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dr. Jekyll e mr. Hyde
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Amicizia, Amore e Sesso
Autore Messaggio
animaSola2
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Registrato: Jan 21, 2008
Messaggi: 298

MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 17:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Laughing Laughing Essendo che ho notato che è stato amore a prima vista tra voi...nn voglio insidiarmi come terzo incomodo:D

Comunque tornando seri...volevo chiederti 2 cosa giova...la prima è come vivi il senso di solitudine...,se è un qualcosa che ricerchi anche quando sei in compagnia.....oppure è solo un ritaglio di tempo che ti crei per staccati dalla "confusione".....

e la seconda cosa...è come vivi i rapporti d'amicizia...se riesci ad approfondirli e renderli costanti nel tempo..oppure sono semplici presenze...


_________________
Le donne in realtà sono semplicissime, ma amano pensare di essere misteriose. Una cosa che odiano è che venga loro tolta questa illusione.
-Tratto dal vangelo secondo bardamu-
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giova88
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Registrato: Feb 16, 2008
Messaggi: 357

MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 18:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

animaSola2 ha scritto:
Laughing Laughing Essendo che ho notato che è stato amore a prima vista tra voi...nn voglio insidiarmi come terzo incomodo:D

Comunque tornando seri...volevo chiederti 2 cosa giova...la prima è come vivi il senso di solitudine...,se è un qualcosa che ricerchi anche quando sei in compagnia.....oppure è solo un ritaglio di tempo che ti crei per staccati dalla "confusione".....

e la seconda cosa...è come vivi i rapporti d'amicizia...se riesci ad approfondirli e renderli costanti nel tempo..oppure sono semplici presenze...


il divorzio è legale...posso sempre ripensarci Laughing

allora venendo a noi proviamo a rispondere:

per quanto riguarda il senso di solitudine diciamo che è un po' ambo le cose:
diciamo che la "confusione" in sè dopo un po' mi stanca e percepisco il bisogno di cambiare/ascoltarmi; dunque di conseguenza vien da sè che è qualcosa che può capitare di andare a ricercare sia come fattore a sè stante sia come bisogno di chiarimento.

Insomma è verissimo che in compagnia sono premuroso,dolce,ironico, ho spirito d'iniziativa, ma è altrettanto vero che può succedere che senta a volte un bisogno anche di allontanamento (anche solo per chiarirmi)

Per quanto riguarda l'amicizia la questione si fa complicata; diciamo che dipende molto da chi ho davanti:
prima di accorgermi di questo mio cambiamento mi rapportavo e sentivo le relazioni in modo differente.
Oggi credo che chi è disposto a capire tutte le sfaccettature del mio carattere abbia una strada spianata verso di me (insomma a dirla tutta come detto sono uno che basta poco per diventare sensibile e ben disposto nei confronti dell'altro); certo è vero che spesso proprio la difficoltà delle eprsone di riuscire a comprendere i vari aspetti concomitanti del mio carattere possono rendere difficili (almeno inizialmente) dall'altra parte una certa intimità:
esempio banale:
un attimo prima sono io a scherzare, dare qualche buffetto, un abbraccio poco più in là le parole mi si intorpidiscono--> ecco se non mi impegno nel farmi conoscere per bene fin dall'inizio e farmi capire può capitare che inizialmente la persona che ho davanti non sappia come rapportarsi/reagire e se fidarsi o meno.

Diciamo che le amicizie di una volta le ho perse perchè si sono persi i ponti (pur essendo esse molto forti); oggi chi riesce ad accettare tutto di me solitamente è il primo che fa cento passi verso di me per mantenere i rapporti; chi invece trova difficoltà a interelazionarsi con l'altra parte del mio carattere finisce per diventare una semplice presenza (anche se ripeto solitamente c'è una parte di me che sa calamitizzare le attenzioni delle persone); e ancora c'è chi trova nella mia seconda metà di carattere un ostacolo troppo grosso e magari preferisce non allacciarli nemmeno i ponti perchè appunto manderebbe in pappa troppo il cervello per tentare di capire Razz

Ti ho soddisfatta abbastanza? Very Happy
Ti ci ritrovi pure qui o discosti?

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xanaxworship
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Registrato: Dec 10, 2007
Messaggi: 609

MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 18:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

io non son felice di essere "frammentario"se per frammentario si intende tanti lati della propia personalità coltivati in diversi periodi di vita, e che non possono combaciare e fondersi.e un inferno!a me mi hanno sempre detto questa cos adella "personalità frammentaria"dicendo anche che era una cosa "patologica"nel mio caso.e come avere due persone senza braccia, come si abbracciano?credo dipenda , almeno dal mio caso, dal disamore verso se stessi e dalla insicurezza continua.o forse da una mente troppo aperta che riceve stimoli per ogni cosa, anche se fisicamente e come se non li sentisse.il problema giunge, quando a parte i parametri degli altri, tu stesso non riesci a capire chi sei in realtà.e come se un lato della tua testa lo conoscessi appena e un altro lato per niente.e vivi come se fossi un attore di un film di chissà che genere.pur restando freddo e ancorato alla realtà per metà.io spiego un pò la mia situazione, e come vivo io questa frammentarietà, poi non sò se possa centrare col topic.ciao a tutti. Wink


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io non sono un elefaaaaante.io non sono un animaleeeeeeee.sono sociofobico!

bulla te stesso.
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hurinthalion
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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 19:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Secondo avere diversi lati del carattere è un conto,
desiderare e allo stesso tempo disprezzare una cosa,
essere dottor Jehkill e Mr Hide significa non accettare che ci sia una zona
grigia che intacchi un certo "perfezionismo" nel bene o nel male.
In questo c'è sicuramente la presenza di un ego molto forte e a dire la verità
Giova infili nelle frasi una serie di iperboli (il più, sono i primi, sono io a fare 44 passi verso chi ha bisogno ecc.)
che sembrano mostrarlo chiaramente Exclamation
Detto questo condivido molte cose che hai detto ad esempio questo mi è capitato molte volte:
Citazione:
E' proprio il guardare negli occhi gli altri è capire il loro disagio/timore in quegli istanti che ti provoca un "magone" dentro e ti spiace e avverti questa leggera conflittualità

penso che in parte derivi da quel perfezionismo di cui sopra, ma anche dal non avere abbastanza pelo sullo stomaco per reggere la "colpa" di aver causato disagio o malessere agli altri Rolling Eyes ok in definitiva anche questo è perfezionismo ma spero sia anche altruismo Exclamation

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animaSola2
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Registrato: Jan 21, 2008
Messaggi: 298

MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 19:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
allora venendo a noi proviamo a rispondere:

per quanto riguarda il senso di solitudine diciamo che è un po' ambo le cose:
diciamo che la "confusione" in sè dopo un po' mi stanca e percepisco il bisogno di cambiare/ascoltarmi; dunque di conseguenza vien da sè che è qualcosa che può capitare di andare a ricercare sia come fattore a sè stante sia come bisogno di chiarimento.

Insomma è verissimo che in compagnia sono premuroso,dolce,ironico, ho spirito d'iniziativa, ma è altrettanto vero che può succedere che senta a volte un bisogno anche di allontanamento (anche solo per chiarirmi)

Per quanto riguarda l'amicizia la questione si fa complicata; diciamo che dipende molto da chi ho davanti:
prima di accorgermi di questo mio cambiamento mi rapportavo e sentivo le relazioni in modo differente.
Oggi credo che chi è disposto a capire tutte le sfaccettature del mio carattere abbia una strada spianata verso di me (insomma a dirla tutta come detto sono uno che basta poco per diventare sensibile e ben disposto nei confronti dell'altro); certo è vero che spesso proprio la difficoltà delle eprsone di riuscire a comprendere i vari aspetti concomitanti del mio carattere possono rendere difficili (almeno inizialmente) dall'altra parte una certa intimità:
esempio banale:
un attimo prima sono io a scherzare, dare qualche buffetto, un abbraccio poco più in là le parole mi si intorpidiscono--> ecco se non mi impegno nel farmi conoscere per bene fin dall'inizio e farmi capire può capitare che inizialmente la persona che ho davanti non sappia come rapportarsi/reagire e se fidarsi o meno.

Diciamo che le amicizie di una volta le ho perse perchè si sono persi i ponti (pur essendo esse molto forti); oggi chi riesce ad accettare tutto di me solitamente è il primo che fa cento passi verso di me per mantenere i rapporti; chi invece trova difficoltà a interelazionarsi con l'altra parte del mio carattere finisce per diventare una semplice presenza (anche se ripeto solitamente c'è una parte di me che sa calamitizzare le attenzioni delle persone); e ancora c'è chi trova nella mia seconda metà di carattere un ostacolo troppo grosso e magari preferisce non allacciarli nemmeno i ponti perchè appunto manderebbe in pappa troppo il cervello per tentare di capire Razz

Ti ho soddisfatta abbastanza? Very Happy
Ti ci ritrovi pure qui o discosti?


Mi ci ritrovo in parte,ora come ora non sarei nemmeno in grado di esprimermi con certezza,semplicemente perchè in me si è innescata questa sorte di depressione ...che rende complicato anche un semplice rapporto con me stessa...Comunque a parte ciò direi che più o meno siam simili anche su questo punto di vista:)
Non son una gran ricercatrice di amicizie...da sola sto bene... la solitudine non mi ha mai creato disagio......,non ho mai provato nessuna sorte d'invidia nel momento stesso in cui mi son ritrovata di fianco a gruppi ben affiatati...e son sempre riuscita più o meno a coltivare delle amicizie....
Il problema chissà come mai...sorge sempre negl altri....,perchè nel momento stesso in cui mi vedono x fatti miei ..si autoconvincono che mi isolo per paura ....o che alzo per difesa delle barriere....,non prendendo in considerazione che posso esser semplicemente una persona schiva di natura perchè non nutro nessuna sorta di bisogno a dover allacciare per forza dei rapporti......I miei silenzi sono voluti....come i miei atti di follia pura...scattano..senza un motivo ben preciso....e ovviamente chi li vive e non mi conosce ..mi prende per scema..e chi invece mi conosce profondamente si è messo una mano sul cuore Laughing ....accettandomi così come sono.... rimproverandomi comunque che le mie sparizioni (perchè ho anche questo vizio)..sono intollerabili....Detto ciò....morirò sola ..ma nn disperata Very Happy


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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 21:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma anche a me la solitudine non crea disagio e anzi da solo me ne sto più che bene.

mi ritrovo davvero in molto....

sisi meglio soli che male accompagnati Laughing

La verità è una ed è lampante: fossero tutti come noi il problema non sussisterebbe Twisted Evil

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Messaggi: 827
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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 21:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

hurinthalion ha scritto:
Secondo avere diversi lati del carattere è un conto,
desiderare e allo stesso tempo disprezzare una cosa,
essere dottor Jehkill e Mr Hide significa non accettare che ci sia una zona
grigia che intacchi un certo "perfezionismo" nel bene o nel male.
In questo c'è sicuramente la presenza di un ego molto forte e a dire la verità
Giova infili nelle frasi una serie di iperboli (il più, sono i primi, sono io a fare 44 passi verso chi ha bisogno ecc.)
che sembrano mostrarlo chiaramente Exclamation
Detto questo condivido molte cose che hai detto ad esempio questo mi è capitato molte volte:
Citazione:
E' proprio il guardare negli occhi gli altri è capire il loro disagio/timore in quegli istanti che ti provoca un "magone" dentro e ti spiace e avverti questa leggera conflittualità

penso che in parte derivi da quel perfezionismo di cui sopra, ma anche dal non avere abbastanza pelo sullo stomaco per reggere la "colpa" di aver causato disagio o malessere agli altri Rolling Eyes ok in definitiva anche questo è perfezionismo ma spero sia anche altruismo Exclamation

Quoto tutto. E' esattamente l'impressione che ho avuto io. Dal vivo non so come tu ti esprima e di che natura sia il tuo lato estroverso, come siano le tue battute, le tue frasi consolatorie ecc, ma qui, dove mostri il tuo lato "intimo" quel che traspare sono appunto queste tue iperboli, questo bisogno implicito di dipingerti in un certo modo, di porti al centro dell'attenzione come personaggio (non a caso hai scelto un personaggio letterario come alter ego). Anche il fatto di parlare in terza persona di te stesso trasmette esattamente questo. Ora liquidare le mie parole come inutili perchè io non posso capire in quanto timido mi sembra troppo semplice. Non credo affatto che un estroverso non possa capirmi, semplicemente ci vuole una certa volontà che raramente si trova in giro. Così io credo di poter capire per sommi capi te o animasola, nonostante il vostro ego si senta violato da tale ipotesi. Il senso di colpa per questo tuo dualismo, che sta alla base di quello che tu consideri un problema, non sussisterebbe se in te non risiedesse anche una certa dose di perfezionismo, narcisismo e/o qualsiasi inclinazione caratteriale legata all'immagine del sé. Queste inclinazioni esistono in ogni essere umano, estroversi compresi, quindi non basta dire "io non sono timido/fobico" per tirarsi fuori da esse. Il farti carico del fatto che altre persone non ti capiscano e possano soffrire per questo è il tuo contrasto interno: tu vuoi bene a queste persone anche se in un certo modo cercano di inibirti dall'essere te stesso? Se non ti capiscono alla fine significa anche che non riescono ad accettarti e il fatto che tu voglia insistere con chi non ti accetta (o ti accetta solo quando ridi e scherzi) mi fa molto insospettire. Perchè lo fai? Non sarebbe meglio trovare qualcuno che accetti e capisca ogni tuo lato? Se sei veramente soddisfatto di te stesso e non t'interessa il giudizio degli altri (ma poi tra le parentesi tu stesso un po' smentisci questa cosa) allora dove sta il problema? Qualcuno che soffre per il tuo lato taciturno TI STA GIUDICANDO, perchè non ti comprende e non si sforza di farlo.


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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 22:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

bardamu ha scritto:
hurinthalion ha scritto:
Secondo avere diversi lati del carattere è un conto,
desiderare e allo stesso tempo disprezzare una cosa,
essere dottor Jehkill e Mr Hide significa non accettare che ci sia una zona
grigia che intacchi un certo "perfezionismo" nel bene o nel male.
In questo c'è sicuramente la presenza di un ego molto forte e a dire la verità
Giova infili nelle frasi una serie di iperboli (il più, sono i primi, sono io a fare 44 passi verso chi ha bisogno ecc.)
che sembrano mostrarlo chiaramente Exclamation
Detto questo condivido molte cose che hai detto ad esempio questo mi è capitato molte volte:
Citazione:
E' proprio il guardare negli occhi gli altri è capire il loro disagio/timore in quegli istanti che ti provoca un "magone" dentro e ti spiace e avverti questa leggera conflittualità

penso che in parte derivi da quel perfezionismo di cui sopra, ma anche dal non avere abbastanza pelo sullo stomaco per reggere la "colpa" di aver causato disagio o malessere agli altri Rolling Eyes ok in definitiva anche questo è perfezionismo ma spero sia anche altruismo Exclamation

Quoto tutto. E' esattamente l'impressione che ho avuto io. Dal vivo non so come tu ti esprima e di che natura sia il tuo lato estroverso, come siano le tue battute, le tue frasi consolatorie ecc, ma qui, dove mostri il tuo lato "intimo" quel che traspare sono appunto queste tue iperboli, questo bisogno implicito di dipingerti in un certo modo, di porti al centro dell'attenzione come personaggio (non a caso hai scelto un personaggio letterario come alter ego). Anche il fatto di parlare in terza persona di te stesso trasmette esattamente questo. Ora liquidare le mie parole come inutili perchè io non posso capire in quanto timido mi sembra troppo semplice. Non credo affatto che un estroverso non possa capirmi, semplicemente ci vuole una certa volontà che raramente si trova in giro. Così io credo di poter capire per sommi capi te o animasola, nonostante il vostro ego si senta violato da tale ipotesi. Il senso di colpa per questo tuo dualismo, che sta alla base di quello che tu consideri un problema, non sussisterebbe se in te non risiedesse anche una certa dose di perfezionismo, narcisismo e/o qualsiasi inclinazione caratteriale legata all'immagine del sé. Queste inclinazioni esistono in ogni essere umano, estroversi compresi, quindi non basta dire "io non sono timido/fobico" per tirarsi fuori da esse. Il farti carico del fatto che altre persone non ti capiscano e possano soffrire per questo è il tuo contrasto interno: tu vuoi bene a queste persone anche se in un certo modo cercano di inibirti dall'essere te stesso? Se non ti capiscono alla fine significa anche che non riescono ad accettarti e il fatto che tu voglia insistere con chi non ti accetta (o ti accetta solo quando ridi e scherzi) mi fa molto insospettire. Perchè lo fai? Non sarebbe meglio trovare qualcuno che accetti e capisca ogni tuo lato? Se sei veramente soddisfatto di te stesso e non t'interessa il giudizio degli altri (ma poi tra le parentesi tu stesso un po' smentisci questa cosa) allora dove sta il problema? Qualcuno che soffre per il tuo lato taciturno TI STA GIUDICANDO, perchè non ti comprende e non si sforza di farlo.

non si confonde il perfezionismo con l'altruismo...a me non interessa apparire in nessun modo perfetto in conformità a qualcuno/qualcosa...sono io e stop.
A me spiace che qualcuno (soprattutto eprsone che dimostrano di voler fare 100 passi - altro iperbole, ma è tutta roba voluta che uso nel linguaggio scritto per far capire estremizzando tutti i miei concetti - verso di me) pur volendosi avvicinare a me si senza in questo modo in disagio/intimorita e non riesce a comprendermi (non capendo se la mia sia misteriosità,freddezza,timidezza,paura ecc...ecc...quando la risposta più semplice sarebbe una: sono così).

Il fatto è che comprendo che il "problema" (che poi non mi ritengo tale, ma semplicemente con un mio carattere particolare) non sono gli altri, ma io: cioè o meglio sono gli altri che non possono comprendere me pur sforzandosi.
E' non è questione di cercare: ti posso assicurare di avere legami con persone tra le più dolci e sensibili al mondo, ma il problema sussiste; anzi più sono sensibili/timide (e quindi tendono a non fare la prima mossa) e più il loro timore/disagio si manifesta.
Posso cercare anche tra 1 milione di persone, ma sono sicuro che tra quelle al massimo mi capirebbe (intendo al volo senza spiegazioni) una persona come AnimaSola e poche altre.
Non è che gli altri non capiscono..e che con gli altri c'è bisogno di spiegare, di fermarsi e rallentare per dire "io sono questo e questo...sembra assurdo, ma ve ne rendete conto voi stessi; per questo però non significa che me ne freghi totalmente di voi, non vi voglia parlare o che abbia timori o qualsiasi altra cosa".
Senza parlare gli altri spesso capiscono solo una parte di me...
loro non cercano di inibire nessuno: ripeto non è presunzione o narcisismo, nè bisogno di mitizzare niente e nessuno, ma è un dato di fatto percebile--> per me sentono molto affetto,mi prendono al volo in certi aspetti, ma "purtroppo" per loro sono duttile in un modo incredibile (passo senza farmi problemi dai silenzi a parlare,ridere e scherzare).
La prima impressione solitamente è: "stravaganza", "carattere pazzo", in realtà sono semplice io nel bene e nel male.

Per accettarmi mi accettano anche troppo (e ripeto è un dato di fatto, alcuna presunzione), sia nei lati dolci,sensibili del mio carattere, sia quando ironizzo,parlo loquacemente; il blocco loro spesso avviene quando mi distacco io.
Quando si ride e si scherza, magari l'attimo prima ti st oabbracciando e accarezzando, dandoti buffetti e l'attimo dopo osservo il gruppetto in silenzio pensando tra me e me E alla domanda "perchè?" la risposta è sempre la stessa "perchè ragazzi sapete che ho sti momenti in cui mi devo alternare...perchè sono così e non voglio forzarmi con voi...voglio essere me stesso nel bene e nel male ed io sono così".

Il giudizio degli altri non mi interessa è vero: per me una persona può anche pensare "oh guarda...quel ragazzo o è pazzo o è sfigato o si fa troppe canne". Non mi tange (al massimo mi tocca se è un commento di una persona che "amo"--> ecco lì mi altero probabilmente).
Ma la reazione al mio silenzio non è un giudizio...è un senso di ineguatezza (non mio, ma degli altri che non riescono a comprendermi fino in fondo--> che si rendono conto di stimarmi in tutto anche nei silenzi, ma solo quando essi non vanno oltre un sesso pratico di loro "normalità" ).
Il problema sta lì. Non il perfezionismo, ma tutto sommato una sensibilità per gli altri/altruismo disinteressato. Mi spiace che una persona che fino al secondo prima mi salterebbe addosso riempiendomi di baci e abbraci un secondo dopo riesce a sentirsi inadeguata a capirmi,intimorita e imbarazzata per questa sua incapacità e questo mio atteggiamento.
La stima/il rispetto non cala nemmeno nei momenti di silenzio (permane e lo si legge negli occhi), ma contemporaneamente si legge nei loro occhi anche una domanda "perchè?" a cui non riescono a dare una risposta.
E questi sono discorsi che malvolentieri faccio e rifaccio; perchè prima o poi la domanda oltre che farsela nella mente sentono il bisogno di farla direttamente.
Non giudicano nè me, nè loro...giudicano entrambi (la relazione tra me e loro): e le prime volte la reazione che suscito è "ma perchè con l'altra tua amica vai di baci e abbracci e con me un momento sei dolce e carino e il momento dopo non mi cag*i e stai in silenzio dopo 3-5 mesi che ci conosciamo?)....boh...è così...che te devo dire...mi hai preso nei momenti sì con l'altra mia amica, mentre con te mi alterno come sono solito fare con tutti/e.
Il fatto non è forse nemmeno tanto che non comprendono...è che non possono adeguarsi: insomma li posso anche capire...sono in grado di passare davanti in silenzio, fissare e andare come non fosse successo nulla. Capisco che per qualcuno possa essere un ostacolo e motivo di disagio, timore...

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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 22:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Prezzemolino mi trovo in disaccordo solo su un punto...a mio parere non basta la volontà di capire ciò che ci è estraneo...,per quanto possiamo sforzarci di metterci nei panni dell altra persona capiremo solo in parte le dinamiche e le sensazioni che gli passano fra la mente...(Già è difficile comprendere chi ci assomiglia,perchè in fondo si può esser simii ma non uguali..)...Per il resto quoto...di certo,almeno nel mio caso...la ricerca della "completezza"(xchè di perfezione non parlo)...è assai radicata in me,semplicemente per un immensa fame di scoperta...,di curiosità..di voglia di apprendere tutto ciò che la vita offre...e far mia ogni emozione ricreandola e ridipingendola sempre con sfumature nuove... Rolling Eyes A volte mi sento un pò come la fenice...


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MessaggioInviato: Wed May 07, 2008 23:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

Il giudizio degli altri non mi interessa è vero: per me una persona può anche pensare "oh guarda...quel ragazzo o è pazzo o è sfigato o si fa troppe canne". Non mi tange (al massimo mi tocca se è un commento di una persona che "amo"--> ecco lì mi altero probabilmente).


Idem...per me è importante solo il giudizio di chi amo e di chi mi ama..tanto da chiedere spesso loro..se qualche mio comportamento possa turbarli...e se così fosse di farmelo notare ....,non essendo particolarmente permalosa..accetto volentieri le loro critiche.


Citazione:
Il problema sta lì. Non il perfezionismo, ma tutto sommato una sensibilità per gli altri/altruismo disinteressato. Mi spiace che una persona che fino al secondo prima mi salterebbe addosso riempiendomi di baci e abbraci un secondo dopo riesce a sentirsi inadeguata a capirmi,intimorita e imbarazzata per questa sua incapacità e questo mio atteggiamento.


Spiace parecchio anche a me...e non è facile far fronte a ciò....Ma dipende sempre da chi si ha di fronte..Ci son persone che richiedono costantemente attenzioni e altre decisamente molto meno....

Citazione:
Il fatto non è forse nemmeno tanto che non comprendono...è che non possono adeguarsi: insomma li posso anche capire...sono in grado di passare davanti in silenzio, fissare e andare come non fosse successo nulla. Capisco che per qualcuno possa essere un ostacolo e motivo di disagio, timore..


Ho pensato spesso anche io a questa sorte di adattamento...,ma in fondo ognuno di noi prova un senso di estraneità verso un particolare evento...
o atteggiamento spesso agli antipodi col nostro vivere....


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