quello che spaventa gli altri, oltre all'insicurezza, sono le persone COMPLICATE. Il mondo vuole gentre fruibile, come un pacchetto di chewing gum, qualcosa che funziona bene per una sera fuori, saporite, anche se dopo un po' che le mastichi le devi gettare via perché oltre a quel dolcino artificioso non ci rmane più niente chissenefreega, visto che il vero significato della vita è una serie infinitaq nottate in discoteca o nei pub.
Io mi sento più come un carciofo
qualcosa che buca fuori ma è morbido dentro....solo che è più facile scartare un pacchetto di cellophane che andare oltre una scorza punzuta
Registrato: Jan 24, 2008 Messaggi: 336 Residenza: Emilia Romagna
Inviato: Thu Mar 20, 2008 15:23 pm Oggetto:
HurryUp2 ha scritto:
La critica sta nel fatto che, se la sicurezza è la condizione necessaria per riscuotere interesse, allora è ipocrita dire che l'ideale rappresentato dal corteggiamento è l'amore, e è più corretto dire che sia un ideale comportamentalista.
Il corteggiamento, per come la vedo io, è staccato dall'amore, è un mezzo (un gioco, in senso lato) che consente di arrivare ad un punto in cui esprimere o maturare l'amore (non esiste solo il colpo di fulmine). Per questo quasi sempre le dichiarazioni d'amore in un corteggiamento sono deleterie e fuori luogo (fuori dal luogo del gioco).
_________________ Tutto ciò che si può dire lo si può dire chiaramente. Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere.
La critica sta nel fatto che, se la sicurezza è la condizione necessaria per riscuotere interesse, allora è ipocrita dire che l'ideale rappresentato dal corteggiamento è l'amore, e è più corretto dire che sia un ideale comportamentalista.
Il corteggiamento, per come la vedo io, è staccato dall'amore, è un mezzo (un gioco, in senso lato) che consente di arrivare ad un punto in cui esprimere o maturare l'amore (non esiste solo il colpo di fulmine). Per questo quasi sempre le dichiarazioni d'amore in un corteggiamento sono deleterie e fuori luogo (fuori dal luogo del gioco).
La mia argomentazione non era riferita solo al colpo di fulmine, ma anche ad altri generi di vincite, come quello che hai descritto.
Il mezzo (corteggiamento) viene ideato e costruito da un sottoinsieme dei partecipanti, è in sostanza un patto sociale in cui viene definito un insieme fuzzy di comportamenti necessari per partecipare al gioco: le dichiarazioni d'amore appaiono fuori luogo perchè non rientrano nell'insieme fuzzy che è stato stabilito nel patto.
La mia argomentazione non era riferita solo al colpo di fulmine, ma anche ad altri generi di vincite, come quello che hai descritto.
Il mezzo (corteggiamento) viene ideato e costruito da un sottoinsieme dei partecipanti, è in sostanza un patto sociale in cui viene definito un insieme fuzzy di comportamenti necessari per partecipare al gioco: le dichiarazioni d'amore appaiono fuori luogo perchè non rientrano nell'insieme fuzzy che è stato stabilito nel patto.
Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Fobiasociale.com 2.0: La nostra debolezza è la nostra forza. Il dolore è l'inchiostro più brillante che ci è concesso.
Poi ovvio che momenti di disinteresse, crisi capitano a tutti...ma se il periodo si allunga...caspita...
se il periodo si allunga è xkè magari si ha paura di ricevere rifiuti, detto senza tanti giri d parole ( o almeno credo ke sia così )
rispondo...in ritardo ma rispondo
bah semplicemente le occasioni trovate potevano non fare per te (anzi dico le persone).
Io nell'amore ribadisco che la paura di provarci non la vedo tanto.
Per me l'amore lo si costruisce giorno per giorno e se arriva il momento in cui provo qualcosa in più non ho quasi mai avuto il "timore" per non dirlo (certo che poi c'è modo e modo per dirlo)
Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
La tua stessa argomentazione mostra come sia sensato parlare di ipocrisia.
Se l'ideale del corteggiamento è qualcosa che non è l'amore, allora è ipocrita dire che è l'amore.
Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
La tua stessa argomentazione mostra come sia sensato parlare di ipocrisia.
Se l'ideale del corteggiamento è qualcosa che non è l'amore, allora è ipocrita dire che è l'amore.
Come ho detto sopra non è ne totalmente corrispondente al sentimento, ne totalmente slegato da esso. In parte (nelle motivazioni, nell'ideale che lo muove e mette in moto, nel modo caricaturale in cui si esprime e in ciò da cui trae spunto) il corteggiamento corrisponde in parte al sentimento d'amore...almeno nei casi migliori. Per questo la parola ipocrisia mi sembra eccessiva: una parte di verità e sincerità c'è e la parte rimanente è comunque funzionale a questa. Diciamo che il corteggiamento lo vedo più o meno come un mezzo, un gioco delle parti, che ha come scopo quello appunto di riuscire a rivelarsi all'altro "per gradi", saggiandolo costantemente e cercando di capire quanto ci si possa lasciare andare e quale sia invece il rischio di soffrire. Le parti servono appunto per poter rivelare sé stessi gradualmente e non denudarsi subito davanti a chi non ci vuole. Il corteggiamento è un cuscinetto, una protezione per ambo le parti, perchè non sempre avviene a senso unico e in minima parte anche chi rifiuta può soffrire, non solo chi viene rifiutato.
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