dunque, zero, indicaci la via per questa sorta di Nirvana...
Magari ci può essere utile!
la meditazione vipassana è utilizzata anche in occidente e la insegnò il buddha, ecco come procedere:
* Contemplazione del corpo
o Consapevolezza del respiro
o Consapevolezza delle posizioni del corpo
o Consapevolezza delle azioni del corpo
o Consapevolezza delle parti del corpo
o Consapevolezza degli elementi
o Nove contemplazioni del cimitero
* Contemplazione delle sensazioni
* Contemplazione della mente
* Contemplazione degli oggetti mentali
Si fa tuttavia presente come il Buddha indicasse in una sinergia tra queste pratiche un cammino credibile in quanto la tecnica della Vipassana senza un preventivo esercizio di concentrazione - Samatha - risulta futile, e pericoloso, quanto andare in battaglia con una spada non affilata.
Registrato: Apr 15, 2007 Messaggi: 912 Residenza: Roma
Inviato: Tue Dec 11, 2007 12:03 pm Oggetto:
zero ha scritto:
Il grande errore che le persone in difficoltà, che vogliono abbandonare la propria categoria per raggiungerne un'altra è questo: Pensare che l'altra categoria sia felice, serena, spensierata. I normali soffrono come noi, anche se in maniera più attenuata! Non è diventare normali, cosa per altro più impossibile che ardua( se non facendosi di farmaci), che ci renderà felici. L'obiettivo sembra bello e luminoso, ma non lo è. La felicità si trova all'interno di noi, NON ACCONTENTATEVI!
Non condivido nulla di tutto ciò. Qui nessuno insegue i "normali" ( che vuol dire poi ? chi lo è davvero? ) idealizzandoli come categoria perfetta e felice.
Qui ci sono persone che possono anche stare bene con se stesse , con le proprie passioni i propri interessi etc. ma che a causa di fobie , paure, timidezza , ansia e tutto il resto non riescono talvolta ad interagire in modo naturale e sereno con le altre persone
Il voler superare questi problemi non significa ne cambiare "categoria" come dici te , ne divenire altro da se , ma semplicemnte riuscire a realizzare una vita più piena e soddisfacente perchè una vita di solitudine , di scarsi o nulli rapporti sociali , la felcità all'interno di noi ( come dici te ) non la potrà mai dare..tutto qui!
Possono cambiare i metodi ( farmaci, meditazione , psicoterapia, autoconvincimento, metodo del "buttati e prova" etc.etc. etc. e ognuno ha le sue idee a riguardo) ma l'obiettivo credo sia quello
_________________ PENSARE UN PO' DI MENO....AGIRE UN PO' DI PIU'
Vorrei chiudere quà se è possibile. Chi è d'accordo fa bene, chi non è d'accordo fa altrettanto bene anzi meglio (il b. si fonda sul dubbio, siete a cavallo), e chi vuole provare, anche solo per curiosità a leggere un libretto di cento pagine e non ha la carta, scelga "contrassegno".
Ciao
_________________ Dove il pensiero sorge e dove esso si dissolve, lì devi giungere, figlio mio.
Registrato: Nov 28, 2007 Messaggi: 113 Residenza: grosseto
Inviato: Sat Dec 15, 2007 02:15 am Oggetto:
pure_truth ha scritto:
Citazione:
Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato
Di fatti usare la parola guarire è improprio. Si dovrebbe cercare di stare meglio.
E poi cosa c'entra che non accettiamo il nostro stato? Non lo accettiamo perchè ci fà stare male,è una colpa?
Ci vogliamo migliorare...anche se siamo tra fobici non siamo tutti uguali,ed ognuno può portare la sua esperienza a sostegno/giovamento di un altro.
Se qualche fobico ha mai tratto giovamento da un altro fobico? Mi pare proprio di si,sennò questo forum sarebbe vuoto.
Per favore,non cercare di diffondere la tua disillusione/rassegnazione.
Grazie.
grazie concordo in pieno... se noi tutti siamo su questo forum è perchè ne traiamo un pò di giovamento...
La sua rassegnazione se la può tenere per sè...
Registrato: Nov 28, 2007 Messaggi: 113 Residenza: grosseto
Inviato: Sat Dec 15, 2007 02:17 am Oggetto:
TheSorrow ha scritto:
zero ha scritto:
Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato
riassumi in tre righe la situazione.. come già detto, perfetto.
Registrato: Jun 02, 2007 Messaggi: 551 Residenza: bologna
Inviato: Sun Dec 16, 2007 01:36 am Oggetto:
beh il post di zero è interessante,l'ho letto tutto e da un lato devo dire che non ho perfettamente capito gli ultimi due tipi di felicità,sopratutto l'ultimo,ma vabbeh se mi va m'informerò.
sul primo tipo pienamente d'accordo con te ,non ho nulla da dire.
Per quel che riguarda ciò che hai chiamato serenità,mi è sembrato quasi di cogliere un significato non dissimile ad una sorta di aridità interiore,mi sembra lontano dal concetto più comune di vera serenità.
Per quel che riguarda le c.d. persone normali,d'accordissimo con te che soffrono come noi,magari anche non in maniera più attenuata,ma se è cosi' perche' chiamarli normali?
nel post precedente poi hai parlato di accettazione del proprio stato .
Se il termine è utilizzato come condizione personale di disagio,allora non ci sto.Uscire dalla sofferenza ,e quindi cambiare lo stato delle cose è possibile;concordo quando dici che è ciò che è dentro di noi a poterci rendere felice,allora ciò implica l'accettazione dei nostri TRATTI CARATTERIALI,non dello stato di ansia,fobia ,depressione ecc....
è accettando questi ultimi che si cambia il nostro stato
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