A proposito, la situazione di rimanere in silenzio in presenza di altre persone mi porta a pensare, mi porta ad una citazione cinematografica:
"I silenzi che mettono a disagio... Perché sentiamo la necessità di chiacchierare di puttanate, per sentirci più a nostro agio? È solo allora che sai di aver trovato qualcuno davvero speciale, quando puoi chiudere quella cazzo di bocca per un momento e condividere il silenzio in santa pace"
(Mia Wallace - Pulp Fiction)
_________________ Porta itineris dicitur longissima esse
Nel mio caso pesa il fatto di avere il dono della sintesi: non sempre di dono si tratta dal momento che le parole vengono utilizzate in maniera ridondante dai più. Le comunicazioni tra persone funzionano in maniera "estensiva", quasi si facesse a gara a chi riempie maggiormente il dialogo non di concetti ma di ripetizioni degli stessi.
Anche a me parlare stanca. Non è il silenzio da timidezza che provo in determinate situazioni (persone nuove, tanta gente, ecc). Anche con persone con cui sono a mio agio o con argomenti che mi interessano spesso mi ritrovo a non aver voglia di parlare, soprattutto quando si tratta di raccontare fatti concreti. Poi succede che li racconto così male che devo ripeterli e quindi lo sforzo è doppio. Preferisco ascoltare e infatti vado d'accordissimo con le vecchine over 80 logorroiche. Comunque non so chi abbia deciso che sia più "giusto" essere chiacchieroni che silenziosi, secondo me non ha senso.
Nel mio caso pesa il fatto di avere il dono della sintesi: non sempre di dono si tratta dal momento che le parole vengono utilizzate in maniera ridondante dai più. Le comunicazioni tra persone funzionano in maniera "estensiva", quasi si facesse a gara a chi riempie maggiormente il dialogo non di concetti ma di ripetizioni degli stessi.
Sn sempre stata del parere che quando 2 persone si ritrovano a contemplare i loro silenzi..nella piu completa serenità d'animo....non esistono parole sospirate dal vento che possano dipingere la stessa profondità d'espressione...
Sta cosa di non saper cosa dire, questa sensazione di inutilità del discorso ce l'ho anche io, a volte.
Ce l'avevo soprattutto alle medie, in un contesto di classe nel quale non mi trovavo per niente bene. Poi al liceo, conoscendo persone più interessanti e più vicine a me, è passato.
Ora come ora (ho 21 anni) il problema si ripresenta, ho notato, ogni qual volta abbia a che fare con un imbecille...
Mi spiego, secondo me il problema sta solo nel fatto che non sapete che dire solo perchè le persone con le quali cercate di parlare non sono vicine a voi nei gusti, nella mentalità, nelle esperienze, nell'intelligenza...
Oppure perchè inconsciamente credete che queste persone non siano vicine a voi in gusti, mentalità, esperienze e intelligenza, cosicchè spunta una "paura" di non essere capiti o che il nostro discorso possa risultare stupido.
Almeno, per me ho la forte sensazione che sia stato e sia così.
vorrei aggiungere un'altra cosa..
troppo spesso mi capita di non avere voglia di parlare con la gente, di trovarmi in situazioni in cui piuttosto di parlare mi spararei un colpo in testa, di voler star zitto a tutti i costi, quasi per paura che parlando la gente che è con me possa capire qualcosa di personale o quello a cui sto pensando in quel momento.
però basta che qualcuno mi trascini nel discorso per riacquistare magicamente la parola e per diventare un perfetto comunicatore. è per questo che forse a volte mi trovo meglio, almeno come primo impatto, con gente estroversa, ma in fondo ho da sempre preferito la compagnia di ragazzi e ragazze più simili a me..
_________________ Porta itineris dicitur longissima esse
Nel mio caso pesa il fatto di avere il dono della sintesi: non sempre di dono si tratta dal momento che le parole vengono utilizzate in maniera ridondante dai più. Le comunicazioni tra persone funzionano in maniera "estensiva", quasi si facesse a gara a chi riempie maggiormente il dialogo non di concetti ma di ripetizioni degli stessi.
Sn sempre stata del parere che quando 2 persone si ritrovano a contemplare i loro silenzi..nella piu completa serenità d'animo....non esistono parole sospirate dal vento che possano dipingere la stessa profondità d'espressione...
Esistessero più persone in giro che la pensano come te....
_________________ Remember, George: no man is a failure who has friends.
Anch'io sono sempre stato un ...silenzioso! Oggi lo sono forse meno di un tempo ma accade ancora che rimanga senza parole. Non credo sia un male, lo ammetto, stare in silenzio mi piace, mi rendo conto però che può complicare il rapporto con gli altri perchè mette a disagio...
E' che al silenzio ci si abitua, in particolare chi come noi ha avuto o non ha relazioni intime, di amicizia schietta dove arrivi al punto di poterti aprire senza temere di essere giudicato, sententi libero di parlare se ne hai la voglia oppure no... quando non si è abituati a parlare (e parlare alla fine è compiere un'azione) si fatica.. in queste situazioni mi trovo a chiedermi "e ora? che dico? cosa potrei dire?", così poi mi sembra di piombare in un circolo vizioso e più cerco qualcosa di buono da dire meno dico.. insomma: ho l'impressione di dover assolutamente dire qualcosa anche se in quel momento, magari anche in quel secondo non mi passa nulla per la mente!! invece, le volte nelle quali riesco a parlare in modo confidenziale, sono le volte i cui non mi preoccupo di dover dire qualcosa, peccato non sia la regola...
Anch'io sono sempre stato un ...silenzioso! Oggi lo sono forse meno di un tempo ma accade ancora che rimanga senza parole. Non credo sia un male, lo ammetto, stare in silenzio mi piace, mi rendo conto però che può complicare il rapporto con gli altri perchè mette a disagio...
E' che al silenzio ci si abitua, in particolare chi come noi ha avuto o non ha relazioni intime, di amicizia schietta dove arrivi al punto di poterti aprire senza temere di essere giudicato, sententi libero di parlare se ne hai la voglia oppure no... quando non si è abituati a parlare (e parlare alla fine è compiere un'azione) si fatica.. in queste situazioni mi trovo a chiedermi "e ora? che dico? cosa potrei dire?", così poi mi sembra di piombare in un circolo vizioso e più cerco qualcosa di buono da dire meno dico.. insomma: ho l'impressione di dover assolutamente dire qualcosa anche se in quel momento, magari anche in quel secondo non mi passa nulla per la mente!! invece, le volte nelle quali riesco a parlare in modo confidenziale, sono le volte i cui non mi preoccupo di dover dire qualcosa, peccato non sia la regola...
sisi più o meno anche a me.
Proprio per quello fatico a mantenere i rapporti a metà.
Sono schietto subito e cerco di farmi capire subito.
All'inizio non ho problemi e gli argomenti li trovo, poi c'è una fase dove il mio carattere esce (e quindi io che sto bene nel mio silenzio mi limito spesso + ad ascoltare/osservare che esserre attivo) e poi se la persona che ho davanti "si fa prendere" (perchè come detto comunque dietro ai silenzi nascondo un'altra part edi me che non si fa problemi nell'interelazionarsi direttamente con abbracci,battute, e provocazioni anche forti) di lì in poi è solo discesa: i miei occhi parlano abbastanza e se non lo fanno loro, mi viene automatico relazionarmi in qualche modo fisico/verbale.
Ciò che odio e la via di mezzo: chi ancora non conoscendomi bene non si sente di darmi abbastanza fiducia da interagire + direttamente, ma che allo stesso tempo vorrebbe approfondire (e allora lì mi sento quasi costretto io a doverlo fare per mettere + a suo agio chi ho davanti).
Perchè io mi sento bene per come reagisco di petto, solo che se poi devo mettere in difficoltà chi ancora non mi conosce mi tocca far el'estroverso anche quando non voglio: solitamente preferisco seguire ciò che mi dice la testa (se la mente dice silenzio eseguo, se mi dice battuta eseguo, se mi dice abbraccio eseguo senza volermi fare molti problemi)
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi