Mi è capitato più volte di compiere gesti che pensavo esprimessero appieno il calore che volevo trasmettere e che dall'altra parte venissero recepiti invece come freddi, rigidi e non sinceri.
Questo è interessante. Credo che capiti anche a me. Potresti farmi un esempio di gesti che hai compiuto per esprimere determinate emozioni, e che secondo te non sono stati 'recepiti'? Qual era il contesto? Qual è stata la reazione della/e persona/e interessata/e?
Prendi in considerazione anche quest'idea:
che la sensazione che l'altro percepisca i tuoi gesti come ''freddi, rigidi e non sinceri'' sia solo una tua sensazione, che il tuo io insicuro si crea perché è convinto a priori che ogni tuo atto cominicativo sia destinato a fallire, autorafforzando la convinzione di non poter comunicare con successo, e così via...entrando in un circolo vizioso.
Parlo di abbracci recepiti come non affettuosi, di frasi di conforto dette ad altre persone e interpretate come non sentite...come se quello che ho dentro non riuscisse a trasparire perchè mi manca il linguaggio e l'esperienza per esprimerlo. Non è una mia sensazione, perchè il risultato mi è stato comunicato direttamente dalle persone interessate. Io sono convinto che i miei gesti arrivino a buon fine, poi di fronte alle reazioni negative degli altri vengo preso in contropiede. Ma sicuramente è solo una questione di tempo e pratica, non credo che ci sia nulla di "rotto" in me.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Sai, anch'io trovo molta difficoltà a ''confortare'' qualcuno (e, in generale, ad 'avvicinarmi' al suo mondo emotivo), nonostante i miei sentimenti siano sinceri.
Però io me ne rendo conto in anticipo che la frase che dirò, col tono di voce che mi verrà fuori, con l'espressione facciale che avrò, con la mimica non verbale che avrò, non verrà percepita come sincera o sicura, e quindi in genere taccio (ma le volte in cui invece mi riesce mi sento bene).
Credo sia anche per questo che non sono mai stato considerato un ''confidente'' dalle persone: in genere (tranne poche misteriose eccezioni) le persone non aprono mai il loro animo a me, non sono considerato ''affidabile'' da questo punto di vista. Nessuno verrà mai a dirmi ''sai in questo periodo mi sento proprio giù perché (...), tu cosa ne pensi?'' o ''mi piace quella tipa, non faccio altro che pensare a lei, ma lei...'', ''sono stato lasciato dalla fidanzata...'' ecc.
Giusto per fare un esempio leggero, sono sempre l' ultimo a sapere di broccolamenti e fidanzamenti e mollamenti vari.
Penso che questa mia scarsa capacità di generare empatia non sia solo dovuta a ''mancanza di esperienza'', ma anche al fatto che io stesso ho paura a esternare le mie emozioni, anche quando consciamente lo desidererei fare, e questa ''contraddizione'' mi può far apparire non sincero.
Sapere che l'acqua calda esiste non basta, bisogna anche capire da dove viene.
scaldabagno.
No, ci ho riflettuto a lungo e non quadra...non spiegherebbe la situazione di quelli che hanno una caldaia unica anche per i termosifoni o addirittura chi ha il riscaldamento centralizzato perchè vive in un condominio. Potrebbe essere anche solo una questione di tubature e di guarnizioni che perdono. La guarnizione potrebbe essersi consumata quando eravamo bambini per via della torrida estate dell'85. E risaputo poi che gran parte dell'acqua va persa nel percorso fra l'acquedotto e casa nostra, ma questo forse non c'entra. Il fatto è che viviamo una vita in cui l'acqua calda esce dai rubinetti e noi non ce ne chiediamo nemmeno più il perchè...finchè non saremo di nuovo padroni del nostro termostato la vita sarà fredda e i nostri peli costantemente rizzati. Il paille non serve a nulla.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Sapere che l'acqua calda esiste non basta, bisogna anche capire da dove viene.
scaldabagno.
No, ci ho riflettuto a lungo e non quadra...non spiegherebbe la situazione di quelli che hanno una caldaia unica anche per i termosifoni o addirittura chi ha il riscaldamento centralizzato perchè vive in un condominio. Potrebbe essere anche solo una questione di tubature e di guarnizioni che perdono. La guarnizione potrebbe essersi consumata quando eravamo bambini per via della torrida estate dell'85. E risaputo poi che gran parte dell'acqua va persa nel percorso fra l'acquedotto e casa nostra, ma questo forse non c'entra. Il fatto è che viviamo una vita in cui l'acqua calda esce dai rubinetti e noi non ce ne chiediamo nemmeno più il perchè...finchè non saremo di nuovo padroni del nostro termostato la vita sarà fredda e i nostri peli costantemente rizzati. Il paille non serve a nulla.
Sai, anch'io trovo molta difficoltà a ''confortare'' qualcuno (e, in generale, ad 'avvicinarmi' al suo mondo emotivo), nonostante i miei sentimenti siano sinceri.
Però io me ne rendo conto in anticipo che la frase che dirò, col tono di voce che mi verrà fuori, con l'espressione facciale che avrò, con la mimica non verbale che avrò, non verrà percepita come sincera o sicura, e quindi in genere taccio (ma le volte in cui invece mi riesce mi sento bene).
Credo sia anche per questo che non sono mai stato considerato un ''confidente'' dalle persone: in genere (tranne poche misteriose eccezioni) le persone non aprono mai il loro animo a me, non sono considerato ''affidabile'' da questo punto di vista. Nessuno verrà mai a dirmi ''sai in questo periodo mi sento proprio giù perché (...), tu cosa ne pensi?'' o ''mi piace quella tipa, non faccio altro che pensare a lei, ma lei...'', ''sono stato lasciato dalla fidanzata...'' ecc.
Giusto per fare un esempio leggero, sono sempre l' ultimo a sapere di broccolamenti e fidanzamenti e mollamenti vari.
Si, ti capisco, spesso ho avuto anch'io quella sensazione di essere sempre l'ultimo a sapere le cose...nonostante abbia avuto persone che si confidavano con me, ma ora che mi ci fai pensare ho sempre dovuto fare io il primo passo perchè gli altri si aprissero con me.
Citazione:
Penso che questa mia scarsa capacità di generare empatia non sia solo dovuta a ''mancanza di esperienza'', ma anche al fatto che io stesso ho paura a esternare le mie emozioni, anche quando consciamente lo desidererei fare, e questa ''contraddizione'' mi può far apparire non sincero.
Sicuramente è quello, ma io stavo parlando di gesti affettuosi, che teoricamente hanno proprio lo scopo di far sentire agli altri che gli sei vicino e che possono aprirsi con te...
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Bardamu, ho intenzione, quando avrò tempo, di analizzare puntualmente l'intera tua argomentazione e darti le mie risposte.
Da una prima lettura (e le mie prime letture non sono superficiali) non sono stato persuaso da tutte le tue conclusioni, adesso procederò con la lettura analitica.
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