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approccio costruttivo
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Timidezza
Autore Messaggio
valevale
Esperto
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Registrato: Dec 11, 2006
Messaggi: 573

MessaggioInviato: Mon Jun 11, 2007 18:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Io ho lottato anni ed anni....
ed ho violentato me stessa costringendomi a fare, uscire, reagire, anche a costo di uscire sempre con lo stesso vestito, di aver paura a stare in messo alla gente, sopportnado giramenti di testa, ansie, e nn vado nello specifico....

Ho provato a farmi aiutare...psicologi, fiori di bach,....ma nulla da fare...

Questo fino a quando ho iniziato la terapia farmacologica che mi ha fatto tornare a VIVERE.

Insomma, nn sono stata mai con le mani in mano.

X alcuni casi magari hai ragione,
ma x altri ti assicuro che nn si tratta di mancanza di coraggio...
si tratta di una malattia che come tutte la malattie va curata.


_________________
Non si devono mai fare progetti,
soprattutto per il futuro
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cantiniere
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Registrato: Feb 27, 2006
Messaggi: 485

MessaggioInviato: Mon Jun 11, 2007 19:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

è di nuovo asceso
era qui per salvarci, non per discutere

Razz

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Registrato: Apr 15, 2007
Messaggi: 1000
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Mon Jun 11, 2007 19:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

cantiniere ha scritto:
è di nuovo asceso
era qui per salvarci, non per discutere

Razz

Very Happy Very Happy Very Happy


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Spoon
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Registrato: Feb 17, 2007
Messaggi: 475
Residenza: Quasi romagna !

MessaggioInviato: Mon Jun 11, 2007 22:23 pm    Oggetto: Re: approccio costruttivo Rispondi citando

filosofo ha scritto:
Non scrivo da circa un anno su questo forum.
Ultimamente sto leggendo le vostre discussioni, per vari motivi, tra i quali quello di verificare - per contrapposizione - quanta strada ho fatto.

Ne ho fatta, effettivamente.

Su questo forum rilevo una stortura di fondo, ovvero la mancanza di un approccio costruttivo.

Taglio corto, si parla di problemi piuttosto che di soluzioni.

Si casca sistematicamente su temi "ostici" quali l'approccio verso l'altro sesso, il sabato sera, ecc. ecc.
Quasi ci si vanta del fatto di essere vergini, di stare a casa, ecc.

Queste sono bugie raccontate a se stessi, decine, centinaia di volte, sino ad autoconvincersi.
Meccanismo di difesa relativamente efficace.

Andiamo oltre....

Stampiamoci bene in menti queste verità
- il mondo non si adegua a noi, siamo noi a doverci adeguare a lui; pena l'emarginazione
- un passo dietro l'altro, e si scala anche la montagna più alta
- abbiamo dei problemi? No, abbiamo delle situazioni da risolvere


Ci si conforta nello sconforto, su questo forum.
E non va bene.
Non serve a niente, anzi, è deleterio.
Non si fa un passo avanti, se ne fanno due indietro.

Diventa abitudine, le abitudini generano comfort e il gioco è fatto. Ma questo gioco è da buttare. Cambiamo gioco.

Sento parlare di farmaci, e non di soluzioni per affrontare e conseguentemente ridurre la timidezza con le proprie forze.

Si possono fare enormi passi avanti, cazzo!
io in un anno ho fatto cose che non ho fatto in 20.
Ultimo, cronologicamente parlando, l'organizzazione del mio compleanno, con 36 persone e due gruppi che suonano.
Io il compleanno non l'ho mai festeggiato.
Sono ancora un pò timido, certo, però sempre di meno.

Qual è il punto, ragazzi?
Un passo alla volta.

Non riusciamo a fare una cosa?
proviamo una volta
poi due
tre... e alla terza andrà sicuramente meglio
poi quattro
cinque
sei
sette...finché diventerà parte di noi, la faremo con naturalezza.
Sarà qualcosa di nostro, benché acquisito.

E poi passeremo alla successiva, seguendo la stessa logica.
E via così

Un passo dietro l'altro, senza mai fermarsi.
Sistematicamente
Il cambiamento è il sale della vita, e possiamo dirigerlo.
Possiamo essere creature delle circostanze o creatori delle circostanze.

Tutti noi abbiamo la possibilità di esercitare il nostro potere:
- abbiamo il potere di influenzare le persone che ci stanno accanto, di modificare i loro stati emotivi, di lasciare una traccia di noi.
E questo potere possiamo accrescerlo: se ora seguiamo, tra qualche tempo potremmo guidare.

Però bisogna mettersi in discussione, osare, guardare il lato positivo delle cose, imparare dagli errori, impegnarsi sistematicamente, senza cedimenti.

Faccio un esempio personale:
3 anni fa avevo la possibilità di fare un intervento a una festa politica; mi cagavo addosso, c'era un ragazzo che mi sponava, ma l'avevo mandato a stendere e mi ero allontanato da lì.
Potevo parlare in radio, e non l'ho fatto.

Quest'anno ho organizzato e presentato due conferenze.

Miracolo? No di certo. Questione di palle..
E come ce l'ho fatta io possono farcela tutti.


Che ne dite di cambiare il tenore dei topic?
Di fare di questo forum un veicolo di sprone piuttosto che un circolo di persone tristi?

Io getto il sasso, e lo getto solo una volta.

"L'autocompatimento è l'oppio dei deboli". Un aforisma di Napoleon Hill.
E' vero.

Possiamo scegliere di restare deboli, possiamo scegliere di diventare forti.


Marco

GRANDE , secondo me hai centrato il punto e la penso al 100% come te , anzi ti dirò di + , chi trova SCUSE "contro" quello che hai detto non ha veramente letto e capito il tuo messaggio , cioè chi ancora sostiene tutte stè MINCHIATE che non dipende solo dalla volontà ma ci son cose che .... bla-bla e trallalablabla.... ancora è uno che si piange adosso e non ha capito un CAZZO !
Non lo metto in dubbio che non conta solo la volontà e ci sono anche altri fattori che incidono, xrò se uno vuole VERAMENTE uscire dal proprio malessere e AFFRONTARE i suoi problemi , non si piange adosso e non trova scuse ,ma inizia un passo alla volta a lovorare su di se.
Se questo deve essere un sito x l'autocommiserazione e il suo sostegno , allora bisognerebbe cambiargli il nome .
Mi scuso con tutti quelli che posso involontariamente aver offeso con quello che ho scritto, ma io non voglio offendere , quindi se le mie parole le prendete come un offesa è un problema vostro.

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valevale
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Registrato: Dec 11, 2006
Messaggi: 573

MessaggioInviato: Tue Jun 12, 2007 09:57 am    Oggetto: Rispondi citando

L_Uomo_Camminante ha scritto:
valevale ha scritto:
Io ho lottato anni ed anni....
ed ho violentato me stessa costringendomi a fare, uscire, reagire, anche a costo di uscire sempre con lo stesso vestito, di aver paura a stare in messo alla gente, sopportnado giramenti di testa, ansie, e nn vado nello specifico....

Ho provato a farmi aiutare...psicologi, fiori di bach,....ma nulla da fare...

Questo fino a quando ho iniziato la terapia farmacologica che mi ha fatto tornare a VIVERE.

Insomma, nn sono stata mai con le mani in mano.

X alcuni casi magari hai ragione,
ma x altri ti assicuro che nn si tratta di mancanza di coraggio...
si tratta di una malattia che come tutte la malattie va curata.


Ti quoto in pieno,cara Vale: trattasi di malattia e come tale va trattata,con farmaci adatti, sei veramente intelligente!
Ma non ho capito, perchè dovevi uscire sempre con lo stesso vestito? Rolling Eyes Rolling Eyes Rolling Eyes


X FILOSOFO:
vedo che non rispondi a quanto ti ho chiesto sopra, come mai?



In quel periodo della mia vita soffrivo di binge eating disorder ed ero un pò in sovrappeso, mi rifiutavo e rifiutavo di andare a comprare vestiti...
quelli che avevo mi andavano stretti e così mettevo quelli che mi entravano...sempre i soliti....e nonostante questo mi vestivo, uscivo ed andavo all'univesità e a fare esami....nn mi pare la descrizione di una ragazza che nn lotta!!!!
Dopo cominciai anche ad avere ansia e panico....così la decisione di andare da un medico specialista.....l'avessi fatto prima!!!!!!


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MessaggioInviato: Tue Jun 12, 2007 14:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' interessante questa cosa della forza di volonta' e della voglia di scalare la montagna.
Mi pare che molti considerino la fobia sociale come timidezza estrema, introversione o insicurezza. Questi fattori dell’età evolutiva sono comuni a qualsiasi essere umano, chi più e chi meno. La maggior parte degli individui, con la crescita, perde o riconsidera questi elementi. L’emotività rimane ma cambia come essa viene percepita.
Il problema della fobia sociale mi pare nascere durante la fase in cui queste insicurezze portano sintomi fisici più o meno rilevanti. Quando questi sintomi sono ripetuti per lungo periodo, divengono automatici.
Ho l’impressione che questa fobia sociale, che deriva certamente dalla timidezza, rimanga come il solo manifestarsi dei sintomi. Cioè la timidezza adolescenziale può sparire, ma rimane il sintomo che questa provocava e che ora si manifesta in maniera automatica.
Ecco che allora trovo possibile risolvere situazioni di timidezza, insicurezza o ansia con approcci che richiedono crescita dell’autostima, motivazione o correzione della personalità. Allora scalare la montagna a piccoli passi va bene.
Non mi è per nulla chiaro come eliminare i sintomi della fobia. Che non sono piu' legati alla sola timidezza ma alla paura che il sintomo si manifesti nel momento in cui svolgiamo un’azione sociale. Insomma la paura e' per il sintomo e non per la situazione. Qui ogni piccolo passo è uno scivolone.
Per scalare la montagna bisogna avere la convinzione di riuscirci, non ho mai sentito nessuno scalare una montagna senza convinzione. Purtroppo la convinzione non nasce dal nulla ma da una possibilità di riuscita. Quando vedrò una possibilità probabilmente comincerò a salire.

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