Registrato: Jan 30, 2005 Messaggi: 822 Residenza: Ravenna
Inviato: Thu May 26, 2005 23:35 pm Oggetto: ancora libri
giacché siamo entrati nel tema "libri"...
c'è un libro in particolare, o più di uno, che per voi è stato particolarmente significativo, un libro che avete riletto più volte e ancora rileggereste?
io non saprei quale priorità dare fra "Il lupo della steppa" e "Narciso e Boccadoro", entrambi di Hermann Hesse...
Inviato: Fri May 27, 2005 12:57 pm Oggetto: Re: ancora libri
Lilith ha scritto:
giacché siamo entrati nel tema "libri"...
c'è un libro in particolare, o più di uno, che per voi è stato particolarmente significativo, un libro che avete riletto più volte e ancora rileggereste?
io non saprei quale priorità dare fra "Il lupo della steppa" e "Narciso e Boccadoro", entrambi di Hermann Hesse...
io li ho letti entrambi e te li consiglio.
Riassunti che ho trovato in internet:
Il lupo della steppa:
Harry Haller, il protagonista del racconto, è un uomo di un carattere poco socievole, selvatico, ombroso e irrequieto che, prima di sparire all'improvviso dalla camera che aveva affittato, lascia un manoscritto al quale aveva lavorato nei mesi precedenti. In queste "memorie" Haller si descrive come una persona con due nature, una umana e una lupina, una divina e una diabolica, una che vive nel mondo dei nobili pensieri, dell'arte e della musica classica e l'altra che odia e disprezza la vanità e la superficialità del mondo borghese. Queste due nature si combattono in lui e rendono la sua vita una sofferenza continua, causano il suo isolamento sociale, lo rendono incapace a godersi la vita e lo rendono un soggetto pericolosamente inclinato al suicidio. Nel momento in cui era quasi giunto a questo ultimo passo drammatico conosce, in una trattoria dei sobborghi, una donna, Erminia, che, con seducente femminilità lo conduce, poco a poco, a convertirsi ai piaceri della vita moderna e a recuperare quello che ha trascurato e perduto negli anni precedenti. Il finale del racconto si svolge in un "teatro magico (solo per pazzi)" dove, nel momento in cui crede di aver finalmente recuperato la capacità di amare uccide la persona amata con una pugnalata al cuore eseguendo così l'ultimo desiderio della sua amata Erminia. Per questo delitto viene condannato, nel "Teatro magico", alla pena della vita eterna, Mozart gli si siede accanto, gli da dello stupido e lo esorta a comprendere l'umorismo della vita, a finirla di fare il sentimentale, il suicida o l'omicida e di prendersi troppo sul serio, ad imparare a ridere!
Narciso e Boccadoro
L’evoluzione di due personalità molto differenti, l’emergere delle due parti opposte e complementari che compongono l’essere umano, l’impatto della difficoltà, enorme e forse irrisolvibile, che accompagna il tentativo di tenere insieme questi due poli, per non perderne la completezza e l’unitarietà.
Tutto questo, e non solo, ci comunica il tormentato romanzo di Hermann Hesse. L’opera è di difficile collocazione letteraria, sospeso tra la tradizione classico-romantica e le avanguardie moderne, di cui il nichilismo è la forma esasperata. L’autore si interroga sull’antica dualità, insita nella natura umana, tra ciò che è “apollineo” e ciò che è “dionisiaco”, per usare la terminologia tramandataci dalla cultura greca. I toni cupi e macabri che assume a tratti il racconto, la spiccata e travolgente personalità di Boccadoro, l’insoddisfazione e l’irrequietezza che lo accompagnano fino alla fine turbano e sconvolgono e fanno propendere per una visione distruttrice della vita, e della morte come altro modo di manifestarsi dell’essere; la grande “Eva-Madre”, generatrice e annientatrice, che “sorride con tristezza”. E la morte sembra per l’autore, solo una liberazione: in questa il mistero che si è cercato di svelare durante l’intera vita, appare finalmente chiaro.
Registrato: Jan 30, 2005 Messaggi: 822 Residenza: Ravenna
Inviato: Sun May 29, 2005 00:39 am Oggetto:
Per stupire mezz'ora basta un libro di storia, io cercai di imparare la Treccani a memoria. E dopo Maiale, Majacowsky, Malfatto, continuarono gli altri, fino a leggermi Matto (De Andrè)
Scusa, mi è venuto in mente... non mi ero mai resa conto del collegamento con La Nausea
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