi sono sempre terribilmente vergognato della mia spontaneità e dei miei sentimenti profondi e della mia sensibilità. Non ho quasi mai avuto relazioni con ragazze. La paura dell'umiliazione e vergogna erano troppo forti. Dopo 15 anni di terapia ed un mare di soldi ( per fortuna che lavoro/lavoravo) sono ad una fase cruciale del conflitto... o la va o schianto. Ho vissuto solo di sofferenza e di rabbia profonda che solo la mia forte personalità ha impedito che sfociasse in violenza pura. Solo l'amore per la vita ed il mio cervello hanno impedito il disastro. Ma io mi sento sprecato da morire. Avrei fatto la felicità di molte persone, ma sono rigido come il titanio e cattivo come un Kapò nei miei confronti. Non mi voglio bene e se qualcuno mi critica lo aprirei con una motosega.
La terapia funziona ma è ancora presto. Gli psico farmaci ahimè non aumentano l'autostima e la compattezza e non risolvono la terribile lacerazione dei conflitti.
Il bello è che ho un dottorato di ricerca in materie scientifiche e lavoro in ruoli di grande responsabilità , tutti mi vogliono bene hanno grande stima di me ... ci pensate? Tutt'ora però vorrei chiudermi in camera, ma amo la vita e lotterò come una bestia per farcela, evitando di fuggire ogni volta.
Grazie per la pazienza, ho scritto di getto e per la prima volta, per trasmettere a voi un pochino ciò che sentivo per sfogarmi verso Voi che sapete cosa dico ed a Voi che vi ponete domande e, permettetemi , un grande Augurio affinchè possiate trovare un po' di serenità........
Inviato: Wed Nov 07, 2007 19:33 pm Oggetto: vi sono vicina..
ragazzi, posso solo immaginare quello che state passando,ho un fidanzato che ha scoperto da poco di essere affetto dal DEP.. è dura vederlo soffrire e non sapere di cosa ha realmente bisogno..
lui grazie a dio ha la disponibilità economica per affrontare una terapia cognitivo comportamentale..infatti ora è in una comunità terapeutica praticamente 7 gioni si 7.. solo che mi chiedo quanto dovrà durare.. dal mio canto, rivoglio la persona che amo e la rivoglio felice.. ho paura del tempo che passa.. vorrei aiutarlo!
come posso fare?
io non so bene cosa ho se la fobia sociale o disturbo evitante di personalita evitante, pero ora sono sulla stra giusta per uscire e ora so cosa vuol dire vivere, gazie alla psicoterapia e ho letto molti libri sulla autostima, penso che più di tutto mi sono aiutato da solo con l'impegno di volerne uscire.
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