Registrato: Dec 06, 2007 Messaggi: 581 Residenza: palermo
Inviato: Tue May 13, 2008 03:13 am Oggetto:
HurryUp ha scritto:
Who_by_fire ha scritto:
HurryUp ha scritto:
Scrivo questo solo per chi abbia voglia di vedere il problema da un punto di vista intelligente
Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
Di cosa stai parlando? Io stavo parlando del fatto se, oggettivamente, è impossibile per un non socialfobico capire le difficoltà del socialfobico.
Ripeto, trovami una spiegazione ragionevole per cui far leggere una o più lettere in cui è spiegato il problema agli individui con i quali esiste l'incomprensione sia qualcosa che non ha ne' utilità ne fattibilità: non la puoi trovare, semplicemente perchè non c'è.
a seconda dei soggetti con cui si ha a che fare se questi non sono dotati di sufficiente sensibilità e intelligenza, e a volte non bastano neanche queste per empatizzare con un sociofobico, spiegare i motivi del proprio disagio ai colleghi potrebbe peggiorare le cose in quanto essi, magari lo sfotterebbero ancora di più, meglio tirare fuori gli attributi come ha detto qualcuno ma senza cercarsi un altro lavoro per poi lasciare questo, la vita va affrontata di petto e con essa tutte le avversità e soprattutto 4 coglioni che ti sfottono non possono toglierti la libertà e limitarti, perchè cambiando lavoro a causa loro si cade nella trappola dell'evitamento che alimenta la fobia sociale e la perdita dell'autostima, quindi lo sai che ti dico graziepapi perchè non cominci a reagire anzicchè farti insultare e criticare, difenditi e fatti valere invece di fuggire, la fuga ti renderà ancora più pauroso, la sfida ancora più coraggioso
_________________ La vita è amore, amare=dare=lottare contro la propria indole individualistica e mettersi al servizio del prossimo=emozioni=vita
la vita va affrontata di petto e con essa tutte le avversità e soprattutto 4 coglioni che ti sfottono non possono toglierti la libertà e limitarti, perchè cambiando lavoro a causa loro si cade nella trappola dell'evitamento che alimenta la fobia sociale e la perdita dell'autostima
Non sono d'accordo,o meglio credo che tutto questo dipenda da come è la situazione di graziepapi,il suo carattere e la sua visione delle cose.
Voglio dire:fuggire da una situazione orripilante è un fallimento se la si vede come tale,cioè se si percepisce che si sta lasciando un posto a cui davvero si tiene perchè si molla la spugna lasciando vincere gli altri,è una vittoria se si percepisce che mollare in questo caso è coraggio,è coraggio ammettere che le cose non vanno bene e ricominciare da capo.
Quando io andai al ginnasio mi trovai in una situazione terribile,il periodo peggiore della mia vita:l'anno dopo fui bocciata e,in un'altra scuola,ho ricominciato a vivere come una persona normale.Perchè,dopo aver visto come stavano le cose,non ho detto:Basta,me ne vado da qui?Perchè ero troppo debole e vigliacca,ecco perchè:ci è voluta la bocciatura per darmi il pretesto di cambiare vita.
Serotonino78 ha scritto:
quindi lo sai che ti dico graziepapi perchè non cominci a reagire anzicchè farti insultare e criticare, difenditi e fatti valere invece di fuggire, la fuga ti renderà ancora più pauroso, la sfida ancora più coraggioso
Idem come sopra.Certo,ovvio che comunque è meglio rifiutarsi di subire gli insulti sentendosi una merda e invece reagire stando a testa alta,ma questa sola cosa,di per se stessa,risolve la situazione?forse,o forse no.Anche qui,dipende:dipende da come sono i colleghi,da come è l'atmosfera,da come reagisce graziepapi:può darsi che,cominciando a reagire,trovi un nuovo rispetto,una nuova apertura da parte di persone che forse aspettavano solo un "segno di vita" da parte sua;può darsi che non cambi assolutamente nulla,e che una sua ribellione rappresenti un ulteriore divertimento dei colleghi bastardi.
Ciò che voglio dire è che il tuo modo di vedere le cose a parer mio è troppo generalizzato,non c'è un'unica risposta valida per tutto.
_________________ E non sarai capace di evitare...la morte maligna!
Scrivo questo solo per chi abbia voglia di vedere il problema da un punto di vista intelligente
Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
Di cosa stai parlando? Io stavo parlando del fatto se, oggettivamente, è impossibile per un non socialfobico capire le difficoltà del socialfobico.
Ripeto, trovami una spiegazione ragionevole per cui far leggere una o più lettere in cui è spiegato il problema agli individui con i quali esiste l'incomprensione sia qualcosa che non ha ne' utilità ne fattibilità: non la puoi trovare, semplicemente perchè non c'è.
a seconda dei soggetti con cui si ha a che fare se questi non sono dotati di sufficiente sensibilità e intelligenza, e a volte non bastano neanche queste per empatizzare con un sociofobico, spiegare i motivi del proprio disagio ai colleghi potrebbe peggiorare le cose in quanto essi, magari lo sfotterebbero ancora di più, meglio tirare fuori gli attributi come ha detto qualcuno ma senza cercarsi un altro lavoro per poi lasciare questo, la vita va affrontata di petto e con essa tutte le avversità e soprattutto 4 coglioni che ti sfottono non possono toglierti la libertà e limitarti, perchè cambiando lavoro a causa loro si cade nella trappola dell'evitamento che alimenta la fobia sociale e la perdita dell'autostima, quindi lo sai che ti dico graziepapi perchè non cominci a reagire anzicchè farti insultare e criticare, difenditi e fatti valere invece di fuggire, la fuga ti renderà ancora più pauroso, la sfida ancora più coraggioso
Affrontare di petto la vita significa appunto affrontare il rischio che hai detto, cioè di non essere capiti. Tutti hanno provato, in situazioni simili, a reagire nel modo che hai descritto, cioè con l'opposizione, nessuno, o pochi, invece, provano a seguire la strada più difficile, ma che sentiamo essere più giusta, e cioè impegnarsi a creare le condizioni per la comprensione.
Ho detto creare le condizioni, non riuscire.
Non è impossibile, basta solo fare appello alla naturale umanità che è in ciascun individuo, anche il più infimo, e creare i presupposti per la meta-comunicazione.
Registrato: Dec 06, 2007 Messaggi: 581 Residenza: palermo
Inviato: Tue May 13, 2008 14:27 pm Oggetto:
HurryUp ha scritto:
Serotonino78 ha scritto:
HurryUp ha scritto:
Who_by_fire ha scritto:
HurryUp ha scritto:
Scrivo questo solo per chi abbia voglia di vedere il problema da un punto di vista intelligente
Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
Di cosa stai parlando? Io stavo parlando del fatto se, oggettivamente, è impossibile per un non socialfobico capire le difficoltà del socialfobico.
Ripeto, trovami una spiegazione ragionevole per cui far leggere una o più lettere in cui è spiegato il problema agli individui con i quali esiste l'incomprensione sia qualcosa che non ha ne' utilità ne fattibilità: non la puoi trovare, semplicemente perchè non c'è.
a seconda dei soggetti con cui si ha a che fare se questi non sono dotati di sufficiente sensibilità e intelligenza, e a volte non bastano neanche queste per empatizzare con un sociofobico, spiegare i motivi del proprio disagio ai colleghi potrebbe peggiorare le cose in quanto essi, magari lo sfotterebbero ancora di più, meglio tirare fuori gli attributi come ha detto qualcuno ma senza cercarsi un altro lavoro per poi lasciare questo, la vita va affrontata di petto e con essa tutte le avversità e soprattutto 4 coglioni che ti sfottono non possono toglierti la libertà e limitarti, perchè cambiando lavoro a causa loro si cade nella trappola dell'evitamento che alimenta la fobia sociale e la perdita dell'autostima, quindi lo sai che ti dico graziepapi perchè non cominci a reagire anzicchè farti insultare e criticare, difenditi e fatti valere invece di fuggire, la fuga ti renderà ancora più pauroso, la sfida ancora più coraggioso
Affrontare di petto la vita significa appunto affrontare il rischio che hai detto, cioè di non essere capiti. Tutti hanno provato, in situazioni simili, a reagire nel modo che hai descritto, cioè con l'opposizione, nessuno, o pochi, invece, provano a seguire la strada più difficile, ma che sentiamo essere più giusta, e cioè impegnarsi a creare le condizioni per la comprensione.
Ho detto creare le condizioni, non riuscire.
Non è impossibile, basta solo fare appello alla naturale umanità che è in ciascun individuo, anche il più infimo, e creare i presupposti per la meta-comunicazione.
si hurryup in teoria sarebbe una cosa fattibile e condivido il tuo pensiero ma in pratica noi tutti sappiamo che la società è come una giungla, in qualsiasi contesto sociale ci si trova, lavoro, tra amici e conoscenti ecc... non tutti sono sensibili e in grado di capire le difficoltà del prossimo e cosa più probabile soprattutto in un ambiente di lavoro non hanno la voglia e la pazienza di stare li ad ascoltarti e sforzarsi di mettrsi nei tuoi panni, ognuno pensa ai fattacci propri, un amico lo può fare sennò che razza di amico è, fare ciò che proponi tu con i colleghi e cosa più ardua, si sono daccordo sul cercare la comprensione con la comunicazione, comunque io non parlavo di opporsi ai colleghi, semplicemente di adeguarsi all'ambiente, farsi forza non aggredendo gli altri ne verbalmente ne facendo gli arroganti, quindi non opponendosi agli altri, ma con la convinzione di poter superare gli ostacoli, con semplici accorgimenti quali camminare a testa alta, guardare la gente negli occhi, essere se stessi, non avere paura di togliere la maschera, accettarsi e non pretendere di essere accettati, insomma in parole povere se tu continui a fuggire dal problema il problema ti insegue come un cane e non ti molla più...non si può ad ogni difficoltà nell'interazione sociale che si incontra nella vita per la popria timidezza confidarsi perchè certa gente stupida invece di capirti poi ti prenderebbe per il culo, e finiresti per stressarti di più, molto meglio dare confidenze solo agli amici fidati e nel lavoro pensare a se stessi e ignorare gli imbecilli..con loro è tutto tempo sprecato e fiato perso
_________________ La vita è amore, amare=dare=lottare contro la propria indole individualistica e mettersi al servizio del prossimo=emozioni=vita
si hurryup in teoria sarebbe una cosa fattibile e condivido il tuo pensiero ma in pratica noi tutti sappiamo che la società è come una giungla, in qualsiasi contesto sociale ci si trova, lavoro, tra amici e conoscenti ecc... non tutti sono sensibili e in grado di capire le difficoltà del prossimo e cosa più probabile soprattutto in un ambiente di lavoro non hanno la voglia e la pazienza di stare li ad ascoltarti e sforzarsi di mettrsi nei tuoi panni, ognuno pensa ai fattacci propri, un amico lo può fare sennò che razza di amico è, fare ciò che proponi tu con i colleghi e cosa più ardua, si sono daccordo sul cercare la comprensione con la comunicazione, comunque io non parlavo di opporsi ai colleghi, semplicemente di adeguarsi all'ambiente, farsi forza non aggredendo gli altri ne verbalmente ne facendo gli arroganti, quindi non opponendosi agli altri, ma con la convinzione di poter superare gli ostacoli, con semplici accorgimenti quali camminare a testa alta, guardare la gente negli occhi, essere se stessi, non avere paura di togliere la maschera, accettarsi e non pretendere di essere accettati, insomma in parole povere se tu continui a fuggire dal problema il problema ti insegue come un cane e non ti molla più...non si può ad ogni difficoltà nell'interazione sociale che si incontra nella vita per la popria timidezza confidarsi perchè certa gente stupida invece di capirti poi ti prenderebbe per il culo, e finiresti per stressarti di più, molto meglio dare confidenze solo agli amici fidati e nel lavoro pensare a se stessi e ignorare gli imbecilli..con loro è tutto tempo sprecato e fiato perso
Ma la tua stessa argomentazione "mi" porta alle stesse conclusioni di prima: la società è una jungla? Tombola! Proprio questo implica che non c'è niente da perdere, anche se io non vengo capito, che cosa ci ho perso? Un ambiente da jungla, un teatrino di zombie (scusa l'iperbole)... non è una volontà etica che guida l'atteggiamento che sto descrivendo, l'atteggiamento della meta-comunicazione è una sublimazione della volontà, che fa sì che la volontà non venga percepita, e così non viene percepito lo stress della fatica della meta-comunicazione, anzi, quello stress diventa ciò che ti fa sentire vivo.
Non so se ho reso la non idea.
Scrivo questo solo per chi abbia voglia di vedere il problema da un punto di vista intelligente
Non è un punto di vista intelligente: è solo un punto di vista logico.
L'intelligenza (riferita, in questo caso, a questo tipo di problemi) sta nell'ottenere la risposta migliore possbilile agli stimoli che propone la realtà. E la realtà non è affatto logica (non in modo così ''stilizzato'', quantomeno).
Di cosa stai parlando? Io stavo parlando del fatto se, oggettivamente, è impossibile per un non socialfobico capire le difficoltà del socialfobico.
Ripeto, trovami una spiegazione ragionevole per cui far leggere una o più lettere in cui è spiegato il problema agli individui con i quali esiste l'incomprensione sia qualcosa che non ha ne' utilità ne fattibilità: non la puoi trovare, semplicemente perchè non c'è.
a seconda dei soggetti con cui si ha a che fare se questi non sono dotati di sufficiente sensibilità e intelligenza, e a volte non bastano neanche queste per empatizzare con un sociofobico, spiegare i motivi del proprio disagio ai colleghi potrebbe peggiorare le cose in quanto essi, magari lo sfotterebbero ancora di più, meglio tirare fuori gli attributi come ha detto qualcuno ma senza cercarsi un altro lavoro per poi lasciare questo, la vita va affrontata di petto e con essa tutte le avversità e soprattutto 4 coglioni che ti sfottono non possono toglierti la libertà e limitarti, perchè cambiando lavoro a causa loro si cade nella trappola dell'evitamento che alimenta la fobia sociale e la perdita dell'autostima, quindi lo sai che ti dico graziepapi perchè non cominci a reagire anzicchè farti insultare e criticare, difenditi e fatti valere invece di fuggire, la fuga ti renderà ancora più pauroso, la sfida ancora più coraggioso
Perchè mi è stato detto chiaramente da un collega che se comincio a fare storie e dar problemi andranno lui insieme ad altri dal capo a dire che è meglio che mi licenziano perchè altrimenti si rovina il clima di lavoro per colpa mia..quindi se come dici tu reagisco dopo mi ritroverei con il culo per terra!!!!
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