L'UOMO CHE AMAVA LE DONNE
Un ingegnere che fa collezione di donne decide di scrivere le sue memorie e trova un editore: una donna, naturalmente. Il pudore, la sensibilità, la leggerezza umoristica di Truffaut – che ha trovato in Denner l'interprete ideale – danno il tono e il ritmo di questa commedia che giuoca sull'innamoramento perpetuo di un uomo per il quale “le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi”.
Inviato: Fri Oct 12, 2007 12:18 pm Oggetto: IL CIELO SOPRA BERLINO
IL CIELO SOPRA BERLINO (WINGS OF DESIRE) di Wim Wenders (1987)
È la storia dell'angelo Damiel che, ascoltando i pensieri della trapezista Marion, se ne innamora e per lei sceglie di vivere una vita mortale.
Una poesia nel film:
Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.
Quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino.
Per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.
Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione.
Non aveva abitudini. Sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande:
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lí?
Quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, é forse solo un sogno?
Non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro?
C'é veramente il male? E' gente veramente cattiva?
Come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?
Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí.
Quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere.
Ed é ancora cosí.
Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí.
A ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande.
E questo, é ancora cosí.
Sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne.
Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.
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Inviato: Thu Nov 01, 2007 20:19 pm Oggetto:
Freaks è un film statunitense del 1932 diretto da Tod Browning.
Si tratta, sotto molto aspetti, di un'opera anomala e in un certo senso anche maledetta (all'interno del panorama cinematografico degli anni in cui fu prodotta), circondata fin dalla sua uscita da un'aura di mistero, incubo e paura.
In Inghilterra ne fu vietata la visione per circa quarant'anni.
Il film deve gran parte della sua (triste) celebrità anche alla presenza nel cast di veri freaks: termine che in maniera assolutamente cruda definisce nella lingua inglese persone con gravi deformità fisiche.
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Inviato: Mon Nov 05, 2007 21:56 pm Oggetto:
Hana in giapponese vuol dire fiore, ovvero la vita, mentre bi letteralmente è fuoco, ovvero la morte. Tra questi due limiti scorre la trama del capolavoro di Takeshi Kitano. L'ex poliziotto Nishi è un uomo deciso e violento, la moglie è gravemente ammalata e il suo più caro amico è costretto sulla sedia a rotelle dopo uno scontro a fuoco con un malvivente. L'uomo vive in solitudine vicino al mare e il suo unico desiderio è dipingere. Nishi vuole aiutarlo e vuol passare gli ultimi giorni di vita della moglie, malata terminale, in viaggio nella campagna giapponese. Per avere soldi cade nella trappola di uno strozzino Yakuza che lo ricatterà e per restituirli decide, infine, di rapinare una banca....
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Inviato: Tue Nov 06, 2007 18:19 pm Oggetto:
Charles è uno studente parigino che vive con drammaticità i problemi del disfacimento morale di un mondo che gli appare senza possibilità di riscatto. Si lascia lentamente andare all'indifferenza, nonostante i tentativi di scuoterlo da parte di amici e conoscenti. Secondo lui il male del mondo è inestirpabile e gli uomini viaggiano su una nave di folli. Allora compra una pistola e chiede a un amico...
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Inviato: Tue Nov 06, 2007 21:16 pm Oggetto:
Shine
RECENSIONE:
Anomala biografia del pianista David Helfgott – australiano di nascita, ebreo e polacco di origine, oggi cinquantenne, sposato e ancora in giro a dar concerti – che, stritolato da un padre-padrone oppressivo, sprofonda per un decennio in un tracollo nervoso che lo fa entrare e uscire da cliniche psichiatriche fino all'incontro e all'amore di una gentile signora di quindici anni più vecchia di lui. Da una sapiente e intelligente sceneggiatura di John Sardi, diretta con brio da S. Hicks, il racconto procede con una struttura a mosaico, non cronologica, e percorre il tormentato itinerario di David fino alla sua “resurrezione”. N. Taylor – David adolescente – e G. Rush, che ha preso l'Oscar – David adulto – sono in gara di bravura.
TRAMA:
David Helfgott (interpretato da Noah Taylor da ragazzo e Geoffrey Rush da adulto), giovane pianista prodigio, vede la sua promettente carriera artistica stroncata da un padre autoritario, possessivo. Il tirannico genitore gli vieta, anche con forza, di trasferirsi negli Usa per studiare musica, nonostante un grande artista di fama internazionale, colpito dal gran talento di David, abbia offerto una borsa di studio gratuita.
Questa violenza fisica e psicologica del padre provoca nel giovane pianista un collasso nervoso che lo porta a rinchiudersi in un mondo tutto suo e a sognare la fuga fino al giorno in cui...
GENERE: Drammatico-Musicale-Sentimentale
COMMENTO:
Un film ben riuscito, che racchiude un significato intenso. La musica come espressione di un emozione e di un sentimento puro non celato da quelle ipocrisie , buonismi e falsità che invece permeano i rapporti con gli altri. Essenziale notare i tre contrasti: il primo, il contrasto tra il rapporto con il padre (un rapporto forzato, d’obbligo di circostanze) e l’amore per la musica (un amore sincero ed incondizionato). Il secondo il contrasto tra la sua giovinezza dove il suo comportamento cercava di essere calcolato, misurato ed equilibrato e ogni sgarro alla regola veniva punito, e la sua maturità dove la spontaneità diventa la sua forza dove lascia spazio al prorompere delle sue emozioni. Il terzo tra lui e Gillen. Essenziale la colonna sonora, con Vivaldi e il suo Nulla in mundo Pax sincera, Liszt e Chopin e poi Rachmaninov.
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
L'ultima modifica di Amylee17 il Wed Nov 14, 2007 16:17 pm, modificato 1 volta
Registrato: Sep 15, 2006 Messaggi: 349 Residenza: nel deserto
Inviato: Wed Nov 07, 2007 18:08 pm Oggetto:
Al termine delle crociate, il cavaliere Antonius Block, accompagnato dal suo scudiero, fa ritorno dopo dieci anni verso casa, in Svezia. Nel tragitto incontra una famiglia di saltimbanchi, puri e semplici, un maniscalco oppresso dalla moglie, una violenza inquisitoria demoniaca, ma soprattutto la Morte, che ha deciso di portarlo con sé. Il cavaliere le chiede di rimandare e per prendere tempo la sfida ad una partita a scacchi che gli permetterà di compiere l’ultimo viaggio spirituale…
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