Si, certo, l'importante è lottare più che vincere... in una partita di calcio magari... Ma qui stiamo parlando della vita. E' tutt'altra cosa.
Di partite di calcio nella vita ce ne sono tante, ma di vita una sola. Se perdi in una partita di calcio dirai: "vabbè sarà per la prossima volta". Ma se giochi nella partita della vita, per cambiarla, non puoi permetterti di perdere, il motto qui non sarà più: "l'importante è partecipare". Bisogna vincere. Se non vinci, a prescindere dal fatto che ci abbia provato o no, avrai perso, sarai sconfitto per sempre, non ci sarà possibilità di rivalsa. E se arriverai a 60 anni deluso dalla vita e penserai: "vabbè ci ho provato almeno..." questo non ti sarà di nessun conforto, i rimpianti, la delusione, ci saranno lo stesso perchè allora sarà la speranza a mancare. Perchè la partita sarà finita e non ce ne saranno altre.
Se volete, lottate. Ma non illudetevi che, arrivati a 60 anni, anche se avrete perso, sarete saddisfatti. L'amarezza sarà uguale, sia che ci avrete provato o no. O almeno questo è quello che penso.
Carpe diem sì!
Male che vada, sarà un successo no! non mi sento di dirlo quando si parla di tutta una vita, scusatemi.
Registrato: Oct 21, 2007 Messaggi: 130 Residenza: Nord
Inviato: Sun Jan 06, 2008 19:34 pm Oggetto:
interessante...
ma in fondo penso che o bene o male tutti abbiamo lottato contro i nostri problemi e le nostre fobie, anche con l aiuto di psic/medicine, ma che molti pochi ne siano usciti.. lottare senza arrendersi mai è difficile, sopratutto quando continui a sbattere la testa contro gli stessi muri, senza mai riuscire a superarli nemmeno un po.. in questo caso, non sarebbe + onorevole smettere di combattere, e accettare la situazione in cui ci troviamo, cercando di trarre il meglio da quel poco che abbiamo ora, invece che sperare sempre che un domani le cose miglioreranno?
_________________ Morire è alla portata di tutti, ma morire quando è necessario, denota coraggio.
new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.poi tt e relativo.c'è gente che ormai ha smesso anche di sognare e non ha piu rabbia ne un pò di passione,non mi sento di biasimarli assolutamente.io spero di non finire cosi, mi aiuta molto la rabbia e il desiderio a cercar di migliorarmi e guardagnarmi il diritto"alla vita"ironicamente parlando.
Registrato: Nov 08, 2007 Messaggi: 744 Residenza: Viareggio
Inviato: Sun Jan 06, 2008 20:05 pm Oggetto:
LH ha scritto:
Fear ha scritto:
Ps.: prima di adottare certi simboli magari pensaci un pò imho
Quel simbolo è un pentacolo rovesciato che, i satanisti, chiamano "sigillo di Baphomet"...ho pensato più di un po' prima di adottarlo.
A dir la verità lo uso, più che altro, perchè lo trovo bello...infatti, come già ho detto, non sono un satanista...però simpatizzo.
va bè!!! ognuno ha le simpatie che si merita
Ps: anche la svastica nazista graficamente può essere bella però questo fatto non giustifica il fatto che me la scelga come simbolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
_________________ Primum vivere deinde philosophare (Aristotele)
Ho perso le parole, può darsi che abbia perso solo le mie bugie.
Sei Bella che fai male, sei Bella che si balla solo come vuoi tu (Ligabue)
new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.
Registrato: Jan 04, 2008 Messaggi: 50 Residenza: Padova.
Inviato: Mon Jan 07, 2008 03:08 am Oggetto:
Fear ha scritto:
Ps: anche la svastica nazista graficamente può essere bella però questo fatto non giustifica il fatto che me la scelga come simbolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E perchè no? Uno, volendo, potrebbe adottarlo per il, semplice ed unico, motivo che lo troverebbe bello esteticamente...certo, probabilmente, poi, altri non vedrebbero la scelta di buon occhio ma, uno, potrebbe anche strafottersene di quel che pensano gli altri...per un sociofobico, ad esempio, forse potrebbe costituire un'interessante esercizio di desensibilizzazione.
Personalmente non disprezzo la svastica...se fossi stato al posto del vecchio Adolfo, probabilmente non avrei cercato di sterminare gli ebrei...ma tutto il genere umano, me compreso.
Follia? Ma certo! Chi ha mai detto il contrario...? Non per niente frequento uno psichiatra...non a caso, in circa 3 anni, non è riuscito a far gran che... :]
Inviato: Mon Jan 07, 2008 11:49 am Oggetto: Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.
LH ha scritto:
Ho capito che, non dico tutti ma, certamente, qualcuno, ha frainteso il senso più profondo del mio post.
Quello che intendevo dire è che, come, correttamente, ricordava il professor Keating ne "L'attimo fuggente", un bel film che è stato, recentemente, ritrasmesso in occasione delle festività natalizie: <<...siamo cibo per i vermi ragazzi>>.
La fobia sociale - parlo, soprattutto, di quella generalizzata e presente in una forma tutt'altro che lieve - non è una malattia brutta...è
terribile...è tragica...è assolutamente mostruosa.
Se non vi sforzate di combatterla duramente...potreste ritrovarvi, in futuro, vecchi, malati e decrepiti...forse rinchiusi in uno squallido
ospizio...e, la, vi posso assicurare che n'avrete molto di tempo per comtemplare la pateticità della vita (...se, così, la si potrà definire)
che avrete sprecato durante la vostra giovinezza...sarà stata come sabbia che vi sarà, inesorabilmente, scivolata fra le dita...ed, in
mano, non vi sarà rimasto nulla.
Poi - è solo questione di tempo - finirete in una fredda e muta tomba...e cosa sarà rimasto di voi?
Niente.
Questo volete?
Non vi piace l'dea di divertirti con una prostituta...allora ve ne propongo un'altra che è, pure, del tutto esente da spese: fatevi un bel giro
in un cimitero...non quello del vostro paesino (...se avete la sfortuna di vivere in uno di quei, deprimenti, luoghi dimenticati da Dio)...quello
di una città: un grande campo santo.
Soffermatevi a pensare a tutte quelle persone morte...guardatele attentamente, quelle lapidi: sono li come testimoni di vite che hanno
lottato, finchè hanno potuto, per conquistare i propri obbiettivi...persone che, si suppone, hanno vissuto a pieno la propria esistenza
finchè ne hanno avuta una.
Questo non significa affatto che abbiano, indubbiamente, ottenuto quel che volevano ma, cristo, almeno hanno goduto dell'opportunità di
darsi da fare per tentare di riuscirci...e - chi lo sa? - forse, alcuni di loro, ce l'hanno fatta.
Se non vi date una mossa, per voi, nemmeno un nome e due date saranno visibili su quell'orribile contenitore di cemento, che ospiterà quel
che rimarrà del corpo che, pigramente, lasciate a poltrire di fronte al monitor di un computer.
Non so voi...ma, io, ne ho abbastanza di perseverare nell'autocommiserarmi mentre, la vita, mi attraversa senza toccarmi.
Ho già buttato fin troppo tempo.
La prossima volta che mi innamorerò di una ragazza, prima o poi, glielo confesserò...certo, sarò talmente teso, nuovamente schiavo della
mia timidezza e ridicolo che, molto probabilmente, quella mi riderà in faccia ed avrò collezionato l'ennesimo, frustrante, fallimento...ma,
almeno, ci avrò provato.
La prossima volta che, uno stronzo, vorrà farsi beffe del mio, apparentemente mite, temperamento...gli risponderò a dovere o gli romperò
la mandibola con un pugno: non essendo un esperto di arti marziali, probabilmente non ci riuscirò...ma, però, avrò fatto il possibile.
La prossima volta che avrò paura di fare qualcosa...allora la farò: si fotta la mia timidezza...e, la mia ansia paralizzante, che venga...la
aspetterò.
Mal che andrà, quando e se, in un lontano domani, sarò un solitario e cagionevole ottuagenario e, qualcuno, vorrà sapere cosa n'avrò
fatto, della mia vita, prima di finire parcheggiato in una triste struttura pubblica...definitivamente dimenticato; forse, per una volta, mi
sentirò orgoglioso di me stesso e gli dirò: <<Ho combattuto...>>.
Spero potrete dirlo anche voi.
Bye.
PS: caaarrrpeee...caaarrrpeee diiieeemmm.
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
new guarda che i calci in culo non li prendi solo te, li prendono tutti, fanno male ma si sopravvive.i fobici secondo me cercano di evitarli il piu possibile nascondendosi in un angolo , e alla fine si pigliano un "enorme" calcio in culo.poi tt e relativo.c'è gente che ormai ha smesso anche di sognare e non ha piu rabbia ne un pò di passione,non mi sento di biasimarli assolutamente.io spero di non finire cosi, mi aiuta molto la rabbia e il desiderio a cercar di migliorarmi e guardagnarmi il diritto"alla vita"ironicamente parlando.
è inutile nascondersi, non si può dire fermate il mondo voglio scendere.
anzi secondo me qualche calcio in culo può servire anche per spronarsi,
per far si che la prossima volta il calcio non lo si prenda più.
Inviato: Wed Jan 09, 2008 01:41 am Oggetto: Re: Mal che andrà, lo ripeto, sarà un successo.
Jes ha scritto:
io credo che la vita non abbia un senso moriremo e non saremo più niente.. quindi ogni persona si viva la vita un pò come vuole senza farsi troppe seghe mentali.. faccia quello che si sente quello per cui è ispirata..
la vita è una sola una grande opportunità per noi che possiamo viverla..
io penso che ogni persona vive la vita a suo modo.. magari tante persone che ora sn morte avranno realizzato tante cose.. altre nessuna.. ma il fatto è che le cose che queste persone hanno realizzato o non hanno realizzato non hanno nessun significato.. però gli hanno procurato della gioia del piacere.. della sofferenza del dolore.. tanti sentimenti.. non chiediamoci come sarà il viaggio ma concentriamoci sul presente su noi stessi sulla nostra felicità..
la vita è una sola vissuta in modo diverso da tante persone.. non esiste una vita sbagliata perchè la vita in se non ha senso esiste solo una vita che ci può dare della felicità.. ma quella felicità la possiamo avere solo restando noi stessi e vivendo la vita che dentro di noi vogliamo.
Su questo devo dissentire fortemente. Sono d’accordo sul fatto che non dobbiamo frustrare la nostra mente a cercare di spiegare cosa succederà dopo la morte (non sappiamo ancora che tipo di processo è quello che chiamiamo “io”, come si genera dal cervello, figuriamoci se possiamo intuire “cosa” diventerà dopo la morte).
Però sono contrario anche all’affermazione che la realtà non abbia un senso.
Se togliamo il senso alla realtà togliamo il fondamento ontologico all’essere. Se identifichiamo nel nulla il senso della realtà produciamo un assurdo, perché il nulla è solo un operatore logico, che esiste solo se esiste “qualcosa”, quindi non c’è scampo: non si può dire che la vita non ha senso: sarebbe un salto mortale nell’assurdo.
Sul piano induttivo poi, Godel ha fatto notare come sia più plausibile credere che dopo la morte ci sia qualcosa piuttosto che il nulla, con questa argomentazione:
“la parte più consistente e soddisfacente dell’apprendimento avverrà nella prossima vita, facendo tesoro dei ricordi, memorie latenti, e comprendendo per la prima volta il senso delle nostre esperienze. L’essenza umana deve esistere in qualche modo, o esisterà. Non si capisce altrimenti perché Dio non abbia fatto le persone in modo che esse comprendessero nel modo giusto la loro condizione fin dall’inizio”.
E ricordo che Godel usava termini come “essenza” e “Dio” in accezione logica/formale, non romantica emotiva, cioè, è un’argomentazione forte dal punto di vista logico, non solo dal punto di vista dell’emozionalità intuitiva.
Il fondamento logico di queste induzioni lo percepiremo sicuramente nel momento della morte, quando la nostra mente non potrà più distrarsi con altri pensieri, fingendo di non essere interessata al problema! C’è chi invece queste riflessioni le fa molto prima di morire, cioè si prepara psicologicamente, non aspetta che arrivi il giorno fatale per pensarci.
Secondo me però non si tratta di una banale questione intellettuale, perché il punto di vista nichilistico ha anche effetti pratici, per esempio, se si crede che la realtà non abbia un senso, sarebbe facile giustificare l’etica basata sulla vendetta (e viceversa sarebbe sarebbe anche difficile non giustificarla), rispetto a etiche che percepiamo come più civili.
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