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Il costo dell'orgoglio.

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Timidezza
Autore Messaggio
ignotus-
Intermedio
Intermedio


Registrato: Mar 30, 2006
Messaggi: 165

MessaggioInviato: Sat Jun 30, 2007 00:22 am    Oggetto: Il costo dell'orgoglio. Rispondi citando

Dopo una serata inutile, passata in pizzeria con un gruppo di persone delle quali conoscevo giusto due o tre, eccomi a pensare nuovamente, inevitabilmente, alla immobilità stagnante della condizione in cui mi trovo, nonostante i miei sforzi.
Cena sociale, stasera, di fine corso, alla quale ho voluto partecipare; tuttavia le persone del mio "turno" hanno praticamente tutte disertato all'ultimo momento l'incontro ed io, come un fesso, mi sono ritrovato solo a cena, solo fra una trentina di individui, ma senza nulla da dire... e senza nessuna voglia di dire qualcosa.
Certo, era un rischio calcolato, lo ammetto; ma la speranza che alla cena venisse una certa persona mi ha fatto optare per la mia partecipazione.

Sono molto timido, ma non fobico; in realtà non è tanto il fatto di aver cenato praticamente in silenzio, come un emarginato, a darmi fastidio (anche, ma non principalmente), bensì il fatto di non aver incontrato quella persona, che aveva assicurato la sua partecipazione, e di aver subito un disagio ed un calo di immagine, inutilmente.

Non avrò fatto una bella impressione di fronte a quelle persone che mi conoscevano, e ciò mi dispiace, ma del resto non mi importa poi molto... sono perfettamente in grado di stare da solo fra molti e di ignorare chiunque mi stia intorno.
Non dico che ciò sia bello, però lo posso fare.

Non ero l'unico, in realtà, in quella situazione; altri, normali, si guardavano intorno spaesati, scambiando si e no qualche parola di tanto in tanto, lasciati anch'essi soli dai loro conoscenti.
E' stata una situazione antipatica ma, ormai, avevo dato la mia parola e quindi ho dovuto bere l'amaro calice fino in fondo.

Ecco, una questione di onore o, meglio, di orgoglio.
Ciò nonostante, a breve mi ripresenterò a quelle persone come se nulla fosse, fingendo nella mia mente di essere sempre lo stesso, anche agli occhi altrui, mentre so che è assolutamente illogico pensare questo.

Alla fine, fra chi balla, chi ride, chi chiacchiera, ti senti l'unico paria della situazione e pensi mille volte al perchè accidenti ti sei voluto invischiare in un tale pantano.
La persona che doveva venire era una alla quale fino all'ultimo non ho avuto il coraggio di chiedere il numero e questa, prima della fine del corso, era l'ultima possibilità di incontro.
Ma la vita non aspetta gli indecisi, chi non riesce a prendere subito ciò che gli si presenta, lo perde inevitabilmente.
Una lezione che ho vissuto moltissime volte sulla mia pelle e che tuttavia non ho ancora imparato.

Ricordo, infatti, giusto un anno fa la medesima, identica cosa; occasione persa, cena di fine corso con rimpianto allegato. Altra persona, ovviamente.

A ben pensarci, ancora sento le parole di un amico che non c'è più da molti anni ormai, che mi invitava ad "accoppiarmi" per uscire con lui e la sua ragazza, in quattro.
Ero molto giovane, una tale risultato mi sembrava difficilissimo da ottenere, pur sperandolo. Nè potevo ammettere il mio male, per una questione di orgoglio, di nuovo.
Eccomi qui, ora, ancora come allora, con gli stessi problemi; a questo mi riferivo parlando di immobilità stagnante; il tempo passa ma pare che questa menomazione sia inossidabile.

Mi accorgo ormai di cercare sempre più spesso di raggiungere una condizione di serenità... di serenità e non di felicità. Di serenità... come un vecchio.
Con serenità forse intendo l'assenza del dolore... ma no, forse è il torpore, l'annacquamento delle percezioni, del sentire... per alleviare la sofferenza.

Chi sono io? La persona tante volte apprezzata, o il fesso che cena da solo, fra molti, senza parlare?
Un tempo cercavo una risposta nella scelta di una delle due opzioni, così diverse, contrapposte...
No, io sono entrambe contemporaneamente. Non sono bianco, non sono nero.
C'è un folla di personalità in me, ora ne emerge una, ora l'altra, tutte ugualmente mi appartengono, ma ciascuna si manifesta in particolari e precise condizioni e, purtroppo, nelle situazioni sociali si appalesa la parte peggiore di me.

Tutto questo, però, lo so solo io, io soltanto, nè il mio ego mi permette di manifestarlo all'esterno.
Su tutto, l'ombra ingombrante dell'orgoglio... eppure senza di esso l'ego sarebbe distrutto.

Ma quanto caro è il prezzo del suo mantenimento.

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fenicenanto
Esperto
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Registrato: Nov 20, 2006
Messaggi: 782

MessaggioInviato: Sat Jun 30, 2007 12:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

[/quote]Mi accorgo ormai di cercare sempre più spesso di raggiungere una condizione di serenità... di serenità e non di felicità. Di serenità... come un vecchio.
Con serenità forse intendo l'assenza del dolore... ma no, forse è il torpore, l'annacquamento delle percezioni, del sentire... per alleviare la sofferenza.

C'è un folla di personalità in me, ora ne emerge una, ora l'altra, tutte ugualmente mi appartengono, ma ciascuna si manifesta in particolari e precise condizioni e, purtroppo, nelle situazioni sociali si appalesa la parte peggiore di me.

[quote]


hai scritto delle cose bellissime,ogni parola da parte mia sarebbe superflua...
ti ammiro.

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inadatto
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Registrato: Apr 15, 2007
Messaggi: 1009
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Sat Jun 30, 2007 19:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi associo anche io. Te l'ho detto già varie volte, ma ogni volta che ti rileggo non posso fare a meno di ridirtelo Smile

Scrivi in una maniera spettacolare; hai una capacità unica di trasmettere ,attraverso i tuoi scritti , emozioni e sensazioni e descrivere situazioni che peraltro noi spesso conosciamo bene ma che non siamo in grado di dipingere con altrettanta acutezza e profondità.

Complimenti! Davvero !
E' anche superfluo dire che di nuovo mi ritrovo in quasi tutto quello che scrivi.
Solo un invito ; a partecipare di più al forum visto il bel contributo che riesci sempre a dare!


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PENSARE UN PO' DI MENO....AGIRE UN PO' DI PIU'
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fwm
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Registrato: Feb 07, 2007
Messaggi: 65
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Sat Jun 30, 2007 20:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non è mia abitudine scrivere in questo forum,mi limito spesso a leggere come molti credo, tuttavia i tuoi post sono scritti con un'oggettività e sensibilità tali che lasciano a bocca aperta,oltre un linguaggio chiaro e diretto. Credo esprimano perfettamente i pensieri e le sensazioni di molti. Tralascio i particolari della tua vita che restano quelli si soggettivi per ciascuno di noi ma ti quoto delle righe che...si commentano da sole:
Citazione:
Mi accorgo ormai di cercare sempre più spesso di raggiungere una condizione di serenità... di serenità e non di felicità. Di serenità... come un vecchio.
Con serenità forse intendo l'assenza del dolore... ma no, forse è il torpore, l'annacquamento delle percezioni, del sentire... per alleviare la sofferenza.

Ciao.

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Registrato: Jan 25, 2006
Messaggi: 1179
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MessaggioInviato: Sun Jul 01, 2007 13:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cambiare non è necessario
a volte
basta pensare di poter essere.


_________________
La leggenda... cadrà
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ignotus-
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Registrato: Mar 30, 2006
Messaggi: 165

MessaggioInviato: Wed Jul 04, 2007 22:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Risponderò, lo devo a chi ha impiegato il proprio tempo a leggermi, e lo farò evitando salamelecchi, che non sono nella mia natura; spero di chiarire così gli eventuali dubbi sulla mia anomala condotta, qui nel forum.

E' vero, non do consigli sui problemi altrui, perchè non ne ho da dare, altrimenti non sarei qui. Posso solo parlare di ciò che mi accade, eventualmente sperando che qualcuno possa trarne giovamento, anche prendendo le mie esperienze come esempio negativo, per comportarsi esattamente in maniera opposta.

Non ne chiedo, perchè ho capito che ogni consiglio rimane semplicemente un insieme di parole, se il suo contenuto non è parte della nostra esperienza di vita... solo ciò che è vissuto direttamente, in prima persona, ha un qualche potere di cambiamento (spesso nemmeno questo)... o almeno ciò è vero per me.

Dirò anche che il maggior beneficio che mi deriva dal postare su questo sito, paradossalmente, sta nel rileggere i miei stessi post e gli eventuali commenti che ne seguono, non importa se positivi o negativi; in realtà spesso, rileggendo ciò che ho scritto, mi accorgo di aver pensato, di essermi espresso, in un modo molto differente da quanto faccio quotidianamente. E' un'occasione di introspezione, di autoconoscenza... e, come ho già avuto occasione di dire, capita che, rileggendomi, fatichi a ricondurre tali sfoghi a me stesso, che nella vita quotidiana sono sempre controllatissimo nei miei pensieri e soprattutto nelle mie emozioni.

Con ciò non voglio assolutamente sminuire le esperienze altrui, cioè le vostre; è stata una grande occasione di crescita comprendere, tempo fa, che il mio disagio non era isolato, unico, ma che rientrava in una categoria, come qualsiasi malattia, e che era condiviso da molte persone.

Ora, che l'effetto positivo di tale comprensione è purtroppo ormai sfumato, rimane comunque un valido ausilio per me poter conoscere i pensieri e le esperienze altrui, come potrebbe essere diversamente?
Ma quanto alla mia possibilità di cambiare, ritengo che possa derivare, come ho detto, solo da esperienze che potrò vivere direttamente.

Non ho mai tenuto un diario, nè mai mi sarebbe venuta in mente una simile idea; per questo forse, non essendovi avvezzo, trovo così psicologicamente illuminante "verbalizzare", mettere per iscritto le mie impressioni, tutte le stranezze che mi passano per la testa, per di più in uno spazio ove possano essere lette.
Da questo postare, però, non mi attendo nulla, non mi attendo consigli nè soluzioni, l'atto stesso del postare per me è terapeutico.
Non so se qualcuno capisce ciò che intendo.

Comunque, la mia presenza sporadica non equivale a disinteresse o mancanza di rispetto per chi è costantemente presente qui, del resto è pur vero che moltissimi leggono i nostri post senza essersi registrati, senza intervenire direttamente, riimanendo ai margini.
Considerate la mia una posizione intermedia.

La verità è che quando scrivo qui non sono in "modalità standard"; spesso lo faccio dopo l'ennesima delusione, a volte dopo aver alzato un pò il gomito (devo dire in effetti che l'alcol è una grande fonte di ispirazione)...
Cammino sul filo del rasoio, di fatto non appartengo totalmente a questo ambiente così come non appartengo totalmente all'altro.
Trascorro lunghi periodi senza visitare questo sito, in quanto, stimolato da nuove illusioni, profondo le mie energie nel tentativo - rivelatosi fino ad oggi sempre vano - di porre fine a questa situazione... poi raggiungo un livello di stanchezza o di delusione estremo, torno a chiudermi nuovamente in me stesso per "ricaricarmi" e la visita a questo sito, con annesso postare, fa parte del "rituale di ricarica", così come la lettura di svariati libri, la meditazione e quant'altro.

Ricaricatomi, torno di nuovo "all'esterno" per continuare la mia guerra contro me stesso, gli altri e l'ambiente circostante, nella speranza che sia la volta buona... che, prima o poi, sarà la volta buona.
Il tempo però passa, ed ecco quindi affacciarsi il discorso della vecchiaia e della morte.
Le detesto e le temo, ma non credo di temerle, in quanto tali, più della media delle persone consapevoli.
Come ha scritto un saggio, però, coloro che hanno più paura della morte sono quelli che non vivono (nel senso che non riescono a vivere, a fare esperienze), perchè temono che la morte arrivi e allora ad essi sarà per sempre negata la possibilità di vivere; chi trascorre una vita piena, completa, ha sicuramente meno paura della morte in quanto, quando verrà, potrà almeno dire di aver vissuto e non avrà (troppi) rimpianti.
Non ho mai sofferto di depressione e non credo che mai potrà accadermi; il mio "pessimismo cosmico" è oggettivo, descrivo la mia realtà per quella che è, ma nonostante tutto non rinuncio al tentativo di modificarla, anche se periodicamente, stremato, sento il bisogno prendermi una pausa.
Inutile, infatti, cercare di addolcire la medicina; da tempo ho capito che i cambiamenti avvengono per shock e nascondersi la verità, perchè squallida e dolorosa, non fa che prolungare quello stato di cose che vorremmo cambiare.

Spero di essere riuscito a spiegarmi, senza indisporre nessuno.

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Registrato: Apr 15, 2007
Messaggi: 1009
Residenza: Roma

MessaggioInviato: Wed Jul 04, 2007 23:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non ti dico più che scrivi in una maniera spettacolare con e immensa profondità e spietata lucidità ignotus- sennò i complimenti sono troppi Very Happy Very Happy Very Happy

ma un passaggio in particolare mi piace sottolineare perché su questo punto la penso esattamente come te ed è questo

ignotus- ha scritto:

Non ne chiedo, perchè ho capito che ogni consiglio rimane semplicemente un insieme di parole, se il suo contenuto non è parte della nostra esperienza di vita... solo ciò che è vissuto direttamente, in prima persona, ha un qualche potere di cambiamento (spesso nemmeno questo)... o almeno ciò è vero per me.


è purtroppo vero! Anche a me piace dare e ricevere consigli ma alla fine mi sono convinto che è solo quello che proviamo sulla nostra pelle che a volte dolorosamente ha il potere in qualche modo di farci cambiare... verba volant


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