Registrato: Mar 09, 2008 Messaggi: 318 Residenza: Sud. Domicilio: xanaxcity
Inviato: Sun May 04, 2008 20:53 pm Oggetto: Re: Paura del lavoro
Muttley_upgrade_version ha scritto:
Oggi ho fatto un colloquio che, sotto un certo punto di vista, non avrebbe potuto andare meglio visto che potrei già cominciare la settimana prossima il mio periodo di tirocinio.
Da un punto di vista un po' più alternativo invece, non è andato affatto bene. Non sapevo cosa aspettarmi da questa azienda, solo al momento dell'incontro coi responsabili mi sono accorto quanto lontana essa fosse dalle mie aspettative e dalla mia sfera di interessi. Mi ero promesso che non avrei più messo piede in un ufficio con la mansione di commerciale, che mi reputavo più adatto ad un ruolo esecutivo, dove da eseguire ci fossero stati compiti creativi. Osservando il mio cv e gli studi intrapresi, entrambi gli esaminatori hanno convenuto che i miei compiti avrebbero dovuto essere invece di tipo organizzativo.
E qui entra in gioco la mia paura delle responsabilità, il senso di rigetto che ancora nutro verso un ingresso a pieno titolo nel mondo degli adulti. Lavorare significa abbandonare il dorato mondo degli studenti e del fancazzismo di chi sa vivere vitam a modo proprio. Ora sembra proprio che il sottoscritto debba piegarsi al volere degli anni che passano e per farlo dovrà alzarsi la mattina e tornare a casa alle 11 di sera (perché, come hanno detto, così vanno le cose).
Potrei sempre rifiutare (ora o più avanti, finito lo stage) ma è bene sapere che il rifiuto è una scelta che richiede altrettanto coraggio.
Il capoccia poi ho già capito che è uno aggressivo, e ho visto che sulla scrivania campeggiava una copia di "Libero". Bah....
abbandona tutto! vedo esaurimento in vista. A volte per vincere è meglio non scendere in campo per giocare. Aspetta qualcosa che ti dia più serenità. Buona fortuna.
Registrato: Mar 09, 2008 Messaggi: 318 Residenza: Sud. Domicilio: xanaxcity
Inviato: Sun May 04, 2008 20:57 pm Oggetto:
Pride4 ha scritto:
harvest ha scritto:
W i mantenuti .
Teniamo alto l'onore della categoria!
l' onore io lo tengo alto da anni. Ha lavorato mio padre per me, ha vissuto per lavorare e quindi mi reputa un buono a nulla. Ma io me fotto altamente xchè in questa società lavorativa di grande merda non c'è spazio per tutti...purtroppo. E la vedo sempre peggio, quindi rassegniamoci mantenuti e bamboccioni d' Italia.
Inviato: Sun May 04, 2008 21:01 pm Oggetto: Re: Paura del lavoro
ansiosissimo ha scritto:
abbandona tutto! vedo esaurimento in vista. A volte per vincere è meglio non scendere in campo per giocare. Aspetta qualcosa che ti dia più serenità. Buona fortuna.
Ansiosissimo, non per criticarti, ma i tuoi post mi trasmettono un'ansia incredibile, come non mi accade con nessun altro qua dentro.
Io me fotto altamente xchè in questa società lavorativa di grande merda non c'è spazio per tutti...purtroppo. E la vedo sempre peggio, quindi rassegniamoci mantenuti e bamboccioni d' Italia.
Sicuramente non è il tuo caso, ma spesso fa anche comodo pensarla così
_________________ ...Ma in fondo io sto bene qua..tra le reti del mio circo che non va
...Ma in fondo io sto bene qua...trovando in quel che sono un pò di libertà.
Ho visto che si è parlato di cartoni animati con location montane...a me però non sono mai piaciuti quelli come Heidi o il famigerato Là sui monti con Annette (dove il cielo è sempre blu? Sui monti in svizzera che piove sempre?), mentre era di gran lunga meglio l'esoticissimo Pepero. Chi se lo ricorda?
_________________ Remember, George: no man is a failure who has friends.
Registrato: Mar 27, 2008 Messaggi: 346 Residenza: In the clouds...
Inviato: Mon May 05, 2008 15:47 pm Oggetto:
OT un po’ folle e lungo sui cartoni (scusate ma ho una passione per quelli per "fanciulle"!!):
Ma infatti, caro Bardamu, sia la famigerata Heidi che la meno nota e spigolosa Annette (quanto mi piaceva il suo caratteraccio!) non si negano un’esperienza formativa in città; fuoriescono dal guscio protettivo del villaggio (che rappresenta il noto) per conoscere spazi, dimensioni e modi di pensare a loro sconosciuti.
In realtà, a guardare bene, in Heidi la città assume semplicemente la funzione ideologica atta a riconfermare la superiorità indiscussa della natura sul mondo cittadino, utile soltanto a riportare la nostra eroina a una ri-conferma delle sue precedenti sicurezze. Insomma, quello con la dimensione urbana non si trasforma in incontro realmente destabilizzante, come avrebbe potuto invece essere!
Questa crociata a favore della natura, però, nasconde un retrogusto – seppur apparentemente “europeizzato” – di derivazione nipponica, ed è proprio in ciò che Heidi rivela la sua anima fortemente scintoista (parla con gli alberi, o sbaglio??).
In Annette, invece, il discorso è più sfumato: la città è anche il luogo dove si spalancano quelle possibilità che il piccolo centro non può offrire. La guarigione del fratellino di Annette può avvenire solo in città, dove la medicina e il progresso offrono ciò che le piccole realtà, pur apparentemente idilliache, (anche se non prive di minacce),non possiedono ancora.
Ciao Muttely, dovresti forse riguardare questi cartoni con uno spirito diverso, forse senza pensare troppo al fatto che sono rivolti ad un pubblico femminile! Per me questi come Anna dai capelli rossi, heidi, Lucy may, ecc. sono i cartoni più introspettivi e più vicini ad una narrazione di tipo romanzesco….Anna dai capelli rossi è di una poesia unica…vale la pena riscoprirlo
_________________ Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu / che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell'Altro e si distrugga in Lui, per tutti. (Montale)
Registrato: Mar 27, 2008 Messaggi: 346 Residenza: In the clouds...
Inviato: Mon May 05, 2008 16:07 pm Oggetto:
Pride3 ha scritto:
clizia ha scritto:
Poi, dicono, che tra i mestieri che stanno scomparendo ci sarebbero appunto quelli artigianali, di falegnameria ecc.
Mmmhh...pare che siano disponibili decine di migliaia di posti di lavoro in questo settore (credo,soprattutto in Brianza).
clizia ha scritto:
Magari, se ci offrissimo noi "fobici" non sarebbe difficile essere assunti , perchè dicono che non c'è troppa competizione in questo settore del lavoro, no?
Ti ringrazio di cuore carissima Clizia,ma declino l'offerta.
Ah si? declineresti l'offerta in falegnameria magari per un posto in banca come promotore finanziario?
Appena laureata mi contattarono da una banca (non dico quale, ma è molto famosa!!) per un colloquio di gruppo...dopo quel colloquio (con tanto di test psicologici a dir poco assurdi) in quel posto così leccato e pieno di gente precisina, arrampicatrice (me lo dice un'amica che invece ci lavora!) fui felice di esere stata scartata, visto che non mi hanno più richiamata. Appena uscita da quel posto così asettico e così "anti-cliziano", mi sentii quasi come Dante all'uscita dall'inferno, quando al lettore e in cuor suo sospira: " e quindi uscimmo a riveder le stelle"...così io dissi a me stessa: "e quindi uscii a riveder il sole!"...mi sembrava di non vedere un albero da 100 anni..volevo abbracciarmene uno...e dire che non sono una tipa così espansiva!
Falegname, falegname, dà retta a me, è meglio!! Vita più genuina, meno alienante...un sano lavoro fisico!!...
fare il liutatio è bello, però, dai....
E questo RU scrive qui??? Mica ho capito...."e che aiuto ce può ddà"??
_________________ Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu / che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell'Altro e si distrugga in Lui, per tutti. (Montale)
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi