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fobiasociale.com :: Leggi argomento - L'importanza di possedere una (sotto) cultura musicale
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L'importanza di possedere una (sotto) cultura musicale
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Ansia Sociale Forum Generale
Autore Messaggio
Vento_del_Sud
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Registrato: Oct 25, 2007
Messaggi: 507
Residenza: Bari

MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 18:31 pm    Oggetto: L'importanza di possedere una (sotto) cultura musicale Rispondi citando

Osservando, dall’adolescenza in poi, il comportamento dei miei coetanei mi sono accorto che i gusti musicali giocavano sempre un ruolo fondamentale nel plasmare l’identità delle persone, premessa indispensabile per districarsi nel lungo viaggio della vita e per mantenere ben salda la rotta sugli obiettivi che quest’ultima ci propone o ci sfida a conseguire. Retrospettivamente, ciò che mi ha sempre fatto sentire diverso dagli altri, portatore di una inadeguatezza strutturale dai dodici - tredici anni in poi è stata la percezione dell’assenza, nel mio bagaglio culturale, emozionale, sensoriale di un’educazione sentimentale, causa del non avere oggi come oggi nè un gruppo stabile di amici nè tantomeno una ragazza, di un’educazione pratica, utile per apprendere determinate abilità (come saper giocare a calcio, che nell’adolescenza può essere utile ad aumentare la popolarità di un ragazzo fra i suoi coetanei) e infine, per ricollegarmi alla prima frase del topic, di un’educazione musicale. Voglio soffermarmi su questo ultimo punto, lasciando perdere le cause e le motivazioni profonde di queste mie lacune (anche se avrei qualcosina da dire su chi mi ha messo al mondo Evil or Very Mad ). Per “educazione musicale” intendo semplicemente l’abitudine all’ascolto di musica (nulla di particolarmente straordinario o difficile) che poi induce un adolescente qualunque ad accumulare dischi su dischi, ad ascoltare musica con gli amici, a conoscere, almeno per linee generali, il panorama della musica commerciale italiana e straniera del momento, a proclamarsi fan di un cantante o di un gruppo in particolare, cioè andare a tutti i suoi concerti, conoscere a memoria i testi delle canzoni…Io non ho mai assorbito questo tipo di cultura, o meglio di sotto – cultura, eliminando stavolta le parentesi del titolo…Si tratta di una sotto – cultura sia perché fenomeno di massa, sia perché fenomeno commerciale e quindi basato su logiche di mero profitto. Ciò nonostante, è un formidabile strumento di aggregazione fra le persone: sabato sera, ad una festa, ho visto socializzare due ragazzi che non si conoscevano i quali per buona parte della serata non hanno fatto altro che discutere accoratamente di gruppi rock, dai locali ai globali, di sfumature metal e industrial, di concerti per pochi intimi in città ai concerti negli stadi…Io li guardavo come se fossero marziani, tanto che ho dovuto subire l’ironia del festeggiato che ha detto loro ad un certo punto “Non fate annoiare troppo F., che di queste cose non ne capisce nulla…” Io raggiungerei una simile empatia con uno sconosciuto solo parlando di calcio giocato o, al limite, di politica…Già, perché ho comprato il mio primo disco a diciannove anni…Durante l’adolescenza, frastornato dalla nebbia della timidezza e dell’inadeguatezza, non mi sono mai occupato della sotto – cultura musicale, ho sempre avuto l’abitudine di trascorrere coi libri il (parecchio) tempo passato a casa da solo, piuttosto che con i cd di Vasco o dei Queen…L’ascolto di musica non è mai stato un diletto per me…Temo di essere stato condizionato dagli studi classici di pianoforte che ha compiuto mia sorella: da bambino la vedevo studiare dieci – dodici ore al giorno, anche d’estate, a volte ripetendo sempre lo stesso brano fino a quando non risultava un’esecuzione perfetta…Da questa visione “totalizzante” della musica forse ho sviluppato un’avversione verso la musica classica e quindi, a maggior ragione, verso quella commerciale…Fatto sta che mi piacerebbe ora colmare un po’ questo vuoto, per quanto i buoi siano già scappati da tempo e la mia identità è ben lungi dall’essere qualcosa di vagamente definito…Dato che mi piace la poesia da un po’ di tempo a questa parte mi sono avvicinato ai cantautori italiani, come De Gregori, Guccini, Gaber, De Andrè per intenderci…Ai miei occhi mi sembrano la parte più “impegnata” e meno commerciale della sotto – cultura (è una mia personale opinione, ovviamente Wink ) ma non possedendo l’attitudine all’ascolto (nonostante abbia una musicista in casa), nonché la pazienza di leggere materiale dell’autore su Internet tipo la carriera, i percorsi (sotto) artistici ecc…lo reputo un esercizio artificioso e poco spontaneo, seppur utile per sostenere anche solo banali conversazioni come: “Ma tu che tipo di musica ascolti?” Rolling Eyes

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Registrato: Feb 10, 2007
Messaggi: 1241
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 18:47 pm    Oggetto: Re: L'importanza di possedere una (sotto) cultura musicale Rispondi citando

A che pro "educarsi" a tutti i costi ? Cool
La musica è qualcosa che trascende ogni razionalità, che ti porta via con sé, è energia che abbatte muri incrollabili....ma se dentro di te non senti spontaneamente la voglia di abbracciarla, non ne capirai mai la vera essenza. Cmq in bocca al lupo in questo tuo viaggio "educativo", musicalmente parlando.


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xanaxworship
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Registrato: Dec 10, 2007
Messaggi: 885

MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 19:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

capisco.nell'adolescenza un determinato stile musicale, alternativo o no.può unire i ragazzi, ed e spunto per conversazioni che poi si tramutano in conoscenze piu approfondite.e capitato anche a me, anche essendo un asociale già nella prima adolescenza.in genere detestavo queste cose, e cercavo di vedere solo il lato piu spirituale o interessante.per esempio ascoltavo metal estremo, ma non mi importava di capeli lunghi, magliette di gruppi.ecc ecc adesso detesto totalmnte le sottoculture giovanili.trovo le persone che si identicicano in uno stile che sia musicale o no, poco attraentie anche infantili.per fare un piccolissimo esempio, citando il calcio, mi e capitato una volta in un bar di dover sedere a un tavolino di gente durante una partita in tv, e tutti a chidermi che squadra tifavo, cosa aveva fatto quella squadra.mi son sentito a disagio.e alla fine ho fatto capire che non mi interessavano queste cose.da li c'è stato un bel silenzio generale e non mi ha cagato piu nessuno. Surprised

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bardamu
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MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 19:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le passioni sono appunto tali perchè le coltivi per te stesso, non per gli altri. La musica in genere è una di quelle più diffuse fra i giovani, ma alla fine ci sono talmente tanti gruppi e sottogeneri che non sempre è argomento di discussione. Io per esempio ne ho sempre ascoltata tantissima, ma quasi mai quella di massa o da classifica e questo ha ridotto le occasioni di socializzare attraverso di essa. Ma non importa, lo faccio per me stesso, non per gli altri. Certe volte però è stato veramente l'argomento salvagente, come lo descrivi tu. Anche a me è capitato di mettermi a parlare di musica per ore con qualcuno appena conosciuto, o di riuscire a rompere il ghiaccio tramite questa passione comune. E' così per ogni passione, dal cinema all'arte, dalla letteratura al teatro ecc. L'importante è coltivare, per arricchire sé stessi.


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dottorzivago
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MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 21:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti capisco ma non concordo.

La musica è un argomento importante da "sfoggiare" solo in un periodo dell'adolescenza.
Di adolescenti appassionati di musica ce ne sono, ma sono la minoranza, gli altri sono ragazzi a cui piace ascoltare musica ma usano questo argomento solo per essere "in" ...... mi ricordo all'eta di 15-16 anni se ascoltavi l'ultimo gruppo rock americano eri un "figo" mentre se ascoltavi un cantautore italiano eri uno sfigato.....la musica spesso veniva usata per questo e basta.
Io all'erpoca ascoltavo poca musica: niente internet, pochi soldi e zero CD.....ascoltavo solo quello che passava la radio, ma ne ascoltavo molto poca.Questa mia cosa è stata usata spesso per ridicolizzarmi o per far risaltare le presunte conoscente musicali di chi parlava......questo mi sembra estremamente infantile.

E' capitato anche tempo fà che un ragazzo sulla ventina mi chiedesse che musica ascolto....e io ho iniziato a elencare una serie di generi e sottogeneri e questo è rimasto spiazzato non sapendo cosa rispondere.In questi anni ne ho ascoltata tanta grazie a internet ho la libreria e l'hard disk piena di CD....ma non sono un appassionato, sono un semplice ascoltatore.

Comunque in ambit sociale la vedo solo come un argmento come tanti altri per poter iniziare una conversazione e far nascere una nuova conoscenza.

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MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 22:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

La musica è una delle più belle forme di espressione dell'essere umano.
Se l'ascolti solo per avere argomenti di conversazione ti perdi il gusto di godertela. È un peccato.

Non prestare attenzione più di tanto a particolari come persone che conoscono il testo a memoria o che ti snocciolano nomi di band e distinzioni di sottotipologie musicali con la massima naturalezza. È tutto molto relativo.. È un'illusione in cui cado spesso anch'io, ma è lo stesso un'illusione. Molti pretendono di sapere chissaché e magari invece sono fissati su un solo genere musicale. Chiamarla cultura musicale è una pretesa..

Inoltre se il tuo problema è avere un'argomento di conversazione rischi di non coltivare il tuo gusto, ma di farti trascinare in cose che non ti interessano (oltretutto in quella che tu stesso definisci sotto-cultura, il lato meramente commerciale della cosa). Il risultato potrebbe essere l'opposto: la cosa potrebbe diventarti indigesta.

Continua tranquillamente con i nomi che hai citato, sono tutti grandi autori, ma senza costringerti. Scoprili con curiosità (mai ascoltato "lo shampoo" di gaber? o anche.. hmm.. com'era il titolo? mi pare sia "cos'è la destra, cos'è la sinistra". Gaber era un grande!).
Poi magari prova qualche genere diverso, dai un'occhiata alla sezione dei consigli musicali del forum.

Se hai una scarsa cultura musicale, beh, c'è anche un lato positivo (che è probabilmente l'unico lato positivo dell'ignoranza): hai un sacco di cose meravigliose da scoprire!

E magari se riesci, prova a intrattenere conversazioni a carattere musicale con chi ha una vera cultura musicale, non con chi è convinto di averne una: ci sono buone possibilità che una persona così sappia farti incuriosire affascinandoti con ciò che sa, invece che farti sentire stupido facendoti pesare la tua ignoranza.

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Messaggi: 326

MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 23:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

dottorzivago ha scritto:

La musica è un argomento importante da "sfoggiare" solo in un periodo dell'adolescenza.


No, per favore, non pensarla così. La musica non è uno sfoggio, come non lo sono la poesia o la letteratura o le altre arti.

Se non esistessero queste forme libere di pensiero creativo io sarei già morta.

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MessaggioInviato: Mon Apr 21, 2008 23:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

y ha scritto:
Gaber era un grande!

confermo...."la mia generazione ha perso" e "io non mi sento italiano" sono due grandi album.


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MessaggioInviato: Tue Apr 22, 2008 08:01 am    Oggetto: Rispondi citando

La musica mi piace, però ho generi particolari: non mi interessano tanto le parole, quanto la melodia. Per questo mi piace ascoltare musiche prive di testi, specie se "evocative". In generale mi servo della musica come davanti ad un buffet: prendo un pò di questo ed un pò di quello. Così facendo però non ho mai avuto un granchè di cui parlare di musica.

Allora a scuola me la cavavo con uscite tipo "hai visto Britney Spears che gnocca?"
In mancanza di argomenti, la figa è un potente alleato! Wink

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MessaggioInviato: Tue Apr 22, 2008 08:09 am    Oggetto: Rispondi citando

Da adolescente,per un periodo,mi rifiutavo di ascoltare qualsiasi cosa non fosse Dance e Green Day.Ora li ascolto ancora,ma mi sono messo ad ascoltare un po' di tutto,e grazie a Internet,ho scoperto tantissima musica che senza di lui non avrei mai scoperto.

Jeanne ha scritto:
Se non esistessero queste forme libere di pensiero creativo io sarei già morta.


Grandissima Jeanne.Quoto.


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