Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
La tua stessa argomentazione mostra come sia sensato parlare di ipocrisia.
Se l'ideale del corteggiamento è qualcosa che non è l'amore, allora è ipocrita dire che è l'amore.
Come ho detto sopra non è ne totalmente corrispondente al sentimento, ne totalmente slegato da esso. In parte (nelle motivazioni, nell'ideale che lo muove e mette in moto, nel modo caricaturale in cui si esprime e in ciò da cui trae spunto) il corteggiamento corrisponde in parte al sentimento d'amore...almeno nei casi migliori. Per questo la parola ipocrisia mi sembra eccessiva: una parte di verità e sincerità c'è e la parte rimanente è comunque funzionale a questa. Diciamo che il corteggiamento lo vedo più o meno come un mezzo, un gioco delle parti, che ha come scopo quello appunto di riuscire a rivelarsi all'altro "per gradi", saggiandolo costantemente e cercando di capire quanto ci si possa lasciare andare e quale sia invece il rischio di soffrire. Le parti servono appunto per poter rivelare sé stessi gradualmente e non denudarsi subito davanti a chi non ci vuole. Il corteggiamento è un cuscinetto, una protezione per ambo le parti, perchè non sempre avviene a senso unico e in minima parte anche chi rifiuta può soffrire, non solo chi viene rifiutato.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
La tua stessa argomentazione mostra come sia sensato parlare di ipocrisia.
Se l'ideale del corteggiamento è qualcosa che non è l'amore, allora è ipocrita dire che è l'amore.
Come ho detto sopra non è ne totalmente corrispondente al sentimento, ne totalmente slegato da esso. In parte (nelle motivazioni, nell'ideale che lo muove e mette in moto, nel modo caricaturale in cui si esprime e in ciò da cui trae spunto) il corteggiamento corrisponde in parte al sentimento d'amore...almeno nei casi migliori. Per questo la parola ipocrisia mi sembra eccessiva: una parte di verità e sincerità c'è e la parte rimanente è comunque funzionale a questa. Diciamo che il corteggiamento lo vedo più o meno come un mezzo, un gioco delle parti, che ha come scopo quello appunto di riuscire a rivelarsi all'altro "per gradi", saggiandolo costantemente e cercando di capire quanto ci si possa lasciare andare e quale sia invece il rischio di soffrire. Le parti servono appunto per poter rivelare sé stessi gradualmente e non denudarsi subito davanti a chi non ci vuole. Il corteggiamento è un cuscinetto, una protezione per ambo le parti, perchè non sempre avviene a senso unico e in minima parte anche chi rifiuta può soffrire, non solo chi viene rifiutato.
Appunto: l'unico modo per non rendere ipocrita il gioco del corteggiamento è definirlo come un cuscinetto.
Nel momento in cui questa definizione non avviene (attraverso il solito patto sociale), siamo ancora nel campo dell'ipocrisia.
L'argomentazione portata avanti per non portare alla consapevolezza sociale il ruolo di "cuscinetto" del corteggiamento è che, se venisse portata questa proprietà alla consapevolezza, il corteggiamento perderebbe sapore, e verrebbe vissuto in modo freddo.
Secondo me invece, questa consapevolezza migliorerebbe la dignità del gioco, e eviterebbe quel fenomeno osservabile di lamentele maschili nei forum, che sono un campanello d'allarme ignorato.
Una delle conseguenze più dannose dell'etica dominante del corteggiamento, che non presuppone la consapevolezza del ruolo-cuscinetto, è che le regole del gioco vengano usate opportunisticamente, abusandone per obiettivi diversi dal fare da cuscinetto, come per esempio tirarsela con qualcuno/a per gonfiare il proprio ego, in questo modo si sfrutta la necessità della fase ambigua del corteggiamento per il proprio comodo.
Così nel frattempo, si perde il ruolo di cuscinetto, e il corteggiamento diventa un mezzo opportunistico, si cominciano a fare studi analitici su di esso per divulgare le tecniche di plagio (tecniche di seduzione), trasformando così il gioco in una competizione sleale.
Così i cervelli che ne prendono coscienza, e rilevano il fenomeno pubblicamente, sperimentano in modo diretto gli effetti dannosi del corteggiamento.
Tutto questo lo si può vedere facendo un semplice salto di livello... le dinamiche dominanti esistono che si voglia o non si voglia guardarle: sono un epifenomeno del livello più basso (non hanno una dimensione fisica, ma sono fenomeni reali).
Registrato: Dec 06, 2007 Messaggi: 536 Residenza: palermo
Inviato: Wed Apr 23, 2008 15:53 pm Oggetto:
HurryUp3 ha scritto:
bardamu ha scritto:
Esatto. Ma l'ideale del corteggiamento non è l'amore vero, quello che senti, ma un amore codificato nell'immaginario comune (e scarsamente, anche se in parte, corrispondente al vero sentimento), che fa parte dello scenario in cui il gioco si svolge. Quindi parlare di ipocrisia mi sembra eccessivo, si tratta solo di regole non scritte.
La tua stessa argomentazione mostra come sia sensato parlare di ipocrisia.
Se l'ideale del corteggiamento è qualcosa che non è l'amore, allora è ipocrita dire che è l'amore.
ragazzi io soffro di insonnia potete venire a casa mia a fare questi discorsi? vi pago il viaggio, vitto e alloggio e vi porto fuori a mangiare in un ristorante, pago io, e intanto mi faccio 4 risate a vedervi lottare a suon di logica fuzzy
_________________ La vita è amore, amare=dare=lottare contro la propria indole individualistica e mettersi al servizio del prossimo=emozioni=vita
Appunto: l'unico modo per non rendere ipocrita il gioco del corteggiamento è definirlo come un cuscinetto.
Nel momento in cui questa definizione non avviene (attraverso il solito patto sociale), siamo ancora nel campo dell'ipocrisia.
L'argomentazione portata avanti per non portare alla consapevolezza sociale il ruolo di "cuscinetto" del corteggiamento è che, se venisse portata questa proprietà alla consapevolezza, il corteggiamento perderebbe sapore, e verrebbe vissuto in modo freddo.
Secondo me invece, questa consapevolezza migliorerebbe la dignità del gioco, e eviterebbe quel fenomeno osservabile di lamentele maschili nei forum, che sono un campanello d'allarme ignorato.
La metafora del cuscinetto l'avevo usata io in precedenza? Era la stessa immagine che avevo in mente.
Il corteggiamento talvolta arriva ai livelli che auspichi, in cui entrambi i partecipanti sono consapevoli di piacere l'uno all'altro, ma nonostante ciò continuano ancora un po' a mantenere le parti, per il gusto di stuzzicarsi a vicenda e dimostrare la propria "forza" all'altro. Questo è il corteggiamento migliore. La tensione erotica e sessuale che si viene a creare in questo caso è basata sul tentativo di sottomettere implicitamente l'altro, in maniera analoga al sesso vero e proprio.
Sul fatto che molte volte possa degenerare in situazioni spiacevoli sono d'accordo, ma non per questo si deve condannare per forza l'origine di tali degenerazioni.
Un corteggiamento "esplicito" come lo auspichi tu non avrebbe senso, perchè l'essenza stessa di questa pratica è nel celare e nascondere parti di sé, scoprendole pian piano e procedendo per allusioni e intuizioni reciproche, sempre rimanendo nel territorio del non detto.
Un corteggiamento esplicito altro non è che una dichiarazione, e tutti sappiamo che le dichiarazioni funzionano solo in pochissimi, perchè tolgono la "magia" (il disvelamento progressivo, l'essenza stessa) che di noi trasmette molto. Come figura e sfondo: ciò che celiamo e il modo in cui riusciamo a farlo rivela in parte ciò che siamo, la nostra abilità sociale e relazionale, qualità molto apprezzata da chi cerca un partner.
HurryUp ha scritto:
Tutto questo lo si può vedere facendo un semplice salto di livello... le dinamiche dominanti esistono che si voglia o non si voglia guardarle: sono un epifenomeno del livello più basso (non hanno una dimensione fisica, ma sono fenomeni reali).
Si, ma un conto è guardare il corteggiamento ad un livello diverso, come stiamo facendo io e te (e in un certo senso stiamo anche noi togliendo la "magia" al tutto), un altro volerlo portare concretamente ad un altro livello, snaturandolo. Il fatto che si possa spiegare più o meno in maniera esplicita non implica che esplicitandolo nella pratica non lo si distruggerebbe. Il corteggiamento in atto è come il silenzio: una volta che lo nomini, è già sparito.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Si, ma un conto è guardare il corteggiamento ad un livello diverso, come stiamo facendo io e te (e in un certo senso stiamo anche noi togliendo la "magia" al tutto), un altro volerlo portare concretamente ad un altro livello, snaturandolo. Il fatto che si possa spiegare più o meno in maniera esplicita non implica che esplicitandolo nella pratica non lo si distruggerebbe. Il corteggiamento in atto è come il silenzio: una volta che lo nomini, è già sparito.
Resta il fatto che continua ad essere, nella pratica, un test sulle abilità comunicative extra-verbali, già solo questo pensiero mi fa sparire tutta la magia.
Non è vero che non esiste uno stato mentale che non proverebbe gratificazione con un modello di corteggiamento che non esalti la decodificazione non verbale standard: esiste un esempio concreto che lo testimonia: io.
Se io riesco a concepire e programmare questo stato mentale senza avere la sensazione di "togliere la magia" al corteggiamento, vuol dire che possono farlo anche gli altri sentendo gli stessi effetti.
Resta il fatto che continua ad essere, nella pratica, un test sulle abilità comunicative extra-verbali, già solo questo pensiero mi fa sparire tutta la magia.
Perchè ti mancano le competenze sociali per metterlo in atto (o almeno lo presumo, visto che sei qui), il che ti fa sentire escluso. Ma alla fine si ritorna sempre al tuo concetto di giustizia e al valore assoluto che le dai.
HurryUp ha scritto:
Non è vero che non esiste uno stato mentale che non proverebbe gratificazione con un modello di corteggiamento che non esalti la decodificazione non verbale standard: esiste un esempio concreto che lo testimonia: io.
Se io riesco a concepire e programmare questo stato mentale senza avere la sensazione di "togliere la magia" al corteggiamento, vuol dire che possono farlo anche gli altri sentendo gli stessi effetti.
Possono, ma non lo fanno perchè significherebbe rinunciare ai piaceri che il corteggiamento (implicito, non rivelato) da. Non è solo funzionale a ciò che viene dopo, per molti è divertente la cosa in sé...ci sono persone che quando ottengono ciò che desideravano poi si annoiano e ricominciano con un'altra persona. Sicuramente non scrivono qua, però ci sono.
_________________ Il male conosce il bene, ma il bene non conosce il male.
Perchè ti mancano le competenze sociali per metterlo in atto (o almeno lo presumo, visto che sei qui), il che ti fa sentire escluso. Ma alla fine si ritorna sempre al tuo concetto di giustizia e al valore assoluto che le dai.
No, non mi piace l'idea che, nell'attesa che acquisisca queste capacità comunicative formali, venga escluso.
Io non sono convinto che tu consideri poi così sbagliato il valore assoluto della giustizia. Qualcosa mi dice che non vuoi ammettere questo valore per paura di diventarne dipendente psicologicamente, non perchè ti sembra assurdo.
bardamu ha scritto:
HurryUp ha scritto:
Non è vero che non esiste uno stato mentale che non proverebbe gratificazione con un modello di corteggiamento che non esalti la decodificazione non verbale standard: esiste un esempio concreto che lo testimonia: io.
Se io riesco a concepire e programmare questo stato mentale senza avere la sensazione di "togliere la magia" al corteggiamento, vuol dire che possono farlo anche gli altri sentendo gli stessi effetti.
Possono, ma non lo fanno perchè significherebbe rinunciare ai piaceri che il corteggiamento (implicito, non rivelato)
Appunto, per il proprio comodo, ma se io avessi una coscienza sociale non troverei gratificazione a diffondere un modello ingiusto di corteggiamento, anche se soddisfacesse i miei gusti individuali.
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