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gruppi di autoaiuto
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Gruppi di auto aiuto
Messaggio Autore
Messaggiozero: Fri Dec 07, 2007 21:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato, il che implica l'inseguimento dell'idea di noi che abbiamo scolpita nella mente, e che conosciamo bene.

Un conto è fare raduni per cercare amici e una ragazza/o con cui andresti d'accordo. Quello vorrei farlo anch'io! Un altro è fare gruppo sperando di diventare estroversi.

Sei prigioniera della tua idea di te.
zero
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Messaggioharvest: Fri Dec 07, 2007 21:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

zero ha scritto:
Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato

Perfetto .
harvest
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Messaggiozero: Fri Dec 07, 2007 21:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

harvest ha scritto:

Perfetto .

Grazie.
zero
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MessaggioTheSorrow: Sat Dec 08, 2007 10:13 am    Oggetto: Rispondi citando

zero ha scritto:
Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato


riassumi in tre righe la situazione.. come già detto, perfetto.




















purtroppo ... Crying or Very sad
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Morire è alla portata di tutti, ma morire quando è necessario, denota coraggio.
TheSorrow
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Messaggiozero: Sat Dec 08, 2007 18:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sono solo supposizioni, non ho sperimentato niente e continuo a non essere felice. In questo stato quello che dico vale come quello che dice jacopo25 (nulla). Ma a volte me ne dimentico.
zero
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Messaggioharvest: Sat Dec 08, 2007 23:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

zero ha scritto:
Sono solo supposizioni, non ho sperimentato niente e continuo a non essere felice.

Io invece questi concetti li applico e posso dire di essere felice . Una forte dose di follia è comunque necessaria . Insomma , bisogna fare i macellai di strutture .
harvest
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Messaggiozero: Mon Dec 10, 2007 15:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Parliamo di due cose diverse.
zero
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Messaggiogiuly: Mon Dec 10, 2007 19:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

zero ha scritto:
Sono solo supposizioni, non ho sperimentato niente e continuo a non essere felice. In questo stato quello che dico vale come quello che dice jacopo25 (nulla). Ma a volte me ne dimentico.


non credo a quello che dici e non saranno certo le tue parole ad impedirmi di curarmi e stare bene come sono sicura che starò.
giuly
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Messaggiopure_truth: Mon Dec 10, 2007 20:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Non si può guarire perché non c'è malattia da cui guarire. La sofferenza che proviamo non è generata dal nostro stato, ma dalla non-accettazione del nostro stato


Di fatti usare la parola guarire è improprio. Si dovrebbe cercare di stare meglio.
E poi cosa c'entra che non accettiamo il nostro stato? Non lo accettiamo perchè ci fà stare male,è una colpa?
Ci vogliamo migliorare...anche se siamo tra fobici non siamo tutti uguali,ed ognuno può portare la sua esperienza a sostegno/giovamento di un altro.
Se qualche fobico ha mai tratto giovamento da un altro fobico? Mi pare proprio di si,sennò questo forum sarebbe vuoto.

Per favore,non cercare di diffondere la tua disillusione/rassegnazione.
Grazie.
pure_truth
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Messaggiozero: Mon Dec 10, 2007 23:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

giuly ha scritto:

non credo a quello che dici e non saranno certo le tue parole ad impedirmi di curarmi e stare bene come sono sicura che starò.

Vedrai che starai bene. Tutto ciò che occorre è capire quali siano le cose che ti fanno stare male, senza fare ciò ahimè difficilmente potrai stare bene! La mia non è ne disillusione ne rassegnazione, è la più viva speranza che le persone possano superare ogni limite di felicità che neanche si sarebbero immaginati.

Mettiamo per un attimo da parte la Fs e chiudiamola in un contenitore più grande, quello delle cose che ci rendono infelici. Cerco di spiegarti qual'è il punto di vista di molte persone riguardo al significato di "essere contenti", il thread verterà unicamente su questo argomento.

Si possono distinguere quattro tipi di contentezza, di intensità crescente: Contentezza per il contatto sensoriale, contentezza emotiva, contentezza per la concentrazione, contentezza per la comprensione.

Contentezza per il contatto sensoriale: E' la più fragile e debole. Non possiamo sempre ottenere il piacere che stiamo cercando, e anche quando lo facciamo ci scappa continuamente, non c'è possibilità di provare piacere costante attraverso i cinque sensi. Siamo felici nei momenti in cui il contatto sensoriale è piacevole, siamo infelici nei momenti in cui esso non lo è, quando non sentiamo le parole che vorremmo sentire, non gustiamo quello che vorremmo gustare, vediamo quello che preferiremmo non vedere. Proviamo dispiacere sensoriale quando fa troppo caldo o troppo freddo, quando veniamo torturati o pestati a sangue, quando stiamo nella stessa posizione per lungo tempo. E' impossibile passare una vita senza sperimentare contatti sensoriali spiacevoli, ed è impossibile fare altrettanto senza sperimentare contatti piacevoli, il bilancio spesso finisce pari. E' una direzione pericolosa: La società occidentale è totalmente impostata su quest'obiettivo, che si traduce in ricchezza, avarizia, volere piacere e più piacere senza comprendere l'irrimediabile natura "cangiante" di questo tipo di contentezza, inafferrabile.

Contentezza per l'emozione: E' la contentezza che sperimentiamo tramite le emozioni, più intensa e prolungata di quella sensoriale. Ci sono cinque tipi di emozioni che creano questo tipo di contentezza: L'emozione derivante dall'amore condizionato e incondizionato, l'emozione derivante dalla Compassione, l'emozione derivante dal Gioire-con-gli-altri, l'emozione derivante dalla serenità.
La descrizione delle singole fonti è molto complicata, noi di solito sperimentiamo unicamente la prima. L'amore condizionato è il sentimento che proviamo per una od un gruppo finito di persone, quali ad esempio i propri genitori, la propria ragazza/moglie, i propri figli. L'amore incondizionato è un sentimento più puro e profondo, esteso ad ogni essere vivente senza alcuna distinzione, che sia esso umano o "animale". E' quello che provavano e provano Madre Teresa, Thich Nhat Hanh, Gandhi e molti altri. La compassione è l'emozione che si prova nel comprendere la sofferenza all'interno di ogni individuo, da Hitler a Luther King, che porta all'equità e alla comprensione di tutte le persone, senza giudizio e pregiudizio. La gioia-con-gli-altri è l'opposto della tristezza, della depressione, non si tratta di ridere con gli amici: Si prova gioia-con-gli-altri quando una persona o un gruppo finito di persone hanno più successo di noi, sono più brave di noi, e noi ne siamo contenti. E' molto difficile, si tratta dell'eliminazione dell'invidia, che richiede altre premesse. La serenità Si ottiene attraverso l'unione della seconda, della terza e della quarta emozione. Non è l'assenza di problemi/tensioni/seccature, quelle ci sono sempre, per qualsiasi individuo: E' l'assenza della nostra reazione negativa a ciò. Una seccatura è tale solo se noi associamo a quell'azione-parola-avvenimento un significato negativo per noi-altri. Quando una parola sarà solo una parola e uno schiaffo solo uno schiaffo, come un tavolo è solo un tavolo e una montagna è solo una montagna, saremo sereni. Queste sono le emozioni che creano felicità, ce ne sono altrettante che creano infelicità, che conosciamo anche troppo bene, non mi dilungo sulla loro descrizione.

Contentezza per l'attenzione: La mente è sempre in movimento, di giorno e di notte. Questo terzo stadio di contentezza, di gran lunga più intenso e INstabile di ogni tipo di contentezza emotiva, si raggiunge concentrandosi per lungo tempo su una signola cosa, qualsiasi cosa, e quindi fermando il proprio pensiero. Può essere il battito cardiaco, il respiro, un muro bianco. L'ho sperimentata una sola volta, di recente, non è descrivibile con un linguaggio comune, per quanto sofisticato. Se ne avessi avuto facoltà sarei restato in quello stato per sempre, fino alla morte. Dura un secondo, un istante, prima che la mente si accorga di non essere in movimento, e riprendere giudicando, classificando e schematizzando l'esperienza: "E' straordinario, cosa mi è successo?". Poche persone al mondo riescono a protrarsi oltre una manciata di secondi, e ancor di meno a mantenerla a volontà.

Contentezza per la comprensione: E' la felicità massima. Deriva dalla completa comprensione dei/del fenomeni/o fondamentali/le: Impermanenza, Insoddisfazione, Non-Esistenza dell'Io. Sono interconnesse, ognuna implica le altre due, sono l'ordine e il significato che si cela dietro la natura e la vita. La persona che le comprende ha compreso ed eliminato le radici della sofferenza, non c'è niente di più da fare.


Questi, sempre secondo alcuni, sono i quattro tipi di contentezza. Molti di noi credono che non esista nulla al di là della contentezza sensoriale e della contentezza derivante dall'amore condizionato. Al di là di esse si apre invece un intero universo.

Il grande errore che le persone in difficoltà, che vogliono abbandonare la propria categoria per raggiungerne un'altra è questo: Pensare che l'altra categoria sia felice, serena, spensierata. I normali soffrono come noi, anche se in maniera più attenuata! Non è diventare normali, cosa per altro più impossibile che ardua( se non facendosi di farmaci), che ci renderà felici. L'obiettivo sembra bello e luminoso, ma non lo è. La felicità si trova all'interno di noi, NON ACCONTENTATEVI!

-------
Detto ciò, sono solo parole. Chi per qualche strano motivo fosse marginalmente interessato ai Metodi per scalare i quattro stadi (tre, in realtà), può chiedermelo.

Migliori auguri, e vita felice.
zero
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