Messaggio Pubblico da cali: "BURP"

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Autore Messaggio
knulp
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Registrato: Sep 15, 2006
Messaggi: 349
Residenza: nel deserto

MessaggioInviato: Sun Feb 03, 2008 21:19 pm    Oggetto: Rispondi citando



A Edimburgo tre amici – due uomini e una donna – scoprono che lo sconosciuto al quale hanno subaffittato un quarto del loro grande appartamento è morto lasciando una valigia piena di banconote. Fanno sparire il cadavere, liquidano due malviventi in cerca del malloppo e cominciano a dilaniarsi tra loro.


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http://tinyurl.com/6ljy3f


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mefiori
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Registrato: Jan 25, 2006
Messaggi: 1179
Residenza: Oceano

MessaggioInviato: Tue Feb 05, 2008 13:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per cortesia, le discussioni inerenti ai film le potete fare aprendo altri topic? questa sezione è dedicata solo ai film


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La leggenda... cadrà
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Jeanne
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Registrato: Dec 23, 2007
Messaggi: 326

MessaggioInviato: Thu Feb 07, 2008 14:43 pm    Oggetto: Rispondi citando




il trailer :: il sito

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calinero
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Registrato: Dec 10, 2007
Messaggi: 1058

MessaggioInviato: Fri Feb 08, 2008 21:42 pm    Oggetto: Rispondi citando



lo ammetto, l'ho postato solo per far colpo su qualche fobica cineasta
quindi x non fare arrabbiare mefiori scrivetemi pure in privato, don zelle
Laughing


_________________

Amore > amicizia
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calipero
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Registrato: Feb 02, 2008
Messaggi: 353

MessaggioInviato: Sun Feb 17, 2008 21:49 pm    Oggetto: Rispondi citando



la prima storia è commoventissima Embarassed Embarassed Embarassed

ma anche le altre non scherzano


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contattami se hai il coraggio, ti farò a pezzi (cit.
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pain
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Registrato: Nov 03, 2007
Messaggi: 646
Residenza: Domodossola

MessaggioInviato: Wed Mar 05, 2008 02:01 am    Oggetto: Rispondi citando





titolo originale: He Was a Quiet Man
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 95'
Regia: Frank A. Cappello
Sito ufficiale: www.hewasaquietman.com
Sito italiano: www.uomoqualunque.com


Cast: Christian Slater, Elisha Cuthbert, William H. Macy, Sascha Knopf, Jamison Jones, Cristina Lawson, Greg Baker, Nicole Hawkyard
Produzione: Neo Art & Logic, Quiet Man Productions
Distribuzione: ONE MOVIE
Data di uscita: 22 Febbraio 2008 (cinema)

Trama:
Oppresso e stanco del grigiore della propria vita da impiegato qualunque, Bob Maconel, decide di porre fine alle angherie subite dai colleghi, all'oblio in cui é costretto a vivere, insomma, decide di riassumere un ruolo da protagonista nella propria vita. Mette a punto un piano per vendicarsi dei colleghi, ma il giorno stabilito per consumare la sua vendetta, un suo collega impazzisce ed, in effetti, anticipa le sue intenzioni, spara contro tutti i suoi colleghi, ma un attimo prima che la stessa sorte capiti a lui, Bob, spara per primo, uccidendo il collega e passando per un eroe... Il suo capo gli offre un posto da vice-direttore, Vanessa, la collega della quale é infatuato e che é rimasta paralizzata dopo la sparatoria, mostra un certo interesse per lui... La vita di Bob é cambiata per sempre, ma non nel modo che aveva immaginato lui, sarà in grado di accettare la nuova realtà?









uno introverso trattato male da tutti, solo senza famiglia e senza amici, ke fa una strage...strano vero? o forse no?

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MessaggioInviato: Thu Mar 06, 2008 17:00 pm    Oggetto: Rispondi citando




A Bittersweet Life

Genere: thriller
Regista: Kim Jee-Woon
Corea del Sud 2005

Sun-Woo gestisce magistralmente un hotel, ed è l’uomo di fiducia del malavitoso Kang. Questi gli chiede di pedinare la sua fidanzata, e di ucciderla qualora lei si dimostri infedele. Scoperto il tradimento della ragazza Sun-Woo non riesce a ucciderla, tradendo per la prima volta la fiducia del suo capo. La vendetta del boss sarà spietata. Quella di Sun-Woo altrettanto.

Una notte d’autunno il discepolo si svegliò piangendo.
Il maestro vedendolo gli domandò: “Hai avuto un incubo?”
“No”
“Hai fatto un sogno triste?”
“No maestro - rispose il discepolo - ho fatto un sogno bellissimo”
“E allora perché stai piangendo?”
E il discepolo, asciugandosi le lacrime, disse: “Perché so che il sogno che ho fatto non potrà avverarsi. Mai”


A Bittersweet Life è debitore dei lavori di Tarantino e di Park Chan-Wook.
Quello che risalta subito è l’eleganza, la raffinatezza, l’estetica, le musiche: la bellezza di alcune scene vale la visione.
In aBL non c’è la volontà o la presunzione di innovare alcunché, solo raccontare nel migliore dei modi una storia, utilizzando personaggi stereotipati (il protagonista in bilico tra bene/male, il boss, la pupa, i vecchi amici che voltano le spalle), colori, musiche, e mischiando il thriller e il melodramma.
Il regista non approfondisce più di tanto le personalità dei protagonisti. Ma questo non è un punto debole. Perché in fondo non serve. Sun-Woo è piatto. La sua personalità si evolve man mano che il film si sviluppa.
Ritroviamo le inquadrature "di una volta", i classici primi piani degli amati spaghetti western, e le musiche che accentuano e sottolineano i duelli. Per non parlare delle sparatorie. La scena finale è un piacere per gli occhi, per le orecchie e per il cuore.
Questo film deve molto anche al mondo dei manga, con un eroe solitario che con le proprie forze deve vedersela contro decine di avversari.
Sun-Woo è impeccabile, distinto, preciso, efficace, capace. Un tutt’uno con l’hotel che gestisce. Il compito che il capo gli affida è in fondo semplice, per uno come lui abituato a ben altre faccende. Ma di fronte al tradimento della ragazza per la prima volta Sun-Woo deciderà di non rispettare gli ordini. Il suo gesto di umanità (come per Tony Montana di Scarface) sarà la sua rovina. Ma Sun-Woo è un osso duro, e i suoi numerosi nemici troveranno pane per i loro denti.
La sua è una metamorfosi: rigido, freddo, impeccabile e distaccato nelle scene iniziali, nel finale mostra i segni di un’esperienza indelebile, ferito sia fisicamente sia nell’animo, dopo avere scoperto la bellezza dell’amore e la vigliaccheria di alcune persone.
In fondo questo film è anche una storia d’amore.
Un amore solo sussurrato.


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Zed
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MessaggioInviato: Thu Mar 06, 2008 17:36 pm    Oggetto: Rispondi citando



Sotto le mentite spoglie di un fantathriller si nasconde un'attualità disarmante, soprattutto per quel che riguarda l'informazione italiana che ormai è allo sfascio.

PS: il V-Day prende il simbolo da questo film!

Anche se non siete seguaci del Beppe nazionale, il film merita la visione Wink

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MessaggioInviato: Mon Mar 10, 2008 16:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

http://fluker.files.wordpress.com/2007/06/vengeance_trilogy.jpg


Trilogia della Vendetta


Mr. Vendetta - Sympathy for Mr. Vengeance
Ryu, un ragazzo sordomuto, è in difficoltà. La sorella necessita di un trapianto. Ma lui non ha soldi e non può donare il suo rene perché non compatibile. Decide così di rivolgersi a un’organizzazione criminale di traffico di organi. Ma resta fregato. Si trova il rene, ma mancano pur sempre i soldi: su consiglio della sua ragazza decide di rapire una bambina. Ma il rapimento finisce male: la bambina muore. Il padre della bambina cerca vendetta...
In questo film lo spettatore è spiazzato e non sa per chi parteggiare. Tutti hanno ragione. E tutti hanno torto. Tutti perdono, nessuno vince. Una cosa sola è certa: le loro azioni, giuste o cattive che siano (dipende dal nostro punto di vista, dalla nostra coscienza) si pagano con il sangue.

Old Boy
Un uomo viene rapito e tenuto prigioniero in una stanza per 15 anni; durante la prigionia viene a conoscenza dell’omicidio della moglie del quale viene (ingiustamente, ovvio) accusato; improvvisamente, viene liberato e con l’aiuto di una ragazza andrà alla ricerca del suo carceriere per la meritata vendetta.
Non servono commenti o presentazioni. E' un capolavoro da vedere assolutamente.

Lady Vendetta - Sympathy for Lady Vengeance
Geum-ja ha trascorso 13 anni in carcere per l'uccisione di un bambino (reato che non ha commesso). Scaduta la pena cercherà il vero responsabile per vendicarsi...
E' un film che inizia con leggerezza, la prima parte è gradevole e piena di ironia: ripercorriamo la storia di Geum-ja, condannata a 13 anni di carcere per il rapimento e l'uccisione di un bambino, ma capiamo subito che c'é qualcosa che non quadra. Durante gli anni di prigionia la sua immagine di carcerata modello (quasi una santa) ha impressionato le sue compagne, e saranno proprio loro ad aiutarla una volta uscita dal carcere.
L'angelica Geum-ja però cambia. Uscita dal carcere, è una donna nuova. Una donna spietata, tremendamente dark e attraente. Una femme fatale. Letale e pericolosa. E' una donna in cerca di vendetta. L'aureola di santità sparisce completamente. Lo sviluppo della storia comincia a complicarsi...
Alcune scene sono poesia pura.


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MessaggioInviato: Fri Mar 14, 2008 15:08 pm    Oggetto: Rispondi citando



IL LABIRINTO DEL FAUNO

Il Labirinto del Fauno è una fiaba (nera).

Ofelia, una bambina dalla fervida immaginazione, è rimasta orfana. La mamma è incinta: aspetta un figlio dal capitano Vidal, comandante di una guarnigione dell’esercito franchista. Siamo nella Spagna della feroce dittatura di Franco. Madre e figlia si mettono in viaggio per raggiungere il nuovo capofamiglia. La bambina è palesemente triste, molto probabilmente per la morte del vecchio padre, e non la aiuta certo il carattere duro del patrigno. Vicino alla sua nuova casa c’è un labirinto, dove all’interno trova una strana creatura, il Fauno, che dice a Ofelia di averla aspettata per tanto tempo. La leggenda della principessa narrata dalla voce fuori campo all’inizio del film prende così vita. Ofelia è forse la reincarnazione della principessa, e dovrà superare tre prove per tornare nel suo regno. Nel frattempo la situazione precipita: il villaggio è assediato dai ribelli, la mamma non sta per niente bene e la gravidanza è a rischio. Solo l'avventura immaginaria può "salvare" la piccola bambina dal dolore e dalla sofferenza.

Protagonisti indiscussi del film sono due personaggi: la piccola Ofelia e il capitano Vidal. La triste bambina tenta di sopravvivere al dolore quotidiano grazie alla forza dell’immaginazione, che le permette di evadere dal grigio mondo degli adulti. Un mondo crudele. Un mondo rappresentato efficacemente dal capitano Vidal. Non vi nascondo che tra i personaggi negativi visti in tutti i film è sicuramente uno dei “cattivi” più terribili.

Il Labirinto del Fauno corre su due binari: l’avventura immaginaria di Ofelia si alterna con le vicende del villaggio e dei suo abitanti. Due film in uno: una parte fantasy ed una sulla guerra. In alcuni momenti ci si dimentica persino dell’avventura di Ofelia. Chi si aspetta 90 minuti di streghe, fate, orchi si sbaglia (lo ammetto, anch’io mi ero sbagliato).

L’immaginazione di Ofelia è l’unica via d’uscita a un mondo troppo crudele.
E’ una bambina che agli occhi degli adulti che le stanno vicino (mamma, patrigno, domestica) appare sciocca, ingenua, immatura. Agli occhi dello spettatore appare invece come l’immagine della purezza, un angelo precipitato in un inferno chiamato guerra.

La visione de Il Labirinto del Fauno mette tristezza. Non mi vergogno a dirlo, questo film mi ha inumidito gli occhi. Anche merito del finale. La fine lascia un segno, e fa pensare: forse è davvero impossibile un mondo senza violenza, odio, dolore, morte. Forse l’unica possibile felicità si può avere in un mondo immaginario, di pura fantasia; forse la vera felicità è nell’immaginazione di un bambino, una felicità che pian piano si perde dopo il passaggio all’età adulta.

La crescita equivale alla perdita dell’innocenza. Forse.


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