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fobiasociale.com :: Leggi argomento - disturbo evitante di personalità
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disturbo evitante di personalità
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Disturbo evitante di personalità
Autore Messaggio
microcosmo
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Registrato: Sep 22, 2006
Messaggi: 229
Residenza: Ferrara

MessaggioInviato: Wed Jun 11, 2008 16:54 pm    Oggetto: Re: disturbo evitante di personalità Rispondi citando

Principessa ha scritto:
Cosa sarebbe di preciso?


Quando uno risolve i suoi problemi di ansia verso le situazioni evitandole,
fino ad arrivare a rinunciare a tutto e a vivere come un eremita...
...sempre che quella dell'eremita sia ancora una vita...

In pratica l'evitante disprezza e ghettizza se stesso, fa l'apartheid di sé stesso.
Non ha pietà x se stesso, è il suo primo carceriere.

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IperBo
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Registrato: May 10, 2008
Messaggi: 208
Residenza: Bologna

MessaggioInviato: Sat Jun 28, 2008 08:29 am    Oggetto: Rispondi citando

quindi....quali sono le differenze tra la fobia sociale e il disturbo evitante di personalità???????


_________________
"Siamo tutti rassegnati alla morte; è alla vita che non arriviamo a rassegnarci" (Graham Greene)
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infelice1
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Registrato: Jun 26, 2008
Messaggi: 103

MessaggioInviato: Sat Jun 28, 2008 12:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

knulp ha scritto:
Le caratteristiche essenziali del Disturbo Evitante di Personalità sono una modalità diffusa di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza e ipersensibilità al giudizio degli altri.
I pazienti con disturbo evitante hanno un forte desiderio di stabilire relazioni intime con gli altri a cui si accompagna una costante paura di essere criticati, disapprovati o rifiutati. Considerano le reazioni negative degli altri come giustificate, senza riuscire a formulare ipotesi alternative.
I pazienti evitanti non hanno criteri interiori con cui giudicare se stessi in modo positivo; al contrario, confidano unicamente nella percezione dei giudizi degli altri. Interpretano il rifiuto come causato esclusivamente dalla loro inadeguatezza e questo confermerebbe la loro convinzione di non essere amabili. La prospettiva del rifiuto è talmente dolorosa e inaccettabile che preferiscono tenersi a distanza dalle persone che, avvicinandosi, potrebbero scoprire la loro reale natura (negativa).
Ne consegue la tendenza ad evitare e a fuggire i rapporti con gli altri, soprattutto se essi implicano un certo coinvolgimento emotivo. L’evitamento, se da un lato allevia stati d’animo negativi legati al timore di sentirsi imbarazzato e umiliato in presenza di altri, dall’altro conduce al ritiro in una solitudine vissuta con tristezza. Il paziente evitante, infatti, soffre spesso di depressione. Una volta solo, intraprende attività che momentaneamente lo gratificano e lo proteggono dal contatto interpersonale. Tuttavia, quando prende consapevolezza che questo è il segno dell’incapacità a vivere una vita come gli altri, si deprime profondamente.
Un’emozione centrale del disturbo evitante è la vergogna: le situazioni sociali devono essere evitate perché è lì che le loro inadeguatezze sono esposte alla vista di tutti. I pazienti evitanti possono agire con inibizione, avere difficoltà a parlare di sé e trattenere sentimenti intimi per timore di esporsi, di essere ridicolizzati o umiliati.
Spesso la diagnosi può essere confusa con quella di fobia sociale, ma il disturbo evitante prevede un sentimento di ansia generalizzato a tutte le interazioni con gli altri e un forte senso di estraneità rispetto al mondo esterno, che in genere non riguarda i social fobici. Gli evitanti si sentono come alieni sulla terra, diversi dagli altri, incapaci di condividere i loro sentimenti, distanti, inferiori; è come se vedessero la vita degli altri scorrere dietro a un vetro, ma si rendessero conto che loro non saranno mai “dentro” a quella vita “normale”.
Il disturbo evitante di personalità non ha un’ottima prognosi, ma risponde abbastanza bene alla terapia cognitivo-comportamentale a medio-lungo termine (da 1 a 2 anni).

fonte:http://www.ipsico.org/disturbo_evitante_di_personalit%E0.htm


io sono cosi, identico,mai letto prima qualcosa che mi faceva rispecchiare cosi bene..
ma uno cosi per sperare di guarire secondo voi deve per forza un giorno o l'altro affidarsi a cure psichiatriche?

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pain
Esperto
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Registrato: Nov 03, 2007
Messaggi: 646
Residenza: Domodossola

MessaggioInviato: Sat Jun 28, 2008 21:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

se ti spari in bocca ti passa subito, io ke sono nella tua identica situazione aspetto sl qualcuno ke prema il grilletto, non temo neanke piu la morte ormai

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infelice1
Intermedio
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Registrato: Jun 26, 2008
Messaggi: 103

MessaggioInviato: Sun Jun 29, 2008 13:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

pain ha scritto:
se ti spari in bocca ti passa subito, io ke sono nella tua identica situazione aspetto sl qualcuno ke prema il grilletto, non temo neanke piu la morte ormai


per adesso non accetto che vada a finire cosi dentro di me ho voglia di vivere mi fa incazzare che mi devo togliere dall'esistenza mentre gli altri continuano a godersi la vita,preferisco soffrire ancora e credo di aver capito anche perche' qui dentro nessuno si ammazza,perche' ci siamo abituati a soffrire,mentre chi si uccide sono quelli dalla vita normale e ad un tratto gli capita qualcosa che lo fa soffrire e non riesce a gestire la situazione,noi non avendolo fatto molto tempo fa forse non lo facciamo piu'

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Emeraldweapon
Principiante
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Registrato: Aug 12, 2008
Messaggi: 2

MessaggioInviato: Tue Aug 12, 2008 01:19 am    Oggetto: Rispondi citando

ho 16 anni. Io da poco ho scoperto che tutti questi sintomi che ho avevano un nome,

io credo di sapere come mai sono diventato cosi': io da piccolo ero molto socievole e non avevo timore a parlare, fino a quando non sono passato alle elementari, tormentato da 4 ragazzi + 1 femmina, per tutta la giornata(anche durante le lezione)ogni giorno per 5 anni, sono stato insultato per il mio aspetto mi davano calci, mi disturbavano(nemmeno mi facevano studiare) e gli insegnanti non facevano niente, anche i miei genitori sapevano che avevo questi problemi, ma non hanno potuto fare qualcosa, colpa degli insegnati preside compreso!, poi mi sono rotto ho cambiato scuola, poi il preside ha detto: non è necessario che cambi scuola possiamo sempre cambiarti classe! come se cambiasse qualcosa!, tutti in quella scuola sene fregavano di me!.

comq io non ho intenzione di dargli 1 altra millesima soddisfazione non ho intenzione di suicidarmi, io voglio vivere per la mia passione: il computer e i video games, e le console!. anche a me avvolte ho attacchi di depressione ma poi passano Very Happy , oppure sono sempre in depressione ma e come se non lo sentissi quel peso che ho nella testa?

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pard
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Messaggi: 603

MessaggioInviato: Tue Aug 12, 2008 11:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Con Internet, molta gente e` solo pigra. Incluso me stesso. Uno potrebbe avere una vita decente se ci provasse, ma stare a cazzeggiare tra chat forum e giochi e` piu` semplice e piu` appagante se non si hanno gia` ottimi amici con cui condividere qualcosa.
I "disturbi" vanno diagnosticati solo da professionisti abilitati e comunque solo in casi ovvi (nel caso dell'APD, costante ansia con manifestazioni fisiologiche debilitanti) perche` la conseguenza logica e` iniziare a prendere pillole, quindi e` meglio che ce ne sia davvero bisogno o si rischia di peggiorare la situazione. E sempre tenendo conto che queste malattie sono 50% scienza e 50% marketing farmaceutico.
C'e` gente che non ha niente piu` di semplice timidezza, normale introversione, scarsa autostima, ma ancora pensa in termini di "pillola della felicita`" piuttosto che fronteggiare problemi comuni.


_________________
(scusate la brutalita`)
.
. . . . . . pardo
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Tristan
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Registrato: May 30, 2008
Messaggi: 653
Residenza: Ortaggiolandia

MessaggioInviato: Tue Aug 12, 2008 11:26 am    Oggetto: Rispondi citando

pard ha scritto:
Con Internet, molta gente e` solo pigra. Incluso me stesso. Uno potrebbe avere una vita decente se ci provasse, ma stare a cazzeggiare tra chat forum e giochi e` piu` semplice e piu` appagante se non si hanno gia` ottimi amici con cui condividere qualcosa.
I "disturbi" vanno diagnosticati solo da professionisti abilitati e comunque solo in casi ovvi (nel caso dell'APD, costante ansia con manifestazioni fisiologiche debilitanti) perche` la conseguenza logica e` iniziare a prendere pillole, quindi e` meglio che ce ne sia davvero bisogno o si rischia di peggiorare la situazione. E sempre tenendo conto che queste malattie sono 50% scienza e 50% marketing farmaceutico.
C'e` gente che non ha niente piu` di semplice timidezza, normale introversione, scarsa autostima, ma ancora pensa in termini di "pillola della felicita`" piuttosto che fronteggiare problemi comuni.

Particolarmente oggi mi sento di dire: sante, sante parole.

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Tristan
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Registrato: May 30, 2008
Messaggi: 653
Residenza: Ortaggiolandia

MessaggioInviato: Tue Aug 12, 2008 14:01 pm    Oggetto: Re: disturbo evitante di personalità Rispondi citando

Principessa dall'aldilà ha scritto:
Cosa sarebbe di preciso?

Gli è quando ti vorresti evitare.

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calitelo
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Registrato: Jul 14, 2008
Messaggi: 177

MessaggioInviato: Tue Aug 12, 2008 14:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma che cacchio vi volete evitare, andate dritto e buttate giù chiunque vi sbarri la strada Very Happy


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dopo quanti giorni tornerà animasolfa?
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