Inviato: Wed May 07, 2008 13:54 pm Oggetto: dr. Jekyll e mr. Hyde
boh oggi riflettendo mi sa tanto che io qui dentro sono il più malato di tutti...
sarà il passato, sarà la diversità caratteriale mia di oggi, ma mentre in certi momenti faccio andare tutto come voglio io (dai sentimenti alle parole e ai rapporti), in altri sento l'istinto di fare praticamente il contrario di quanto in realtà voglia fare.
Boh...voglio parlare? non mi va di farlo.
Voglio non parlare? mi va di non farlo e parlare.
Voglio non pensare? ahahah...penso penso...
voglio staccare il mio cuore dalla mia testa? ma quando mai
Voglio unire testa e cuore? a momenti non so far enemmeno + questo.
Voglio avvicinare una persona? Lo faccio...mi avvicino con battute,baci, abbracci, poi negli occhi dell'altro vedo la scintilla giusta ed io mi spengo...
voglio starmente per cavoli miei? No. Puntualmente arriva una persona che viene a dirmi "giova...su qualche idiozia iniziamola a dire tanto per rallegrare un po' sti "decerebrati"". E pur non volendo parlare e premettendolo all'inizio del discorso finisco invece con dire anche qualcosa di sensato (con la testa e con il cuore, ma anche senza entrambi o un po' con l'uno e un po' con l'altro).
Cioè boh...mi sembra di avere davvero dentro 2 persone agli antipodi l'una dall'altra:
da una parte un poeta-sognatore, ma timido,imbranato,dubbioso, ma anche dolce,sensibile, disposto a piegarsi in 44 parti per gli altri ecc...ecc...ma che a volte non sa come mettere in successione le parole--> magari nella testa gli si formano in un modo e poi via via discorrendo gli vien fuori da dire esattamente il contrario
e dall'altra un "buffone", sicuro di sè,che pretende rispetto, che parla anche senza ragionare e sa essere freddo,lucido e volendo pure "bas**rdo" se la situazione lo richiede.
Mistero e "imbranataggine" messi assieme...possibile? no davvero...me lo sto chiedendo pure io.
Tenerezza/timidezza e freddezza/indifferenza.
Non so davvero cosa dire...una volta mi sentivo davvero un "buffone" (nel senso buono del termine), oggi pur sentendomi dentro riflettendo tra me e me al 90% come dr jekyll (quello + sensibile), non so come, ma mi espongo + come mr. Hide.
E la cosa che mi fa più rabbia è che gli altri a momenti capiscono e a momenti no (e te lo credo...cavolo devono capire 'na cosa che nemmeno io riesco a capire di me stesso): a momenti riesco a coinvolgere come nessuna persona a sto mondo sa fare (battute,ironia,iniziativa,mistero, provocazione (in senso positivo), ma anche allo stesso tempo sensibilità, dolcezza) e il momento dopo riesco ad allontanare tutti (senza un motivo apparente...se non i miei pensieri che mi distolgono da tutto e tutti) ed essere la persona più silenziosa,fredda,indifferente,stronza,provocatrice (in senso negativo) di sto mondo.
E la verità resta sempre e solo una: sento allo stesso tempo il bisogno di aprirmi al mondo, ma allo stesso tempo pretendo che il mondo accetti indifferentemente i miei silenzi e momenti d'apaticità (finta).
E intanto vedo alternati negli occhi della gente prima i cuoricini per me e il momento dopo timore/quasi diffidenza per l'altro lato di me.
Cioè non mi pare di stare a chiedere il mondo: lasciarmi o la personalità di un introverso, silenzioso e asociale o lasciarmi quella + brillante, lasciarmi o la sensibilità e un mezzo per esprimerla sempre e comunque o la freddezza con cui riesco teoricamente a mascherare qualsiasi emozione.
Cioè basta...mi sono stancato di vedere le persone a cui tengo aver sempre ste difficoltà a rapportarsi con me (perchè la difficoltà poi non è la mia...è negli altri...e la scorso negli occhi...quando ti accorgi di essere fissato per minuti e minuti con occhi da gatto e poi appena li alzi vederli fuggire via come per timore...)--> e magari il momento dopo decido di aprirmi e la stessa persona non teme + di lasciare posati i suoi occhi su di me anche per ore.
Cioè pare paradossale, ma mi infastidisce quasi il fatto che io sia apprezzato per ciò che sono (jekyll e hide - solo che non so nemmeno chi sia l'uno e quale l'altro).
Cioè preferirei che la gente mi odiasse a morte, mi tatuasse con urla di rabbia, mi evitasse...
e invece? e invece basta che apro la bocca e tutti lì a dimostrarmi il loro affetto e calore ed io che come al solito prima o poi nell'arco della giornata (ma anche di pochissimi minuti) riesco a stravolgermi completamente fino ad allontanarli senza alcun motivo apparente.
Silenzi-frasi-lucidità-dubbi-mistero-indifferenza-dolcezza-freddezza.
A volte rifiuto ad aprir bocca,nausea a parlare tanto per parlare e a volte invece sono il primo ad approcciarmi partendo dalla stupidata + grossa.
Se quando sei in fase Jekyll vedi che gli altri comunque stanno bene con te, significa che la fase Hyde non li infastidisce più di tanto. Forse confondi la loro preoccupazione per i momenti in cui sei taciturno con fastidio nei tuoi confronti. Se ti senti così diviso è probabile che tu stia forzando una delle due parti, per piacere agli altri o per stare bene con te stesso, oltre la tua naturale indole, così che senti il bisogno repentino di passare all'opposto di quel che eri poco fa, come chi fa una grande fatica sente poi il bisogno di lasciarsi cadere a peso morto, o chi sta troppo fermo sente il bisogno di sgranchirsi e muoversi.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Il lato "buffone" è quello che vuole l'approvazione degli altri e che si alimenta solo in questo modo,cercando in continuazione conferme.Il lato timido e sensibile è quello che sei realmente e che dovresti far emergere,è quello vero che tu odi perche' è accondiscendente e facilmente puo' essere "calpestato" dagli animi poco sensibili.
L'ultima modifica di vetro il Wed May 07, 2008 14:34 pm, modificato 1 volta
Se quando sei in fase Jekyll vedi che gli altri comunque stanno bene con te, significa che la fase Hyde non li infastidisce più di tanto. Forse confondi la loro preoccupazione per i momenti in cui sei taciturno con fastidio nei tuoi confronti. Se ti senti così diviso è probabile che tu stia forzando una delle due parti, per piacere agli altri o per stare bene con te stesso, oltre la tua naturale indole, così che senti il bisogno repentino di passare all'opposto di quel che eri poco fa, come chi fa una grande fatica sente poi il bisogno di lasciarsi cadere a peso morto, o chi sta troppo fermo sente il bisogno di sgranchirsi e muoversi.
nono, ma infatti...la situazione è questa.
Jekyll sa far stare bene, il problema è quando esce fuori Hide...
e magari lo faccio senza accorgermene e mi ci vuole qualche minuto per intuire che sto allontanando la persona e per tentare di riavvicinare.
Non sento fastidio dagli altri: per null, anzi esattamente il contrario...sento che basta una mia parola, un gesto, un abbraccio, una sola battuta per farli sentire 10 spanne meglio.
Il problema è che allo stesso tempo sento che i momenti in cui sono taciturno un po' li blocca (fa fare 10 passi indietro). Appunto sento la loro preoccupazione: analizzandomi da esterno posso capire...cioè un momento sembro affettuoso e spiritoso e il momento dopo silenzio.
Da esterno capisco che una persona che ha poca iniziativa scambia i miei momenti di silenzio per freddezza/indifferenza nei suoi confronti quasi a volerla allontanare per antipatia/non interesse quando non è solitamente così.
Il problema è che non mi pare di forzarmi nè per l'uno nè per l'altro.
Cioè a volte capita di stare in silenzio e sentire il bisogno di aprirmi,scherzare e parlare e lo faccio senza problemi e mi ci vuole pochissimo per farlo;
poco dopo però posso risentire il bisogno di richiudermi.
Non è questione di forzarsi..è questione che sento dentro davvero un alternarsi di vuoti e pensieri impressionanti.
Il problema è proprio che non mi va di sforzarmi...cioè capisco che per qualcuno questa mia alternanza costituisce tanti punti interrogativi,dubbi e un po' li fa "spaventare" pur conoscendo Jekyll, ma sinceramente appunto a me non va spesso di forzare questa mia alternanza.
Cioè mi accorgo che pur essendo silenzioso non potrei fare a meno di scherzare,provocare, essere dolce, ironico, ma allo stesso tempo sento che pur essendo per metà tutto ciò ho bisogno di essere anche silenzioso e stare con me e il mio cervello.
EDIT: insomma forse molti accetterebbero + una persona o sola introversa e silenziosa (e almeno si metterebbero l'anima in pace) o solo aperta; è l'alternare inconsapevole delle due cose che desta stravaganza e timore...
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Inviato: Wed May 07, 2008 14:29 pm Oggetto:
Mi son ritrovata molto ....in questa tua descrizione..non avrei saputo dipingere me stessa con parole migliori....
Diamoci la mano fratello...
_________________ -Tenetevi gli uni accanto agli altri,ma nn troppo vicini,cosi come le colonne del tempio si ergono a distanza,come la quercia e il cipresso nn crescono l'uno all'ombra dell'altra-K.G
Da ciò che scrivi sembra anche che tu abbia un bell'ego, parli dei tuoi amici quasi come se "dipendessero" da te, in maniera molto marcata. Spesso parli addirittura di te stesso in terza persona. Ti sei mai chiesto il perchè del tuo lato più ciarliero? E' un qualcosa che davvero ti appartiene o di cui hai bisogno per avere quell'approvazione che deriva dal vedere che fai stare bene gli altri? Il tuo lato estroverso ti sfrutta? Secondo me hai fatto progressi partendo da una situazione del tutto introversa, ma ancora non hai eliminato certe parti di te che ti fanno anteporre l'immagine che vuoi dare di te a ciò che sei veramente. Altrimenti non si spiegherebbe nemmeno il fatto che vivi male questa dualità: se la percepissi come tua non potresti fare altro che accettarla e non ti darebbe fastidio il modo in cui sei, al contrario non ti preoccuperesti di chi non ti accetta, anche parzialmente. Non cercare di mitizzarla per mitizzare te stesso: la dualità è sempre sintomo di contrasto interno.
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