Messaggio Pubblico da calivero: "ma avete notato che manca laice? secondo me è uscita ad estroveggiare ;)"

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Andare a vivere da solo
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Autore Messaggio
vetro
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MessaggioInviato: Sat Apr 26, 2008 22:26 pm    Oggetto: Rispondi citando



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clizia
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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 10:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Assorto ha scritto:
Pride5 ha scritto:
Sì,vivere da soli è bello,ma se vivrai sempre nella tua città,o nei dintorni,non ha molto senso.

Perché no ?

Ottima idea vivere da soli, almeno per chi può permetterselo....qui a Roma purtroppo, se non hai un lavoro remuneratissimo o papà che sgancia, provarci significa trasferirsi in paesi sperduti di provincia.
Meglio la vita in famiglia allora.



C'è provincia e provincia....un conto è quella toscana (paesini veramente beli, curati, carichi di storia e cultura), un conto (e lo dico da romana) è quella laziale - provincia di Roma o giù di lì- dove ti taglieresti le vene per quanto le cittadine e i paesini sono anonimi e privi di indentità, risucchiati come sono dal centro gravitazionale per eccellenza che è la capitale....

Oppure la soluzione per noi romani squattrinati che vorrebbero una vita indipendente, sarebbe quella di trasferirsi in quartieri di periferia, ma la periferia è oggettivamente brutta, sgradevole, anonima....


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Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu / che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell'Altro e si distrugga in Lui, per tutti. (Montale)
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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 14:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

io quanche volta ho pensato di andare in africa a far volontariato con la croce rossa ... se non altro li non c'è il problema di dover uscire la sera Laughing

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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 14:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
C'è provincia e provincia....un conto è quella toscana (paesini veramente beli, curati, carichi di storia e cultura), un conto (e lo dico da romana) è quella laziale - provincia di Roma o giù di lì- dove ti taglieresti le vene per quanto le cittadine e i paesini sono anonimi e privi di indentità, risucchiati come sono dal centro gravitazionale per eccellenza che è la capitale....

Non mi pare di aver espresso parere positivo circa un trasferimento in quelle zone....ragion per cui ho concluso con "meglio la vita in famiglia allora".... Very Happy

Cmq i paesi della provincia romana li trovo deliziosi (almeno relativamente alle zone che conosco), il discorso che fai tu, quindi, mi sembra il solito accostamento, francamente banale, campagna=noia.... Rolling Eyes


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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 14:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

calinero ha scritto:
no bè anche io non mi lameno x quello...
era x bò, dicono tutti che faccia figo, che si maturi di botto, che qui, che li
e che stare in casa alla nostra età si peggio che andare in giro a rubare


http://it.youtube.com/watch?v=JCNO_ZAHfR8

Oggi ci colpevolizzano chiamandoci bamboccioni....ma è solo ipocrisia.
Non ha senso uscire di casa solo perché il senso comune lo impone.
E non credo neanche che farlo faccia maturare chissà quanto, perché le responsabilità se uno vuole se le prende pure restando a casa con i propri genitori....per es. contribuendo alle bollette, badando ai genitori che piano piano invecchiano ed hanno sempre più bisogno di noi e via dicendo.
Tra l'altro esistono persone che pur avendo abbandonato la casa dei genitori, vivono da soli ma continuano a dipendere da loro.

Concludendo, l'unica ragione valida per andare via di casa è un profondo desiderio che nasce da dentro....non perché sono gli altri a suggerircelo...


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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 15:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assorto ha scritto:
clizia ha scritto:
C'è provincia e provincia....un conto è quella toscana (paesini veramente beli, curati, carichi di storia e cultura), un conto (e lo dico da romana) è quella laziale - provincia di Roma o giù di lì- dove ti taglieresti le vene per quanto le cittadine e i paesini sono anonimi e privi di indentità, risucchiati come sono dal centro gravitazionale per eccellenza che è la capitale....

Non mi pare di aver espresso parere positivo circa un trasferimento in quelle zone....ragion per cui ho concluso con "meglio la vita in famiglia allora".... Very Happy

Cmq i paesi della provincia romana li trovo deliziosi (almeno relativamente alle zone che conosco), il discorso che fai tu, quindi, mi sembra il solito accostamento, francamente banale, campagna=noia.... Rolling Eyes



E chi ha mai citato la campagna o la noia che deriverebbe da questa??? Guarda che hai capito male!
Dicevo che non sempre riesco ad amare le cittadine di provincia perchè non sempre queste posseggono un' identità autonoma (storica e culturale) e questo vale soprattutto per quei piccoli centri sorti attorno alle grandi città, nati appunto per assolvere un po' alla mera funzione di città-dormitorio, proprio per venire incontro a quelle persone che pur lavorando in un grande centro (come Roma), non possono permettersi però di risiedervi a causa dei prezzi esorbitanti delle case.
Perciò sostenevo che mi sentirei malissimo ad andare a vivere in posti di provincia di Roma come Ladispoli o Passo scuro che, seppur più vivibili e meno cari, sono comunque prive di storia e identità, nate appositamente con lo scopo di ricoprire un ruolo funzionale o economico, tutto qui...

Tra l'altro ho avuto un'esperienza di "quasi provincia", perchè ho vissuto due anni a Siena pur essendo romana, ma lì era ben altra cosa: Siena è una città che, seppur quieta e piccina, è comunque carica di storia e di attività culturali; ha un'università vivace capace di proporsi attivamente sul territorio...e poi le dolci colline senesi scacciano dall'animo ogni inqueitudine e amarezza e conciliano col mondo!!

Nel msg precedente facevo soltanto notare il fatto che spesso per motivazioni economiche si è obbligati a scegliere di andare a vivere in luoghi di provincia un po' anonimi e spersonalizzanti, come quelli sopracitati che personalmente mi deprimono un po' e non mi fanno sentire a mio agio, innanzitutto perchè - per vivere in armonia col mondo e con me stessa - ho bisogno di essere circondata dalla BELLEZZA, che sia naturale o culturale....


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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 15:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
E chi ha mai citato la campagna o la noia che deriverebbe da questa??? Guarda che hai capito male!

ops....chiedo scusa allora... Razz

Citazione:
Nel msg precedente facevo soltanto notare il fatto che spesso per motivazioni economiche si è obbligati a scegliere di andare a vivere in luoghi di provincia un po' anonimi e spersonalizzanti, come quelli sopracitati che personalmente mi deprimono un po' e non mi fanno sentire a mio agio, innanzitutto perchè - per vivere in armonia col mondo e con me stessa - ho bisogno di essere circondata dalla BELLEZZA, che sia naturale o culturale....

Appunto, meglio la vita in famiglia allora, specie se risiede a Roma... Very Happy


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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 16:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assorto ha scritto:
Oggi ci colpevolizzano chiamandoci bamboccioni....ma è solo ipocrisia.
Non ha senso uscire di casa solo perché il senso comune lo impone.

l'unica ragione valida per andare via di casa è un profondo desiderio che nasce da dentro....non perché sono gli altri a suggerircelo...

Quoto.
Non so se c'entra molto,ma ho notato che-almeno fra i sociofobici-ci si fanno molte seghe mentali non soltanto circa i problemi "reali" che uno ha,ma anche circa le cose che l'influenza dell'opinione comune (o presunta tale) ti porta poi a riconoscere come problemi;e secondo me queste sono le seghe mentali peggiori,le più sceme e prive di senso...


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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 16:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

Tra l'altro ho avuto un'esperienza di "quasi provincia", perchè ho vissuto due anni a Siena pur essendo romana, ma lì era ben altra cosa: Siena è una città che, seppur quieta e piccina, è comunque carica di storia e di attività culturali; ha un'università vivace capace di proporsi attivamente sul territorio...e poi le dolci colline senesi scacciano dall'animo ogni inqueitudine e amarezza e conciliano col mondo!!


Pero' è un po' chiusa come citta',soprattutto con gli studenti fuori sede.Per sentito dire,non so se sia cosi'.

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MessaggioInviato: Mon Apr 28, 2008 18:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

vetro ha scritto:
Citazione:

Tra l'altro ho avuto un'esperienza di "quasi provincia", perchè ho vissuto due anni a Siena pur essendo romana, ma lì era ben altra cosa: Siena è una città che, seppur quieta e piccina, è comunque carica di storia e di attività culturali; ha un'università vivace capace di proporsi attivamente sul territorio...e poi le dolci colline senesi scacciano dall'animo ogni inqueitudine e amarezza e conciliano col mondo!!


Pero' è un po' chiusa come citta',soprattutto con gli studenti fuori sede.Per sentito dire,non so se sia cosi'.


Questo è vero; per certe cose Siena sembra ferma ai tempi del medievo, quando c'erano ancora le arti e i mestieri, quando il cittadino si identificava pienamente nel suo piccolo comune e si preoccupava solo della difesa dei suoi interessi economici (sono molto attaccati al denaro).
Il palio di Siena, la sua divisione in contrade non l'aiuta certo ad aprirsi al mondo sneza pregiudizio, ma cmq riesce - volente o nolente - a preservare un fondo nascosto di internazionalità soprattutto grazie alla presenza dei tanti studenti fuori sede, e per la presenza dell'università per stranieri che rende il clima più vivace e più variegato.
Certo, c'è chi vive esclusivamente la piccola realtà della contrada senza andare oltre, ma Siena nasconde anche tante altre risorse; oltre al particolarismo dei molti (che oltre al palio e al monte dei paschi non vedono!) c'è anche un gruppo di cittadini originari e acquisiti che ama aprirsi alle diverse attività culturali, al dialogo ecc.
Proprio l'altro ieri -approfittando del ponte - sono stata a trovare a casa sua una mia ex professoressa, senese doc!
L'importante è sapersi muovere con destrezza in certe cittadine, che se prese "di petto", senza stare troppo ricercare qualcosa che è nascosto, si rischia di soffrirle e viverle in tutta la loro estraneità, propria di chi non si riconosce in certi rituali ciechi e asfissianti (e non penso solo al palio, ma anche al rituale dello struscio del sabato pomeriggio e sera lungo il corso!!)
...in un certo senso capisco benissimo l'insofferenza di uno scrittore come F. Tozzi, che non riusciva a vivere sino in fondo la sua "senesità", anzi la rifiutava.....lui poi era un sociofobico per eccellenza, se ci pensate! Anzi, per chi non lo conosce, consiglio di leggere "con gli occhi chiusi", opera ove il protagonista sembra un ritratto di fobico ante-litteram... Confused


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