Registrato: Jan 30, 2005 Messaggi: 822 Residenza: Ravenna
Inviato: Tue Mar 29, 2005 22:49 pm Oggetto:
Non vivere su questa terra come un estraneo
o come un turista della natura
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca
dell'astro che si spegne,
dell'animale ferito che rantola,
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
ti diano gioia tutti i beni della terra:
l'ombra e la luce ti diano gioia
ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l'uomo.
Registrato: Mar 28, 2005 Messaggi: 10 Residenza: Italia
Inviato: Sat Apr 02, 2005 12:33 pm Oggetto:
PER L'ANNO DEI FOLLI
Anne Sexton
"O Maria, fragile madre,
ascoltami, ascoltami adesso
anche se non so le tue parole.
Ho in mano il nero rosario, con il suo Cristo d'argento,
non è prediletto da Dio
perché io sono l'infedele.
Ciascuno dei grani è tondo e duro tra le mie dita,
è un piccolo angelo nero.
O Maria, concedimi questa grazia,
concedimi di cambiare,
sebbene io sia brutta,
sommersa dal mio stesso passato,
dalla mia stessa follia.
Anche se ci sono delle sedie
io sono sdraiata sul pavimento.
Solo le mie mani sono salve
toccando i grani del rosario.
Una parola dopo l'altra, ci incespico dentro.
Una principiante, sento la tua bocca toccare la mia.
Conto i grani come se fossero onde
che mi martellano contro,
saperne il numero mi fa ammalare,
afflitta, afflitta nel cuore dell'estate
e la finestra sopra di me
è la sola che mi ascolta, il mio essere goffo.
Dà in abbondanza, è rilassante.
L'elargitrice del respiro
lei, mormora,
i suoi polmoni esalano come quelli di un enorme pesce.
Sempre più vicina
è l'ora della mia morte
mentre mi risistemo il volto, divento come prima,
come prima dello sviluppo, con i capelli diritti.
Tutto ciò è morte.
Nella mente vi è un esile vicolo chiamato morte
ed io mi muovo lungo di esso come
nuotando nell'acqua.
Il mio corpo è inutile.
È disteso, accucciato come un cane su un tappeto.
Si è arreso.
Qui non ci sono parole se non quelle apprese a metà,
l'Ave Maria e piena di grazia.
Ora sono entrata nell'anno senza parole.
Noto la strana entrata e l'esatto voltaggio.
Esistono senza parole.
Senza parole una può toccare il pane
e riceverlo
senza emettere alcun suono.
O Maria, tenero medico, vieni con polveri ed erbe
perché sono nel centro.
È veramente piccolo e l'aria è grigia
come in una casa a vapore.
Mi porgono del vino come a un bambino si porge del latte.
Appare in un bicchiere di delicata fattura,
con la boccia circolare e l'orlo sottile.
Il vino ha un colore denso, muffa e segreto.
Il bicchiere si solleva da solo tendendo verso la mia bocca
e me ne accorgo e lo capisco
soltanto perché è successo.
Io ho questa paura di tossire
ma non parlo,
la paura della pioggia, la paura del cavaliere
che arriva galoppando nella mia bocca.
Il bicchiere si inclina da solo
e io prendo fuoco.
Vedo due sottili righe che mi bruciano rapide giù per il mento.
Mi vedo come se mi vedesse un altro.
Sono stata tagliata in due.
O Maria, apri le tue palpebre,
io sono nel dominio del silenzio,
nel regno della pazzia e del sonno.
C'è sangue qui
ed io l'ho mangiato.
O madre del grembo,
sono venuta soltanto per il sangue?
O piccola madre
Sono dentro i miei pensieri.
Sono rinchiusa nella casa sbagliata."
Registrato: Mar 28, 2005 Messaggi: 10 Residenza: Italia
Inviato: Sat Apr 02, 2005 12:39 pm Oggetto:
VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI
Cesare Pavese
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti
When I am dead, my dearest,
Sing no sad songs for me;
Plant thou no roses at my head,
Nor shady cypress tree:
Be the green grass above me
With showers and dewdrops wet;
And if thou wilt, remember,
And if thou wilt, forget.
I shall not see the shadows,
I shall not feel the rain;
I shall not hear the nightingale
Sing on, as if in pain:
And dreaming through the twilight
That doth not rise nor set,
Haply I may remember,
And haply may forget.
Registrato: Oct 10, 2004 Messaggi: 273 Residenza: Italia
Inviato: Mon May 16, 2005 21:22 pm Oggetto:
Kavafis,Itaca
Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga fertile in avventure e in esperienze.I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,non sarà questo il genere d' incontri se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.In Ciclopi e Lestrigoni,no certo né nell'iratoNettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro.Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d'esatate siano tanti quando nei porti- finalmentee con che gioia-toccherai terratu per la prima volta:negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutte merce fina,anche aromi penetranti d'ogni sorta,piu' aromi inebrianti che puoi,va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.Sempre devi avere in mente Itaca-raggiungerla sia il pensiero costante.Soprattutto ,non affrettare il viaggio;fa che duri a lungo ,per anni,e che da vecchio metta piede sull' isola ,tu,riccodei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.Itaca ti ha dato il bel viaggio,senza di lei mai ti saresti messo in viaggio:che cos'altro ti aspetti?E se la trovi povera,non per questo Itaca ti avrà deluso.Fatto ormai savio,con tutta la tua esperienza addosso gia' tu avrai capito cio' che Itaca vuole significare.
la tua vita è la tua vita.
non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
stai in guardia.
ci sono delle uscite.
da qualche parte c'è luce.
forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle
tenebre.
stai in guardia.
gli dei ti offriranno
delle occasioni.
riconoscile, afferrale.
non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
e più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
la tua vita è la tua vita.
sappilo finché
ce l'hai.
tu sei meraviglioso
gli dei aspettano di compiacersi
in
te.
Registrato: Oct 10, 2004 Messaggi: 273 Residenza: Italia
Inviato: Sat Jul 16, 2005 13:27 pm Oggetto:
Amore dopo amore
-Derek Walcott
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,
e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi