Ok, i passaggi seguenti li ho capiti del DEP anche se non mi è chiara una cosa.
Citazione:
I pazienti con disturbo evitante hanno un forte desiderio di stabilire relazioni intime con gli altri a cui si accompagna una costante paura di essere criticati, disapprovati o rifiutati.
Citazione:
Ne consegue la tendenza ad evitare e a fuggire i rapporti con gli altri, soprattutto se essi implicano un certo coinvolgimento emotivo. L’evitamento, se da un lato allevia stati d’animo negativi legati al timore di sentirsi imbarazzato e umiliato in presenza di altri, dall’altro conduce al ritiro in una solitudine vissuta con tristezza.
Citazione:
il disturbo evitante prevede un sentimento di ansia generalizzato a tutte le interazioni con gli altri e un forte senso di estraneità rispetto al mondo esterno, che in genere non riguarda i social fobici. Gli evitanti si sentono come alieni sulla terra, diversi dagli altri, incapaci di condividere i loro sentimenti, distanti, inferiori...
Ecco cosa ho capito io...
Se una persona decide di non esporsi alla situazione problematica allora mette in atto un evitamento cosciente, rimane comunque il desiderio di partecipare. Allora questo non è DEP.
Se il soggetto improvvisamente perde la voglia di fare e di dire con l'instaurarsi di una relazione emotiva si ha, come prima, evitamento, ma questo è DEP.
Per cui se il coinvolgimento emotivo dell'evitante diminuisce, l'interesse verso gli altri ricompare. Questo porta inevitabilmente a situazioni di tira e molla a chi molla di più.
Chissa' se ho capito bene
reyds Intermedio
Registrato: Feb 22, 2007 Messaggi: 219 Residenza: (OR) / (PI)
Per certi versi mi sembrano l'una il contrario dell'altra (almeno per come me le hanno spiegate)...
nella fobia sociale l'aspetto centrale è l'ansia che si prova trovandosi in situazioni pubbliche o anche solo nell'immaginare di trovarcisi, mentre
nel disturbo evitante di personalità l'ansia può anche non esserci o comunque essere bassa, per dire puoi non aver problemi a trovarti in luoghi dove ci sono molte persone ma sentirti a disagio nello stare da solo con una persona o più grossolanamente:
nel primo caso desideri uscire, incontrare persone, fare quello che fanno gli altri ma l'ansia ti blocca;
nel secondo caso non hai timore delle situazioni sociali ma ad una festa preferisci un bel libro, in qualche modo non riesci ad entrare in intimità con le altre persone ed è questa vicinanza che ti mette a disagio
Ecco cosa ho capito io...
Se una persona decide di non esporsi alla situazione problematica allora mette in atto un evitamento cosciente, rimane comunque il desiderio di partecipare. Allora questo non è DEP.
Se il soggetto improvvisamente perde la voglia di fare e di dire con l'instaurarsi di una relazione emotiva si ha, come prima, evitamento, ma questo è DEP.
Per cui se il coinvolgimento emotivo dell'evitante diminuisce, l'interesse verso gli altri ricompare. Questo porta inevitabilmente a situazioni di tira e molla a chi molla di più
Non è così, l'evitante desidera instaurare relazioni con le altre persone, ma evita in modo consapevole tali situazioni poichè l'ansia legata al giudizio altrui è sempre molto elevata e fonte di angoscia. Ma a differenza del s. fobico, non manifesta ansia nelle situazioni in cui manca l'interazione con gli altri, entra quindi (per fare un esempio) tranquillamente in un posto affollato senza preoccupazioni di sorta, poiché sono rari negli evitanti attacchi di panico e ansie improvvise. Inoltre nell'evitante sono spesso presenti aspetti schizoidi, narcisistici e depressivi.
haldol ha scritto:
Salve, dopo 47 anni e tantissimi libri di psicologia e tanti interrogativi e problemi ho scoperto solo ora di avere un disturbo evitante. perché? questo disturbo è stato scoperto da poco? esiste realmente come unità a se stante o fa parte di un complesso caratteriale? personalmente ritengo la terapia cognitivo-comportamentale un palliativo che non risolve il problema di fondo
No, il disturbo è stato formulato e caratterizzato la prima volta nel 1937 da una psichiatra di nome Horney, famosa per aver sviluppato il concetto detached type ovvero " se mi nascondo, nulla mi potrà far male"..poi ovviamente con il miglioramento delle tecniche di diagnosi la definizione è migliorata nel corso degli anni.[/i]
Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora Vai a Precedente1, 2
Pagina 2 di 2
Non puoi inserire nuovi argomenti Non puoi rispondere a nessun argomento Non puoi modificare i tuoi messaggi Non puoi cancellare i tuoi messaggi Non puoi votare nei sondaggi