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fobiasociale.com :: Leggi argomento - IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a tutti
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IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a tutti
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Ansia Sociale Forum Generale
Autore Messaggio
Lice
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Registrato: Jan 07, 2008
Messaggi: 637
Residenza: Milano

MessaggioInviato: Sat Feb 09, 2008 22:58 pm    Oggetto: IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a tutti Rispondi citando

Buona giornata a tutti,
ho deciso di riportarvi uno spezzone di un libro, trattante il dialogo interno e l'autostima.
Ritengo che possa essere utile ed illuminante per molte persone, quindi ne consiglio caldamente la lettura a tutti. Very Happy

IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA

Per dialogo interno si intende ciò che ogni individuo dice a se stesso durante le più differenti situazioni quotidiane.
Ad esempio una persona in seguito ad un colloquio di lavoro andato male potrebbe dirsi: "Non sono proprio capace, non so vendermi bene".
Oppure durante la pratica sportiva, dopo aver perso una competizione a squadre, potrebbe attribuire esclusivamente a se stesso la colpa del fallimento: "Se non avessi sbagliato quel passaggio avremmo vinto".
Il tipo di dialogo interno influenza molto la percezione che abbiamo di noi stessi, il valore che ci attribuiamo.

Quando il dialogo interno produce un abbassamento dell'autostima, significa che stiamo utilizzando dei modi di pensare illogici, irrazionali.
Essi rappresentano dunque delle distorsioni cognitive.
Le più frequenti sono:

1) Inferenza arbitraria:
giungere a delle conclusioni sulla base di informazioni insuffuicienti e poco attendibili.
Ad esempio: pensare che qualcuno ci disprezzi senza avere prove concrete.

2) Minimizzazione:
avere l'abitudine di minimizzare i successi.
Ad esempio: attribuire i propri successi alla fortuna o al caso, invece che alle proprie abilità.

3) Magnificazione:
la tendenza ad ingigantire i fallimenti e gli errori.
Ad esempio: pensare che si è persa una partita è solo per causa nostra.

4) Generalizzazione:
attribuire al tutto le caratteristiche di una parte.
Ad esempio: se si è stati bocciati a un esame, considerarsi degli incapaci in termini generali.

5) Filtraggio o selezione arbitraria:
è ormai dimostrato che ciascuno di noi, nel momento in cui percepisce la realtà opera una selezione: c'è chi sceglie in positivo e chi in negativo.
Ad esempio: durante una festa molto divertente in compagnia di amici cari, ci rovesciamo un bicchiere di vino addosso.
L'attenzione si concentra sul bicchiere di vino caduto sull'abito.
Di quella festa resta il dispiacere dell'evento negativo più che il piacere della compagnia di cui si è goduto.
A seconda delle nostre caratteristiche, cambierà la modalità di selezione e i suoi contenuti.
Esempio: chi è portato alla depressione tende a selezionare dall'ambiente tutte quelle informazioni che sottolineano la sua inadeguatezza e mancanza di valore, l'ansioso quelle che indicano la presenza di pericolo, il collerico opta per le informazioni che mettono in luce eventuali torti subiti, ecc.

6)
Pensiero polarizzato tutto o nulla:

consiste nell'insistere su scelte dicotomiche delle quali l'una esclude l'altra.
In questo caso la realtà si presenta o bianca o nera, o buona o cattiva, o coraggiosa o vigliacca, ecc., non c'è spazio per le vie di mezzo.
Il danno principale prodotto da tale distorsione consiste nel modo con cui la persona si valuta.
Se ha commesso un errore, immediatamente si dirà che non vale la pena continuare, è meglio mollare, tanto ormai è tutto rovinato.
Naturalmente il pensiero polarizzato ci rende del tutto incapaci in situazioni dove invece è richiesta duttilità ed elasticità.

7) Ipergeneralizzazione:
è alla base del pregiudizio e degli stereotipi, infatti la persona tende ad attribuire le caratteristiche di una esperienza vissuta a tutte le situazioni simili.
Ad esempio: avendo incontrato un extracomunitario violento, si può dichiarare che tutti gli extracomunitari sono violenti.
Sul piano della vita personale, l'ipergeneralizzazione può portare la persona a conclusioni deludenti.
Ad esempio: se un rapporto sentimentale termina con una delusione, la persona potrà pensare che non riuscirà mai a stabilire un rapporto duraturo e che non si fiderà mai più di nessuno.

Cool Lettura del pensiero:
a volte abbiamo desiderato tutti poter entrare nella mente degli altri e leggerne i pensieri più segreti.
Numerose nostre azioni vengono intraprese nel convincimento, spesso infondato, di aver intuito e letto i pensieri dell'altro.
Chi utilizza abitualmente questa distorsione utilizza frasi del tipo: "Lui fa questo per me perché mi ama alla follia", "Mi sta sorridendo, ma so che nel suo intimo mi odia", "Ho già capito cosa pensa di me", ecc.
Come si può vedere la persona è convinta che i comportamenti degli altri siano il prodotto di alcuni pensieri che si danno per scontati.
Ovviamente chi utilizza queste distorsioni giunge a conclusioni ingiustificate e incontrollate che possono produrre effetti devastanti sia nei rapporti interpersonali, sia nella vita.

9)
Pensiero catastrofico:

è tipico degli ipocondriaci: "Ho mal di testa, vuoi vedere che ho un tumore al cervello?".
Ci sono persone che utilizzano questa distorsione appesantendo la propria esistenza e quella altrui.
Ad esempio: dovendo fare un viaggio in aereo, la persona "catastrofista" prevederà nella migliore delle ipotesi un viaggio con turbolenze e vuoti d'aria.
Oppure, in prossimità di un esame o di un colloquio, si dirà: "L'esame sarà un fiasco me lo sento, non ci posso fare niente".
Chi utilizza questo tipo di distorsione prevede solo eventi negativi.

10) Personalizzazione:
è la tendenza a sentirsi responsabile per tutto quello che accade alle persone che stanno attorno.
"I miei amici mi guardano male: evidentemente li avrò offesi".
Inoltre, in questo caso, si è soliti confrontarsi con gli altri e da tale confronto si esce sempre perdenti.

11)
Fallacia di controllo:

ci sono due modi erronei per valutare il grado con cui siamo capaci di influenzare e di controllare gli eventi.
Nella prima situazione possiamo sentirci del tutto impotenti di fronte alla realtà, controllo esterno.
Nella seconda invece ci sentiamo quasi onnipotenti, controllo interno.
Quindi, nel primo caso ci si chiuderà nella totale passività mista a fatalismo, nel secondo ci si caricherà di ogni possibile decisione: "La vita è andata sempre così, non c'è modo di cambiarla"; "Se la mia famiglia va a rotoli la colpa è mia".
L'onnipotenza è connessa a tre fattori: eccessiva sensibilità ai bisogni degli altri, convincimento esagerato della propria capacità di rispondere ad essi in modo soddisfacente ed impegno a farlo.
E' facile che ciò produca numerose frustrazioni.

12)
Fallacia dell'equità:

ognuno di noi valuta la realtà facendo riferimento al proprio universo di convinzioni e valori.
Spesso però riteniamo che i nostri schemi valutativi siano applicabili a tutti e in ogni situazione.
Ad esempio: "Se mi amasse mi aiuterebbe di più in casa, uscirebbe con me più spesso", "Se una persona è onesta, dovrebbe sempre dire tutto ciò che pensa", ecc.
Un altro modo per esprimere questa distorsione sono le espressioni: "Non è giusto che tu...", "La gente dovrebbe...", ecc.
Ricordiamoci che ciò che è giusto per noi, non è detto sia giusto per gli altri.

13) Ragionamento emozionale:
consiste nel prendere decisioni fidandosi esclusivamente dell'istinto e delle emozioni.
Ad esempio: il fatto di sentirmi colpevole di qualcosa significa che davvero ho commesso qualcosa di riprovevole.
Se mi sento in collera significa che qualcuno mi ha fatto arrabbiare.
Oggi mi sento davvero bene e la vita è meravigliosa.
Il fatto di sentire qualcosa però, non significa affatto che sia vero.

14) Fallacia del cambiamento:
consiste nel fatto di credere che gli altri possano cambiare in modo tale da rispondere ai nostri desideri e bisogni.
Le strategie utilizzate usualmente per tentare di cambiare l'altro sono: la critica, l'adulazione, la colpevolizzazione, la benevolenza, ecc.

15)
Etichettatura globale:

etichettare gli altri è molto diffuso e ha come effetto la semplificazione della realtà e l'attenuazione della nostra ansia.
Ad esempio: la persona che ci contraddice può essere etichettato come "fascista", chi ha timore di gareggiare con noi è "il solito vigliacco", ecc.
I danni causati da tale dostorsione riguardano sopratutto il settore dei rapporti umani.

16) Colpevolizzazione:
consiste nell'attribuire agli altri la responsabilità di quanto ci succede.
Ad esempio: se vado male a scuola è colpa dei miei insegnanti che ce l'hanno con me, ecc.

17) Doveri:
vi sono persone che impostano la loro vita attorno ad una serie di doveri.
Alcuni di questi sono indispensabili, altri invece sono il risultato probabilmente di un'educazione rigida.
Il problema che sorge in questo caso consiste nel fatto che i doveri pongono alla persona dei traguardi difficilmente raggiungibili o dei limiti privi di razionalità.
Ad esempio: dover essere capace in tutto e in ogni situazione, dover piacere sempre a tutti, dover risolvere tutti i problemi che si presentano, dover sempre controllare le proprie emozioni, ecc.

1Cool [color=18]Aver sempre ragione:[/color]
consiste nell'affermare: "So tutto io":
La persona che utilizza questa distorsione solitamente non ascolta gli altri convinta che il suo punto di vista sia l'unico corretto.

19) Fallacia della ricompensa e della gratitudine:
quando portiamo a termine un compito, è naturale attendersi che l'altro mostri gratitudine e si complimenti con noi.
Tuttavia, compiere delle azioni per far piacere agli altri o per essere ringraziati è molto pericoloso in quanto di solito, se queste reazioni da parte degli altri non hanno luogo, tendiamo ad avvilirci e a rimuginare vendetta.

P.S. Sono diventata intermedia e neanche me ne sono accorta Crying or Very sad Very Happy

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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 00:19 am    Oggetto: Rispondi citando

lice ti faccio i complimenti per gli ottimi topic che apri, sempre molto interessanti e stimolanti! ah se non ci fossi tu in questo forum si parlerebbe solo di suicidi, depressione , psicofarmaci , seghe mentali e manuali Laughing



L'ultima modifica di Serotonino78 il Sun Feb 10, 2008 19:42 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 00:23 am    Oggetto: Re: IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a t Rispondi citando

stavo rispondendo punto x punto ma non mi passava più, così ho cancellato tutto Smile

questa è la psicologia del pensiero

sono solo alcune delle fallacie ed euristiche che commette l'essere umano, potrei dirtene altre, ma non ho voglia Smile

ce ne sono molte, legate ai processi decisionali, al ragionamento sillogistico, alla logica classica, e sono molto usate dai pubblicitari per cercare di influenzare le scelte dei consumatori

noi per nostra sfortuna le usiamo per farci del male Smile

purtroppo però, sono tutte cose innate, alcune, come l'euristica della rappresentatitività (dove le probabilità sono valutate in base al grado in cui l'evento X è rappresentativo della classe Y, cioè in base al grado in cui X assomiglia a Y) ci fanno fare scelte errate, ma sono cmq meccanismi evolutivi di difesa x la sopravvivenza

l'euristica dell'ancoramento, giustifica l'orgoglio di non voler tornare sulle decisioni prese Smile

ce ne sono a iosa, e purtroppo vengono spontanee ed è impossibile bloccarle tutte

un vero maestro di psicoretorica potrebbe crearti un testo con un problema che ti sembra irrisolvibile, ma che in realtà è semplicissimo, solo che tu, sei talmente bloccato dalle euristiche che non riesci a guardare oltre al tuo naso

quindi, forse l'unica soluzione possibile è non pensare Smile


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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 09:11 am    Oggetto: Re: IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a t Rispondi citando

[quote="Lice"]
IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA

Puoi dare maggiori informazioni sul libro? Io su Internet non l'ho trovato...

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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 10:10 am    Oggetto: Rispondi citando

Lice l'estratto che hai portato è lo stesso identico che mi dette a suo tempo la psicoterapeuta Smile

Gli errori che vanno dall' 1 al 10 li conosco bene.. Rolling Eyes

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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 13:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come già scrivevo a Lice ieri sera, son convinto che conoscere i fondamenti razionali delle ns paure, delle ns disfunzioni sociali...possa essere utile, ma fino ad un certo punto. Se una persona è ansiosa...probabilmente lo resterà tutta la vita, anche se sa che la sua ansia è data da una serie di fattori che ben conosce grazie ai libri, alla psicoterapia etc....
Con questo non voglio minimizzare il lavoro di Lice, che anzi, si è prodigata riportandoci un testo molto interessante...dico solo che certi tratti della ns personalità rimangono...e si attiveranno sempre nel momento in cui si presenteranno certe cause scatenanti. Può sicuramente essere utile conoscere queste cause ed analizzare le ns reazioni...in quanto ciò ci permette di avere una più vasta comprensione di noi stessi...e magari di fare un lavoro interiore per smussare gli aspetti del ns carattere che meno ci piacciono...ma fondamentalmente quello che siamo rimaniamo....parlo specialmente dell'ansia: io so quello che la scatena, so che molte volte non è una reazione giustificata da una reale situazione di pericolo...ma non riesco a togliermela...se non con un aiuto kimico diciamo.
Ah...dimenticavo...io mi sento legato alla categoria dei catastrofisti..per me il bikkiere è sempre mezo vuoto, e la legge di Murphy domina la mia vita
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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 13:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

genau ha scritto:
straciavarsene il cazzo


genau ha scritto:
***


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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 14:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

88_ThE_BeSt_88 ha scritto:
genau ha scritto:
straciavarsene il cazzo


genau ha scritto:
***


Shocked


88_ThE_BeSt_88,
lo "strasciavarsene il cazzo" mi va benissimo, ma le bestemmie mi suscitano schifo e ripugnanza, anche se quotate (e dette da qualcun'altro), per favore evita...

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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 14:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

grazie per il 3d, lice

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Registrato: Jan 07, 2008
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MessaggioInviato: Sun Feb 10, 2008 14:46 pm    Oggetto: Re: IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA-lettura consigliata a t Rispondi citando

supersensy ha scritto:
Lice ha scritto:

IL DIALOGO INTERNO E L'AUTOSTIMA


Puoi dare maggiori informazioni sul libro? Io su Internet non l'ho trovato...


supersensy, ti prometto che la settimana prossima mi attiverò per poterti fornire titolo, autori e casa editrice.
Purtroppo al momento non li ho, avendo solo una dispensa con delle fotocopie.

solo85 ha scritto:
grazie per il 3d, lice


figurati, non c'è di che, grazie a te per averlo letto Very Happy.

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