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AGORAFOBI
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Agorafobia
Autore Messaggio
FrAnkIe
Principiante
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Registrato: Aug 06, 2005
Messaggi: 78
Residenza: Italia

MessaggioInviato: Sat Aug 06, 2005 11:10 am    Oggetto: AGORAFOBI Rispondi citando

nn esco da una vita xkè sto male e ho paura d sentirmi male...sto assumento entact da 14 giorni..nn mi sento ancora pronto e sikuro d me x uscire da solo come prima...quanto tempo dovra passare???? nn ne posso +!!!!! :///

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Scarlet
Esperto
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Registrato: Mar 06, 2006
Messaggi: 661
Residenza: Ferrara

MessaggioInviato: Tue Mar 07, 2006 19:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rolling Eyes
Frankie volevo risponderti...in genere gli antidepressivi fanno effetto dopo 15-20 giorni e devi trovare la dose giusta per te sennò non accade nulla. Io sono 7 anni che smetto e ricomincio a cicli. Quando te la sentirai comincia a fare qualche passo fuori di casa ma dipende solo da te, fai le cose che ti fanno sentire più sicuro, non forzarti.
Ciao

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impanicato
Principiante
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Registrato: Jul 07, 2007
Messaggi: 4

MessaggioInviato: Sat Jul 07, 2007 20:48 pm    Oggetto: Re: AGORAFOBI Rispondi citando

FrAnkIe ha scritto:
nn esco da una vita xkè sto male e ho paura d sentirmi male...sto assumento entact da 14 giorni..nn mi sento ancora pronto e sikuro d me x uscire da solo come prima...quanto tempo dovra passare???? nn ne posso +!!!!! :///

CIAO FRANKIE...se ti può consolare la cosa,io sono 365 giorni e mezzo che non esco di casa,ebbene si,credo che tra poco i carabinieri verranno a vedere se qualcuno dei miei famigliari mi ha relegato a domicilio coatto Very Happy
Inanzitutto,a volte,anzi,sempre,la sintomatologia è talmente invalidante che già rimanere in casa diventa difficile,figuriamoci uscire!
Soffro di questo disturbo da quando avevo 14 anni(ne ho 35),ma con un notevole miglioramento e remissione spontanea dei sintomi dai 18 fino al 1998,quando l'agorafobia mi è saltata addosso ancora una volta(fosse una bella gnocca sto agorafobia! Laughing ) ,seppur mi permettesse di uscire con gli amici in un raggio d'azione di 200 metri da casa mia,abitavo vicino alla piazza,il luogo di ritrovo del paese.
Oggi,dopo aver traslocato e precluso del mio raggio d'azione,la mia agorafobia associata ad attacchi di panico e milioni di sintomi vari tra cui,il peggiore,la derealizzazione,il senso di irrealtà che spesso mi porta al limite del collasso,ha raggiunto il livello top:se prima mi limitavo ad allontanarmi di 200 metri da casa mia,oggi non riesco più neanche a scendere dal terzo piano di casa ,figurati affrontare la strada!MISSION IMPOSSIBLE!
Ora,cosa ho tratto dalla mia decennale esperienza con sintomatolgie di tutti i tipi?anche in questo momento mentre sto scrivendo la derealizzazione la sta facenso da padrona,scrivo ma...:"dove sono?"...per limitare l'ansia che mi deriva da questa sensazione,sbatto giù dieci gocce di frontal,cioè quello che ho fatto un'ora fa per la terza volta oggi,e via...ma questa non è la soluzione di certo!le assumo da dieci anni quotidianamente le benzodiazepine,ma non si guarisce con queste,ti aiutano a superare la fase acuta di una crisi d'ansia,e forse nemmeno con l'entact,che non ho mai preso,quindi prendi la mia valutazione con beneficio di inventario.
Comunque,dicevo,cosa ho tratto io in questi 10 anni di malattia?
I periodi migliori di remissione dei sintomi li ho avuti quando ho avuto le palle di affrontare i miei disturbi,cioè,di combatterli sul campo,con un esposizione lenta e graduale...in questa maniera ti assicuro che in un paio di mesi ottieni risultati ottimi,la tua mente si riabitua alla routine quotidiana e le tue paure pian,piano scemano,ma il percorso è veramente difficile e duro e i risulati potrebbero essere limitati rispetto alle aspettative,il segreto sta proprio nel non scoraggiarsi mai ed avere la forza di seguire un programma quotidiano anche in presenza di sintomi molto forti.Io era quello che facevo sempre,ogni stagione,e non ti preoccupare,conosco l'ansia anticipatoria,il senso di confusione mentale quando sei fuori,l'impossibilità di allontanarti anche da solo di 100 metri,il senso di vuoto,eccetera,eccetera,eccetera...
Perchè non lo fai più,ti chiederai e dirai pure,questo predica bene e razzola male...In un certo senso potresti aver ragione a pensare ciò,ma sono demotivato,anche se so che potrei farcela,perchè so che seguendo quel sistema si può migliorare moltissimo,ma per ora mi sono "stufato" di lottare,di reagire,di ricominciare sempre da capo.Voglio riposare un attimo,forse mi sto adagiando un pò perchè credo di sapere come uscirne o migliorare notevolmente,come mi è sempre successo.Ho notato che è importante l'ambiente in cui si vive,l'apporto delle persone ,sul quale però non si può fare molto affidamento,è un problema che riguarda esclusivamente il diretto interessato e solo lui può uscirne.
La terapia cognitivo comportamentale,e a tal proposito ti consiglio delle letture ,in internet ne trovi di testi interessanti con terapie mirate,ti aiuterebbero molto.
Per l'entact,fammi sapere qualcosa,che se funziona lo prendo anche io Laughing

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logger99
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Registrato: Aug 02, 2006
Messaggi: 90

MessaggioInviato: Sun Jul 08, 2007 00:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao
penso che l'agorafobia sia una brutta bestia...se vuoi posso starti vicino..sono della provincia di bergamo.Ciao
Sergio

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animaSola
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Registrato: Jan 19, 2008
Messaggi: 1056

MessaggioInviato: Sat Jan 19, 2008 17:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di animaSola il Tue Oct 07, 2008 18:12 pm, modificato 1 volta
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lontano
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Registrato: Mar 09, 2008
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Sun Mar 09, 2008 05:40 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Animasola, sono nuovissimo del forum e non so se ti dirò qualcosa di utile ma dato che chiedi se altri si trovano nella tua situazione ti dico che ci sono io. Tieni conto che tempo fa' mi sono trasferito all' estero ed ancora non conosco la lingua. Mi arrangio con l' inglese. Il solo pensiero che venga a trovarmi qualcuno mi mette in allarme con buon anticipo ma riesco comunque a sopportarlo anche perchè sennò sarei sempre chiuso in casa da solo. Il problema è che raggiungo appena l' angolo della mia via, quando va bene e non senza difficoltà ma, grazie al Cielo, come ho detto alcune persone mi vengono a trovare anche se si chiedono perchè io non esca mai. Pensare che quando mi sono trasferito ho scioccamente pensato di poter lasciare in Italia il mio problema! Vana speranza data dalla disperazione, forse. Pensa la stranezza: un viaggio di 12 e più ore di volo è stato più facile che attraversare oggi la strada. Probabilmente è che sapevo di uscire da una casa per entrare in un' altra. Ovviamente ho fatto il viaggio con altre persone fidatissime e con una buona dose di benzodiazepine. Quindi " fu vera gloria? " Per il momento ti faccio i miei migliori auguri!

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bus
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Registrato: May 17, 2008
Messaggi: 9

MessaggioInviato: Tue May 20, 2008 23:26 pm    Oggetto: con la famiglia Rispondi citando

uno a volte si dice a stesso ke nessuno sta peggio di me,invece basta leggere qui in questo forum ke sta gente ke sta dalla mattina alla sera rintanata in casa senza mai uscire per mesi.conprendo le persone ke nn conosco ke hanno questo problema ma se uno della mia famiglia sta male per qualkosa nn lo sopporto forse perke nn voglio ke gli capiti mai niente e ke stiano sempre bene

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noemi
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Registrato: May 15, 2007
Messaggi: 91
Residenza: milano

MessaggioInviato: Wed May 21, 2008 11:03 am    Oggetto: Rispondi citando

eh mannaggia pure io sono agorafobica.eppure vado a lavorare tutti i giorni.
ma solo perchè il mio ragazzo mi accompagna e mi viene a prendere tutti i giorni.Però odio questa situazione, nella quale ogni minima forma di autonomia mi è preclusa.
Da sola riesco a fare a mala pena 50 metri, poi il baratro.Eppure in compagnia sto bene.Ma come faccio ad avere compagnia se non so muovermi.Ho pochi amici, molti virtuali, e quelli reali per lo più li sento solo via msn.non posso andare avanti così.
Da sola sono sempre oppressa dalla paura e dall'ansia.Appena fuori casa mi sento mancare il terreno sotto i piedi.è terribile.insopportabile.sigh.
eppure qualche mese fa sembravo stare meglio, andavo al lavoro (ok non era lontano da casa, mentre adesso si)da sola senza troppi problemi e uscivo qualche volta la sera.Ora a parte il lavoro non esco più e cmq mai da sola.
mi sento davvero giù e sento che mi mancano le forze per reagire.

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Verandi
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Registrato: May 24, 2008
Messaggi: 1

MessaggioInviato: Sat May 24, 2008 23:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi aggiungo anch'io agli agorafobici, anche se credo di esserlo in "forma lieve".

La mia storia.
Fin da piccolo sono sempre stato tra i migliori della classe, e, tra i ragazzi, il migliore in assoluto. Tuttavia ero un po' sovrappeso, ma la cosa non mi creava alcun problema, sia perché comunque non ero inguardabile, sia perché ero ben inserito e facevo parte del gruppetto "in".
I problemi sono cominciati in prima liceo con, sembrerà una sciocchezza, le sigarette. I voti sono andati sempre calando, ero insoddisfatto e ho cominciato a perdere fiducia in me stesso. Il culmine di tutto è stato in quarta liceo, quando sono stato bocciato. E' stata una batosta. Però mi è servito a comprendere meglio i meccanismi della mente umana e in un'estate sono arrivato a perdere tutti i chili di troppo e ad avere i voti di un tempo, con l'aggiunta di stare con la ragazza più bella della classe, ed averne altre che mi facevano il filo. In poche parole avevo tutto ciò che desideravo. E avevo smesso di fumare. Poi ho ripreso, assurdamente, ma comunque la situazione continuava ad essere positiva. Il primo attacco di panico è avvenuto nel periodo in cui io e questa compagna di classe ci siamo lasciati. Ero in un ipermercato col mio migliore amico, e improvvisamente ho avuto i classici sintomi da attacco di panico e sono dovuto correre a sedermi, convinto di stare per svenire (infatti non conoscevo il vero significato di attacco di panico a quel tempo). La stessa cosa è successa un paio di volte all'entrata della discoteca. Ovviamente non ci avevo dato peso, ma col senno di poi ho pensato fosse tutto dovuto al fatto che avevo perso la persona che amavo e quei luoghi mi portavano indubbiamente a pensare a lei. Poi ho cominciato l'università e gli attacchi di panico sono passati.
Finché non sono arrivato a quest'anno, il mio secondo anno di università. Studio medicina. Non ho mai creduto che potesse essere una facoltà così pesante come tutti la dipingevano. Ma effettivamente gli esami sono molto lunghi da preparare e tra compagni di corso c'è molta complicità, ma anche molto spirito di competizione, anche nascosto. Il problema principale, per quanto mi riguarda, sono gli esami propedeutici, ovvero esami che bloccano esami successivi e che quindi rallentano di molto lo studio. Ho avuto un buon inizio, ma troppo sicuro di me, come spesso mi accade, non ho passato al primo colpo chimica e per cercare di darla ho saltato un paio di esami. Dall'inizio di quest'anno sto studiando un sacco, chimica e un esame li ho recuperati, ma me ne manca uno, più due di quest'anno. Dalla pressione ho anche messo su qualche chilo, e, sebbene compagni di corso dicono che stia bene così, comunque non mi sento bene! E dall'inizio di quest'anno ho avuto un paio di attacchi di panico che mi hanno portato, in questi mesi, a soffrire di agorafobia. Da marzo ho frequentato poche lezioni, sia per motivi di studio intenso, sia, appunto, per questo problema. Abito in provincia di Treviso, ma studio a Trieste. Assurdamente riesco a prendere il treno e farmi 4 ore di viaggio, ma per andare a fare la spesa (che non posso evitare, altrimenti non mangerei), devo ingannarmi dicendo a me stesso che esco di casa solo per fare una passeggiata e, se me la sento, posso spingermi fino dentro al supermercato, ma che comunque non ne sono obbligato! Oltretutto tutto il tempo che passo fuori casa perdo il "senso della realtà", mi sembra di non vivere veramente la situazione in cui sono in quel momento. E' come se la mia mente fosse confusa, pur essendo conscio di dove sono e di cosa sto facendo. Il timore che sento istintivamente è quello di svenire da un momento all'altro. E dico sempre a me stesso che non casca il mondo se svengo, perché comunque qualcuno mi aiuterà! Ma, come ben sapete, il timore non è totalmente controllabile.

La mia autoanalisi sull'origine del mio problema.
Mi sono documentato a fondo su cosa siano gli attacchi di panico, la loro origine, le fobie che ne possono conseguire e le possibili cure, anche in vista della mia futura occupazione da medico. La causa dei miei attacchi di panico la riconosco indubbiamente nei due esami che devo ancora dare, al fatto che non sento di aver dato il meglio di me stesso, e al continuo pensare che devo studiare per passarli. Alla paura di rimanere indietro un anno, che, anche se non sarebbe la fine del mondo, comunque sarebbe una sorta di sconfitta. L'agorafobia, fobia di cui non avevo mai sofferto prima, la do alla perdita della forma fisica che avevo. Sebbene sia felicemente fidanzato da un anno e oltre, e comunque riceva complimenti da altre persone del tipo "sei tra i più carini del corso", comunque, non mi sento bene con il mio corpo, è motivo di vergogna quando sono in mezzo alla gente, specialmente d'estate! Infatti non mi è mai interessato il pensiero degli altri, la loro approvazione, ma solo il sentirmi in pace con me stesso ed il piacere a me stesso. Infatti, ho notato che il "senso di irrealtà" che accompagna la mia agorafobia si acuisce soprattutto nelle situazioni in cui le altre persone hanno modo di osservarti, come, appunto, in fila al supermercato, in treno e così via. In questo periodo sto cercando di studiare molto per recuperare i due esami e di rimettermi in sesto fisicamente, quindi sto cercando di risolvere le cause scatenanti gli attacchi di panico e l'agorafobia.

Conclusioni
Non essendo ancora un medico, ma ritenendo comunque di conoscere a fondo il mio disturbo, mi sento di trarre una prima conclusione: l'inutilità dei farmaci. Certo, possono dare sollievo momentaneo, ma non risolvono il problema che è prettamente mentale, e, anzi, sviano chi ne soffre convincendolo che questi siano la soluzione. Non è così. Non è un problema fisico/fisiologico, ma un problema mentale.
Una seconda conclusione: il problema sigarette. Le sigarette possono scatenare un attacco di panico, dovuto ad un riflesso del monossido di carbonio che fa credere al corpo di essere in una situazione di deficit di ossigeno, simile allo percezione che si ha durante un attacco di panico. (www.pubmed.gov per cercare articoli di rivesti scientifiche che parlano di questo. Il sito è in inglese ma è un ottimo motore di ricerca per gli studi su argomenti medici).
Terza conclusioni: individuare le cause del proprio malessere e cercare di risolverle. Secondo me è l'unico modo per uscirne.

Chiunque avesse bisogno di un aiuto o anche solo di sfogarsi, di un interlocutore con cui confrontarsi o chiedere consiglio, può scrivermi su cortisolo@gmail.com.

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MessaggioInviato: Tue May 27, 2008 09:33 am    Oggetto: Rispondi citando

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