Registrato: Apr 15, 2007 Messaggi: 1036 Residenza: Roma
Inviato: Thu Jun 26, 2008 11:17 am Oggetto:
Alucard ha scritto:
Marlene Kuntz - Nuotando nell'aria
Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo momento
è la tua pelle ciò che sento nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente, tremante, ardente:
il cuore domanda cos'è che manca
perchè si sente male, molto male, amando, amando, amandoti ancora.
Nel letto, aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso e non mi basta
nuotare nell'aria per immaginarti: se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile, dovresti credermi,
sentirti qui con me perchè tu non ci sei.
Mi piacerebbe sai, sentirti piangere,
anche una lacrima, per pochi attimi.
Mi piacerebbe sai...
Bellissima questa...
_________________ PENSARE UN PO' DI MENO....AGIRE UN PO' DI PIU'
Registrato: Apr 15, 2007 Messaggi: 1036 Residenza: Roma
Inviato: Thu Jun 26, 2008 11:27 am Oggetto:
giova88 ha scritto:
[b]Modena City ramblers - Ebano (canzone che si commenta da sola)
Grandissimi i Modena City Ramblers( specialmente i primi album ) ; hai citato un gruppo che adoro!
Ebano è molto bella ma c'è di meglio secondo me loro: Ninnananna , Qualche Splendido giorno, cent'anni di solitudine, morte di un poeta ...
Ma ti consiglio in particolare tutto il CD "raccolti" : registrato live al "Sisten Irish Pub" di Novellara nel 1998 ; è un capolavoro!
C'è anche la mia preferita in assoluto li "in un giorno di pioggia" canzone dedicata alla terra irlandese di cui riporto il testo
Addio, addio
e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda
e alle nuvole gonfie
un nodo alla gola ed un ultimo sguardo
alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto
un sorso di birra per le verdi brughiere
e un altro ai mocciosi coperti di fango
un brindisi anche agli gnomi e alle fate
ai folletti che corrono sulle tue strade
Hai fianchi robusti di una vecchia signora
e i modi un po' rudi della gente di mare
ti trascini tra fango, sudore e risate
e la puzza di alcol nelle notti d'estate
e un vecchio compagno ti segue paziente
il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi
ti culla leggera nelle sere d'inverno
e ti riporta le voci degli amanti di ieri
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
e il vento dell'ovest rideva gentile
in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra,
hai il passo pesante di un vecchio ubriacone,
ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno
e ti copri di rosso e fiorisci d'estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere,
si addormentano soli sognando i tuoi cieli,
si ritrovano persi in paesi lontani
a cantare una terra di profughi e santi.
E' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta,
il vento dell'ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora
e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini,
balleremo leggeri sull'aria di un Reel.
_________________ PENSARE UN PO' DI MENO....AGIRE UN PO' DI PIU'
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.
La domenica delle salme
Tentò la fuga in tram
verso le sei del mattino
dalla bottiglia di orzata
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
il poeta della Baggina
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
riuscì a salvarsi dalla sua barba
un pettirosso da combattimento
I Polacchi non morirono subito
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
i trafficanti di saponette
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
la scimmia del quarto Reich
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
la piramide di Cheope
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista
La domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘’tua culpa’’
affollarono i parrucchieri
Nell’assolata galera patria
il secondo secondino
disse a ‘’Baffi di Sego’’ che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l’amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
il ministro dei temporali
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
voglio vivere in una città
dove all’ora dell’aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile
La domenica delle salme
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
quant’è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare
Gli ultimi viandanti
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz’oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l’Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo
La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c’erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
Smisurata preghiera
Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al disopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità di verità
per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere.
_________________ I cuori che si uniscono per mezzo del dolore non saranno separati dalla gloria della gioia.e L'amore lavato dalle lacrime rimane eternamente puro e bello.
L'ultima modifica di animaSola il Fri Oct 10, 2008 10:10 am, modificato 1 volta
Registrato: Mar 27, 2008 Messaggi: 373 Residenza: In the clouds...
Inviato: Fri Jun 27, 2008 13:30 pm Oggetto:
A me piacciono in blocco tutti i testi di De Andrè (i migliori in assoluto), però visto che è già stato stra-citato, posto un testo di Branduardi, visto che scrive delle canzoni molto poetiche ma non l'ho mai sentito nominare da nessuno qua.....
Ecco un brano molto bello e suggestivo:
Ballo in Fa diesis minore
Sono io la morte e porto corona,
io Son di tutti voi signora e padrona
e così sono crudele, così forte sono e dura
che non mi fermeranno le tue mura...
Sono io la morte e porto corona,
io son di tutti voi signora e padrona
e davanti alla mia falce il capo tu dovrai chinare
e dell 'oscura morte al passo andare.
Sei l'ospite d'onore del ballo che per te suoniamo,
posa la falce e danza tondo a tondo
il giro di una danza e poi un altro ancora
e tu del tempo non sei più signora.
_________________ Ma resiste/ e vince il premio della solitaria/
veglia chi può con te allo specchio ustorio/che accieca le pedine opporre i tuoi/ occhi d’acciaio.
Registrato: Oct 07, 2006 Messaggi: 59 Residenza: centro
Inviato: Sat Jun 28, 2008 13:50 pm Oggetto:
COMICI SPAVENTATI GUERRIERI - ROBERTO VECCHIONI
Hanno treni fermi e una stazione
persa tra il cielo e il mare
hanno la prima metà di una canzone
l'altra metà da ritrovare
Hanno le vostre fandonie nelle orecchie
conoscono le vostre facce di culo
madri piene di tranquillanti
padri che vanno sul sicuro
I ragazzi nascondono lacrime sospese
come gatte gelose dei figli
hanno un bagaglio di speranze deluse
come onde che s'infrangono sugli scogli
Hanno un mondo che avete storpiato ingannato tradito massacrato
hanno un piccolo fiore dentro
che c'è da chiedersi com'è nato
e cercano di amare
domani come ieri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e cercano di amare come uomini veri
questi miei piccoli comici
spaventati guerrieri
non azzardatevi a toccarli mai
non azzardatevi a giudicarli
tirate via le vostre sporche mani
non confondetevi coi loro sogni
continuate a costruire un mondo perfetto
dove potete specchiarvi
i poeti non saranno anche nessuno
ma hanno il potere di sputtanarvi
e vorrebebro amare
domani come ieri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e vorrebbero amare
come uomini veri
questi miei piccoli comici spaventati guerrieri
e vorrebebro amare
volare sui loro pensieri
questi miei piccoli comici
questi miei piccoli comici
questi miei piccoli comici
spaventati guerrieri
....mi rispecchio molto in questa canzone, quando l'ascolto sento la rabbia contro questo sistema. La stessa rabbia che provo io e sono contenta che almeno qualcuno si schiera dalla parte di noi giovani.....
_________________ La mente è l'ostacolo tra te e la realtà, e a causa di questa barriera resti confinato in una cella oscura dove nn arriva mai luce, e dove nn potrà mai penetrare gioia alcuna. -OSHO-
Registrato: Sep 01, 2007 Messaggi: 858 Residenza: Nord
Inviato: Sun Jul 20, 2008 20:29 pm Oggetto:
Delta V Milla sensi
Lei vive sola dentro a una stanza
Immaginando di poter vivere senza
Il nostro mondo questa paura
Del giorno chiaro oppure della notte scura
La stanza è buia non c’è rumore
Non entra l’odia ma non passa neanche amore
Non vede niente non può sentire
Non vuole vivere per non dover morire
Quelli come te che si fermano su un se
Che hanno smesso di rincorrersi
Non si troveranno più
Sei come me anche se non lo sai
E non puoi cambiare il mondo
Sei come me ma non vuoi dirlo mai
E stai già toccando il fondo
Lei vive persa dentro alle cose
Della sua testa non è ferma e non si muove
È ancora sola dentro alla stanza
Non vuole uscire ma non sa più cosa pensa
Lei non può aprire quella porta
Lei vive sola in quella stanza
_________________ è uno strano dolore....morire di nostalgia per una cosa che non vivrai mai...
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