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Paura del capo
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Autore Messaggio
Redman
Moderatore
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Registrato: Sep 03, 2006
Messaggi: 2303

MessaggioInviato: Sat May 03, 2008 21:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Muttley_upgrade_version ha scritto:

Signor redman, lei che conosce, potrebbe mettere una buona parola?

Non sono cosi influente, poi lei è un docente? Cool


_________________
...Ma in fondo io sto bene qua..tra le reti del mio circo che non va
...Ma in fondo io sto bene qua...trovando in quel che sono un pò di libertà.
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Muttley_upgrade_version
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Registrato: Apr 13, 2008
Messaggi: 148

MessaggioInviato: Sat May 03, 2008 21:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Redman ha scritto:
Muttley_upgrade_version ha scritto:

Signor redman, lei che conosce, potrebbe mettere una buona parola?

Non sono cosi influente, poi lei è un docente? Cool


Lo sapevo che era una proposta in-docente Cool

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ricca75
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Registrato: Dec 26, 2007
Messaggi: 63
Residenza: Liguria

MessaggioInviato: Sat May 03, 2008 21:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Muttley_upgrade_version ha scritto:

Il capoccia poi ho già capito che è uno aggressivo, e ho visto che sulla scrivania campeggiava una copia di "Libero". Bah....


Anch'io lavoro con uno cosi...anzi, forse e' peggio. Una volta ha declamato una poesia sul duce. Ha la suoneria di "giovinezza" sul cellulare. Penoso/ridicolo. Ma a noi che ci frega, le nostre idee sono diverse (per fortuna), l'importante e' che paga (e lo fa' sempre) in orario, ci da' le ferie e i permessi. Abbiamo anche l'orario flessibile, basta che facciamo le nostre 8 ore. Alcuni miei colleghi si lamentano e a volte arrivano anche allo scontro col titolare per come viene gestito il lavoro, per scelte tecniche che ci fanno spendere di piu' e produrre roba scadente...all'inizio me la prendevo anch'io, mi portavo addirittura il lavoro a casa..adesso non piu'...tanto fa' sempre come gli pare a lui, quindi...inutile prendersela.

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Muttley_upgrade_version
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Registrato: Apr 13, 2008
Messaggi: 148

MessaggioInviato: Sat May 03, 2008 21:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricca75 ha scritto:
Muttley_upgrade_version ha scritto:

Il capoccia poi ho già capito che è uno aggressivo, e ho visto che sulla scrivania campeggiava una copia di "Libero". Bah....


Anch'io lavoro con uno cosi...anzi, forse e' peggio. Una volta ha declamato una poesia sul duce. Ha la suoneria di "giovinezza" sul cellulare. Penoso/ridicolo. Ma a noi che ci frega, le nostre idee sono diverse (per fortuna), l'importante e' che paga (e lo fa' sempre) in orario, ci da' le ferie e i permessi. Abbiamo anche l'orario flessibile, basta che facciamo le nostre 8 ore. Alcuni miei colleghi si lamentano e a volte arrivano anche allo scontro col titolare per come viene gestito il lavoro, per scelte tecniche che ci fanno spendere di piu' e produrre roba scadente...all'inizio me la prendevo anch'io, mi portavo addirittura il lavoro a casa..adesso non piu'...tanto fa' sempre come gli pare a lui, quindi...inutile prendersela.


Io tendo a ingigantire gli screzi coi capi perché sono succube di una dinamica psicologica che mi porta a dare a questi litigi un'importanza eccessiva, oserei dire totale. Parlare di litigi comunque è eccessivo, dal momento che finisco sempre per subire l'aggressività altrui senza mai replicare, limitandomi ad incassare come un democristiano d'altri tempi.
Il vero problema è che la mia estrema suscettibilità ai giudizi negativi da parte di persone al di sopra di me per mansioni e ruoli, finisce per paralizzarmi. In sostanza la paura di sbagliare mi porta a non fare nulla: meglio non fare che fare male, reazione erronea lo so, ma difficile da superare.
Una volta tornato a casa, il pensiero del cazziatone subito diventa onnipresente, si insinua in tutte le cose, impedendomi di dormire e quindi di esercitare il giusto riposo, con il risultato di apparire ancora più rinconglionito il giorno successivo e di conseguenza ancor meno produttivo. E' un circolo vizioso da cui devo cercare di uscire.
Dovrei magari anche cercare di farmi amico il capo.
Dopo aver subito una dura reprimenda finisco per considerare il lavoro una maledizione che mi insegue in ogni dove, non mi dà tregua e diventa l'unica presenza della vita. Il riposo, il tempo libero, il weekend sono mere distrazioni, tanto alla fine si ritorna sempre e comunque lì, a sgobbare e a subire. Questo per me è stato, finora, il mondo del lavoro.

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ricca75
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Registrato: Dec 26, 2007
Messaggi: 63
Residenza: Liguria

MessaggioInviato: Sat May 03, 2008 23:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Muttley_upgrade_version ha scritto:


Il vero problema è che la mia estrema suscettibilità ai giudizi negativi da parte di persone al di sopra di me per mansioni e ruoli, finisce per paralizzarmi. In sostanza la paura di sbagliare mi porta a non fare nulla: meglio non fare che fare male, reazione erronea lo so, ma difficile da superare.

Tu fai sempre del tuo meglio, fai le cose come sai. Questo non significa che ti devi mettere la bandana come un giapponese e lavorare 14 ore....solo il necessario per essere a posto con la tua coscienza e portare a termine il tuo compito, anche se poi vieni ripreso. Occhio, che il "tuo meglio" di oggi puo' essere diverso da quello di domani o dopodomani..non tutti i giorni sono uguali, perche' uno puo' sentirsi stanco, non avere dormito, o semplicemente avere le balle girate. Quindi se il lavoro non ti rende, come spesso succede anche a me, tira innanzi e vedi cosa riesci a fare, e soprattutto non pensare di non essere buono/capace/ecc... Ci sono stati giorni migliori, no? E comunque, difficilmente in ambiente di lavoro un superiore riconosce i tuoi meriti....almeno, a me non e' mai capitato e neanche ai miei colleghi. E' piu' probabile che veniamo ripresi per gli errori, o incolpati di errori che invece ha commesso il titolare..e in questo caso e' sempre una goduria quando gli sbattiamo in faccia le prove..! Smile

Citazione:

Il riposo, il tempo libero, il weekend sono mere distrazioni, tanto alla fine si ritorna sempre e comunque lì, a sgobbare e a subire. Questo per me è stato, finora, il mondo del lavoro.


Qui non so che dirti, anch'io i primi tempi la prendevo male. Poi pero', non so come, ho cominciato a sbattermene un po' di piu'. E sto meglio (per quanto riguarda il lavoro)
Il lavoro e' solo un mezzo. Ci serve per vivere, tutto qui.

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-Lilly-
Esperto
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Registrato: Mar 28, 2008
Messaggi: 723

MessaggioInviato: Sun May 04, 2008 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

ricca75 ha scritto:
Muttley_upgrade_version ha scritto:


Il vero problema è che la mia estrema suscettibilità ai giudizi negativi da parte di persone al di sopra di me per mansioni e ruoli, finisce per paralizzarmi. In sostanza la paura di sbagliare mi porta a non fare nulla: meglio non fare che fare male, reazione erronea lo so, ma difficile da superare.

Tu fai sempre del tuo meglio, fai le cose come sai. Questo non significa che ti devi mettere la bandana come un giapponese e lavorare 14 ore....solo il necessario per essere a posto con la tua coscienza e portare a termine il tuo compito, anche se poi vieni ripreso. Occhio, che il "tuo meglio" di oggi puo' essere diverso da quello di domani o dopodomani..non tutti i giorni sono uguali, perche' uno puo' sentirsi stanco, non avere dormito, o semplicemente avere le balle girate. Quindi se il lavoro non ti rende, come spesso succede anche a me, tira innanzi e vedi cosa riesci a fare, e soprattutto non pensare di non essere buono/capace/ecc... Ci sono stati giorni migliori, no? E comunque, difficilmente in ambiente di lavoro un superiore riconosce i tuoi meriti....almeno, a me non e' mai capitato e neanche ai miei colleghi. E' piu' probabile che veniamo ripresi per gli errori, o incolpati di errori che invece ha commesso il titolare..e in questo caso e' sempre una goduria quando gli sbattiamo in faccia le prove..! Smile

Citazione:

Il riposo, il tempo libero, il weekend sono mere distrazioni, tanto alla fine si ritorna sempre e comunque lì, a sgobbare e a subire. Questo per me è stato, finora, il mondo del lavoro.


Qui non so che dirti, anch'io i primi tempi la prendevo male. Poi pero', non so come, ho cominciato a sbattermene un po' di piu'. E sto meglio (per quanto riguarda il lavoro)
Il lavoro e' solo un mezzo. Ci serve per vivere, tutto qui.


Ricky..speriamo bene!!
Ti ribadisco che conoscere la tua esperienza mi ha fatto stare un pò meglio..
..spero di arrivare, col tempo, ad essere come te..

X ora sono messa e sono sempre stata malissimo a livello di ansia sul lavoro..incapità di accettare le critiche dei superiori..di gestire il rapporto coi colleghi che mi stavano antipatici..
..poi anche io come Muttley cominciavo a non dormire la notte..quindi di giorno ero cotta già prima di partire..
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"Bisogna avere la forza per aprirsi e allo stesso tempo la cautela di trovare una persona giusta
poi le amicizie vanno coltivate..da entrambe le parti.." A.

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clizia
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Registrato: Mar 27, 2008
Messaggi: 346
Residenza: In the clouds...

MessaggioInviato: Sun May 04, 2008 14:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao a tutti,
con il lavoro tocchiamo un tasto dolente.
Purtroppo per me quest’anno è stato segnato dal brusco risveglio dal mondo dei sogni; Il 2007-08 ha significato l’addio agli anni più belli e spensierati dello studio, quando mi alzavo contenta perché poi sarei andata a sentire il prof. di teatrale disquisire di Pirandello e Pasolini, oppure il prof. di antropologia, sempre così estroso, inventivo, pronto a spalancarci verso mondi e modi di essere/pensare/stare al mondo lontanissimi dal nostro….decentrarmi per poi tornare al centro di me stessa più consapevole e certa della mia identità.
Ed ecco che dall’empireo degli studi umanistici mi sono dovuta quest’anno scontrare col mondo caotico del lavoro!!

Ad attendermi al varco, però, non c’erano capi o capetti, bensì un branco famelico di ragazzini (con genitori rompi***** al seguito) ancora in preda ai loro istinti ferini, pronti ad azzannare la preda lì dove avrebbero fiutato la paura.
Come timida, entrare in una classe (di scuola media, tra l’altro!!), è stata per me una grossa prova che mi ha messo di fronte a tutte le mie paure: paura del giudizio, paura di essere al centro dell’attenzione, sotto lo sguardo vigile e severo di 40 occhi; paura di essere inadeguata al ruolo di “capo-ciurma”, perché in classe tu devi avere l‘abilità di gestire il lavoro degli altri (in questo caso si parla di apprendimento e disciplina), che dipende esclusivamente da te e dalla tua capacità di gestire in maniera autonoma un gruppo numeroso.

La cosa tremenda è che coi ragazzi vigono gli stessi meccanismi degli adulti, solo che tutto è meno ipocrita; si gioca a carte scoperte, tutto è meno mediato da quel gioco di ruoli che si inscena nella vita di tutti i giorni tra i grandi: coi ragazzi se hai paura o covi dentro di te delle insicurezze, non serve maschera o finzione di sorta: lo capiranno al volo e sfrutteranno questa tua fragilità per un tornaconto personale, urlandoti a volte in faccia la più cruda delle verità!
Insomma, entrare per la prima volta come insegnante in una classe è destabilizzante, perché vieni messa a nudo subito nelle tue fragilità interiori, dato che il rapporto coi ragazzi è un gioco psicologico al massacro, giocato fino all’ultimo secondo.

Con i grandi la puoi più “buttare in caciara”, spendendoti altre qualità come l’affidabilità, la solerzia, la precisione, che un timido può sempre sfoderare per essere ben voluto, pur risultando carente sul piano delle capacità relazionali.
Invece ai ragazzi non frega nulla se sei precisa, attenta al dovere, responsabile ecc. Ti acceteranno come capo-branco, e quindi come persona degna di essere la loro guida, solo se scorgeranno in te quell’abilità di dominio, unita alla capacità di dimostrarti forte, sicura e provvista di pugno di ferro.

In pochi mesi sono andate a farsi friggere tutte quelle che ho sempre pensato fossero le mie qualità: sensibilità, riflessione, solerzia, impegno, affidabilità, precisione, ma soprattutto l’amore per le mie materie e per lo studio.
Puff, in un momento tutto quello che ho maturato in questi anni sembra quasi venga disconosciuto da contesto dove valgono più qualità CARATTERIALI che non so se mi appartengono veramente; per questo sono in crisi, e come una bambina capricciosa, rimpiango gli anni in cui vivevo nel mio mondo ovattato fatto di bellezza e verità.

Adesso, rispetto ai primi mesi, le cose sono migliorate, non vivo più la disperazione dei primi tempi, dove tutto mi sembrava simile ad un incubo; sto superando l’ottica della nostalgia verso i bei tempi passati, però vedo il mio futuro ancora incerto e nuboloso.
Non capisco quale sia la mia strada, non so quanto io sia tagliata per la durezza del mondo del lavoro e pur desiderosa di continuare a studiare ancora per aprirmi più strade possibili, non so nemmeno se possiedo ancora le forze per continuare a stare ore sui libri, quando l’età di lavorare è ormai sopraggiunta e le energie mentali non sono più quelle dei miei 19 anni.

A volte – in preda a fantasie di fuga – penso che la laurea in lettere forse mi è servita più a formarmi come persona, e che quindi dovrei limitarmi a viverla come conquista intima e basta, non come strumento di cui servirmi per entrare nel mondo del lavoro. Per il resto, sarei tentata di fare un lavoro anche più “umile”, che non richieda laurea (tipo la libraia) oppure – attanagliata da idilli di matrice arcadica – vorrei essere semplice guardiana di boschi, taglialegna (!!), liutaia (!!!), lontana dallo stress cittadino e dal mondo crudele e ossessivo della produttività e del consumo. Poi, una volta casa, dopo una giornata di fatica nei boschi, riprenderei le mie attività di studio, i miei libri, ma solo per me, e non per scopi estrinseci...


_________________
Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu / che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell'Altro e si distrugga in Lui, per tutti. (Montale)
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Registrato: Jan 31, 2008
Messaggi: 363

MessaggioInviato: Sun May 04, 2008 17:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
sarei tentata di fare un lavoro anche più “umile”, che non richieda laurea (tipo la libraia) oppure – attanagliata da idilli di matrice arcadica – vorrei essere semplice guardiana di boschi, taglialegna (!!), liutaia (!!!), lontana dallo stress cittadino e dal mondo crudele e ossessivo della produttività e del consumo. Poi, una volta casa, dopo una giornata di fatica nei boschi, riprenderei le mie attività di studio, i miei libri, ma solo per me, e non per scopi estrinseci...


Clizia sei un mito!! Smile
..sono contenta che rispetto agli inizi la situazione si sia "alleggerita"..io ti vedrei bene a lavorare in qualche ateneo..sia x tutte le tue qualità, che emergono chiaramente dai post che scrivi..sia xchè in università non avresti da relazionarti coi genitori e i rapporti con gli studenti sono molto diversi..


_________________
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Residenza: Emilia Romagna

MessaggioInviato: Sun May 04, 2008 17:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
taglialegna (!!)

Pride, chiama l'Osvaldo...

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Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
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MessaggioInviato: Sun May 04, 2008 17:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

La mia attuale esperienza lavorativa devo dire che è soddisfacente...ed anzi a sorpresa ho trovato una "capa" che svolge il suo ruolo in maniera diversa, migliore, rispetto a come mi aspettavo.
Se è il caso non esita a complimentarsi, a darmi fiducia nell'affidarmi nuovi compiti anche se, per il momento, razionalmente so di non "meritare" di farli.....quindi tutto rose e fiori al lavoro ?
Nì....se da un lato il rapporto con la capa mi soddisfa pienamente, di contro c'è il rapporto con i colleghi che è disastroso.... Cool
Loro sono un gruppetto affiatato, compatto, ridono e scherzano ogni qual volta è possibile....e di loro spontanea volontà oltre al saluto (neanche sempre cmq...), non mi dicono altro....naturalmente se sono io a dire qualcosa rispondono tutti in maniera più o meno gentile....però alla lunga sto notando che cmq non mi sto integrando granchè e che sono abbastanza trasparente la dentro. Forse rappresento un caso su mille visto che in genere i problemi si hanno con il capo... Very Happy
Ad ogni modo questa situazione paradossale mi motiva a dare il meglio nello svolgere le mie mansioni, ricevendo attestati di stima dalla "capa"....quindi credo sia questo l'importante....dare il meglio di sé anche se a volte viene voglia di scappare via....


_________________
Parlo il minimo indispensabile. Tutto quello che dico potrebbe essere usato contro di me.

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