1giova88: Mon May 05, 2008 17:34 pm Oggetto: tra realtà e follia
riporto qui la riflessione che ho fatto in un altro forum.
In medicina si fa una differenza netta tra pazzia e normalità, tra una psicologia alterata ed una normale...si parla anche di psicologie semplici e psicologie composite (più districate e raccapriccianti).
C'è gente che si chiama "Alda merini" ed è stata in un manicomio, c'è gente che violenta per anni sua figlia e si meriterebbe per tutti altrettanti anni di manicomio. Chi è il più pazzo tra i due?
C'è gente che si chiede come...chi è che decide (decideva) che eri da manicomio o meno?
In base a cosa? Chi è che decide che è normale la normalità ed è problematica una psicologia più composita (o addirittura squilibrata?).
Chi è che decide che un uomo per scegliere il male oggettivo anzichè il bene deve per forza avere grossi problemi sotto il punto di vista psicologici (c'è chi pensa che queste stesse frasi, queste stesse affermazioni siano frutto di psicologie alterate/composite/non ordinate; c'è chi pensa siano il frutto di un genio, chi di una malattina), chi decide che farsi 20h su 24 una serie di domande e risposte sia da alterati mentali/depressi e chi decide se tu sei solo un povero pazzo o un Celan/Alda Merini non ancora compresi.
Chi vi dice che non è il contrario? che forse qualcuno che riteniamo sotto il punto di vista psicologico anormale in verità sia solo più consapevole di limiti e non limiti e che chi si considera normale semplicemente stia sfuggendo alla propria stessa follia?
Perchè il malato è il depresso (questioni ormonali e cianfrusaglie varie a parte) e non è il normale (cioè colui che rimane passivo alla vita)?
Perchè la Merini in manicomio, Celan un salto da un ponte non sono normali e un pinco pallino qualunque sì?
Cosa significa essere non conformi psicologicamente alla normlità? E cosa ti discosta tanto dalla normalità da renderti anormale?
Secondo me chi soffre di malattie mentali gravi..oltre ad essere 1000 cose diverse insieme, come tutte le persone, è fragile..non ha la corazza che permette di difendersi da cure in alcuni casi si trasformano in veri e propri abusi..
A questo proposito..non so se hai visto il film "Un angelo alla mia tavola" della regista australiana Jane Campion.. mostra molto bene quello che intendo..
Quel padre a cui ti riferisci..penso che la corazza ce l'abbia sempre avuta bella tosta..ho letto oggi sul giornale che x gli "esperti" soffrirebbe di disturbi emotivi..bah! x me è un individuo banalmente crudele..che ha trovato le condizioni ambientali favorevoli x far germogliare ad altissimi livelli la sua crudeltà.. _________________ "E a che cosa serve un libro", pensava Alice, "senza figure e dialoghi?"
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