Registrato: May 12, 2006 Messaggi: 338 Residenza: Sud Lazio
Inviato: Fri Apr 18, 2008 08:21 am Oggetto: Io e Papà
E' un discorso difficile..... tuttavia proverò a scrivere qualcosa in merito.
Innanzitutto penso sia normale, per tutti noi ragazzi, desiderare di avere un certo rapporto con la figura genitoriale maschile, desiderare il suo consenso, la sua vicinanza.
Con mio padre, a distanza di 23 anni, non posso dire di aver raggiunto una grande vicinanza, forse a causa dei nostri caratteri che sono entrambi molto complicati... ai quali se poi aggiungiamo i vari altri problemi, suoi e miei, inneschiamo una miscela davvero esplosiva.
Il nostro rapporto è stato sempre abbastanza conflittuale. Chiariamoci, io non nutro odio verso di lui, anche se a volte capita e penso sia normale, però avrei voluto sentirlo vicino a me in un altro modo. Non è un tipo molto espansivo, sta sempre sulle sue.... Ciò che è stato sempre capace di insegnarci è stato solo il rigore... la precisione, e forse prima ancora di più... Non è mai contato altro, se non il rendimento scolastico e la correttezza morale. Devo dire che ho notato subito questa discrepanza tra i miei (in particolare lui) e gli altri genitori.... vedevo infatti, da bambino, i miei amici più spensierati.... e me ne lamentavo spesso!
Ogni tanto poi si lamentava di aver sbagliato qualcosa con noi.... a volte cercando "l'ago nel pagliaio" come si suol dire.
Ogni tanto, altre volte, sembra accorgersi che qualcosa non va e inizia a fare discorsi filosofici da pseudopadremoderno.... salvo poi tornare a rintanarsi nel suo cantuccio di asocialità e di musilunghi.....
Già i musilunghi.... cosa che io odio maledettamente.... Non sai mai come devi prenderlo, se ce l'ha con te o se, solamente, non stà bene di suo.
Insomma è una persona enigmatica..... e sbagliata sotto molti aspetti secondo me...... che ha influito con il suo caratteraccio in modo negativo sulla mia vita.
Gli devo dire grazie per molte cose.... sono sincero e lo ammetto... ma su altri fronti ha sbagliato tutto, e continua a sbagliare.
E mi chiedo se, malgrado tutto, sbaglio anchio a cercare in continuo la sua approvazione.... Boh!
Personalmente avrei voluto avere un altro rapporto con lui... fatto di aiuto reciproco e comprensione.... ma mi rendo conto che attualmente nessuno dei due sa come prendere l'altro ed è una cosa brutta... quindi cerco di averci meno a che fare possibile perchè non ho voglia di litigare con lui... dato che tra i suoi difetti ha anche il nervosismo e il voler avere sempre ragione.....
_________________ Meglio l'amarezza della verità piuttosto che la dolcezza di un'illusione...
E' un discorso difficile..... tuttavia proverò a scrivere qualcosa in merito.
Innanzitutto penso sia normale, per tutti noi ragazzi, desiderare di avere un certo rapporto con la figura genitoriale maschile, desiderare il suo consenso, la sua vicinanza.
Con mio padre, a distanza di 23 anni, non posso dire di aver raggiunto una grande vicinanza, forse a causa dei nostri caratteri che sono entrambi molto complicati... ai quali se poi aggiungiamo i vari altri problemi, suoi e miei, inneschiamo una miscela davvero esplosiva.
Il nostro rapporto è stato sempre abbastanza conflittuale. Chiariamoci, io non nutro odio verso di lui, anche se a volte capita e penso sia normale, però avrei voluto sentirlo vicino a me in un altro modo. Non è un tipo molto espansivo, sta sempre sulle sue.... Ciò che è stato sempre capace di insegnarci è stato solo il rigore... la precisione, e forse prima ancora di più... Non è mai contato altro, se non il rendimento scolastico e la correttezza morale. Devo dire che ho notato subito questa discrepanza tra i miei (in particolare lui) e gli altri genitori.... vedevo infatti, da bambino, i miei amici più spensierati.... e me ne lamentavo spesso!
Ogni tanto poi si lamentava di aver sbagliato qualcosa con noi.... a volte cercando "l'ago nel pagliaio" come si suol dire.
Ogni tanto, altre volte, sembra accorgersi che qualcosa non va e inizia a fare discorsi filosofici da pseudopadremoderno.... salvo poi tornare a rintanarsi nel suo cantuccio di asocialità e di musilunghi.....
Già i musilunghi.... cosa che io odio maledettamente.... Non sai mai come devi prenderlo, se ce l'ha con te o se, solamente, non stà bene di suo.
Insomma è una persona enigmatica..... e sbagliata sotto molti aspetti secondo me...... che ha influito con il suo caratteraccio in modo negativo sulla mia vita.
Gli devo dire grazie per molte cose.... sono sincero e lo ammetto... ma su altri fronti ha sbagliato tutto, e continua a sbagliare.
E mi chiedo se, malgrado tutto, sbaglio anchio a cercare in continuo la sua approvazione.... Boh!
Personalmente avrei voluto avere un altro rapporto con lui... fatto di aiuto reciproco e comprensione.... ma mi rendo conto che attualmente nessuno dei due sa come prendere l'altro ed è una cosa brutta... quindi cerco di averci meno a che fare possibile perchè non ho voglia di litigare con lui... dato che tra i suoi difetti ha anche il nervosismo e il voler avere sempre ragione.....
a volta vedo in me pure anch'io dei lati negativi che da piccolino ho sempre criticato a mio padre...e quando me ne accorgo (o me lo fanno notare) cerco subito di ripropormi in modo differente.
Bah accontentati...aiuto reciproco e soprattutto comprensione per me sono stati solo un lontano miraggio (quello che sono riuscito a costruirmi sono riuscito a farlo di mia iniziativa e fuori di casa soprattutto)
Registrato: Jan 19, 2008 Messaggi: 536 Residenza: modena
Inviato: Fri Apr 18, 2008 13:12 pm Oggetto:
Nn mi son mai sentita figlia di nessuno...per quanto ami alla follia mio padre,che è la mia ragione di vita...,son cresciuta nella piu totale solitudine,tanto che gia a 11anni ero una persona indipendente.Mia madre è ed è stata la presenza piu dolorosa nella mia vita...
_________________ -Tenetevi gli uni accanto agli altri,ma nn troppo vicini,cosi come le colonne del tempio si ergono a distanza,come la quercia e il cipresso nn crescono l'uno all'ombra dell'altra-K.G
Io con mio padre praticamente non parlo mai, pensate non mi chiede neache come va l'università. Le uniche cose che mi chiede sono informazioni sui programmi Tv, se scopre tv sorrisi e canzoni praticamente non avrebbe più modo di farmi domande.
mi ritrovo in quello che hai scritto. E' un tasto doloroso quelo del rapporto con mio padre. Pensa, non riesco a chiamarlo "papa'" ! Come se lo volessi punire, ma in questo modo punisco anche me... Avrei voluto che fosse piu' presente, fidarmi, parlare con lui, avere qualcosa in comune. Da qui i miei problemi col maschile, secondo la mia psicologa. E secondo lei, sono io che devo fare il primo passo..... Lavori in corso
_________________ Le donne ci guardano per fatti loro...le donne ci ignorano a peso d' oro
Le donne che volano ed io resto qua...per la donna che mi aspetterà...
E' un discorso difficile..... tuttavia proverò a scrivere qualcosa in merito.
Innanzitutto penso sia normale, per tutti noi ragazzi, desiderare di avere un certo rapporto con la figura genitoriale maschile, desiderare il suo consenso, la sua vicinanza.
Con mio padre, a distanza di 23 anni, non posso dire di aver raggiunto una grande vicinanza, forse a causa dei nostri caratteri che sono entrambi molto complicati... ai quali se poi aggiungiamo i vari altri problemi, suoi e miei, inneschiamo una miscela davvero esplosiva.
Il nostro rapporto è stato sempre abbastanza conflittuale. Chiariamoci, io non nutro odio verso di lui, anche se a volte capita e penso sia normale, però avrei voluto sentirlo vicino a me in un altro modo. Non è un tipo molto espansivo, sta sempre sulle sue.... Ciò che è stato sempre capace di insegnarci è stato solo il rigore... la precisione, e forse prima ancora di più... Non è mai contato altro, se non il rendimento scolastico e la correttezza morale. Devo dire che ho notato subito questa discrepanza tra i miei (in particolare lui) e gli altri genitori.... vedevo infatti, da bambino, i miei amici più spensierati.... e me ne lamentavo spesso!
Ogni tanto poi si lamentava di aver sbagliato qualcosa con noi.... a volte cercando "l'ago nel pagliaio" come si suol dire.
Ogni tanto, altre volte, sembra accorgersi che qualcosa non va e inizia a fare discorsi filosofici da pseudopadremoderno.... salvo poi tornare a rintanarsi nel suo cantuccio di asocialità e di musilunghi.....
Già i musilunghi.... cosa che io odio maledettamente.... Non sai mai come devi prenderlo, se ce l'ha con te o se, solamente, non stà bene di suo.
Insomma è una persona enigmatica..... e sbagliata sotto molti aspetti secondo me...... che ha influito con il suo caratteraccio in modo negativo sulla mia vita.
Gli devo dire grazie per molte cose.... sono sincero e lo ammetto... ma su altri fronti ha sbagliato tutto, e continua a sbagliare.
E mi chiedo se, malgrado tutto, sbaglio anchio a cercare in continuo la sua approvazione.... Boh!
Personalmente avrei voluto avere un altro rapporto con lui... fatto di aiuto reciproco e comprensione.... ma mi rendo conto che attualmente nessuno dei due sa come prendere l'altro ed è una cosa brutta... quindi cerco di averci meno a che fare possibile perchè non ho voglia di litigare con lui... dato che tra i suoi difetti ha anche il nervosismo e il voler avere sempre ragione.....
Se nessuno dei due sa come prendere l'altro sicuramente la tua supposizione (che lui voglia avere sempre ragione) non aiuta a creare le condizioni per una meta-comunicazione per risolvere l'incomunicabilità.
Dal fatto che lui, quando avverte qualcosa che non va, faccia quei discorsi filosofici che hai descritto, emerge che si accorge che ci sia necessità di una meta-comunicazione per chiarirsi, e si da' da fare in qualche modo.
Pare che chi rifiuta la meta-comunicazione, nella pratica, sia tu.
Secondo me dovresti cogliere proprio quelle occasioni in cui si mette a fare discorsi filosofici da pseudopadremoderno per esprimere le tue critiche. Quei discorsi che fa saranno pure sbagliati, ma sono le uniche preziose occasioni in cui adotta la meta-comunicazione.
Comunque la mia idea è solo una congettura sulla base delle scarse informazioni che dai nella tua sintesi.
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