Inviato: Sat Jul 19, 2008 11:16 am Oggetto: Essere diversi
Mi sono sempre sentita così...
E' una sensazione continua che ti fa sentire tra l'altro di non poter mai essere come gli altri, normale, comune.
Eppure nonostante tutte le mie difficoltà spesso mi chiedo se sia veramente un male, essere diversa. A parte le cose che non riesco a fare ho imparato ad accettare il mio modo di essere, e ho rinunciato anche a cambiarlo, che tanto è inutile. A volte penso di essere stata solo molto sfortunata nell'incontrare la gente che mi sta accanto...persone con cui non ho nulla in comune, nè caratterialmente (e questo posso accettarlo perchè è ovvio che non ci può essere nessuno uguale a te, sarebbe anche assurdo) nè parlando di interessi, stili di vita, passioni...ecc. Fin ora ho incontrato solo una persona più simile a me ma stiamo lontane e quindi è un pò come se non ci fosse.
Per il resto mi ritrovo ad uscire la sera, sforzandomi immensamente per farlo (sia per non far parlare mia madre, che mi tormenterebbe a vedermi a casa dato che non sto studiando, sia per cercare di cambiare un pò), e mi ritrovo con gente con cui non ho ASSOLUTAMENTE NULLA in comune, tranne l'età. E non so mai di che parlare, non voglio sembrare l'intellettuale o quella che fa le cose diverse dalla massa (es. non ascolto musica commerciale, non faccio sport, non bevo, non fumo...). Così finisco sempre per sentirmi diversa...un pesce fuor d'acqua. E non riesco a divertirmi. Mai, qualsiasi cosa facciamo...anzi spesso mi annoio e non vedo l'ora di tornare a casa. Esempio: ieri sera disgraziatamente abbiamo incrociato uno (amico della mia amica e mio ex compagno di classe, con cui non avevo più rapporti da anni ovviamente perchè cancello tutti dalla mia vita) e siamo andati fuori paese...una noia mortale. Erano tutti accumunati da qualcosa, non so, come se fossero sullo stesso livello e io invece in un'altra dimensione. Poi il tale correva a 160 e io non avevo nemmeno il coraggio di dirgli di rallentare...cmq ovviamente non salirò mai più sulla sua macchina.
Ma la cosa che detesto è che si ripete sempre uno stesso copione...come se non avesse mai fine. E io mi sento sempre diversa, fuori posto...comincio a desiderare di andare a casa, e penso che mi sarei divertita di più a guardare un film e giocare col cane. Poi però penso: ma ho 21 anni, posso continuare a vivere fuori dalla società? Evidentemente no...poi a maggior ragione in estate, la cosa è sarebbe più sconcertante. Quindi mi sforzo, esco, mi annoio, insulto mentalmente tutti quelli con cui sto, poi torno a casa, senza aver realmente avuto contatti umani di qualità e senza essermi divertita, frustrata e amareggiata perchè so che probabilmente non troverò mai nessuno con cui sentirmi bene.
Che vita triste...
_________________ I felt a funeral, in my Brain,
And Mourners to and fro
Kept treading- treading- till it seemed
That Sense was breaking through-
E.D.
Non sei tu ad essere diversa,è il mondo che è cosi' la' fuori.Puo' non piacerti,puoi continuare ad uscire e fare le tue valutazioni ,sceglierne di farne parte o meno ma non lo puoi cambiare.Puoi provare pero' ad essere te stessa la' fuori e a guardarlo con i tuoi occhi.
Oppure vivilo con spensieratezza,avrai tempo per essere seria e distaccata.Il tempo passa in fretta.
L'ultima modifica di vetro il Sat Jul 19, 2008 13:34 pm, modificato 1 volta
Registrato: Jul 18, 2008 Messaggi: 4 Residenza: roma
Inviato: Sat Jul 19, 2008 13:02 pm Oggetto: Re: Essere diversi
Aleydis ha scritto:
Mi sono sempre sentita così...
E' una sensazione continua che ti fa sentire tra l'altro di non poter mai essere come gli altri, normale, comune.
Eppure nonostante tutte le mie difficoltà spesso mi chiedo se sia veramente un male, essere diversa. A parte le cose che non riesco a fare ho imparato ad accettare il mio modo di essere, e ho rinunciato anche a cambiarlo, che tanto è inutile. A volte penso di essere stata solo molto sfortunata nell'incontrare la gente che mi sta accanto...persone con cui non ho nulla in comune, nè caratterialmente (e questo posso accettarlo perchè è ovvio che non ci può essere nessuno uguale a te, sarebbe anche assurdo) nè parlando di interessi, stili di vita, passioni...ecc. Fin ora ho incontrato solo una persona più simile a me ma stiamo lontane e quindi è un pò come se non ci fosse.
Per il resto mi ritrovo ad uscire la sera, sforzandomi immensamente per farlo (sia per non far parlare mia madre, che mi tormenterebbe a vedermi a casa dato che non sto studiando, sia per cercare di cambiare un pò), e mi ritrovo con gente con cui non ho ASSOLUTAMENTE NULLA in comune, tranne l'età. E non so mai di che parlare, non voglio sembrare l'intellettuale o quella che fa le cose diverse dalla massa (es. non ascolto musica commerciale, non faccio sport, non bevo, non fumo...). Così finisco sempre per sentirmi diversa...un pesce fuor d'acqua. E non riesco a divertirmi. Mai, qualsiasi cosa facciamo...anzi spesso mi annoio e non vedo l'ora di tornare a casa. Esempio: ieri sera disgraziatamente abbiamo incrociato uno (amico della mia amica e mio ex compagno di classe, con cui non avevo più rapporti da anni ovviamente perchè cancello tutti dalla mia vita) e siamo andati fuori paese...una noia mortale. Erano tutti accumunati da qualcosa, non so, come se fossero sullo stesso livello e io invece in un'altra dimensione. Poi il tale correva a 160 e io non avevo nemmeno il coraggio di dirgli di rallentare...cmq ovviamente non salirò mai più sulla sua macchina.
Ma la cosa che detesto è che si ripete sempre uno stesso copione...come se non avesse mai fine. E io mi sento sempre diversa, fuori posto...comincio a desiderare di andare a casa, e penso che mi sarei divertita di più a guardare un film e giocare col cane. Poi però penso: ma ho 21 anni, posso continuare a vivere fuori dalla società? Evidentemente no...poi a maggior ragione in estate, la cosa è sarebbe più sconcertante. Quindi mi sforzo, esco, mi annoio, insulto mentalmente tutti quelli con cui sto, poi torno a casa, senza aver realmente avuto contatti umani di qualità e senza essermi divertita, frustrata e amareggiata perchè so che probabilmente non troverò mai nessuno con cui sentirmi bene.
Che vita triste...
Ciao Aleyedis.
Voglio cominciare un discoso che sicuramente suscitera' molti commenti oppure nessuno perche' chisssa' il messaggio non verra' colto.
Su questo forum si fa un gran parlare di quanto siamo inadatti ad avere a che fare con quelle persone che ci circondano.
Se da un punto di vista e' vero che le nostre capacita' di interelazionarsi possono essere minori ,mi viene da pensare che questo nostro essere meno maturi da questo punto di vista possa essere determinato anche dal fatto che abbiamo voluto preservare quello che siamo senza scendere a compromessi.
Bisogna sempre prendere atto che l'inadeguatezza e' un sentimento di non appartenenza ,ma forse allora piu' che cercare di eliminare questa sensazione dovremmo cercare delle persone che ci possano capire.
Il discorso qua si potrebbe allungare ,potrebbe prendere risvolti sociologici riguardanti anche una realta' ,soprattutto quella italiana,in cui maschilismo ,continua ricerca del divertimento ,superficialita' ,violenza,distanza fra i sessi ,sono all'ordine del giorno.
Io fin dalle elementari ho avuto difficolta' a relazionarmi ,pero' mi sono sempre reso conto che era perche' non avevo nulla a che vedere con quelle persone.Cosa che puo' essere normale in una realta' di paese nella quale il livello di ignoranza e' molto alto e le prospettive molto basse tra i giovani;quindi io ragazzo cresciuto da uno psicologo/ingegnere e una maestra non sopportavo quella realta'.
Con questo non posso certo prendermela con le persone che mi circondano ,la colpa non e' loro ,ma sono le circostanze e i contesti che li hanno resi come sono .
Io per esempio vivo nei castelli romani e non sopporto uscire ,perche' mi ritroverei con amici che non pensano altro che bere e correre con le macchine ,amici con i quali non riuscirei nemmeno lontanamente ad avvicinarmi a fare un discorso serio.
Quindi ,si ,a un certo punto ,se dovessi prendere loro come modelli ,mi dovrei sentire inadeguato ,sbagliato .
Per fortuna da un po' frequento l'ambiente universitario nel quale la realta' e' abbastanza diversa.
Il problema e' che 13 anni spesi in totale isolamento ,a contatto con gente di quel tipo ,che mi ha sempre giudicato ,rifiutato ,non compreso ,mi ha reso una persona chiusa ,sfiduciosa nel contatto con la gente.
La mia unica esperienza positiva ,apparte qualche rapporto felice anche con ragazze per fortuna,e' stata andare a Londra ,dove ho visto persone che avevano una vita che corrispondeva esattamente ai miei canoni.
Il problema e' che loro avevano un lavoro ,l'inglese ,l'universita' ,molta piu' cultura di me ,e quindi nonostante desiderassi enormemente avere a che fare con loro finivo sempre per essere il disadattato che viene da una piccola realta' di paese in un paese sotto certi aspetti cosi' arretrato come l'Italia.
Al momento non mi arrendo ,sto vivendo una sorta di isolamento .
Pero' mi sto armando di strumenti di studio ,un inglese migliore ,esperienze lavorative ,presto una licenza da barman,insomma tutto quello che mi potrebbe servire per poter fuggire da qui.
Si perche' io mi sento ORGOGLIOSO DI ESSERE DIVERSO da molta gente perche' so che c'e' una REALTA' DIVERSA.
NON E' ESSERE MALATI SE SIETE E VI COMPORTATE IN MANIERA DIVERSA DALLA MASSA.
L'importante e' trovare delle ancora di salvezza ,che possono essere delle persone o anche degli obbiettivi a lunga gittata ,come il mio di fuggire a Londra appena posso.
Quindi se posso darti un consiglio personale Aleydis e' non arrenderti che tanto prima o poi persone che ti capiscono le trovi .Non scendere a compromessi per essere diversa da quello che sei.
Tu non sei affatto diversa! Nessuno di noi è diverso! Guardiamoci allo specchio: siamo esseri umani, non extraterrestri, solo che noi abbiamo del buon senso e della timidezza in più rispetto a tutti gli altri!
Registrato: Nov 23, 2006 Messaggi: 602 Residenza: bg
Inviato: Sat Jul 19, 2008 15:53 pm Oggetto:
DylanDog88 ha scritto:
Tu non sei affatto diversa! Nessuno di noi è diverso! Guardiamoci allo specchio: siamo esseri umani, non extraterrestri, solo che noi abbiamo del buon senso e della timidezza in più rispetto a tutti gli altri!
o qualche vittimismo o piagnucolio in + rispetto ad altre persone..cmq concordo siamo esseri umani!
Registrato: Jul 08, 2008 Messaggi: 60 Residenza: un buco di paese in Umbria!!
Inviato: Sat Jul 19, 2008 19:29 pm Oggetto:
mi ritrovo perfettamente in quello che hai scritto Aleydis ...e cioè nel sentirti soli in mezzo a persone che sono diverse da noi ..per interessi ..per quello che pensano ..mi sono ritrovato in situazioni simili tantissime volte e devo dire che a quel punto è meglio starsene a casa
..e anche tu Razzler hai detto una cosa giustissima "il fatto che abbiamo voluto preservare quello che siamo senza scendere a compromessi" e farlo in questa società dove l'omologazione e il sovrapporsi delle identità sembrano essere l'unica regola da seguire per evitare l'esclusione sociale è da coraggiosi!!!
il problema però è che se si nasce o si cresce in un contesto che nn ci appartiene il nn fobicosociale cerca il suo ambiente ..cerca chi condivide i suoi interessi , i suoi ideali ...mentre chi è un fobicosociale rimane a casa e si isola e basta!!!
L'ultima modifica di giordano2 il Sat Jul 19, 2008 19:37 pm, modificato 1 volta
Porco giuda, anche io la stessa identica maledetta frustrante sensazione.
Ho parecchi amici, una vita tutto sommato soddisfacente e ringrazio il cielo per questo. Ma mi sento spesso solo.
Solo, chiuso nel mio mondo. Appollaiato sul mio eremo di pensatore un po' pazzo, di ventenne filosofo e sovente fuori dalla realtà.
Boh. Non so nemmeno cosa è reale e cosa no. Cosa è giusto e cosa sbagliato.
In questo ultimissimo periodo ho pensato tanto a questa cosa... alle volte mi pare d'essere un alieno. Non che la cosa mi dispiaccia eh, è bello alla fin fine accorgersi di essere diversi, di distinguiersi da questo schifo. Ciò non toglie che siamo persone, esseri umani. E come tali abbiamo BISOGNO della vicinanza dei nostri simili.
Troppo spesso, per noi, questi simili sono troppo infantili, superficiali, volgari...
Ma perchè non creiamo un gruppo nostro? Qui ci sono tante persone di Roma e dintorni ad esempio. Perchè non vedersi al di fuori di questo contesto? Io non sono sociofobico, ma l'invito è rivolto a tutti: timidi e meno timidi. Così, per parlare, confrontarci, conoscerci davanti a una birra, o andare a mangiare una pizza assieme. E chissà che non si scopra una vera affinità.
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