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Autore Messaggio
clizia
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Registrato: Mar 27, 2008
Messaggi: 346
Residenza: In the clouds...

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 16:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

bardamu2 ha scritto:
AlfonsoNitti ha scritto:
E' colpa mia, solo e soltanto mia e della mia inettitudine alla vita. Punto.

Svevo t'ha fatto male. Leggiti Pirandello.


Bè, se legge bene bene lo stesso Svevo si accorgerà di come le figure degli inetti siano molto più ambigue e complesse di quello che all'apparenza sembrano.
Credo che ad Alfonso farebbe moooolto più male leggere i libri di Tozzi, con inetti al seguito.
Quelli si che sono inetti belli tosti...alienati, totalmente incapaci di comunicare col mondo e di uscire da se stessi, sordi, ciechi (appunto, da qui il titolo "con gli occhi chiusi")...non intravedo spiragli di salvezza per i personaggi dello scrittore senese....
Almeno, quelli di Svevo, barlumi di consapevolezza e chiaroveggenza ogni tanto ce li hanno....


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Guarda ancora/ in alto, Clizia, è la tua sorte, tu / che il non mutato amor mutata serbi,/ fino a che il cieco sole che in te porti/ si abbàcini nell'Altro e si distrugga in Lui, per tutti. (Montale)
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AlfonsoNitti
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Registrato: Mar 30, 2008
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Residenza: Sprofondato nella solitudine

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 18:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

@ Clizia:

Cara Cliza, non mi trovo d’accordo con il tuo punto di vista. Innanzitutto Zeno si arricchisce solamente grazie a fattori esterni, che non comportano azioni concrete e attive da parte dell’inetto: è infatti grazie al suicidio di Guido che Zeno diventa un abile uomo d’affari e non dimenticare che con la fine della guerra perderà tutto (il successo era stato quindi frutto solo del caso, come ci viene rivelato da uno dei frammenti del “quarto romanzo” incompiuto). Egli, alla luce dei fortuiti accadimenti, si dichiara perfettamente guarito, ma questa conclusione è un palese esempio di quanto sia, al contrario, ancora molto malato.


Comunque, seppur ritenga molto ambiguo il giudizio di Svevo sul suo personaggio (ed anche la prospettiva dello stesso Cosini –cognome fra l’altro scelto non a caso- può essere interpretata come verità o bugia, quindi con grande incertezza nelle interpretazioni), riconosco che i veri malati sono i borghesi, i quali vivono cristallizzati in una forma rigida e immutabile. Zeno, nella sua inettitudine, è inquieto e disponibile alle trasformazioni e il valore di tale mobilità è da considerarsi come un antidoto a questa malattia che è la vita, la quale “ha dei veleni, ma poi anche altri veleni che servono da contravveleni”. Proprio perché l’inetto vede il mondo da questo punto di vista mobile, in continuo divenire, può cogliere la necrosi che paralizza i sani.


TUTTAVIA in Zeno non vi è un deliberato, consapevole atteggiamento critico verso il mondo che lo circonda. Anzi, il lui vi è un disperato bisogno di salute, cioè di normalità, di integrazione nel contesto borghese,però, a causa della sua inettitudine non riesce mai a coincidere veramente con quella forma compiuta e definitiva di uomo (neanche e soprattutto nel finale, nonostante il successo degli affari e le sue pretese di essere guarito, che non sono che un’ennesima mistificazione). Ed egli non ci riesce proprio per la sua incapacità alla vita, che, come già detto innumerevoli volte, non gli permette di cristallizzarsi in una forma determinata e concreta e ciò gli permette, di contro, di mettere in discussione la presunta salute borghese (che in realtà è atroce malattia) e di estraniarsi da quel mondo, minandone alle basi le certezze indiscusse.


Ma dobbiamo essere pragmatici e vedere il lato opportunistico delle cose (per quanto sia negativo, immorale e ingiusto): Zeno, Alfonso ancor di più ed Emilio (insieme a moltissimi grandi inetti, vedi ne “Gli Indifferenti” di Moravia) seppur capaci (e secondo questa prospettiva superiori rispetto agli altri) di vedere il senso profondo del reale, usciranno sempre sconfitti. Ti risparmio la citazione del capitolo apocalittico (quello finale) de “La coscienza”, in quanto anch’io condanno duramente l’indifferenza borghese e il loro mondo costituito da felzi valori, ma sono giunto alla conclusione che sia meglio comportarsi da conformisti nella vita anziché trascorrere una vita “a rebours”, magari soli e arrivando alla conclusione dell’esistenza esasperati dai rimpianti. Certo, probabilmente saremmo consci di aver vissuto con dei valori veri, seguendo i nostri principi, rimanendo noi stessi, non conformandoci solo per far piacere agli altri, ma non è questo quello che voglio, perché, se c’è una cosa che ho imparato, è che chi segue questi principi sarà solo un perdente. Mi aspetto tantissime critiche per ciò che ho detto, ma se sono giunto a tanto (e pur io condanno questo mio modo di pensare negativo, che inneggia alla regressione, in quanto furono i nobili ideali e principi a cambiare il mondo, mentre un conformismo sempre più drastico genera aridità, crisi e decadenza) è perché fino ad oggi non ho avuto i risultati sperati: sarò io a cambiare, a rinnegare il mio vecchio io, e lo faccio perché ne ho la piena consapevolezza e la convinzione e soprattutto perché LO VOGLIO.


E guarda bene Clizia, ho già risposto alla tua presunta accusa di mia contraddittorietà in un precedente intervento, quindi, a mio avviso, la tua è solo una sterile illazione.


Detto ciò tengo a precisare che non è mia intenzione litigare, ma stabilire un rapporto simbiotico e collaborativo, con tanto di scambi di idee. Tuttavia mi sembra che con tutte queste polemiche si resti in una dimensione astratta, mentre i miei problemi permangono.


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AlfonsoNitti
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Registrato: Mar 30, 2008
Messaggi: 335
Residenza: Sprofondato nella solitudine

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 18:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

bardamu2 ha scritto:
AlfonsoNitti ha scritto:
E' colpa mia, solo e soltanto mia e della mia inettitudine alla vita. Punto.

Svevo t'ha fatto male. Leggiti Pirandello.


Rileggitelo bene Pirandello e dopo arriverai alla conclusione che il tuo caro Belluca, tanto per fare un esmpio, dopo lo sfogo (naturalissimo) tornerà alla sua solita vita di impiegato succube degli altri, vinto e sopraffatto dalla vita. Se non la chiami inettitudine...

Ma prendiamo anche il caso di Eveline (Dubliners, Joyce). Nonostante vivesse in lei un ardente desiderio di fuggire, di cambiare vita e di riscattarsi, quando le si presenta la tanto agognata occasione ne fugge via. Ecco io sono perfettamente come lei e, se fossi appertenuto al gentil(?) sesso, di sicuro avrei adottato il suo nome come nickname.


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vetro
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Messaggi: 1215

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 19:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quello che non capisco è come fai a ragionare cosi' bene e a sentirti un inetto.Dovresti avere piu' autostima,gia' solo per questo.

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clizia
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Messaggi: 346
Residenza: In the clouds...

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 19:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Senti,
che ti devo dire....io non sto facendo polemica, sto solo cercando di farti vedere le cose da una prospettiva diversa da cui le guardi tu, totalmente pessimista e priva di speranze.
La letteratura è comunque un'interpretazione della realtà da parte di uomini con sensibilità diverse, non è mica una verità assoluta!!
Anche se tutti gli inetti della letteratura soccombessero di fronte alla forza dei cosiddetti vincenti, questo non vuol dire che il tuo destino sia già scritto da un'opera letteraria o che ricalcherà - quasi a mo' di profezia - quella di un personaggio letterario! La fine o la mediocrità dei personaggi sveviani non deve essere la scusa per identificarti totalmente con loro o per sentirti già sconfitto in partenza...
La letteratura ci aiuta a riflettere sulla vita, punto, e non può essere usata come filtro deformante per leggere il proprio destino come se fosse già scritto dalle parole dei grandi autori.

E poi credo nelle vie di mezzo: esistono solo INETTI o VINCENTI?

Persone che non si riconoscono in queste facili e vacue categorizzazioni ci sono e, capaci di trovare soluzioni a cui forse tu non hai pensato.
Volersi integrare è un conto, ma non trovo nemmeno proficuo svalutarsi e darsi sempre addosso, rinnegare i propri ideali per emulare qualcosa che nell'intimo non ti piace e non ti appartiene.
Forse il vero segreto sta nell'avere personalità e imparare ad affrancarsi dai modelli esterni per ricercare a fondo la propria identità.

E poi io ne conosco tanta di gente che riesce ad essere positiva e vivere senza conformismo, senza per questo condurre giorni da reietto e escluso come potresti pensare tu.

Se a 18 anni hai già bruciato il senso della possibilità credo che la vita possa apparirti solo sterile.
Posso darti un consiglio? esci dal tuo paesello, prendi lo zaino e girati l'Europa questa estate, invece di vivere la vita con un senso di fatale ineluttabilità...così facendo l'inettitudine potrebbe anche diventare una scusa per non fare lo sforzo di uscire dal guscio, convinto che la vita sia solo un aut-aut: o stronzi, o perdenti.
Ma non è così.
E poi è tutto relativo, a partire dalla propria scala di valori e ideali: vincenti rispetto a cosa?

Io, comunque, cercavo di incoraggiarti, portandoti ad esempio la De Beauvoir con la sua esperienza, rammentandoti la favole del brutto anatroccolo, ma non mi sembri molto ben disposto con chi cerca di farti vedere più positivamente le cose, le tue qualità e potenzialità...
Adesso sarei io la polemica...mah Rolling Eyes

ps: il viaggio è lo strumento migliore per ampliare le proprie prospettive e per capire che ci sono tanti modi di stare al mondo, oltre che per decentrarsi e per relativizzare quei modelli sociali opprimenti con cui quotidianamente abbiamo a che fare. Impararemmo così a capire che il concetto di normalità non ha quel valore così assoluto, come tendiamo a credere quando non conosciamo altro di diverso


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AlfonsoNitti
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Residenza: Sprofondato nella solitudine

MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 19:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

clizia ha scritto:
Posso darti un consiglio? esci dal tuo paesello, prendi lo zaino e girati l'Europa questa estate, invece di vivere la vita con un senso di fatale ineluttabilità...così facendo l'inettitudine potrebbe anche diventare una scusa per non fare lo sforzo di uscire dal guscio, convinto che la vita sia solo un aut-aut: o stronzi, o perdenti.
Ma non è così.
E poi è tutto relativo, a partire dalla propria scala di valori e ideali: vincenti rispetto a cosa?


Facile a dirsi, arduo a farsi. Inoltre mi sembra di aver parlato fino ad ora a vuoto Mad !!!!!!!!! Inettitudine, inettitudine... Quello di cui ho bisogno ora è di aiuto, ma non so come fare per riceverne. Vorrei veramente cambiare, ma non so come fare. Quella del viaggio sarebbe un'ottima idea, ma se fino ad ora ho rifiutato anche le minime occasioni che mi si presentavano davanti, come potrei affrontare un viaggio da solo? Finirei a vagare di città in città come un apolide fantasma ramingo. Avessi almeno un'anima pia da affiancarmi durante le mie peripezie, ma sono e rimango solo. E' tempo di cambiare, perchè più tempo passa e più ne perdo, ma non riesco a vedere la fine del tunnel della solitudine, dell'inettitudine, della depressione. Purtroppo il mio caro Jay Gatsby aveva torto: il passato non si può rivivere.

P.S.: No, non credo nell'ideale oraziano dell'aurea mediocritas, dell'"ottima condizione intermedia". Aut aut, sono sempre stato così, o esagero o scarseggio, sempre drastico.


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vetro
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MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 20:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Almeno decidi il tipo di aiuto di cui necessiti visto che ne hai preso coscienza.Ne hai una vaga idea?

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MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 20:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

vetro ha scritto:
Almeno decidi il tipo di aiuto di cui necessiti visto che ne hai preso coscienza.Ne hai una vaga idea?


Sì, come ho detto avrei bisogno di qualcuno che mia dia una bella scossa, che mi facesse "guarire" dall'inettitudine... (e qui potrebbe riaprirsi la polemica sul rapporto malattia-sanità e che i veri malati sono in realtà quelli che consideriamo sani e via dicendo, ma non mi ci dilungo). Comunque accoglierei a braccia aperte QUALSIASI tipo di aiuto.
In altre parole, voglio finalmente vivere, voglio cambiare.


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MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 21:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

AlfonsoNitti ha scritto:

P.S.: No, non credo nell'ideale oraziano dell'aurea mediocritas, dell'"ottima condizione intermedia". Aut aut, sono sempre stato così, o esagero o scarseggio, sempre drastico.


E invece, secondo me, dovresti crederci un po'.

Io te lo dico: in 21 anni (tale è la mia età) di mentalità DRASTICA non ho mai cavato nulla di buono...

Fidati: la vita è un gioco. E' molto meno complessa di quello che noi crediamo. E soprattutto non pensare che per gli altri siano tutte rose e fiori. C'è gente circondata da amici che si sente più sola di un eremita.

Il consiglio che voglio darti, quindi, è questo: smettila quanto prima di pensare in bianco e nero.

E seconda cosa: perchè non vai a fare l'università in qualche altra città?
Cambiare aria potrebbe solo farti bene.

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MessaggioInviato: Tue Jun 10, 2008 21:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

MarcheseDelGrillo ha scritto:
AlfonsoNitti ha scritto:

P.S.: No, non credo nell'ideale oraziano dell'aurea mediocritas, dell'"ottima condizione intermedia". Aut aut, sono sempre stato così, o esagero o scarseggio, sempre drastico.


E invece, secondo me, dovresti crederci un po'.

Io te lo dico: in 21 anni (tale è la mia età) di mentalità DRASTICA non ho mai cavato nulla di buono...

Fidati: la vita è un gioco. E' molto meno complessa di quello che noi crediamo. E soprattutto non pensare che per gli altri siano tutte rose e fiori. C'è gente circondata da amici che si sente più sola di un eremita.

Il consiglio che voglio darti, quindi, è questo: smettila quanto prima di pensare in bianco e nero.

E seconda cosa: perchè non vai a fare l'università in qualche altra città?
Cambiare aria potrebbe solo farti bene.


Beh, certa gente potrà anche sentirsi sola ed essere circondata da migliaia di amici, ma almeno qualcuno ce l'ha!! Pensa a me che invece non ho nessuno.

L'università devo per forza andarla a fare altrove, da me non c'è! Quello che mi fa rabbia è tutto il tempo che ho perso e che non riavrò mai più. E non consolatemi dicendo che ho ancora tanto tempo. Ma per favore...

E comunque, per ciò che riguarda l'aurea mediocritas, non posso farci niente, sono fatto così...


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