Registrato: Nov 06, 2007 Messaggi: 403 Residenza: Ancona
Inviato: Mon May 12, 2008 14:13 pm Oggetto: Re: MOBBING
Graziepapi ha scritto:
Vi è mai capitato di provare direttamente sulla vostra pelle cosa sia il MOBBING in ambiente di lavoro?A me si...e vi devo dire che sto a pezzi.I colleghi si cominciano a coalizzare contro di me,offendono continuamente,mi fanno sentire inferiore,anormale,ridicolo..sono quasi tentato a buttare la spugna e licenziarmi!!!Non ce la faccio più..
Se la tua azienda è abbastanza grande da possedere una rappresentanza sindacale, rivolgiti direttamente al sindacato. Se non la possiede, informati nella camera del lavoro della tua città. La cgil ha degli sportelli appositi per il mobbing. Se vuoi puoi contattarmi anche in pvt. Sono sindacalista.
Ciao
rob
_________________ Dicono che c'e un tempo per seminare
e un tempo più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Il mobbing è decisamente peggio del bullismo infantile, tuttavia non trova nei media quella giusta visibilità che meriterebbe. Parlare di mobbing significherebbe scatenare un tam tam mediatico troppo invasivo, tale da scardinare il cloroformio in cui è immerso il mondo professionale italiano, dove violazioni delle regole e della sensibilità personale vengono perpetrate con fequenza impressionante.
_________________ Remember, George: no man is a failure who has friends.
Inviato: Mon May 12, 2008 19:36 pm Oggetto: Re: MOBBING
Secondo me se i colleghi ti guardano storto è perchè o hai combinato qualcosa che non sia troppo gradevole (un'infamata al capo o qualsiasi altro brutto gesto) o perchè come dici tu "ti senti diverso"...
se tu pensi di avere la coscienza pulita non devi temere nulla!
calinero ha scritto:
denunciali e diventerai ricco e famoso
è vero!l'accanimento sul lavoro si può denunciare sul serio,segui il consiglio di thx1138
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Non c'è gioia più grande che comprendere ed aiutare qualcuno che ne ha bisogno.
La mia unica colpa è di non essere molto socievole per via del mio disturbo e quindi di tendere un pò ad isolarmi...ma io sono fatto cosi!!!La fobia sociale mi blocca!!Se devo abbracciare una collega come fanno gli altri mi vergogno!!!
ti blocca e devi conviverci,almeno finchè non la sconfiggi!quindi non farti venire un ulcera per questo...se hai persone che ritieni meritevoli o comunque oneste,cordiali e simpatiche potresti iniziare a scambiare 2 parole con loro,lasciando perdere chi ti guarda storto (parola di uno che veniva guardato storto)
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Non c'è gioia più grande che comprendere ed aiutare qualcuno che ne ha bisogno.
Metacomunicazione significa che se c'è un problema di comunicazione si trascende la comunicazione comunicando il problema, attraverso una lettera, o facendo vedere questo topic ai diretti interessati, o un'altra soluzione analoga.
Significa adottare la soluzione più logica, lineare, possibile: informare l'ambiente di cosa sia la fobia sociale, relativamente al proprio caso, in modo completo, cosicchè sia inequivocabile.
Rifletti, esiste forse una legge che vieti la meta-comunicazione? Qualunque argomento per sostenere l'inattuabilità della MC non regge: forse la vergogna? In questo caso si sosterrebbe l'idea che bisogna vergognarsi di mostrare i propri problemi, e quindi in sostanza ci si darebbe degli ipocriti da soli.
Oppure un argomento portato avanti per dimostrare l'inattuabilità della MC è il quieto vivere, cioè cercare una via che sia meno impegnativa della meta-comunicazione. Ma il quieto vivere, in questo caso, sarebbe di una parte sola, cioè quella non penalizzata.
Rifletti, non ci sarebbe neanche bisogno di intermediari, ne di sindacati, basterebbe solo una lettera, o un colloquio fissato apposta con il capo, in cui chiarire il problema... tutte cose inattuabili.
Ti ho soddisfatto? Spero di sì.
EDIT: tra l'altro è quello che ho intenzione di fare io stesso (per dimostrarti che le mie non sono solo parole) nel mio ambiente di lavoro, comunicando il mio genere di disagio dovuto alla fobia sociale. Non subisco mobbing, ma spesso non sanno come interpretare certe mie manifestazioni ansiose, di conseguenza adotterò proprio la meta-comunicazione per chiarirlo.
Ma secondo voi è normale che un fobico sociale venga definito strano dai colleghi di lavoro??
NO!!..ma comunque succede.Forse è eccessivo parlare di mobbing, ma è comunque un dato di fatto che nel mondo del lavoro ci sia una sorta di pregudizio nei confronti delle persone introverse e te lo dico perchè anch'io sono più o meno nella tua stessa situazione e tante volte avrei voluto mollare, ma cerco di resistere...
Anche a me mi trattano come una persona "strana" a volte mi è stato addirittura chiesto perchè sono così, come se io lo sapessi...!!!Purtroppo chi non è sociofobico non può capire le nostre difficoltà e nemmeno si sforza di farlo è per questo che ci vedono "strani".
L'unico consiglio che posso darti è di portare pazienza e cercarti un altro lavoro, come un po' sto facendo anch'io
Purtroppo chi non è sociofobico non può capire le nostre difficoltà e nemmeno si sforza di farlo è per questo che ci vedono "strani".
Secondo me chiunque, anche se estroverso, può capire le nostre difficoltà in modo empatico, basta solo spiegarglielo in modo completo trovando i giusti termini di paragone.
Per esempio, un estroverso può concepire una situazione di blocco, di timidezza (perchè capitano a tutti), ma non può concepire che questa duri costantemente.
Bene, per fargli capire come si sente un socialfobico, basta semplicemente fargli immaginare come si sentirebbe (l'estroverso) se quella situazione di blocco (che ha provato) durasse sempre.
Quindi in realtà non è che non può capire, l'unico fatto reale è che non c'è lo sforzo di capire (e di spiegare): va bene essere scettici sulla meta-comunicazione, ma se si vuole argomentare i motivi per cui è impossibile, bisogna riferirsi ai veri motivi, non si può quindi affermare che non c'è la possibilità di capirlo, perchè la possibilità, sul piano teorico, c'è. La probabilità di essere capiti non è bassa, se ci sono le condizioni giuste (lo sforzo di voler capire).
Non è esatto dire che la probabilità di essere capiti è bassa, è esatto dire che se si pongono certe condizioni (come il non volersi sforzare a spiegare o ascoltare), si abbassa la probabilità.
Scrivo questo solo per chi abbia voglia di vedere il problema da un punto di vista intelligente
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Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
_________________ "E' facile essere grandi, di una grandezza latente"
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Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
Di cosa stai parlando? Io stavo parlando del fatto se, oggettivamente, è impossibile per un non socialfobico capire le difficoltà del socialfobico.
Ripeto, trovami una spiegazione ragionevole per cui far leggere una o più lettere in cui è spiegato il problema agli individui con i quali esiste l'incomprensione sia qualcosa che non ha ne' utilità ne fattibilità: non la puoi trovare, semplicemente perchè non c'è.
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