«Dai poco quando doni ciò che hai. Quando doni te stesso, solo allora dai veramente.»
«Il dolore è troppo grande per regnare in piccoli cuori.»
«L'eterno che è in noi conosce che la vita è senza tempo; e sa che oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.»
«Il selvaggio che ha fame coglie il frutto dall'albero e mangia. Il cittadino che ha fame, nella società civile, compra della frutta da qualcuno che l'ha acquistata da qualcun altro che l'ha acquistata da colui che l'ha colta dall'albero.»
«La pena d'amore canta, la tristezza della conscenza parla, la malinconia del desiderio sussurra, l'angoscia della povertà piange. Ma c'è un dolore più profondo dell'amore, più elevato della conoscenza, più forte del desiderio, più amaro della povertà. Non ha voce né timbro; i suoi occhi brillano come stelle.»
«Come puoi pensare di comprendere le sostanze indagando sugli scopi cui sono destinate? Puoi forse descrivere il sapore del vino esaminando la brocca che lo contiene?»
«La vita è tutto ciò che vive, non è concepita nel cristallo ma nella nebbia. Chi sa se il cristallo non è che la nebbia svanita?»
«Chi di noi dà ascolto all'inno del ruscello quando parla la tempesta?»
«Ho scoperto il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.»
«Nessuno mi ha impedito di fare qualcosa a cui non fosse interessato lui stesso.»
«Ci sono misteri nell'anima che nessuna ipotesi può scoprire, né nessuna intenzione può rivelare.»
«Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte.»
«La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.»
«Una perla è un tempio costruito dalla sofferenza intorno a un granello di sabbia. Quale anelito fu quello che edificò i nostri corpi, e intorno a quali granelli?»
«Tutti siamo prigionieri, ma alcuni di noi stanno in celle con finestre, altri in celle senza finestre»
«Le tartarughe potrebbero raccontare delle strade più di quanto non potrebbero le lepri»
«Per capire il cuore e la mente di una persona, non guardare a ciò che ha raggiunto, ma a ciò cui aspira»
«Quando l'uomo inventa una macchina, la fa funzionare; in seguito è la macchina che fa funzionare l'uomo, ed egli diventa schiavo della sua schiava»
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
La verità si troverebbe nel mezzo. Nient’affatto. Solo nella profondità.
Arthur Schnitzler
Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte.
Edgar Allan Poe
Sappiamo ciò che siamo, ma non quello che potremmo essere.
William Shakespeare
Ama tutti, fidati di pochi, non fare torto a nessuno.
William Shakespeare
Non è mai esistito ingegno senza un poco di pazzia
Seneca
Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato, che è la storia; il presente del presente, che è la visione; il presente del futuro, che è l’attesa.
Sant’Agostino
Le avversità non le affrontiamo perché sono difficili, ma sono difficili perché non le affrontiamo.
Seneca
Non fidarti della momentanea bonaccia: fa presto il mare ad agitarsi.
Seneca
_________________ Essere o non essere ! Questo è il dilemma.
Inviato: Mon Oct 13, 2008 21:45 pm Oggetto: storia..BELLISSIMA.
"mi trovo davanti al caso di fobia e ossessività che io abbia mai visto (e tutt'ora continua ad esserlo).
Ricordo che arrivammo nel mio studio e questo ragazzo fu preso da una sensazione di dramma.
Aveva paura di tutto,di respirare,di vivere,entrato in questa stanza si era come paralizzato. Aveva preso a muovere gli occhi lentamente, a esplorare centimetro per centimetro questo spazio ignot,probabilmente ostile,che cercava di sopraffarlo.Fu l'incontro piu lungo che mi è capitato di vivere: dalle 11 alle 4 del pomeriggio.
Adesso capisco il senso dell'espressione "immobilizzato dalla paura".
E' un paradosso,perchè di fronte alla paura la reazione sarebbe quella di scappare o di aggredire.
Davanti a me avevo la paura che pietrifica.
Ne fui affascinato. Rimasi immobile a pensare cosa può essere la paura. Avevamo gli occhi puntati l'uno sull'altro, e anch'io rimanevo di pietra.
Volevo sentirlo parlare, e assistetti a una delle epressioni più estreme dell'ossessività. Era come se facesse delle prove, e anche in questo caso fosse annichilito dal gioco di comandi opposti,dire o non dire.
Muoveva le labbra con lentezza estenuante,ma da quella bocca non usciva una parola.
E' da qui che ho capito quanto nefanda sia la parola e quanto sapiente ed espressivo,talvolta,il silenzio. Rimanevo li a guardare, e pensavo ai miei precedenti incontr,tutti basati sulle parole; parole buttate,come in una partita a tennis.
Cercavo di intuire che cosa volesse dirmi muovendo le labbra e a mia volta non osavo parlare, e mi chiedevo cosa pensasse,se pensasse che volessi dirgli qualcosa,oppure che desideravo non gli nulla.
Fu una delle piu "belle" sedute a cui abbia partecipato.
La parola ha imposto dei significati.
Maledetta la semantica,l'etimologia e il segno del contesto.
Sono piu importanti i sentimenti, perchè non hanno mai bisogno di parole.
Quando si esprime a parole un sentimento,lo si rovina.
Come si fa a spiegare la nostalgia, a spiegare un'immagine del proprio passato, di un padre che non c'è piu da trent'anni.
Parliamo troppo.
Gli psichiatri parlano fino a non poterne piu, oppure hanno sempre bisogno di parole.
A stare davanti a uno per ore senza dire nulla,ci vuole una forza interiore straordinaria. Io l'ho provato e oggi riuscirei a farlo per un giorno intero.
Sarebbe un dialogo intenso. Come sapevano fare gli eremiti.
Questo è l'uomo.
L'ossessività è una patologia frequente perchè è un cerimoniale della paura e solo gli imbecilli e i maniacali non hanno paura che però poi,diventano depressi.
Lui soffriva di una sindrome fobico-ossessiva in cui alla paura segue il cerimoniale per lenirla. Ma si arriva al punto in cui la stessa ossessività fa paura, e allora si diventa matti.
Da questo ho imparato che le statue Vivono e ho imparato a guardare con maggior interesse al mondo orientale,che si fonda sull'immobilità e sui silenzi.
Quelle maschere sono volti con espressioni fermate, non come in occidente, dove si indossano per coprire un viso falso.
Ho voluto molto bene a questo ragazzo, ho fatto di tutto per non fagli paura e per insegnarli che si può vivere con la paura e di paura.
Forse quel ragazzo è l'uomo che meglio conosce anche la mia paura.
Inviato: Mon Oct 13, 2008 22:27 pm Oggetto: Re: storia..BELLISSIMA.
Falcor ha scritto:
FALCOR A METÀ
Sono seduto su un grattacielo vedo gli aerei passare
poi guardo giù voglio saltare voglio imparare a volare
e allora volo via siamo in viaggio io e la mente mia
guardami ho già spiccato il volo ed ora sono proprio sopra a casa tua
il falcor va senza catene fugge gli sguardi sa che conviene
e indifferente sorvola già tutte le accuse boschi e città
Io che sono falcor, falcor a metà
Son di nuovo sul grattacielo ed ho imparato a volare
se guardo giù quello che vedo ora è la gente passare
e chissà se questo è il segreto per vivere con me
seduto su un grattacielo devo stare in alto come un falcor per non farmi catturare
Ma il falcor va senza catene fugge agli sguardi sa che conviene
e indifferente sorvola già tutte le accuse boschi e città
And so my friends libera le ali ogni anima le ha rubale alla libertà
il falcor va senza catene fugge agli sguardi sa che conviene
e indifferente sorvola già tutte le accuse boschi e città
io che son falcor, falcor a metà...
_________________
contattami se hai il coraggio, ti farò a pezzi (cit.
L'accaduto non è nel tempo, ma possiede il tempo: è il tempo.
_______________________________________________
Tre persone erano al lavoro in un cantiere edile. Avevano il medesimo compito, ma quando fu loro chiesto quale fosse il loro lavoro, le risposte furono diverse. “Spacco pietre” rispose il primo. “Mi guadagno da vivere” rispose il secondo. “Partecipo alla costruzione di una cattedrale” disse il terzo.
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