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Spunto per terapia intelligente
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Trattamenti e Terapie
Autore Messaggio
HurryUp2
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Registrato: Jan 07, 2008
Messaggi: 261

MessaggioInviato: Wed Jan 09, 2008 21:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

gerrard ha scritto:

Sono un po perplesso quando dici che tale metodo da te impostato sarebbe superiore ad altri usati "tradizionalmente" dai terpisti,quantomeno per la mancanza di un parametro al quale poter determinare tale superiorità

Il motivo per cui secondo me sarebbe superiore, nel senso di più efficace, di quelli tradizionali, l'ho argomentato qui:
HurryUp2 ha scritto:
Studiando il modello cognitivista della psicologia umana, mi sono accorto che il metodo che ho costruito usa il modello cognitivista, quindi in pratica la terapia che ho consigliato è una terapia cognitiva (lavora sul modello stimolo-organismo-risposta).

Solo che il mio metodo è superiore alla terapia cognitivo-comportamentale per il fatto che l'analisi della funzione stimolo-organismo-risposta viene fatta dal soggetto stesso, cioè la mia terapia pone la condizione che il soggetto debba usare un metodo analitico intelligente seguente cioè le regole della logica modale.

E' questa condizione la cosa più impegnativa da soddisfare, bisogna cioè educare la propria mente al metodo logico deduttivo applicato in modo maniacale: una condizione che difficilmente gli psicologi cognitivisti chiederanno al paziente, perchè richiede al paziente troppo impegno intellettuale.

Eppure in questo modo l'analisi della funzione stimolo-organismo-risposta del soggetto diventa meno affidabile (perchè fatta da un estraneo: lo psicologo), mentre se l'analisi la fa il soggetto stesso, usando il metodo logico deduttivo, sarà un'analisi più giusta, diminuisce quindi il rischio di formulare congetture errate, e quindi il metodo è più efficace!


Se ti vai a studiare cos'è la terapia cognitivo-comportamentale, scopri che questa si basa su un modello formale della psicologia umana, con i suoi postulati e i suoi teoremi.
Solo che il paziente viene tenuto serenamente all'oscuro di questo.
E' come se mi dessero lezioni di fisica senza insegnarmi la matematica.
Il mio metodo consiste nello stesso metodo della terapia cognitivo-comportamentale, con la differenza che il paziente è consapevole del modello di riferimento, e fa l'analisi introspettiva dei suoi stimoli e delle sue risposte ai suoi stimoli da solo (quindi è più affidabile, perchè il soggetto può osservare meglio di un estraneo i propri stimoli interni, a patto che li osservi con un metodo intelligente)

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elisewin_
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Registrato: Aug 28, 2006
Messaggi: 264

MessaggioInviato: Wed Jan 09, 2008 21:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Premetto che ho letto il post solo una volta ma è incredibile quello che hai scritto, a prescindere da quanto possa funzionare o meno. Ho intenzione comunque di rileggerlo solo perchè mi affascina come procedimento e mi affascina il tema della logica e della consapevolezza di per se.
Non so quanto mi faccia bene dal momento che il mio problema è proprio la troppa consapevolezza (quella dostoevskijana), ma mal che vada sarà un'ottimo allenamento per l'esame di logica. E complimenti.


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Così vivranno gli uomini il giorno prima del giudizio universale, succhiando nettare dai fiori velenosi, lodando il sole che si spegne come dispensatore di vita, baciando la terra che si dissecca come madre della fertilità. -J.Roth-
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MessaggioInviato: Wed Jan 09, 2008 21:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

inadatto ha scritto:

Il discorso è semplice, per quanto mi riguarda ;
quello che da fastidio in HurryUp è il tono saccente , intransigente e un po' arrogante di chi si pone con l'atteggiamento di dire:
"voi non avete capito nulla della vita , ora vi faccio il magnanimo favore di spiegarvelo io"


A me non sembra, anche perchè per il tema che ha trattato lo ha scritto in un modo anche piuttosto semplice. Semplificando esempi e ripetendo gli stessi concetti. Solo che ci vuole un minimo di applicazione.


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Registrato: Jan 07, 2008
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MessaggioInviato: Wed Jan 09, 2008 21:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

elisewin_ ha scritto:
Premetto che ho letto il post solo una volta ma è incredibile quello che hai scritto, a prescindere da quanto possa funzionare o meno. Ho intenzione comunque di rileggerlo solo perchè mi affascina come procedimento e mi affascina il tema della logica e della consapevolezza di per se.
Non so quanto mi faccia bene dal momento che il mio problema è proprio la troppa consapevolezza (quella dostoevskijana), ma mal che vada sarà un'ottimo allenamento per l'esame di logica. E complimenti.

La troppa consapevolezza stressa il cervello, ma una volta raggiunto un certo livello di intelligenza, solo la consapevolezza può indicarci la strada per tornare a uno stato mentale rilassato.
Quindi non abbiamo motivo di temere la consapevolezza come un fantasma, anzi, è il mezzo che ci permette di non cadere nella follia

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MessaggioInviato: Thu Jan 10, 2008 15:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

In ogni caso Hurry, anche se si applica il tuo ragionamento, non se ne perviene a una soluzione.
Proprio perchè rimanda a una teoria comportamentalista. Insomma, io posso anche ricostruire esattamente uno schema di cosa mi provoca cosa, in base al tipico "stimolo-risposta". Ma è solo un prendere consapevolezza del proprio comportamento, un' analisi, utile più a uno psicologo che voglia analizzare il comportamento di un paziente che a trovare una soluzione. O per chi non ha consapevolezza della propria malattia.. ma questo sarebbe assurdo.


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MessaggioInviato: Thu Jan 10, 2008 15:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

elisewin_ ha scritto:
In ogni caso Hurry, anche se si applica il tuo ragionamento, non se ne perviene a una soluzione.
Proprio perchè rimanda a una teoria comportamentalista. Insomma, io posso anche ricostruire esattamente uno schema di cosa mi provoca cosa, in base al tipico "stimolo-risposta". Ma è solo un prendere consapevolezza del proprio comportamento, un' analisi, utile più a uno psicologo che voglia analizzare il comportamento di un paziente che a trovare una soluzione. O per chi non ha consapevolezza della propria malattia.. ma questo sarebbe assurdo.

Non credo che l'effetto del metodo sia quello, intanto non è un modello comportamentalista, ma cognitivista (stimolo-organismo-risposta), quindi è più completo.
Ma non è un metodo passivo, è un metodo attivo, perchè analizza anche le risposte psicologiche ad azioni evitate, cioè, prende l'insieme di tutte le azioni evitate, e ne attua alcune, poi analizza le risposte dell'organismo a queste azioni, e sulla base dei dati raccolti formula congetture su quali condizioni porre, nell'esperimento successivo, per ottenere risposte positive.
Solo che l'analisi stimolo-organismo-risposta viene fatta dal soggetto, non da un estraneo (lo psicologo), quindi è un'analisi più affidabile (non si deducono solo i comportamenti esteriori del modello stimolo-risposta, ma anche le risposte interne dell'organismo).

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MessaggioInviato: Thu Jan 10, 2008 16:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

HurryUp2 ha scritto:
elisewin_ ha scritto:
In ogni caso Hurry, anche se si applica il tuo ragionamento, non se ne perviene a una soluzione.
Proprio perchè rimanda a una teoria comportamentalista. Insomma, io posso anche ricostruire esattamente uno schema di cosa mi provoca cosa, in base al tipico "stimolo-risposta". Ma è solo un prendere consapevolezza del proprio comportamento, un' analisi, utile più a uno psicologo che voglia analizzare il comportamento di un paziente che a trovare una soluzione. O per chi non ha consapevolezza della propria malattia.. ma questo sarebbe assurdo.

Non credo che l'effetto del metodo sia quello, intanto non è un modello comportamentalista, ma cognitivista (stimolo-organismo-risposta), quindi è più completo.
Ma non è un metodo passivo, è un metodo attivo, perchè analizza anche le risposte psicologiche ad azioni evitate, cioè, prende l'insieme di tutte le azioni evitate, e ne attua alcune, poi analizza le risposte dell'organismo a queste azioni, e sulla base dei dati raccolti formula congetture su quali condizioni porre, nell'esperimento successivo, per ottenere risposte positive.
Solo che l'analisi stimolo-organismo-risposta viene fatta dal soggetto, non da un estraneo (lo psicologo), quindi è un'analisi più affidabile (non si deducono solo i comportamenti esteriori del modello stimolo-risposta, ma anche le risposte interne dell'organismo).


Ripeto. Quello che fai è simile all'opzione "esplora" riguardo a una cartella o che so io del computer. Puoi scomporre un procedimento in ogni sua minima parte, il che è molto affascinante, ma il risultato è sempre lo stesso. Quindi, visto che il nostro cervello (almeno il mio, fortunatamente) ha grandi capacità di sintesi e di mettere il tutto per così dire in un'unica "cartella", non capisco perchè usare un metodo che sarebbe utilissimo se non avessimo queste capacità. Almeno io sono sicura che non perverrei a niente di nuovo, visto che le mie capacità di analisi (come di tutti gli esseri umani) mi permettono di arrivare autonomamente a una conclusione.
Per cui io so: che cos'ho, da cosa dipende, in quali casi si manifesta, in quali casi non si manifesta, quali sono le componenti che lo innescano, in che modo si manifesta anche indirettamente, le strategie involontarie che adotta il mio cervello per convincermi che vada tutto bene e molto altro.
Non so: come uscirne fuori.
Se il tuo sistema può dirmi qualcosa che non so allora spiegami come fare.


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Messaggi: 553

MessaggioInviato: Thu Jan 10, 2008 16:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

elisewin_ ha scritto:
Ripeto. Quello che fai è simile all'opzione "esplora" riguardo a una cartella o che so io del computer. Puoi scomporre un procedimento in ogni sua minima parte, il che è molto affascinante, ma il risultato è sempre lo stesso. Quindi, visto che il nostro cervello (almeno il mio, fortunatamente) ha grandi capacità di sintesi e di mettere il tutto per così dire in un'unica "cartella", non capisco perchè usare un metodo che sarebbe utilissimo se non avessimo queste capacità.

Perchè secondo me queste capacità sono raggiungibili in media dalla maggior parte delle persone.
elisewin_ ha scritto:

Per cui io so: che cos'ho, da cosa dipende, in quali casi si manifesta, in quali casi non si manifesta, quali sono le componenti che lo innescano, in che modo si manifesta anche indirettamente, le strategie involontarie che adotta il mio cervello per convincermi che vada tutto bene e molto altro.
Non so: come uscirne fuori.

E' dopo questa frase in grassetto che scatta la parte attiva del mio metodo: elaborare congetture su come uscirne fuori.
I meccanismi che innestano l'ansia possono essere contingenti, se sono contingenti non sono necessari, si possono fare tutte le congetture possibili e poi metterle alla prova.
Per esempio, posso fare la congettura che "se non faccio quella particolare associazione mentale prima di salutare X, salutare X non mi provoca ansia", e provare a verificare questa congettura.
Naturalmente per verificarla devo essere sicuro di non aver fatto quella associazione mentale prima di salutare X, e questo può essere impegnativo, ma non impossibile.

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