Una notte nella vita di una ex rock star Pakistana che oggi vende caffè su un carretto per le strade di New York. Fotografia direi eccellente della città di notte e rappresentazione realistica di un altro lato della grande mela o di una città moderna, diverso e forse opposto ai film drammatici di crimine o da quelli stile wall street, mostrando la solitudine senza colpi di scena, finali a lieto fine o speranze e grandi cambiamenti, un pò come in molte vite forse.
E' senza dubbio il capolavoro di Allen e una pietra miliare della cinematografia.
Lo considero persino nettamente migliore di “Io e Annie”
Affascinante e sconvolgente l'uso del bianco e nero che trasforma New York in un personaggio centrale del film, memorabile la fotografia della panchina sul ponte del Queensboro, con Allen e la Keaton seduti a parlare a notte fonda. Un romantismo raffinato, che non scade mai nelle banalità favolesche di tanti altri film. un film da vedere e rivedere, capace di rissolvarti nei momenti più neri. Un antidoto contro la depressione.
RECENSIONE:
In questo poema d'amore per una Manhattan interiorizzata e sognata, calata nel sublime bianconero di Gordon Willis e accarezzata dalle canzoni di George Gershwin, più che la vicenda contano i personaggi e il tono con cui sono raccontarti.
Commedia romantica solo in apparenza. Manhattan, uno dei film più riusciti di Woody Allen, è in realtà un’amara riflessione sul cinismo e la superficialità dei rapporti umani e sullo spregiudicato balletto degli accoppiamenti. I dialoghi sofisticati, lo humour sferzante celano, ma mai fino in fondo, l’incapacità di misurarsi con la verità dei sentimenti più autentici, salvandosi solo con la forza delle parole (incredibile la pervicacia con cui gli uomini insistono a lasciare le loro compagne sostenendo che è per il loro bene).
Dramma in cadenze leggere di commedia: la summa di W. Allen di cui è per molti critici e spettatori il film preferito, quello che resterà.
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
Attori: Colin Farrell, Brendan Gleeson, Ralph Fiennes, Clémence Poésy, Jérémie Renier, Thekla Reuten, Jordan Prentice, Eric Godon
Genere: Azione, Commedia
Trama: In Bruges è stato girato nell’omonima cittadina belga, la località medievale meglio conservata del Paese, un punto di ritrovo per i viaggiatori di tutto il mondo.
Ma per i killer a pagamento Ray (Colin Farrell) e Ken (Brendan Gleeson), potrebbe anche rappresentare la loro ultima meta.
Un lavoro andato storto ha portato il loro boss londinese (Ralph Fiennes, due volte candidato agli Academy Award) ad ordinare ai due assassini, proprio prima del Natale, di recarsi nella storica città fiamminga per un paio di settimane ad aspettare che si calmino le acque.
Decisamente fuori posto nell’architettura gotica, nei canali e nelle strade con i sampietrini, i due killer riempiono le giornate facendo i turisti.
Ray, ancora sconvolto per il bagno di sangue a Londra, odia il luogo, mentre Ken, che mantiene uno sguardo paterno sulle azioni spesso divertenti e profane di Ray, ritiene che la sua mente e la sua anima vengano addolcite dalla bellezza e dalla serenità della città.
Ma più rimangono in attesa della chiamata di Harry, più la loro esperienza diventa surreale..
_________________ "Bisogna avere la forza per aprirsi e allo stesso tempo la cautela di trovare una persona "giusta"
poi le amicizie vanno coltivate...da entrambe le parti..." A.
Film d'intrattenimento, caruccio, che segnalo perché il protagonista (interpretato da Nicholas Cage) è molto depresso ed affetto da agorafobia. Tanto geniale nellla sua occupazione (che lo ha reso evidentemente ricco), quanto a disagio nella vita di ogni giorno. (cit wikipedia)
"Vede le nostre mani? Sono a pochi millimetri l'una dall'altra. Eppure per me è una distanza che non potrò mai colmare".
Nel 1998 destò scalpore la morte di Ramón Sampedro, un tetraplegico che lottò per anni per ottenere l'eutanasia ed elaborò un piano affinché non si riuscisse a sapere con certezza chi fosse il vero colpevole tra quelli che poi lo aiutarono a morire.
Questo film del 2004, diretto da Alejandro Amenábar e interpretato magistralmente da Javier Bardem, racconta la sofferenza di un uomo costretto all'immobilità assoluta da un'imprudenza giovanile, e del suo desiderio di porre fine a queste sofferenze. Desiderio che si scontra con l'ottusità delle leggi, ma anche col dolore dei suoi familiari.
Pochi centimetri da una mano che vorresti stringere... una distanza ridicola per tutti noi, un abisso insormontabile per chi, come Sampedro, è inchiodato in un letto senza poter muovere altro che la testa. Un cervello pensante ancorato in un corpo che non è più un corpo, ma solo una zavorra. Un'anima prigioniera di un involucro inanimato, che, a causa di questo, non può volare verso l'amato mare. Sampedro è consapevole della sua scelta. Ma allora, perché le istituzioni non lo lasciano morire? Chiesa, stato spagnolo, Europa, invocano principi etici dimenticando il libero arbitrio dell'uomo, ignorando la sua sofferenza.
Un film terribile, ma allo stesso tempo bellissimo. Se lo si guarda in originale ci sono anche momenti divertenti quando il fratello e il nipote di Sampedro si parlano in galiziano.
un film di fantascienza, dove un uomo devole trova una donna buona che si prende cura di lui e non lo abbandona mai
nonostante la trama esageratamente fantasiosa ed improbabile, un ottimo film
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Se non volete finire arrosto e senza soldi, no mex priv
Trama:Un gruppetto di ballerini agli ordini di Peter Collins, un isterico regista, sta provando un balletto di cui fa parte Alicia. In una sera di pioggia questa, recatasi con Betty (la sarta di scena) in un ospedale per una storta, vede in un letto Irving Wallace, uno squartatore di donne, finalmente arrestato e ora sotto controllo. Al rientro in teatro, Betty viene assassinata (è Wallace che, narcotizzato un infermiere, è fuggito e si aggira in città). Da quel momento il gruppo degli artisti passa ore di terrore nei vasti ambienti del teatro, poiché per ragioni di sicurezza il regista ha fatto nascondere la chiave della uscita di servizio e - morta subito colei che l'ha messa da qualche parte - la suddetta chiave non si trova. Purtroppo anche l'assassino ha fatto in tempo a penetrare nell'interno del vasto edificio: messosi un mascherone da barbagianni, egli elimina crudelmente uno ad uno tutti i presenti. All'alba non è rimasta viva che Alicia, più che scioccata dalla plurima tragedia, la quale però, dopo che la Polizia ha portato via i morti, torna in teatro per recuperare un suo prezioso orologio. Il maniaco sessuale, già dato per bruciato a suggello del massacro, è invece ancora vivo: il custode negro, che al mattino ha ripreso servizio, riesce ad ucciderlo con una rivoltellata tra gli occhi. Alicia è salva.
_________________ La sola arte di cui mi accontento è quella che, elevandosi dall'inquietudine,tende alla serenità
Non esiste notte tanto lunga che impedisca al sole di risorgere
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