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Autore Messaggio
vetro
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Registrato: Jul 15, 2007
Messaggi: 1286

MessaggioInviato: Mon Jun 09, 2008 20:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto la storia.Hai scritto che hai avuto degli inviti ma li hai rifiutati.
Capisco che i gruppi si siano formati ma prima di fare una cernita,di stabilire chi non ti piace,prova ad uscire.Stai rimandando quello che in realta' vuoi fare.Vivere la tua vita.La prima uscita sara' drastica,la seconda pure ma se insisti le cose andranno meglio.Hai 18 anni e hai tutto il tempo per farlo.Hai ben chiaro quello che è successo,l'hai sviscerato a te stesso quindi vuol dire che ti sei accorto dell'errore.Non rimuginarci piu' su.Adesso è tempo di cambiare.

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AlfonsoNitti
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Registrato: Mar 30, 2008
Messaggi: 336
Residenza: Sprofondato nella solitudine

MessaggioInviato: Mon Jun 09, 2008 20:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

vetro ha scritto:
Ho letto la storia.Hai scritto che hai avuto degli inviti ma li hai rifiutati.
Capisco che i gruppi si siano formati ma prima di fare una cernita,di stabilire chi non ti piace,prova ad uscire.Stai rimandando quello che in realta' vuoi fare.Vivere la tua vita.La prima uscita sara' drastica,la seconda pure ma se insisti le cose andranno meglio.Hai 18 anni e hai tutto il tempo per farlo.Hai ben chiaro quello che è successo,l'hai sviscerato a te stesso quindi vuol dire che ti sei accorto dell'errore.Non rimuginarci piu' su.Adesso è tempo di cambiare.


Scusa, ma se ho scelto Alfonso Nitti come nick un motivo ci sarà... sono un inetto. E' quello lì il mio problema... di fronte alla possibilità di vivere, nonostante io la voglia con tutto me stesso (tanto che mi dispero per la mia solitudine), ne rifuggo. Fobia sociale? Inettitudine?

Voglio cambiare, ma non riesco a cambiare. Ho bisogno di aiuto, di qualcosa/qualcuno che mi dia una bella scrollata. Da solo non ce la faccio più e l'unica cosa che sto facendo è quella di perdere ancora tempo bruciando la mia gioventù. Sto vivendo solo di rimpianti. Voi non potete neanche immaginare il DOLORE, il MALE che mi faccia l'aver gettato nel cesso gli anni del liceo. Mi aspetta un'altra estate da solo, come sempre, ed io non credo di potercela fare. Ho toccato davvero il fondo, ora non mi resta che scavare.


_________________
"La morte è quello
Che di cotanta speme oggi m’avanza.”

"E per virili imprese, per dotta lira o canto,
Virtú non luce in disadorno ammanto"

"La speranza è l'ultima a morire, ma non è immortale"
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vetro
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Registrato: Jul 15, 2007
Messaggi: 1286

MessaggioInviato: Mon Jun 09, 2008 21:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti colpevolizzi troppo.Quel che è successo è successo.Adesso hai preso coscienza di questo.Non ti attorcigliare su te stesso per quel che è stato.Comincia a fare dei piccoli passi.Se hia bisogno di un sostegno piscologico cercalo.Ma se è semplicemente la paura di vivere che ti frena e hai questa consapevolezza,buttati.Vivila.

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pippocalippo
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Registrato: Aug 11, 2006
Messaggi: 28
Residenza: Palermo

MessaggioInviato: Mon Jun 09, 2008 22:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

io sono sempre dell'opinione che inetti si nasce e non si diventa, così come si nasce estroversoni pieni di voglia di vivere; l'unica nostra speranza potrebbe essere quella del rifugio nella cultura e nello studio come mezzo per opporci alla società dell'apparire e del denaro; ma anche in questo caso è impossibile fare a meno di essere schiacciati da chi riesce con la forza ad adattarsi alla vita: la condanna alla sconfitta è inevitabile così come la legge del più forte.

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Tristan
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Registrato: May 30, 2008
Messaggi: 824
Residenza: Ortaggiolandia

MessaggioInviato: Mon Jun 09, 2008 22:18 pm    Oggetto: Rispondi citando




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Principe del Foro
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Melissa_86
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Registrato: Jun 03, 2008
Messaggi: 60
Residenza: PUGLIA

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 12:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

AlfonsoNitti ha scritto:


Scusa, ma se ho scelto Alfonso Nitti come nick un motivo ci sarà... sono un inetto. E' quello lì il mio problema... di fronte alla possibilità di vivere, nonostante io la voglia con tutto me stesso (tanto che mi dispero per la mia solitudine), ne rifuggo. Fobia sociale? Inettitudine?

Voglio cambiare, ma non riesco a cambiare. Ho bisogno di aiuto, di qualcosa/qualcuno che mi dia una bella scrollata. Da solo non ce la faccio più e l'unica cosa che sto facendo è quella di perdere ancora tempo bruciando la mia gioventù. Sto vivendo solo di rimpianti. Voi non potete neanche immaginare il DOLORE, il MALE che mi faccia l'aver gettato nel cesso gli anni del liceo. Mi aspetta un'altra estate da solo, come sempre, ed io non credo di potercela fare. Ho toccato davvero il fondo, ora non mi resta che scavare.



...Ti capisco...ma per esperienza personale ti posso dire che l'unica soluzione è prendere in mano la propria vita, perchè nessuno si avvicinerà mai ad una persona con un'epressione accigliata e triste...prova a fare qualche attività, iscriviti a un corso, vai in palestra, però fallo subito, senza pensarci troppo su...altrimenti si finisce sempre con il rimanere chiusi in casa...

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AlfonsoNitti
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Registrato: Mar 30, 2008
Messaggi: 336
Residenza: Sprofondato nella solitudine

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 12:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Melissa_86 ha scritto:
AlfonsoNitti ha scritto:


Scusa, ma se ho scelto Alfonso Nitti come nick un motivo ci sarà... sono un inetto. E' quello lì il mio problema... di fronte alla possibilità di vivere, nonostante io la voglia con tutto me stesso (tanto che mi dispero per la mia solitudine), ne rifuggo. Fobia sociale? Inettitudine?

Voglio cambiare, ma non riesco a cambiare. Ho bisogno di aiuto, di qualcosa/qualcuno che mi dia una bella scrollata. Da solo non ce la faccio più e l'unica cosa che sto facendo è quella di perdere ancora tempo bruciando la mia gioventù. Sto vivendo solo di rimpianti. Voi non potete neanche immaginare il DOLORE, il MALE che mi faccia l'aver gettato nel cesso gli anni del liceo. Mi aspetta un'altra estate da solo, come sempre, ed io non credo di potercela fare. Ho toccato davvero il fondo, ora non mi resta che scavare.



...Ti capisco...ma per esperienza personale ti posso dire che l'unica soluzione è prendere in mano la propria vita, perchè nessuno si avvicinerà mai ad una persona con un'epressione accigliata e triste...prova a fare qualche attività, iscriviti a un corso, vai in palestra, però fallo subito, senza pensarci troppo su...altrimenti si finisce sempre con il rimanere chiusi in casa...


MA SCRIVO PAROLE SULL'ACQUA???????????

Se avessi letto la mia storia, che ho scritto dettagliatamente e contenuta in un link ad inizio post, allora sapresti che io vado già in palestra, e aggiungo che molto recentemente ho partecipato a corsi scolastici ed extra-scolastici al fine di cercare di socializzare di più con gli altri, ma ogni tentativo è risulatato vano. E' colpa mia, solo e soltanto mia e della mia inettitudine alla vita. Punto.


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clizia
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Registrato: Mar 27, 2008
Messaggi: 373
Residenza: In the clouds...

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 15:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Partiamo dalla nostra “diatriba letteraria”.
Sei sicuro che nei romanzi di Svevo agli inetti vada sempre male e siano costretti a soccombere, in quanto il trionfo spetta solo e indiscutibilmente ai cosiddetti “lottatori”?
Se così può sembrare nel romanzo “una vita”, se ci fai caso, ne “la coscienza di Zeno”, il finale è più complesso e ambiguo di quel che dici. Qui è Guido – all’inizio descritto come brillante e sicuro di sé – a soccombere e a suicidarsi, mentre è l’abulico e inconcludente Zeno ad arricchirsi e a trionfare.
A parte che la figura dell’inetto è assieme ai “superuomini” spia della crisi dell’uomo contemporaneo, costretto ad assistere inerme e a vivere sulla sua pelle i processi di spersonalizzazione derivanti dall’ascesa della società di massa.
Se ci pensi anche i superuomini rivelano – dietro l’apparente spavalderia – un fondo di debolezza e inettitudine. Che un superuomo d’annuziano trionfi veramente non si è visto mai, nei suo romanzi. Sono tutti maledettamente minati nel loro intimo, e le loro figure si rivelano molto più profondamente decadenti di quel che sembra.
E poi, la letteratura è molto più complessa e ambigua di quello che sembra; essa non ci offre né vincitori né vinti e, a dirla tutta, anche l’iniziale sguardo critico di Svevo nei confronti dell’inetto si trasforma nel tempo.
Gli inetti – proprio perché tali – appaiono come esseri in divenire, abbozzi, e questo grazie alla loro “assoluta mancanza di uno sviluppo marcato della loro personalità in qualsivoglia senso”.
I sani, proprio perché cristallizzati in una personalità, sono per forza di cose più rigidi e meno aperti al cambiamento, a differemza degli inetti, che quindi sono più malleabili e più pronti ad adattarsi ai contraccolpi della vita.
Quindi non è vero che gli inetti siano sempre destinati a soccombere (almeno secondo l’ottica di Svevo), anzi!! Il trionfo finale di Zeno apre uno scenario inquietante anche sull’imprevedibilità del caso e della vita!

Ma torniamo a te; dici di non piacerti e che vorresti cambiare. Hai anche provato ad avvicinarti ai tuoi compagni, rincorrendo certe situazioni sociali, ecc.
Però - pur dicendo che non ti piaci e che vorresti essere sicuro come quei compagni tanto irraggiungibili - allo stesso tempo li critichi, reputandoli persone dalla visione ristretta e provinciale…non ti sembra una contraddizione? Vuoi assomigliare a chi non ti piace, a chi non stimi?
Da una parte sembri quasi ammirarli, nel momento in cui ne cerchi l’approvazione e vorresti instaurare un legame con loro, ma dall’altra sembri criticarli e non approvarne il modus vivendi.
Sei sicuro di aver le idee chiare?
Magari pensi di non piacere a te stesso e di essere una persona poco valida solo perchè giudichi te stesso attraverso il parametro dell’esclusione sociale che sei costretti a subire, ma essere escluso da un tipo di comunità, non sta affatto a significare che non saresti mai accettato in gruppi di altro tipo o che non troveresti una tua dimensione altrove.
Uno dei miei libri preferiti s’intitola “memorie di una ragazza perbene” di Simone De Beauvoir (la compagna di Sartre) e lì lei racconta della feroce solitudine che ha scandito la sua adolescenza, nonché della sua incapacità di integrarsi nel mondo borghese a cui apparteneva. Poi ha scoperto, diventando adulta, che quel suo stato d’animo di diversità e alineazione, non era altro che il frutto del suo tendere ad un altro tipo di mondo, diverso da quello a lei noto. Nel momento in cui le si aprirà il vasto mondo dell’università e della cerchia degli intellettuali, comprenderà che il suo sentirsi diversa, derivava solo dal suo essere un’intellettuale, e quindi una persona incapace di adeguarsi alle convenzioni del mondo borghese in cui era nata e cresciuta.
Forse tu devi solo trovare il tuo mondo, per scoprirti cigno tra persone più simili a te. Forse se continui a bazzicare sempre tra le anatre, continuerai a percepirti appunto come brutto. Tutto è relativo.
Anch’io alle superiori non ero granchè in sintonia coi miei compagni di scuola e mi sentivo diversa, ma all’università ho trovato finalmente persone affini grazie alle quli mi sono riscoperta, e con le quali ho potuto condividere una certa visione della vita e del mondo.
Mi fai comunque pensare tantissimo al protagonista di “una barca del bosco” di P. Mastrocola.
Te lo consiglio, leggilo. Parla di un ragazzo liceale (latinista doc!), anch’egli pesce fuor d’acqua tra i suoi “più moderni e spigliati” coetanei.

Comunque hai tutta la gioventù davanti, che sa offrirti molte più occasioni rispetto all'’adolescenza, spesso vissuta nel disagio e nel disorientamento di sè


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Messaggi: 60
Residenza: PUGLIA

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 16:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

AlfonsoNitti ha scritto:
Melissa_86 ha scritto:
AlfonsoNitti ha scritto:


Scusa, ma se ho scelto Alfonso Nitti come nick un motivo ci sarà... sono un inetto. E' quello lì il mio problema... di fronte alla possibilità di vivere, nonostante io la voglia con tutto me stesso (tanto che mi dispero per la mia solitudine), ne rifuggo. Fobia sociale? Inettitudine?

Voglio cambiare, ma non riesco a cambiare. Ho bisogno di aiuto, di qualcosa/qualcuno che mi dia una bella scrollata. Da solo non ce la faccio più e l'unica cosa che sto facendo è quella di perdere ancora tempo bruciando la mia gioventù. Sto vivendo solo di rimpianti. Voi non potete neanche immaginare il DOLORE, il MALE che mi faccia l'aver gettato nel cesso gli anni del liceo. Mi aspetta un'altra estate da solo, come sempre, ed io non credo di potercela fare. Ho toccato davvero il fondo, ora non mi resta che scavare.



...Ti capisco...ma per esperienza personale ti posso dire che l'unica soluzione è prendere in mano la propria vita, perchè nessuno si avvicinerà mai ad una persona con un'epressione accigliata e triste...prova a fare qualche attività, iscriviti a un corso, vai in palestra, però fallo subito, senza pensarci troppo su...altrimenti si finisce sempre con il rimanere chiusi in casa...


MA SCRIVO PAROLE SULL'ACQUA???????????

Se avessi letto la mia storia, che ho scritto dettagliatamente e contenuta in un link ad inizio post, allora sapresti che io vado già in palestra, e aggiungo che molto recentemente ho partecipato a corsi scolastici ed extra-scolastici al fine di cercare di socializzare di più con gli altri, ma ogni tentativo è risulatato vano. E' colpa mia, solo e soltanto mia e della mia inettitudine alla vita. Punto.

Scusa, ho letto dopo la tua storia!!!!!!!Comunque calmino eh!!!Non è che potevo sapere dettagliatamente il resoconto della tua vita, con quante persone scrivono qui!!!!!!!!

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Registrato: Jan 24, 2008
Messaggi: 369
Residenza: Emilia Romagna

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 16:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

AlfonsoNitti ha scritto:
E' colpa mia, solo e soltanto mia e della mia inettitudine alla vita. Punto.

Svevo t'ha fatto male. Leggiti Pirandello.


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Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
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