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Spazi poetici
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Off Topic
Autore Messaggio
Lilith
Esperto
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Registrato: Jan 30, 2005
Messaggi: 822
Residenza: Ravenna

MessaggioInviato: Tue Mar 29, 2005 22:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non vivere su questa terra come un estraneo
o come un turista della natura
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
ti diano gioia tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia
ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l'uomo.

H.Hikmet

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Registrato: Mar 28, 2005
Messaggi: 10
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Fri Apr 01, 2005 12:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fernando Pessoa

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?


_________________
Ho mal di testa e di universo.
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Registrato: Mar 28, 2005
Messaggi: 10
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Fri Apr 01, 2005 18:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

adoro De Andrè...

VIA DELLA POVERTA'

Il Salone di bellezza in fondo al vicolo

è affollatissimo di marinai

prova a chiedere a uno che ore sono

e ti risponderà "non l'ho saputo mai".

Le cartoline dell'impiccagione

sono in vendita a cento lire l'una

il commissario cieco dietro la stazione

per un indizio ti legge la sfortuna

e le forze dell'ordine irrequiete

cercano qualcosa che non va

mentre io e la mia signora ci affacciamo stasera

su via della Povertà.

Cenerentola sembra così facile

ogni volta che sorride ti cattura

ricorda proprio Bette Davis

con le mani appoggiate alla cintura.

Arriva Romeo trafelato

e le grida "il mio amore sei tu"

ma qualcuno gli dice di andar via

e di non riprovarci più

e l'unico suono che rimane

quando l'ambulanza se ne va

è Cenerentola che spazza la strada

in via della Povertà.

Mentre l'alba sta uccidendo la luna

e le stelle si son quasi nascoste

la signora che legge la fortuna

se n'è andata in compagnia dell'oste.

Ad eccezione di Abele e di Caino

tutti quanti sono andati a far l'amore

aspettando che venga la pioggia

ad annacquare la gioia ed il dolore

e il Buon Samaritano

sta affilando la sua pietà

se ne andrà al Carnevale stasera

in via della Povertà.

I tre Re Magi sono disperati

Gesù Bambino è diventato vecchio

e Mister Hyde piange sconcertato

vedendo Jeckyll che ride nello specchio.

Ofelia è dietro la finestra

mai nessuno le ha detto che è bella

a soli ventidue anni

è già una vecchia zitella

la sua morte sarà molto romantica

trasformandosi in oro se ne andrà

per adesso cammina avanti e indietro

in via della Povertà.



Einstein travestito da ubriacone

ha nascosto i suoi appunti in un baule

è passato di qui un'ora fa

diretto verso l'ultima Thule,

sembrava così timido e impaurito

quando ha chiesto di fermarsi un po' qui

ma poi ha cominciato a fumare

e a recitare l'A B C

ed a vederlo tu non lo diresti mai

ma era famoso qualche tempo fa

per suonare il violino elettrico

in via della Povertà.

Ci si prepara per la grande festa

c'è qualcuno che comincia ad aver sete

il fantasma dell'opera

si è vestito in abiti da prete

sta ingozzando a viva forza Casanova

per punirlo della sua sensualità

lo ucciderà parlandogli d'amore

dopo averlo avvelenato di pietà

e mentre il fantasma grida

tre ragazze si son spogliate già

Casanova sta per essere violentato

in via della Povertà.

E bravo Nettuno mattacchione

il Titanic sta affondando nell'aurora

nelle scialuppe i posti letto sono tutti occupati

e il capitano grida "ce ne stanno ancora",

e Ezra Pound e Thomas Eliot

fanno a pugni nella torre di comando

i suonatori di calipso ridono di loro

mentre il cielo si sta allontanando

e affacciati alle loro finestre nel mare

tutti pescano mimose e lillà

e nessuno deve più preoccuparsi

di via della Povertà.

A mezzanotte in punto i poliziotti

fanno il loro solito lavoro

metton le manette intorno ai polsi

a quelli che ne sanno più di loro,

i prigionieri vengon trascinati

su un calvario improvvisato lì vicino

e il caporale Adolfo li ha avvisati

che passeranno tutti dal camino

e il vento ride forte

e nessuno riuscirà a ingannare il suo destino

in via della Povertà.

La tua lettera l'ho avuta proprio ieri

mi racconti tutto quel che fai

ma non essere ridicola

non chiedermi "come stai",

questa gente di cui mi vai parlando

è gente come tutti noi

non mi sembra che siano mostri

non mi sembra che siano eroi

e non mandarmi ancora tue notizie

nessuno ti risponderà

se insisti a spedirmi le tue lettere

da via della Povertà

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Registrato: Apr 02, 2005
Messaggi: 97

MessaggioInviato: Sat Apr 02, 2005 11:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Sylvia Plath

Io sono verticale



Ma preferirei essere orizzontale.

Non sono un albero con radici nel suolo

Succhiante minerali e amore materno

Così da poter brillare di foglie a ogni marzo,

né sono la beltà di un’aiuola

ultradipinta che susciti gridi di meraviglia,

senza sapere che presto dovrò perdere i miei petali.

Confronto a me, un albero è immortale

E la cima d’un fiore, non alta, ma più clamorosa:

dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.



Stasera all’infinitesimo lume delle stelle,

alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.

Ci passo in mezzo, ma nessuno di loro ne fa caso.

A volte io penso che mentre dormo

forse assomiglio a loro nel modo più perfetto –

con i miei pensieri andati in nebbia.

Stare sdraiata è per me più naturale.

Allora il cielo e io siamo in aperto colloquio,

e sarò utile il giorno che resterò sdraiata per sempre:

finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

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Registrato: Mar 28, 2005
Messaggi: 10
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Sat Apr 02, 2005 12:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

PER L'ANNO DEI FOLLI
Anne Sexton

"O Maria, fragile madre,
ascoltami, ascoltami adesso
anche se non so le tue parole.
Ho in mano il nero rosario, con il suo Cristo d'argento,
non è prediletto da Dio
perché io sono l'infedele.
Ciascuno dei grani è tondo e duro tra le mie dita,
è un piccolo angelo nero.
O Maria, concedimi questa grazia,
concedimi di cambiare,
sebbene io sia brutta,
sommersa dal mio stesso passato,
dalla mia stessa follia.
Anche se ci sono delle sedie
io sono sdraiata sul pavimento.
Solo le mie mani sono salve
toccando i grani del rosario.
Una parola dopo l'altra, ci incespico dentro.
Una principiante, sento la tua bocca toccare la mia.

Conto i grani come se fossero onde
che mi martellano contro,
saperne il numero mi fa ammalare,
afflitta, afflitta nel cuore dell'estate
e la finestra sopra di me
è la sola che mi ascolta, il mio essere goffo.
Dà in abbondanza, è rilassante.
L'elargitrice del respiro
lei, mormora,
i suoi polmoni esalano come quelli di un enorme pesce.

Sempre più vicina
è l'ora della mia morte
mentre mi risistemo il volto, divento come prima,
come prima dello sviluppo, con i capelli diritti.
Tutto ciò è morte.
Nella mente vi è un esile vicolo chiamato morte
ed io mi muovo lungo di esso come
nuotando nell'acqua.
Il mio corpo è inutile.
È disteso, accucciato come un cane su un tappeto.
Si è arreso.
Qui non ci sono parole se non quelle apprese a metà,
l'Ave Maria e piena di grazia.
Ora sono entrata nell'anno senza parole.
Noto la strana entrata e l'esatto voltaggio.
Esistono senza parole.
Senza parole una può toccare il pane
e riceverlo
senza emettere alcun suono.

O Maria, tenero medico, vieni con polveri ed erbe
perché sono nel centro.
È veramente piccolo e l'aria è grigia
come in una casa a vapore.
Mi porgono del vino come a un bambino si porge del latte.
Appare in un bicchiere di delicata fattura,
con la boccia circolare e l'orlo sottile.
Il vino ha un colore denso, muffa e segreto.
Il bicchiere si solleva da solo tendendo verso la mia bocca
e me ne accorgo e lo capisco
soltanto perché è successo.

Io ho questa paura di tossire
ma non parlo,
la paura della pioggia, la paura del cavaliere
che arriva galoppando nella mia bocca.
Il bicchiere si inclina da solo
e io prendo fuoco.
Vedo due sottili righe che mi bruciano rapide giù per il mento.
Mi vedo come se mi vedesse un altro.
Sono stata tagliata in due.

O Maria, apri le tue palpebre,
io sono nel dominio del silenzio,
nel regno della pazzia e del sonno.
C'è sangue qui
ed io l'ho mangiato.
O madre del grembo,
sono venuta soltanto per il sangue?
O piccola madre
Sono dentro i miei pensieri.
Sono rinchiusa nella casa sbagliata."


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Registrato: Mar 28, 2005
Messaggi: 10
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Sat Apr 02, 2005 12:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI
Cesare Pavese

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla

Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti

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Registrato: Apr 02, 2005
Messaggi: 97

MessaggioInviato: Thu Apr 07, 2005 13:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Christina Rossetti

When I am dead, my dearest


When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me;
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.


I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain:
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.


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MessaggioInviato: Mon May 16, 2005 21:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Kavafis,Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze.I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,non sarà questo il genere d' incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.In Ciclopi e Lestrigoni,no certo né nell'iratoNettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'esatate siano tanti quando nei porti- finalmentee con che gioia-toccherai terratu per la prima volta:negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutte merce fina,anche aromi penetranti d'ogni sorta,piu' aromi inebrianti che puoi,va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.Sempre devi avere in mente Itaca-raggiungerla sia il pensiero costante.Soprattutto ,non affrettare il viaggio;fa che duri a lungo ,per anni,e che da vecchio metta piede sull' isola ,tu,riccodei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.Itaca ti ha dato il bel viaggio,senza di lei mai ti saresti messo in viaggio:che cos'altro ti aspetti?E se la trovi povera,non per questo Itaca ti avrà deluso.Fatto ormai savio,con tutta la tua esperienza addosso gia' tu avrai capito cio' che Itaca vuole significare.

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MessaggioInviato: Wed May 25, 2005 19:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il cuore che ride
di Charles Bukowski


la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c'è luce.
forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle
tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno
delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
e più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché
ce l'hai.
tu sei meraviglioso
gli dei aspettano di compiacersi
in
te.

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alberto
Intermedio
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Registrato: Oct 10, 2004
Messaggi: 273
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Sat Jul 16, 2005 13:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Amore dopo amore
-Derek Walcott

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola

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