Sono agnostica ed anticlericale,se fossi convinta che un dio effetivamente c'è penserei ad una forma incorporea ed inconsciente di energia.Credo al Caso,che per sbaglio o apposta forma il nostro destino,credo che tutto abbia,a suo modo,un'anima,credo soprattutto nel potere creatore immaginativo dello spirito umano,che può plasmare tutto a suo piacimento,rendendo la dicotomia "esistente/inesistente" una speculazione abbastanza inutile.
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Registrato: Apr 03, 2008 Messaggi: 468 Residenza: Torino
Inviato: Mon Jul 21, 2008 16:57 pm Oggetto:
per chiarire meglio quello che ho scritto frettolosamente in precedenza,
io credo, o forse è meglio die che mi afascina come concezione, perchè
credere in qualcosa implica che sia cmq qualcosa di piu identificato, a cui are un nome , concretizzarlo
il principio creatore che ha fatto nascere tutto , la vedo iù come una sorta di enegia creatrice(big bang?) che ha scaturito poi tutto da quel tutto che era concentrato in uno spazio piccolissimo..
un principio , una grande energia , come l'apeiron di anassimandro
e mi piace credere che noi siamo in tutto e il tutto fa parte di noi
ogni particolare del mondo meraviglioso della natura, ogni animale, ogni insetto sia una parte di noi
siamo parte di questa immensa giostra che è la natura , che sotto certi versi è pure divina
senza dimenticare il potere del libero arbitrio
l'uomo più che cedere in dio dovrebbe credere in se stesso e nelle sue potenzialità
che potenzialmente sono importanti ma sono inespresse e soffocate ...
_________________ Non rifiutare i tuoi sogni, senza le illusioni il mondo che cosa sarebbe?.. Ramon de Campoamor
Da sempre ho visto nella religione un punto fermo, un valore irrinunciabile e importante senza il quale non riuscirei a vivere.
sono d'accordo, pensa a come sarebbe la vita senza bestemmie e insulti vari verso dio e quei buffoni della chiesa, porcod//! auhauah
Ma tu hai deciso di scrivere solo ste cavolate?
Forse credi di essere simpatico e divertente così...secondo me sembri solo un bambino;
anche chi non crede dovrebbe mostrare rispetto per chi invece lo fa e per le altrui convinzioni e semmai, se vuol criticare ,entri nel merito di quello che la chiesa e le varie religioni suggeriscono e propongono
purtroppo mi tocca quotare...sempre il solito discorso fatto già un'altra volta.
A volte 88 te ne esci con delle pure frasi da bar sempliciotte o da fighetto di periferia da 4 soldi.
Solite frasi "se non sie brad pitt non ti caga nessuno", "se non sei Siffredi o non hai il balconcino dell'Arcuri sei da buttare"
O come in questo caso sta frase che mi sembra più un'uscita da 15enne che si sente grande perchè sa dire la parolaccia o la bestemmia senza temere ripercussioni (ad esempio la sberla o il rimprovero che si da al bambino per educarlo).
E allora ecco la raffica di "porco...." quando si è in compagnia di amici...perchè poi?
Il termine D-I-O è formato da 3 lettere/suoni come qualsiasi altra parola.
Non ci credi? e allora perchè dire che è "porco" un entità che per te non esiste? per me ha più senso che lo dica un cattolico.
quoto sia Giova ke Inadatto nei precisi concetti riportati .
Oggi mi sento monadologico!
Non credo al caso. Penso che ogni fenomeno (fisico, psichico, mentale, etc...) abbia una causa, perciò, in ultima analisi, non c'è spazio per il caso.
Per semplicità, dato che il mio cervello ignora le cause, dico che un evento è casuale, intendendo dire che ne ignoro le cause e le finalità.
Trovo suggestiva una rappresentazione monadologica della realtà, in cui ogni monade rappresenti la realtà da un particolare punto di vista, con un modulo particolare di leggi di causa-effetto.
Tra queste monadi, deve essercene una superiore a tutte, la cui rappresentazione della realtà è completa, non in divenire ma in eterno essere, questa monade starebbe alle altre monadi come il limite di una serie che tende all'infinito sta alle somme parziali della serie.
Ogni monade sarebbe uno specchio dell'universo: in ognuna di esse sarebbe rappresentata ogni altra monade in forma codificata, e la monade assoluta sarebbe rappresentata, forse, dall'intera rappresentazione vista come un unico insieme.
Solo la monade assoluta non ha fini e volontà, essendo perfetta, perciò la sua rappresentazione interna dell'essere, a me inaccessibile, deve essere immobile e eterna, senza tempo e senza successione logica, le altre monadi hanno il fine di esprimere la loro, parziale, rappresentazione dell'essere secondo la loro natura.
_________________ Le donne ci guardano per fatti loro...le donne ci ignorano a peso d' oro
Le donne che volano ed io resto qua...per la donna che mi aspetterà...
Registrato: Jul 29, 2007 Messaggi: 368 Residenza: Abbazia di Northanger
Inviato: Mon Jul 21, 2008 21:14 pm Oggetto:
HurryUp ha scritto:
Oggi mi sento monadologico!
Mai letto Agostino d'Ippona? "Sant'" per i cattolici?
Potresti "sbrodolarti" per l'emozione, tanto più, che si colloca tra il II e III secolo d.C.
"Dialogo con il figlio" potrebbe turbarti........
Registrato: Aug 02, 2007 Messaggi: 340 Residenza: Alassio (SV), Brusson (AO), Milano
Inviato: Mon Jul 21, 2008 22:23 pm Oggetto:
Io sono un seguace di Nagarjuna, ma anzichè credere nella reincarnazione delle anime non credo neppure che il mio io di ieri sia lo stesso io di oggi. Credo che perlomeno tra uno stato di sonno ed il successivo nascano iii diversi che condividono tra loro solo dei ricordi approssimativi del loro vissuto. Solo che è istintivo per un io preoccuparsi della sorte dell'io successivo perchè quello che si condivide tra un io ed il successivo è comunque tantissimo, tanto che siamo convinti di essere la stessa persona.
Ovviamente non credo nell'immortalità di questi iii, e neppure nel libero arbitrio. Credo che siamo delle macchine governate dal Fato e che sia già tutto scritto e che la nostra vita sia un giro in ottovolante.
La questione dell'esistenza di Dio mi lascia indifferente, sono sì curioso, ma non è essenziale e comunque sono convinto che non si avrà mai una risposta.
La domanda essenziale rimane: perchè esistiamo?
_________________ IL RE E' NUDO. CHI E' NUDO E' RE!!!
Io seguo il principio di Godel, "Dio non è un ingannatore".
Se la mia mente formula una domanda, necessariamente deve trovare una risposta, anche una domanda illogica, mal formata, ha una risposta, quanto meno una risposta che dimostri l'illogicità della domanda, disinnescandola.
L'idea che "Dio non è un ingannatore" la generalizzerei dicendo che "l'essere non è pazzo", deve esserci quindi, tra tutti i possibili stati dell'essere, uno stato in cui ogni causa è conosciuta, rivelata, manifestata, altrimenti l'essere sarebbe in eterna condizione di follia, inconoscibilità, incompletezza.
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