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contatto con le donne
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Autore Messaggio
bambinoindaco
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Registrato: Apr 26, 2008
Messaggi: 43

MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 11:30 am    Oggetto: Rispondi citando

dico la mia

secondo me chi nn riesce con le donne ed è normale esteticamente

nn riesce perche nn vuole riuscirci cioè nn pone delle basi affinche le cose vadino bene

magari uno dice tra se e se sono ansioso chi me lo fa fare

sto meglio a casa davanti a l pc e quindi attua anche inconsciamente tutti i comportamenti per far scappare la preda

lo dico perche io essendo un pescatore subacqueo

so per certoc he funziona cosi pure con gli animali

vi faccio un esempio

il pesce sente se il suo predatore in tal caso io è ansioso o meno sente pure il suo battito cardiaco

se il pescatore è tranquillo sara puu probabile la syua cattura

al contrario se sentira lansia del suo predatore scappera

e cosi funziona con le donneeeeeeeee

pensate a vostri fallimenti uomini eravate insicuri un po impacciati ansiosi avevate fretta timore insomma nn ci piace avere la ragazza

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serotonoradrenalino
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Registrato: Mar 11, 2008
Messaggi: 59

MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 11:58 am    Oggetto: Rispondi citando

ancora non avete capito che il problema ha radici molto più profonde del semplice contatto con le donne, sta nel nostro inconscio, nei pensieri errati che elabora la nostra mente perchè carente in autostima, e questa si riperquote in ogni ambito sociale, solo è più evidente quando si tratta di conoscere una ragazza in quanto c'è maggiore ansia da prestazione, ma l'ansia è solo un segnale che c'è qualcosa da risolvere dentro di noi, quel qualcosa che ci portiamo dietro fin da piccoli, e che possiamo risolvere con tanta azione, autoanalisi e terapia cognitivo comportamentale, io non vedo altra via per migliorare l'autostima che è alla base di ogni successo nella vita...è inutile parlare di donne...ne puoi avere a centinaia ma se dentro non stai bene non sarà certo la ragazza a farti stare bene, può solo aiutarti, lo sforzo devi farlo tu per plasmare la mente alterata da anni di situazioni negative vissute a causa di un'educazione sbagliata, di convivenze familiari stressanti e altri eventi spiacevoli


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clizia
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Registrato: Mar 27, 2008
Messaggi: 197
Residenza: nel cuore della capitale

MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 13:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

serotonoradrenalino ha scritto:
ancora non avete capito che il problema ha radici molto più profonde del semplice contatto con le donne, sta nel nostro inconscio, nei pensieri errati che elabora la nostra mente perchè carente in autostima, e questa si riperquote in ogni ambito sociale, solo è più evidente quando si tratta di conoscere una ragazza in quanto c'è maggiore ansia da prestazione, ma l'ansia è solo un segnale che c'è qualcosa da risolvere dentro di noi, quel qualcosa che ci portiamo dietro fin da piccoli, e che possiamo risolvere con tanta azione, autoanalisi e terapia cognitivo comportamentale, io non vedo altra via per migliorare l'autostima che è alla base di ogni successo nella vita...è inutile parlare di donne...ne puoi avere a centinaia ma se dentro non stai bene non sarà certo la ragazza a farti stare bene, può solo aiutarti, lo sforzo devi farlo tu per plasmare la mente alterata da anni di situazioni negative vissute a causa di un'educazione sbagliata, di convivenze familiari stressanti e altri eventi spiacevoli



Sono d'accordo con te. Spesso qui si parla di insuccesso con le donne, senza forse razionalizzare che certe dinamiche relazionali coinvolgono tutti gli ambiti attinenti all'interazione col prossimo e non solo il rapporto lui-lei.

Io questo lo sto notando nell'ambito lavorativo. Ho iniziato quest'anno a lavorare coi ragazzi/bambini e credetemi, non cambia nulla rispetto a questa incapacità che spesso qui sul forum molti avvertono a proposito della relazione con le donne.
I ragazzi -proprio perchè più "primitivi" e legati ad una dimensione istintuale - avvertono subito - senza bisogno di ragionarci su - se tu hai paura di loro o se non sei completamente padrone di te stesso e di quelle abilità sociali che, in quanto adulto, si presuppone tu sappia mettere in pratica.

Noto che con i ragazzi piccoli funziona così: la stessa identica cosa detta da una persona estremamente sicura fa un effetto su di loro; invece, se detta da una persona fragile dal punto di vista dell'autostima e poco assertiva, ne fa sicuramente un altro.
Io faccio molta fatica a stare con loro, perchè evidentemente non riesco ancora a padroneggiare pienamente le mie insicurezze, che emergono forse, senza che io me ne renda conto, attraverso un linguaggio extra-verbale alquanto impacciato e da quelle mie micro-esitazioni, spia di un disagio interiore, che le "piccole bestiole" sanno fiutare al volo e sfruttare per il loro tornaconto personale... eh, il mondo è crudele, si pasce delle debolezze altrui!
I ragazzi intuiscono al volo la tua natura, il tuo modo di viverti e perciò tendono a sottovalutare la tua figura se avvertono queste fragilità sottaciute che albergano però in te; di conseguenza tendono a non considerare la tua figura alla stregua di quella di un tuo pari, che magari nei loro confronti ricopre in teoria il tuo stesso identico ruolo. Paradossalmente, però, questo ruolo che negli altri viene riconosciuto, in te - più timido e insicuro - viene negato.
Sono anche io convinta che bisognerebbe lavorare sulla correzione dei nostri pensieri negativi così come sul comportamento, anche se agire sulla dimensione del linguaggio extraverbale credo sia difficilissimo, perchè è involontario e sfugge al nostro controllo razionale.

Tornando al tema principale - ovvero la difficoltà di avere un rapporto positivo con le donne - penso che le cause di così tante incomprensioni o "insuccessi" non sia da riportare al problema dell'essere bell/brutti, vestire alla moda o del saperci fare con il gentil sesso in particolare; questo è solo l'aspetto più evidente di un problema complesso che ha origine in noi e ha preso forma attraverso un nostro vissuto d'antica provenienza e che, come giustamente è stato fatto notare, sfiora la dimensione dell'inconscio...


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serotonoradrenalino
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Registrato: Mar 11, 2008
Messaggi: 59

MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 14:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Sono anche io convinta che bisognerebbe lavorare sulla correzione dei nostri pensieri negativi così come sul comportamento, anche se agire sulla dimensione del linguaggio extraverbale credo sia difficilissimo, perchè è involontario e sfugge al nostro controllo razionale.

se ci pensi bene anche i nostri pensieri negativi cono involontari, scattano al preciso momento in cui affronti una situazione disagevole e ti senti sotto stress, se non la affronti nel modo più soddisfacente per te cominci a dannarti l'anima pensando che non vali niente ecc..scatta cioè il senso di inadeguatezza e ti senti vulnerabile, la mente comincia ad autosvalutarsi, il linguaggio extraverbale per me è solo un riflesso del nostro pensiero, e i nostri pensieri a livello inconscio un riflesso del nostro io, cioè dell'idea che abbiamo di noi stessi, il nostro io è troppo rigido, siamo severi con noi stessi, ma tutto questo ha radici molto antiche, purtroppo l'individuo si forma nei primi anni di vita, in quel periodo acquisisce i fondamenti che gli serviranno da adulto e lo fa attraverso il gioco, l'imitazione dei modelli di riferimento, ogni cosa avviene nelle 4 m ura domestiche viene immediatamente percepito dal bambino che è un essere fragile e risente in maniera amplificata dell'atmosfera familiare..da adulti una vlta fatto il danno non si può fare altro che lavorare sodo per affrontare le paure che attanagliano il nostro inconscio, paure che a volte noi stessi che siamo i diretti interessati stentiamo a capirne il perchè, "perchè gli altri si godono la vita con tanta facilità e io no", a questo punto essendo l'inconscio un modo di difesa istintivo del cervello, evolutosi in anni e anni di convivenza in una realtà "malata" cioè quella familiare, dobbiamo ripercorrere un lavoro in un certo senso a ritroso per modificare questa nostra parte della mente "primitiva" alterata, raggiungere questo scopo da soli non è un'impresa facile, ma fattibile, dovremmo ad esempio scrivere tutte le sensazioni provate dalla nostra mente durante la fase stressante, e poi a mente fredda, rilassata, meglio quando siamo di buon umore rileggere quelle sensazioni e studiarle, correggerle, e scriverle distinguendole da quelle distorte; è un lavoro che per cui occorre una guida, un professionista esperto, perchè non sempre anche a mente serena siamo in grado di capire dove sbagliamo, ecco perchè io sono convintissimo che la terapia cognitivo comportamentale unita ad esposizione agli eventi ansiogeni sia la migliore soluzione, farla da solo è molto difficile, è sempre meglio affidarsi a uno psicologo


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clizia
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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 15:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

serotonoradrenalino ha scritto:
[è un lavoro che per cui occorre una guida, un professionista esperto, perchè non sempre anche a mente serena siamo in grado di capire dove sbagliamo, ecco perchè io sono convintissimo che la terapia cognitivo comportamentale unita ad esposizione agli eventi ansiogeni sia la migliore soluzione, farla da solo è molto difficile, è sempre meglio affidarsi a uno psicologo


Per curiosità: tui questa terapia (di cui parla anche il libro sull'ansia sociale che sto leggendo ora) l'hai provata? Funziona?

personalmente non mi sono mai fatta aiutare da esperti in materia, però quest'anno mi sono auto-esposta tantissimo alle situazioni ansiogene: quest'anno infatti mi sono buttata sull'insegnamento ( dove sei sempre al centro dell'attenzione), però non so se sono migliorata nel corso dei mesi, nè so se sto realmente migliorando, se migliorerò nel tempo o se devo definitivamente prendere atto di alcuni miei limiti invalicabili oltre i quali non posso andare... Sad


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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 15:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mau ha scritto:
avere una personalità, o carattere...tutte stronzate...ho visto dei trogloditi i cui interessi nn andavano oltree la partita delladomenica e scoparsi più ragazze possibile, avere tantissime donne...conta l'aspetto fisico e il saperci fare. Punto. Non conta altro


Mi rivolgo a Mau e company: ma per caso avete mai pensato a cambiare giro di amici?? Razz Razz Forse frequentate solo la gente sbagliata! dai, non sono tutte così le persone, solo interessate agli abiti firmati o all'aspetto! Un briciolo di fiducia nel genere umano e nella sua intelligenza io ancora ce l'ho!!!!

Per cominciare vi consiglierei un buon caffè, da lui, il signor M. P. nella sua casa sul mar atlantico, nel nord della Francia:



Poi, per continuare, un buon tè coi pasticcini con queste tre signorine inglesi, molto pudiche ma anche misteriose e affascinanti: attente a non essere troppo spavaldi, anche loro sono fobiche!!


oppure si potrebbe optare - per i più spigliati - per un ginfizz notturno in uno di quei caffè parigini con questi due affascinanti intellettuali francesi!!
Osservate bene lui: era guercio e strabico, eppure nessuna donna era in grado di resistergli! Eh, il fascino del filosofo non tramonta mai!!




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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 15:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

beh si le sorelle bronte sono molto affascinati hai ragione Very Happy
una ragazza cosi mi piacerebbe molto



mi sfugge chi sia l'ultimo personaggio pero'
sartre?


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Non rifiutare i tuoi sogni, senza le illusioni il mondo che cosa sarebbe?.. Ramon de Campoamor
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Serotonino78
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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 15:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
serotonoradrenalino ha scritto:
[è un lavoro che per cui occorre una guida, un professionista esperto, perchè non sempre anche a mente serena siamo in grado di capire dove sbagliamo, ecco perchè io sono convintissimo che la terapia cognitivo comportamentale unita ad esposizione agli eventi ansiogeni sia la migliore soluzione, farla da solo è molto difficile, è sempre meglio affidarsi a uno psicologo


Per curiosità: tui questa terapia (di cui parla anche il libro sull'ansia sociale che sto leggendo ora) l'hai provata? Funziona?

personalmente non mi sono mai fatta aiutare da esperti in materia, però quest'anno mi sono auto-esposta tantissimo alle situazioni ansiogene: quest'anno infatti mi sono buttata sull'insegnamento ( dove sei sempre al centro dell'attenzione), però non so se sono migliorata nel corso dei mesi, nè so se sto realmente migliorando, se migliorerò nel tempo o se devo definitivamente prendere atto di alcuni miei limiti invalicabili oltre i quali non posso andare... Sad


l'ho provata l'anno scorso ma non ero per niente motivato, per di più era una psicologa molto brava che mi aveva preso a cuore e ci teneva ad aiutarmi, ora sto in tutti i modi cercando di ricontattarla perchè mi sento pronto, mi sono buttato nella mischia come una sorta di guerriero in epoca medievale armato di sola spada in una lotta al massacro contro i nemici, cioè le fobie, ecco perchè sento il bisogno più che mai adesso di farla, a volte quando sono particolarmente stressato comincio a catastrofizzare gli eventi anche se gli altri mi rassicurano che mi vedono in maniera positiva...io sono sicuro che hai bisogno di un o di tempo per ambientarti a una realtà nuova, e comunque non è dettop che i tuoi alunni ti vedano in maniera negativa, può darsi che la tua figura ai loro occhi sia quella di un'insegnante buona, ed essendo in una fase di vita in cui sono molto impulsivi, quasi selvaggi, istintivamente pensano" ma si, con questa insegnante possiamo fare baldoria, non è una rompic...." col tempo acquisirai maggiore esperienza e saprai come gestire la situazione, comunque questa terapia i cui ti parlo io è di nuova concezione, mirata a risolvere in poco tempo il problema, mentre quella analitica è più dispersiva, meno concreta, analizza le cause per rimuoverle, ma spesso ci vogliono anni e anni e non si arriva mai a una soluzione concreta, la terapia cognitiva prima ti "insegna" a rimuovere i pensieri distorti, poi ti istruisce su come comportarti anche attraverso la modifica del linguaggio del corpo


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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 21:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

NightVision ha scritto:

mi sfugge chi sia l'ultimo personaggio pero'
sartre?


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MessaggioInviato: Thu May 01, 2008 23:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Riglenna ha scritto:
vikingo ha scritto:
capisco che le donne vogliano stare con i duri,gli uomini forti,i vincenti,gli estroversi,i carismatici,i simpatici maio non sono fatto cosi,(…)le donne hanno bisogno di protezione,di conforto come possono stare con un ansioso,voglio dire a tutte voi che vi capisco e se non avro mai una ragazza non vi biasimero.


Evitando di fare un discorso generico, dico che nei parametri dell’immaginario comune, il “vincente”, il “carismatico” sono titoli affibbiati probabilmente anche a individui su cui sprecherò un paio di note qui di seguito.

Il mio interesse primario non è un partner che mi protegga (da quali cattivoni? Smile ) o che faccia il macho e comandi tutti a bacchetta, bensì un complice di divertimenti (che non si svolgano in prevalenza in luoghi affollati da socialoni!), di piccoli e genuini piaceri (dalle chattate su internet ai giochi e agli scherzetti improvvisati, dalla semplice cenetta in casa propria alle escursioni in montagna o in una città d’arte- volendo fare le cose in grande Laughing )


Perciò mi terrei bene alla larga dai balordi, quelli che, sovente, tendono agli scatti d’ira e alla prevaricazione sui più deboli.

E poi, guardo con sincero raccapriccio agli estroversi imprevedibili e caciaroni, i quali, pur di accentrare attorno a sé i plausi di un pubblico (le cosiddette comitive),
o ostentano volgarità nei gesti e nelle battute,
o premono perché tu li segua dappertutto, senza darti un minimo preavviso (approfittando del fatto che sei senza macchina! Surprised )
Ad una grande tavolata, tra l’altro, non c’è modo di fare conoscenza autentica, come ben sapete, e i commensali ti giudicano dall’impatto superficiale delle due, tre frasette che a stento pronunci per fingere di essere coinvolto/a nel cazzeggio generale.

Ah, tollero a fatica quegli estroversi che ti fanno una domanda (soliti convenevoli: come stai, che fine avevi fatto, ecc..) e, se anche attendono la tua risposta, la interrompono e partono a ruota libera nel descriverti tutti i più minuti dettagli delle loro giornate e dei loro rapporti sociali.

Quelli dalla parlantina vivace, poi da lì ampliano la “conversazione”, associando a ventaglio i più svariati argomenti, senza prendersi la briga di fermarsi a chiedere cosa ne pensi, che programmi hai, qualcosa che uscendo dalla tua bocca non sia “Aha!” “Mmm…” “Certo..” “Eh…”

Le pause che di rado fanno servono a far loro riprendere fiato! Confused

Così diventa estremamente difficile decodificare un loro monologo senza capo né coda (tranne l’aver afferrato pochi, estemporanei concetti) e non osi nemmeno interromperli per:
chiedere delucidazioni in merito ad un argomento
o per dire la tua, parere, riflessione, associazione mentale che sia.
Il risvolto positivo è che non sono obbligata a rispondere sulla mia vita privata (un arido deserto… Embarassed ).

Li percepisco già più “umani” quando riferiscono problemi (seri) che affliggono una o più persone a cui tengono.

Questa citazione sintetizza il mio pensiero… Cool


Questa donna meriterebbe di essere condotta all'altare, che ne pensate?


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